Marcegaglia (Confindustria): «Il sindacato difende i ladri e i fannulloni


La presidente di Confindustria: «Vorremmo avere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e quelli che non fanno il loro lavoro». Manuela Palermi e Oliviero Diliberto (Pdci): “Marcecaglia cerchi i ladri tra le imprese che rappresenta”. “Parole che trasudano odio di classe”
Dura reazione del Partito dei Comunisti Italiani dopo le parole pronunziate dalla leader di Confindustria al convegno di Federmeccanica: «Vorremmo avere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e quelli che non fanno il loro lavoro. Noi abbiamo detto che l’art.18 deve rimanere per atti discriminatori ma vogliamo poter licenziare quelli che non fanno il loro lavoro».

    Manuela Palermi, segreteria nazionale Pdci: Le parole di Marcegaglia sono indegne. Il sospetto è che dietro gli insulti ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali ci sia la volontà di far saltare il tavolo della trattativa lasciando Monti libero di fare la controriforma del lavoro dettata dalla Bce, e cioè come vuole Confindustria. Per l’ennesima volta – continua Palermi -gli imprenditori si presentano per quel che sono: avventurieri. A Bersani, oggi criticato da alcuni esponenti della maggioranza che sostiene Monti, va tutto il nostro apprezzamento. Se ladri ci sono nella storia d’Italia, Marcegaglia non li ricerchi tra i lavoratori, ma tra le imprese che rappresenta. Basta ricordare le vicende di Manipulite e le cricche dell’epoca berlusconiana”.

“Le parole della Marcegaglia sono di una violenza inaudita e trasudano un fortissimo odio ‘di classe’” afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci – Fds, che prosegue: “E sono gravi doppiamente perché pronunciate durante la trattativa tra governo e parti sociali sulla riforma del lavoro. Temo siano parole di chi sente le spalle coperte, da un governo che vuole fare una riforma a senso unico, colpendo duramente le tutele del mondo del lavoro, a partire dall’articolo 18″

Macegaglia: «In Italia impossibile licenziare fannulloni e ladri»

Le dichiarazioni di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, sulla necessità di una maggiore flessibilità in uscita nel mercato del lavoro italiano, non hanno mancato di sollevare polemiche.
La leader di Confindustria aveva dichiarato che : ” molte aziende straniere non sono intenzionate a investire in Italia perché nel nostro Paese è impossibile licenziare fannulloni, assenteisti e ladri. Colpa dei sindacati, secondo Marcegaglia.”

Secondo il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, le dichiarazioni della Marcegaglia, oltre che “ingiuste ed offensive”, sono state “un gravissimo errore di valutazione. “Se vuole cercare i ladri – replica Di Pietro – cominci a guardare in casa”.

”Emma Marcegaglia offende con le sue parole milioni di lavoratori, la maggior parte dei quali fa sacrifici e si spacca la schiena per stipendi da fame”, afferma Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista – Federazione della Sinistra. ”Come si permette – aggiunge – di dare dei fannulloni ai lavoratori? I fannulloni stanno nella giunta di Confindustria, non nelle fabbriche!”.

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Quelli che tagliano lo stato sociale.

Quelli:
- che non sono sfigati;
- dai guadagni milionari;
- della provvidenza del colle;
- della restaurazione capitalista.

Tassa sull’ombra: ultima frontiera della pressione fiscale. Non è uno scherzo !!

Vecchi e nuovi balzelli a carico dei commercianti.
Una sola esigenza di comuni e stato: fare cassa sulle spalle del lavoro dei cittadini che producono.
Ecco come l’entità di “Stato” si allontana sempre di più dalle esigenze della comunità, creando un solco invalicabile.

Ai commercianti di Cagliari è stato infatti richiesto dall’Aipa, l’agenzia di riscossione di alcune imposte comunali, un tributo per l’ombra proiettata sul marciapiede dalle insegne dei negozi.
Qualcuno aprendo la lettera ha sorriso pensando ad uno scherzo, ma non era così.

Non si tratta di una novità.

In realtà la tassa sull’ombra è stata istituita per decreto nel lontano 1997 (insieme ad altre tasse, ad esempio quella sui passi carrabili) anche se viene applicata in pochissimi comuni italiani.
Il presidente della Confesercenti Roberto Bolognese ha raccolto negli ultimi giorni le lamentele di molti negozianti, indignati per questo tributo dal retrogusto borbonico.
Infastidisce l’accanimento sui piccoli commercianti, soprattutto in un periodo economico così delicato e difficile.

Non si tratta di un importo alto (per un’insegna di medie dimensioni la tassa è di circa 100 euro l’anno e si scende in maniera proporzionale per insegne più piccole) ma a suscitare la reazione è una questione di principio.
I negozianti si chiedono quale sia il servizio pubblico offerto che giustifica il tributo.
Soprattutto considerando che l’apposizione di una insegna luminosa o di una tenda parasole, comporta già il pagamento del tributo per pubblicità.
In pratica è un’estensione della Tosap, o tassa di occupazione del suolo pubblico (quella che i ristoratori pagano per mettere sul marciapiede sedie, tavolini e ombrelloni).
Nel caso dell’ombra anche pochi centimetri rilevano tanto che la tassa viene applicata anche nel caso di una bacheca che sporge leggermente dalla parete proiettando ombra.

TASSA SULL’OMBRA: EFFETTO RETROATTIVO E SOLITO SCARICABARILE POLITICHESE

A ciò si aggiunga che sono state fatte richieste di pagamento retroattive, per gli anni 2010 e 2011 (e verosimilmente arriveranno anche le richieste per il 2012).

A Cagliari il Comune ha scaricato le proprie responsabilità sul Parlamento, unico in grado di abolire la tassa.
Verissimo.
Ma il Comune ha la facoltà di non applicarla quantomeno, se non ne riconosce la razionalità o l’opportunità.

Succede a Milena

Milena

Milena

La giornata conclusiva delle manifestazioni carnevalesche, causa il maltempo, è stata rinviata a sabato 25 febbraio 2012, con l’augurio che il bel tempo assista lo sforzo di quanti hanno lavorato e si sono impegnati per la riuscita della festa di popolo.

    Prorogati i contratti agli Lsu
    La Giunta comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Vitellaro, ha impartito le direttive per consentire la proroga dei contratti di lavoro ai lavoratori socialmente utili. La proroga è stata prevista sino al prossimo 31 dicembre 2012.
Milena

Milena

Liquidate spettanze censimento
L’amministrazione comunale ha disposto la liquidazione delle spettanze ai due dipendenti che hanno effettuato il censimento. I due dipendenti sono stati Calogero Mulè e Carmelo Palumbo. Per ognuno di loro è prevista la liquidazione di 1459 euro a testa.

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Il Presidente dell’ANM – dott. G. Tona – dichiara che ” «Al nuovo Codice antimafia servono riparazioni urgenti»

Dalla pagina 31 del giornale ” LA SICILIA ” ed di martedì 21 Febbraio 2012, Caltanissetta,CL2102-CL03-31


“Il nuovo Codice Antimafia è la casa in cui vogliamo abitare ma entra acqua e necessita di riparazioni urgenti”.
Lo ha detto Giovanbattista Tona, presidente dell’Anm di Caltanissetta e componente della Fondazione Progetto Legalità, illustrando le proposte di modifica del Codice Antimafia elaborate dall’Osservatorio nazionale in materia di sequestro e confisca, insieme con il Dipartimento Dems dell’Università di Palermo, la Procura nazionale antimafia e i tribunali di Palermo e Milano.
“In particolare – ha detto Tona – si rendono immediatamente necessari alcuni correttivi riguardo la disciplina dei tempi del sequestro e i compiti dell’Agenzia Nazionale dei beni confiscati che con sole trenta persone non è oggettivamente in condizioni di svolgere il proprio ruolo”.

giudice tona

giudice tona

Avvocati allo scontro, a marzo altri 4 giorni di sciopero

Tariffe, rischio incostituzionalità per il Cnf

Gli avvocati radicalizzano la protesta. L’assemblea nazionale dell’Oua, tenutasi a Roma, si chiude infatti con la conferma delle due giornate di sciopero indette per il 23 e 24 febbraio prossimi, e la proclamazione di altre quattro giornate di astensione dalle udienze, dal 21 al 24 marzo, in “segno di protesta contro i progetti del governo in materia di giustizia e di liberalizzazioni”, e in contemporanea con il Congresso straordinario di Milano.

Appuntamento, dunque, il 23 febbraio al cinema Adriano di Roma dove gli avvocati terranno una manifestazione e contemporaneamente in tutta Italia metteranno in atto un’occupazione “simbolica” di 100 uffici giudiziari, nonché altre manifestazioni davanti a Palazzo Chigi, Camera dei Deputati e Senato.

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IL 09 MARZO 2012 TUTTI A ROMA.

    Il 9 marzo tutti a Roma. Landini contro la falsa “equità” della misure del governo.
    “I lavori non sono uguali; fino a 70 anni ci può stare un prof. universitario, non un operaio o una maestra”.
    Il rapporto con i movimenti.
    “Non ci avrete mai come volete voi”
Maurizio Landini

Maurizio Landini

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BASTA CON LE GUERRE. FATE RIENTRARE I NOSTRI MILITARI.

    TUTTI I MILITARI DECEDUTI IN AFGAHANISTAN FINO AD OGGI

Quel che più si nota oggi per le strade di Caltanissetta, cumuli di spazzatura e rifiuti in un crescendo verticoso

Veltroni: ” Nessun tabù sull’articolo 18!” – Dossier sul più abile agente della CIA


Alla luce delle ultime deliranti affermazioni: “ Nessun tabù sull’articolo 18!“ per capire il Veltroni-pensiero suggerisco di leggere un libro del 2005 di satira e di documenti reali scaricabile gratuitamente in versione elettronica.

Dopo il dossier Mitrokhin, dagli archivi dello spionaggio internazionale arriva il dossier Kuriakhin, con una rivelazione sensazionale: Walter Veltroni fin da ragazzo è stato reclutato dalla CIA per infiltrarsi nel PCI e conquistarne la leadership. Secondo Kuriakhin solo così si spiegano le abissali differenze tra quanto afferma oggi e quanto sosteneva in passato.
Tra il gioco della satira politica e il rigore del saggio documentato, il dossier Kuriakhin ci porta a una domanda cruciale: chi è il compagno Veltroni? Il suo è un fantastico caso di spionaggio oppure un esempio insuperabile di trasformismo?
Sotto lo pseudonimo di Ilya Kuriakhin si nasconde in realtà un giornalista che ha militato a lungo nel PCI e che conosce bene, dall’interno, le vicende di quel partito.

walvelt

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www.stampalternativa

Milena. Verso l’accorpamento dei servizi comunali dei paesi dell’unione terre di collina

Dalla pagina 36 del giornale ” LA SICILIA ” del 19 febbraio 2012 ed. Caltanissetta :CL1902-CL07-36

Sindaco di Milena dott. Giuseppe Vitellaro

Sindaco di Milena dott. Giuseppe Vitellaro

«Il corpo unico di Polizia municipale? E’ un gran bel progetto nel quale ho sempre creduto ma che, tuttavia, al momento ritengo non sia possibile mettere a punto concretamente per una oggettiva mancanza di numeri».

E’ quanto pensa il presidente dell’Unione Terre di Collina Giuseppe Vitellaro a proposito dell’invito che il sindaco di Serradifalco Giuseppe Maria Dacquì gli aveva rivolto affinchè si attivasse per mettere a punto tale progetto per altro già previsto cinque anni fa.

«Purtroppo oggi i numeri sono quelli che sono; da noi a Milena abbiamo pochi vigili; stesso discorso anche per Serradifalco e Bompensiere; insomma, non è che nei cinque Comuni dell’Unione ci siano numeri considerevoli di unità lavorative».

Con questo, comunque, il presidente dell’Unione Terre di Collina non è che abbia inteso chiudere ogni porta ad un confronto all’interno dell’Unione per trovare le soluzioni ottimali al problema: «Stiamo vedendo se è possibile approntare una reciproca collaborazione tra i Comuni dell’Unione per fare in modo che, in particolari occasioni, nelle quali occorre più personale di Pm, si possano far operare i vigili negli altri Comuni dell’Unione in modo da creare una disponibilità sinergica da parte degli stessi Comuni».

Nello stesso tempo, Giuseppe Vitellaro ha anche ammesso che si sta discutendo al fine di avviare l’eventuale accorpamento di alcuni servizi: «E’ allo studio la possibilità di accorpare altri servizi come ad esempio la Protezione civile, l’area tecnica, l’area tributi e il pagamento degli stipendi ai dipendenti; credo che, creando una proficua collaborazione, l’Unione Terre di Collina possa ottimizzare i costi aumentando la qualità stessa dei servizi offerti ai cittadini dei cinque Comuni che la compongono; credo che, attraverso un adeguato approfondimento di questi aspetti, sarà possibile avviare una nuova stagione in grado di conciliare la qualità dei servizi con la diminuzione dei loro costi».

C. L.

Milena. Il Centro commerciale finalmente potrà essere adibito in relazione alla sua destinazione d’uso

Dal giornale “ LA SICILIA “ di venerdì 17 Febbraio 2012, ed. Caltanissetta, pagina 30 :CL1702-CL06-30

Centro commerciale di Milena

Centro commerciale di Milena

E’ stata sottoscritta la convenzione tra l’amministrazione comunale e il gruppo di operatori economici e commerciali che ha deciso di prendere in gestione il Centro commerciale. La convenzione sottoscritta dalle parti prevede la corresponsione di un affitto annuo al Comune di 30 mila euro. La durata è stata invece fissata in nove anni. In questo modo, con l’affidamento in gestione, si chiude la vicenda del Centro commerciale, che per anni ha tenuto banco e che aveva fatto discutere circa i criteri ritenuti più adeguati per affidarne la gestione.

Una volta firmata la convenzione, ovvia la soddisfazione da parte del sindaco Giuseppe Vitellaro: «L’affidamento del centro commerciale – ha spiegato – rappresenta una opportunità importante per cercare di dare nuovo impulso all’economia locale; dopo tanti anni, finalmente, si riesce ad avviare una struttura che può rivelarsi fondamentale per il rilancio del commercio e dell’artigianato locale».

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Dal canto suo, il vice sindaco Enzo Nicastro ha poi concluso facendo rilevare: «Questo modello di gestione del centro commerciale rappresenta un successo politico importante per questa amministrazione comunale che è riuscita a sbloccare una situazione che si era ormai cementificata negli anni; dare in gestione il centro commerciale era uno dei più importanti impegni che questa amministrazione aveva preso con i suoi elettori; un impegno che è stato onorato a tutto vantaggio sia della comunità di Milena che dei suoi operatori economici».

17/02/2012

Caltanissetta. I NETTURBINI SONO IN AGITAZIONE

Ancora debbono ricevere lo stipendio di gennaio ( 2012 ), dichiarano lo stato di agitazione e prevedono lo sciopero per il 02 marzo 2012.

Per saperne di più apri il file del giornale ” LA SICILIA “CL1802-PCL1-35

«Dovevamo sfregiare Tona»

Dal giornale ” LA SICILIA ” del 18 febbraio 2012, pagina 43 : CL1802-CL09-43

“Solo Crocifisso Smorta nutriva odio verso il giudice Giovanbattista Tona.

Il suo odio nasceva da ragioni personali, visto che il dott. Tona aveva ordinato l’arresto di sua moglie. Ma nessun progetto di attentato fu ordito dal clan Emmanuello ai danni del giudice”.

A rimarcarlo è stato ieri il collaborante Carmelo Massimo Billizzi, rendendo dichiarazioni spontanee al Tribunale presieduto dal dott. Lirio Conti al processo “Cerberus-Comependium” che in questi giorni si è celebrato a Firenze.

Billizzi ieri ha chiesto nuovamente la parola per riferire altri fatti.

Sull’acredine di Crocifisso Smorta nei confronti del giudice Tona, Billizzi ha raccontato che Smorta lo odiava così tanto che, in un’occasione gli riferì che qualora il dott. Tona avesse spiccato un mandato di cattura nei suoi confronti, all’interrogatorio di garanzia si sarebbe presentato armato di lametta in modo da sfregiargli il volto.

Ha poi negato che Giuseppe Billizzi, suo fratello, andasse a riscuotere il “pizzo” in un locale cittadino, sottolineando peraltro che i proprietari erano “coperti” in quanto imparentati con Salvatore Polara.

A suo dire i titolari di quel locale avrebbero fatto da tramite per far giungere ad esponenti di Cosa Nostra la tangente sborsata da un altro operatore cittadino.

Nel corso delle sue dichiarazioni spontanee, Billizzi ha raccontato del titolare di un negozio di abbigliamento, molto vicino agli Emmanuello, che ha denunciato di essere stato vittima del racket delle estorsioni.
A dire di Billizzi sarebbe stato lo stesso esercente a mandare capi d’abbigliamento agli Emmanuello e di avere consegnato a titolo gratuito nelle sue mani un cappotto in cachemiere del valore di 2-3 mila euro da destinare al boss Emmanuello.

“Ora in aula vengono a dire che la mafia gli fa schifo e fanno le vittime” – ha detto. Ed ha raccontato che quando esponenti della mafia si presentavano negli esercizi commerciali, diversi commercianti mettevano in guardia i malavitosi riferendo loro di avere ricevuto le “visite” della polizia perchè insospettita dal via vai di esponenti della criminalità organizzata dalle loro attività economiche.
“Ora è incredibile che fanno tutti le vittime in aula” – ha concluso.

Ha deposto anche il collaborante Gianluca Gammino che, in linea con quanto raccontato da altri suoi “colleghi”, ha confermato il progetto di attentato ai danni dell’ex sindaco Rosario Crocetta e che ad emettere la sentenza di morte contro l’ex primo cittadino era stato il boss ormai defunto Daniele Emmanuello.

Un’uccisione decretata per le denunce pubbliche sporte da Crocetta contro il clan Emmanuello ed i familiari del boss.
Anche Gammino nega i progetti di attentato contro il giudice Tona.
Sempre ieri il Tribunale ha sentito come teste di riferimento Salvatore Terlati il quale ha negato di avere mai fornito armi ad esponenti del clan.
La trasferta fiorentina del Tribunale si è conclusa ieri.
Il processo “Cerberus -Compendium” riprenderà a Gela il 18 aprile prossimo con l’esame di altri testi d’accusa. Sono dieci gli imputati chiamati a rispondere a vario titolo del reato associativo mafioso e di diversi episodi estorsivi.
D.V.

18/02/2012

Milena. Ritorna il carnevale in piazza.

Dal giornale ” LA SICILIA ” di sabato 18 febbraio 2012, pag. 42 :CL1802-CL08-42

    Comincia l’edizione 2012 del carnevale di Milena “Dal passato ad oggi”.

    La manifestazione, che si articola in una due giorni parecchio intensa, è stata organizzata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Vitellaro.
    Una kermesse carnevalesca che, anche quest’anno, offrirà tanti momenti all’insegna del divertimento a quanti vorranno prendervi parte.
    L’inizio è fissato alle ore 18 con il raduno dei minicarri e delle maschere in Via Ragazzi del ’99
    (di fronte alla Villa comunale).
    La sfilata in maschera proseguirà lungo le vie Cannella, Caltanissetta, Foscolo, Piazza Garibaldi e Via Nazionale.
    La serata si concluderà alle 22,30 con lo spettacolo del gruppo rock Punk Ratio.
    Martedì 22 febbraio, invece, in corrispondenza con l’ultimo giorno di carnevale, si comincia alle ore 10 con la sfilata in maschera dei ragazzi di scuola elementare, materna e media.
    Nel pomeriggio invece, prenderà il via la sfilata delle maschere con l’animazione del dj Andrea Gervasi.

    Alle 23,30 in Piazza Garibaldi si svolgerà l’attesa premiazione della migliore maschera di tutto il carnevale milocchese 2012. Subito dopo è in programma un altro appuntamento per gli amanti del buon gusto con una prelibata spaghettata che andrà a concludere nel migliore dei modi l’edizione 2012 del Carnevale prima dei fuochi di artificio a suggello conclusivo della kermesse carnevalesca del paese delle robbe.
    C. L.

Milena

Milena

Acqua? Privatizzazione bis. Rispunta nel “pacchetto Monti”


    La privatizzazione dell’acqua potrebbe rispuntare nel “pacchetto Monti”, che dovrà essere convertito in legge nei prossimi giorni. Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, negli emendamenti al decreto privatizzazioni presentati al Senato ci sarebbe un tentativo mascherato di riproporre la privatizzazione dei servizi idrici.

    A guidare la manovra al Senato sarebbero, secondo il Fatto, Enzo Ghigo (Pdl) e i democratici Morando e Bosone. La battaglia si disputa sull’articolo 25 del decreto Monti che ha dato seguito agli ultimi provvedimenti di privatizzazione dei servizi pubblici locali del precedente esecutivo.

    “Degni di nota – scrive il Fatto – sono tre emendamenti, che puntano alla privatizzazione forzata dell’acqua. L’articolo quattro del decreto 138 di Ferragosto introduceva in sostanza l’obbligo per i comuni di cedere ai privati le aziende ancora pubbliche incaricate di gestire i servizi pubblici. In quell’articolo, nell’ultimo comma, il governo escludeva però il servizio idrico dalla ventata di privatizzazioni. Almeno tre emendamenti presentati oggi in Senato puntano ad eliminare questa esclusione, con il conseguente obbligo di cessione della gestione degli acquedotti ai privati”.

    Enzo Ghigo (Pdl), firmatario degli emendamenti 25.62 e 25.119, parla di liberalizzazione del servizio idrico per evitare, secondo il Fatto, l’uso del termine privatizzazione, “da attuare solo qualora l’iniziativa pubblica non risulti idonea a garantiure i bisogni della comunità”. Nel secondo emendamento invece, sarebbe più diretto, riproponendo tout court la legge Ronchi-Fitto (il cui articolo 18 bis è stato abrogato dal referendum).

    Enrico Morando (Pd), firmatario dell’emendamento 25.0.2, chiede l’inserimento di un articolo 25 bis per la revisione della tariffa dell’acqua reintroducendo, secondo il Fatto, parte della remunerazione del capitale investito, anche questa abrogata dalla consultazione referendaria.

    Daniele Bosone (Pd) con l’emendamento 25.105 propone che i servizi idrici possano essere gestiti solo da società di capitale. Riproponendo così una norma contenuta nella bozza del decreto Monti, poi cassata dopo l’opposizione del movimento per l’acqua pubblica.

Fonte giornalistiche.IL FATTO QUOTIDIANO

Verso le amministrative del 2012 in provincia di Caltanissetta

La volontà comune di costruire un percorso condiviso tra tutte le forze progressiste, aperte a movimenti e associazioni ( per leggere la nota apri il file che segue ) : Il fatto nisseno

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Intervista a Oliviero Diliberto.”I Neocon hanno fallito, ora è tempo di Neocom”

Il segretario del Pdci-Fds ad Articolotre parla di crisi greca e situazione politica italiana:”sono vicino al popolo ellenico, stanno pagando per misure inique e inefficaci”. E sulle schermaglie di casa nostra: “basta con i giochini, unità tra chi sta a sinistra del Pd”.

-Redazione- 15 febbraio 2012-Sono giorni di tensione quelli che stiamo vivendo, con la situazione greca in primo piano, e l’Italia sullo sfondo, mentre crescono le voci critiche verso i diktat dell’Europa e le misure di austerity generalizzate. Articolotre.com ha intervistato Oliviero Diliberto, segretario del Pdci-Fds, per conoscere il suo pensiero sulle prospettive della sinistra in Italia e nel mondo.

Diliberto, ieri sera l’abbiamo rivista dopo alcuni anni ospite a Ballarò. In Spagna Izquierda Unida è cresciuta significativamente alle ultime elezioni e, nel frattempo, in Grecia la sinistra è accreditata di un buon consenso. Cosa sta succedendo ai comunisti?

Siamo di fronte ad una crisi che sta mettendo in luce tutte le contraddizioni irrisolvibili del capitalismo. Idee come il ruolo dello Stato in economia e la trasformazione del sistema di sviluppo stanno tornando di grande attualità. Nel 1991 sembravamo noi fuori dalla storia, oggi lo è chi difende a spada tratta il neoliberismo.

Lei inizialmente aveva detto di attendere prima di crocifiggere il governo Monti. Ha cambiato idea adesso?

Ho semplicemente detto che una condanna preventiva e unicamente pregiudiziale sarebbe stata incomprensibile al nostro popolo, che usciva da 20 anni di berlusconismo. Non cogliere l’elemento liberatorio della caduta di Berlusconi sarebbe stato profondamente sbagliato. Tuttavia, oggi appare chiaro: siamo passati dal regime grottesco e osceno di Berlusconi al regime tecnocratico, certamente molto più presentabile nelle forme, che sta facendo pagare la crisi unicamente ai ceti popolari.

Il dibattito sulla riforma del mercato del lavoro pare fossilizzato sull’art.18. Voi avete detto che non ci state alla cancellazione, ma lo sa che ci sono milioni di giovani che non sanno nemmeno cosa sia?

Chi vuole l’abolizione dell’articolo 18 deve avere il coraggio di dire che è d’accordo con i licenziamenti discriminatori. Sui giovani è il paradigma su cui si fonda l’azione del governo Monti e in particolare del Ministro Fornero che è da respingere. Non c’è nessuna contrapposizione vecchi-giovani o lavoratori garantiti-non garantiti. C’è, semmai, una generazione che è stata privata del diritto al futuro a causa di 20 anni di neoliberismo.

Recentemente Bersani ha detto di non puntare a una grossa coalizione per il 2013. Voi pensate che ci siano margini di dialogo con i democratici nonostante il loro appoggio al governo?

Noi non ci rassegniamo all’idea consegnare il Pd integralmente nelle mani del Terzo Polo. Io, nonostante tutto, mi auguro che nel Partito di Bersani prevalga chi predilige un’opzione di centrosinistra classico.

Lei ha parlato di unità con Di Pietro e Vendola, ma il governatore pugliese ha già risposto picche. L’elettorato di Tonino è di sinistra? Lo è di più di quello di Grillo?

E’ ora di smetterla con i giochini tra di noi: io lavoro per unire tutta la sinistra politica e sociale a sinistra del Pd. Staremmo parlando di una forza a due cifre, con un potere contrattuale, anche nei confronti del Pd, enorme. Ho letto con grande attenzione la proposta di Di Pietro di una lista Fds-Sel-Idv e sindaci. Dico subito che anche noi lavoriamo in questa direzione. A Nichi dico che la nostra non è una proposta di opposizione, semmai di governo secondo le nostre priorità, di cui sarei felice di discutere con lui. Quanto a Grillo, mi interessa molto il suo elettorato, molto meno lui.

Passiamo alla Grecia. Là i comunisti, contrari all’accordo, avrebbero preferito il default al diktat della troika. Lei che ne pensa?

Ho grande rispetto per i comunisti in tutto il mondo, e quindi anche per i greci. E voglio esprimere la massima vicinanza e solidarietà al popolo greco. Le misure che il Parlamento greco ha votato non sono solo inique, sono anche sbagliate e inefficaci. Voglio dire chiaramente, però, che il default non è mai auspicabile, se non altro perché i primi a farne le spese sono i ceti deboli.

Come si evita di entrare nella spirale che ha soffocato gli ellenici? Quali le proposte della Fds?

Nell’immediato, la Bce dovrebbe fungere da prestatore di ultima istanza. Su questo paghiamo l’errore di aver costruito solo la dimensione finanziaria e bancaria dell’Europa e non quella politica. Poi andrebbe introdotta subito una imposta patrimoniale, e dovremmo rinunciare all’acquisto dei 131 caccia bombardieri e destinare quei soldi, 20 miliardi, ai saperi e ai precari. Come vede proposte di governo, non di testimonianza.

Sono passati 20 anni dalla fine del comunismo reale. Sabato ha incontrato la leader degli studenti cileni, la comunista Camila Vallejo, in vista in Italia. Si aprono nuove prospettive in questo XXI secolo?

L’energia di Camila, Karol e Jorge, alla testa di un grande movimento di massa in Cile, con una pressione mediatica enorme, è straordinaria. Come nel ’73 abbiamo costruito un legame solido tra comunisti italiani e cileni. Dobbiamo dirci la verità: nonostante le grandi speranze che hanno suscitato, sono fallite le esperienze che hanno pensato di affidarsi al solo Stato o, simmetricamente, al solo mercato. L’era dei conservatori, aperta da Tatcher e Reagan, proseguita in apertura di secolo con i “neocon” come Bush jr. ed ora con le destre europee, si sta concludendo drammaticamente. Se mi consente una battuta, proprio perché vedo una crescente critica al capitalismo da diverse parti, mi auguro che i prossimi decenni possano essere quelli dei “neocom”: di una nuova stagione del pubblico.

Articolotre

GRECIA – DILIBERTO: “IN QUESTI GIORNI SIAMO TUTTI GRECI”


"In questi giorni siamo tutti greci. Perché quello che succede oggi in Grecia può accadere a ogni altro popolo europeo, Italia compresa". Lo scrive Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI, sul suo blog de 'Il Fatto quotidiano'.

    “Sono stato in Grecia da poco – continua Diliberto – Atene era spettrale: negozi chiusi, ovunque manifestazioni, scuole senza libri, ospedali senza siringhe. Un paese paralizzato. La Grecia poteva essere salvata all’inizio della crisi con soli 30 miliardi euro. Invece la Troika (Bce, Commissione Europea e Fmi) ha voluto colossali piani d’austerity che hanno fatto crollare il Pil greco del 12%. E hanno fatto schizzare il debito al 165% (all’inizio era al 120%). Una cura che ha finito per ammazzare il paziente”.
    “C’è una cosa, però – precisa Diliberto – che balza agli occhi e rende plasticamente reale la tragedia greca. La Grecia è il quinto importatore mondiale di armi. Il paese europeo con le più alte spese militari: ogni anno più del 3% del Pil se ne va per la difesa. O meglio, per comperare gli scarti militari di Francia e Germania. Il Wall Street Journal ha da tempo rivelato che Merkel e Sarkozy avevano imposto l’acquisto di sottomarini, navi, elicotteri e carri armati come condizione per sbloccare il piano di aiuti alla Grecia. Si tagliano stipendi, pensioni e salari. Si licenziano i lavoratori e si massacra un paese. Le spese militari, però, non si toccano, mai. Esattamente come in Italia con gli F35″.
    “Resta una speranza. La Grecia andrà al voto tra pochi mesi. I sondaggi raccontano il crollo dei socialisti (sotto il 10%) e l’ascesa vertiginosa dei partiti di sinistra, complessivamente sopra il 40%. Il popolo greco – conclude Diliberto – sembra aver capito”.

Diliberto sul ruolo che deve avere la Sinistra a Ballarò

Oggi e’ stato istituito il Registro delle unioni civili a Napoli, commento di Pino De Stasio

SIAMO TUTTI ” GRECI “

Elezioni Comunali Palermo: Rifondazione Comunista appoggia Rita Borsellino

Il Comitato politico di Rifondazione Comunista - Federazione della Sinistra all'unanimità ha confermato che Rita Borsellino sarà la propria candidata alle primarie del centrosinistra del prossimo 4 marzo, per costruire una coalizione di centro-sinistra senza alcuno accordo con le forze politiche del terzo polo.

    “Ci uniscono a Rita buona parte del suo percorso politico, la difesa dei beni comuni, del carattere pubblico delle aziende municipalizzate, la valorizzazione delle differenze, la difesa del lavoro, il carattere partecipato delle scelte politico programmatiche, l’intransigente impegno antimafia, – sostengono Davide Ficarra e Antonio Marotta rispettivamente segretario provinciale e regionale del PRC- FdS e continuano affermando – che Rifondazione Comunista è altresì impegnata nella costruzione di una lista che riunifichi tutte le forze politiche e sociali della sinistra palermitana. Crediamo occorra ridare oltre che speranza, senso e significato alle parole solidarietà e comunità, e che le prossime elezioni comunali debbano essere un’occasione di riscatto e di rinascita della città di Palermo, mortificata ed umiliata da dieci anni di governo Cammarata e del centro destra – concludono i due esponenti.

Caltanissetta. «Organici gonfiati dai politici ora non possono scaricarci». Esasperazione dei lavoratori del settore che ieri hanno incontrato i rappresentanti sindacali per concordare una strategia di lotta

Da pagina 27 del giornale ” LA SICILIA ” di Mercoledì 15 Febbraio 2012: CL1502-CL02-27

Mentre continuano ad arrivare i verbali con cui vengono collocati in Cassa integrazione guadagni in deroga altri dipendenti nisseni del settore della Formazione professionale (ieri è toccato ai 18 lavoratori dell’Irpaf, che ha sede nel capoluogo in via Kennedy, dopo quelli registrati nei giorni scorsi allo Ial, all’Anfe, all’Efal ed all’Ecap), ieri nella sede nissena dell’Ecap si è svolta una affollata riunione durante la quale gli interessati hanno concordato con i rappresentanti sindacali di categoria una “strategia” destinata alla difesa dei loro posti di lavoro che – oggi più che mai – sono a grave rischio di licenziamento.
“Sotto accusa” la Regione Siciliana, che negli ultimi anni ha consentito la “lievitazione” del numero di dipendenti (dieci anni fa in tutta la Sicilia erano erano circa 2.300, ora sono oltre 10.000) ed adesso – in un periodo di grandissima crisi economica che ha visto ridurre in maniera considerevole le risorse finanziarie – sembra voler mollare l’intero settore, abdicando quasi a quelli che sono i suoi compiti istituzione nel campo della Formazione e dell’addestramento professionale ed abbandonando al loro destino la maggior parte dei lavoratori che adesso vivono una situazione di grandissima precarietà anche perchè pagati con diverse mensilità di ritardo.
Presenti alla riunione anche i sindacalisti Gabriella Sollima, Michele Milia, Teresa paternò, Giovanni Ruvolo ed Alberto Zagarella i quali hanno riferito della riunione che già questa mattina avranno un incontro con il prefetto di Caltanissetta Umberto Guidato ed hanno deciso di promuovere una assemblea di tutti i lavoratori che si farà nei prossimi giorni nell’aula magna dell’istituto alberghiero “Di Rocco” con la partecipazione dei segretari provinciali di Cgil, Cisl ed Uil, rispettivamente Nino Giannone, Emanuele Gallo e Salvatore Pasqualetto.
Ma ad animare la riunione sono stati i dipendenti che sono stati collocati in Cassa integrazione e che ieri si sono mostrati particolarmente irrequieti poichè rischiano di essere licenziati. «Siamo stati collocati in una situazione che è simile a quella dei pesci fuori dalla vasca, lasciati a morire senza pietà…» ha gridato con grande rabbia una signora anziana. «Io ho 35 anni di insegnamento – ha aggiunto una sua collega – ed adesso mi ritrovo ad essere una precaria senza più tutele retributive e contributive. Evidentemente Raffaele Lombardo e Mario Centorrino, che vogliono dimostrare di voler risanare la Regione Siciliana, ci vogliono trattare come dei ferri rotti ed inutilizzabili…».
«In questo modo i rappresentanti del Governo regionale vogliono azzerare una settore che continua ad avere una sua effettiva valenza formativa – hanno detto Giovanni Ruvolo e Teresa Paternò – che sino ad ora ha consentito l’alfabetizzazione informatica di tantissimi dipendenti di enti pubblici, la qualificazione di migliaia di giovani che avevano abbandonato la scuola e non sapevano più dove andare, ha consentito a tantissimi ragazzi di acquisire delle conoscenze che hanno consentito loro di trovare un lavoro. C’è poi da sottolineare il fatto che molti dipendenti di questi enti vengono utilizzati come supporto ai Centri per l’impiego e sono stati pure utilizzati per orientare tanti giovani nelle loro scelte professionali ed artigianali».
«Il presidente Lombardo vuole mettere un freno al carrozzone della Formazione professionale? Ma sono stati quasi esclusivamente i politici – ha aggiunto Alberto Zagarella – prima a dilatare gli organici e poi ad avallare ad ogni fine anno gli eventuali esuberi di personale. Non è giusto adesso giocare con il lavoro e la vita delle persone e delle loro famiglie. Vanno trovate delle soluzioni efficaci che salvaguardino il futuro lavorativi sia di coloro i quali hanno già maturato una lunga anzianità di servizio nel settore che quelli che sono stati immessi al lavoro a tempo determinato».
Giuseppe Scibetta

Caltanissetta. Servizio di pulizia. Ieri la proposta dell’Ato CL1 a Caltambiente Proroga sino al 31 marzo 2012

Dalla Prima di Caltanissetta del giornale ” LA SICILIA ” del 15 febbraio 2012, pagina 25 : CL1502-PCL1-25

Il liquidatore dell'ATO rifiuti di Caltanissetta - Elisa Ingala -

Il liquidatore dell'ATO rifiuti di Caltanissetta - Elisa Ingala -

L’Ato Ambiente CL1 ha prorogato a Caltambiente l’affidamento del servizio di pulizia della città sino alla fine di marzo.
Il provvedimento è stato firmato nella tarda mattinata di ieri dal commissario liquidatore della società di ambito Elisa Ingala ed è stato subito notificato a Caltambiente ed è stato così scongiurato il pericolo (anche se in verità non c’è mai stato perché si sapeva già come sarebbe andato a finire) che fosse interrotto il servizio di nettezza urbana e che la città rimanesse sporca dal momento che la durata del contratto con Caltambiente è scaduto proprio ieri.
«La proroga – ha detto la dott. Ingala – è stata effettuata sino al 31 marzo quando sarà avviata la procedura negoziata per la prosecuzione del servizio sino alla fine dell’anno».
Nel frattempo (l’Ato è in attesa del benestare della Regione) dovrebbe essere svolta la gara per il nuovo affidamento del servizio non solo di Caltanissetta, ma di tutti i 15 Comuni della provincia che fanno fatto parte dell’Ato CL1: Caltanissetta, Acquaviva, Bompensiere, Campofranco, Marianopoli, Milena, Montedoro, Mussomeli, Resuttano, San Cataldo, Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco, Sutera, Villalba e Vallelunga.
La gara sarà unica e, nella stesura formulata dall’Ato, prevede la spesa annua di 22 milioni di euro comprensiva della raccolta differenziata.
Presto, invece, sarà convocata l’assemblea dei sindaci dei 15 Comuni per l’approvazione dei bilanci della società 2008, 2009 e 2010 che il commissario liquidatore ha trasmesso ai revisori dei conti per il parere di competenza .
Intanto oggi i netturbini si riuniranno in assemblea per decidere eventuali azioni di protesta per il mancato pagamento dello stipendio di gennaio.
Effettueranno l’assemblea durante il primo turno di lavoro (dalle ore 5 alle ore 8) quando sospenderanno l’attività lavorativa.
Mentre la dott. Elisa Ingala ha comunicato che la mensilità rivendicata sarà pagata non appena riceverà l’anticipazione delle somme dal Comune.
L. S.

Il Tar annulla il decreto anticortei di Roma

Il tribunale amministrativo regionale ha cassato le ordinanze di Alemanno che vietavano i cortei nel centro storico della capitale

Il Tar del Lazio ha annullato le ordinanze con le quali il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha vietato lo svolgimento di cortei nel centro storico della capitale, compresa quella che ne limitava lo svolgimento al sabato. Accolti i ricorsi proposti da Cgil Roma-Lazio e da esponenti della Fds e Rifondazione Comunista.

Il ricorso lo scorso novembre

Ormai è evidente che il primo cittadino non ne azzecca una”.

Secondo Giovanni Barbera del Prc e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII “la sentenza del Tar che annulla l’ordinanza del sindaco sulla limitazione dei cortei è un fatto di straordinaria importanza. Riconosce quanto da noi sempre sostenuto, l’amministrazione non può limitare, con proprio provvedimento, un diritto tutelato dalla Costituzione, come quello a manifestare”.

La Repubblica

Sotto accusa l’intervento che tre mesi fa il procuratore aggiunto di Palermo fece al congresso del Pdci. Disse di sentirsi “partigiano della Costituzione”

    E’ stata approvata dal plenum del Csm, anche con i voti di “peso” del vice presidente Michele Vietti, e dei vertici della Cassazione, la delibera che “bacchetta” il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia per il suo intervento di tre mesi fa al congresso del Pdci, nel quale disse tra l’altro di non poter essere imparziale nei confronti di forze che, cercano “quotidianamente” di introdurre “privilegi e immunità” a vantaggio di pochi, in spregio al principio di uguaglianza, e di sentirsi “partigiano” della Costituzione. In tutto i voti a favore sono stati 16, contro i sei andati alla relazione di minoranza.

Tagli alle pensioni di invalidità. A rischio una su tre.

Scattano i controlli dell’Inps: a rischio le pensioni di invalidità.
La revoca per una su tre, titola il Corriere della Sera, annunciando l’iniziativa dell’Istituto di previdenza che ne passerà in rassegna un numero sempre crescente, sia in termini assoluti che percentuali.

“Nel 2011 il campione di invalidi sottoposto a verifiche è stato di 250 mila .
Quelli effettivamente visitati dai medici dell’Inps sono stati, al 31 dicembre 2011, 122.284.
A 34.752 di questi è stata revocata la prestazione perché il loro grado di invalidità è stato ritenuto inferiore al 74% necessario per la pensione e/o al 100% che serve per avere l’assegno di accompagnamento.
La percentuale delle revoche è stata quindi del 28,42%”.

Nel 2010 le visite di controllo erano state 55.200 e gli assegni revocati 10.596, pari al 19,2%.
Altri 250 mila controlli sono previsti per quest’anno.
E a chi lamenta controlli troppo rigidi replica il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, che intervistato dal Corriere ha detto:
“E’ giusto fare questi controlli in modo da poter concentrare le poche risorse a disposizione su chi ne ha davvero bisogno. Non dimentichiamo che si parla di appena 267 euro al mese per i pensionati d’invalidità, oltretutto subordinati a bassi requisiti di reddito, e di 492 euro al mese per l’indennità di accompagnamento”.

E c’è anche un dato allarmante: secondo il presidente dell’Inps i tassi di cancellazione delle pensioni di invalidità sono più alti in alcune regioni, ciò indicherebbe che in passato in talune aree sono state concesse “con troppa generosità”.
Difficile credere che in quelle stesse Regioni le persone vengano curate meglio che altrove.
Questi i dati riportati dal Corriere.

Nel 2011 il tasso di revoche ha raggiunto il:
- 37-38% in Campania;
- in Basilicata, il 35-36% e Molise, Umbria e Lazio.
In fondo alla classifica ci sono invece le Marche, il Piemonte e la Lombardia, con percentuali tra il 14 e il 17.
È evidente, comunque, che se alla visita si scopre che l’invalidità è del tutto inesistente, il titolare viene denunciato, “ma si tratta di eccezioni”, dice Mastrapasqua.

“Noi per velocizzare le pratiche— ha aggiunto Mastrapasqua — abbiamo proposto a tutte le Regioni di fare delle convenzioni in modo che sia l’Inps a occuparsi delle visite anziché le Asl, ma nessuna ha accettato, nessuna vuole privarsi del potere di gestire la concessione di queste pensioni”. Infine, secondo il presidente dell’Inps, sarebbe ora di affrontare con “una riforma complessiva tutto il tema delle invalidità, tenendo conto che andiamo verso un forte invecchiamento della popolazione”.

E ancora, ci sarebbe tutto un campo, secondo Mastrapasqua, quello delle invalidità tra il 34% e il 73%, che è ancora del tutto inesplorato. “Non dà diritto a prestazioni economiche ma a tutta una serie di benefici, dal collocamento obbligatorio all’esenzione dai ticket, dal bollo auto gratis ai permessi di parcheggio all’Iva al 4%”. Nessuno sa quanti siano, ma ogni anno più della metà delle domande di invalidità finisce in questa fascia.

il corriere della sera

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LA TRAGEDIA GRECA

Pietro Ancona

Pietro Ancona

La reazione degli Stati dell’Unione Europea alla tragedia che si è consumata in Grecia è stata agghiacciante.
Non una sola parola di solidarietà per un popolo che è stato scelto dai cravattari di WallStreet come cavia sulla quale sperimentare il potere della finanza diventato assoluto.
Il primo potere del mondo occidentale! Certo ci sono responsabilità della destra greca nella crisi che ora divora il Paese come ci sono responsabilità delle classi dirigenti italiane nel nostro debito pubblico. Ma la Grecia ha subito una vera e propria esecuzione fatta eseguire dalla UE ad un Parlamento che, come quello italiano, non ha il coraggio di indicare una alternativa. Mi ha colpito la figura fisica del Ministro delle Finanze Greco che sembra il prototipo del capitalista miliardario grasso ben nutrito ben rasato dai bei guancioni lucenti di certi quadretti in cui vengono rappresentati il ricco ed il povero che minacciava il Parlamento delle terribili conseguenze che avrebbe avuto un voto negativo al piano imposto dalla UE. Il guancione di Venizelos mi ha fatto pensare ai tantissimi greci travolti dalla crisi e ridotti a vivere per strada. Che c’entra Venizelos con il popolo greco? A me sembra più un uomo della eurocrazia che assieme a Papademos sta strizzando le ultime stille di sangue alla dissanguata nazione.
La reazione degli Stati europei è stata fredda, meschina e ci deve fare riflettere. La Germania ha fatto la faccia feroce del cattivo esattore ed ha subito spostato in avanti l’asticella. Ha detto che non basta avere approvato le misure ora bisogna che vengano realizzate presto ! Gli altri Stati hanno voltato la faccia da un’altra parte oppure hanno fatto come Napolitano che non ha trovato niente di meglio da dire che l’Italia non è la Grecia!
Eppure, il meccanismo della valanga che ha travolto la Grecia potrebbe travolgerci tutti come ci è stato possibile tastare quando nel giro di alcune settimane lo spread è stato alzato da 160 a quasi 600 punti per essere ora a 360. E’ chiara la gestione politica dello spread in una strategia di strangolamento dell’Italia alla quale è stato improvvisamente presentato il conto, è stato richiesto di rientrare dal debito come se questo, peraltro, non fosse per oltre la metà anche credito di italiani. La Grecia in fiamme brucia l’Europa fallita dalla quale è igienico scappare a gambe levate. Niente può esserci di peggio della trappola nella quale siamo cascati. Soltanto il recupero della nostra sovranità nazionale potrà salvarci a meno che non si realizzano le riforme del mercato finanziario che possono scoraggiare la speculazione e l’economia di carta. Ma le banche controllano gli Stati ed i mercati non saranno “regolati”. Non si farà neppure la tobin tax, non si nazionalizzeranno le banche, non si farà niente che possa contrastare un potere assoluto che ha colonizzato l’Europa.
La solitudine e la disperazione del popolo greco ci siano di monito. In Europa non si è levata una sola voce che abbia espresso vera solidarietà. I sindacati italiani aspettano di cedere quanto resta dei diritti dei lavoratori spinti da un Capo dello Stato dimentico della Costituzione e da un partito che pur essendo erede del PCI e della DC è diventato liberista nella dottrina e nella politica.
Colpisce il contesto antidemocratico della tragedia greca. I personaggi di questa sono gli eurocrati e la Germania che agisce come se fosse l’Europa. Le istituzioni europee a cominciare dal Parlamento sono stati ignorati. Sarà durissimo ricominciare da un’altra parte ma dobbiamo farlo se non vogliamo cessare di esistere come Paese e come popolo.
Pietro Ancona

venizelos

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