Giuseppina Grizzanti di Milena

Giuseppina Grizzanti

Giuseppina Grizzanti

A Milena. Negli Anni 50 spiccò la figura di Giuseppina Grizzanti che subì il carcere per essersi difesa dalle angherie degli agrari.
Se anche la donna scendeva in lotta per la terra .
Lo studio di alcuni documenti sulla storia delle lotte in Sicilia riportano all’epopea delle occupazioni delle terre a cavallo tra gli anni ’50 e ‘60. In quella fase non ci fu paese dell’isola che non ne fu investito.
I veri protagonisti di quelle grandi lotte di civiltà furono i braccianti e i contadini poveri organizzati, soprattutto, dalle Camere del lavoro e dai partiti della sinistra; in testa il Pci.
Ma si vuol qui ricordare la Milena di quegli anni ed una delle figure più importanti del suo movimento contadino: Giuseppina Grizzanti.
Ancora in quella fase il paese mancava delle reti idriche e fognarie, così come della rete elettrica. Le cattive condizioni delle strade pesava notevolmente sull’isolamento delle 14 “robbe” (villaggi) di cui si compone la comunità.
Il paese, come tutti in Sicilia, era circondato da feudi: Bernardo, Cinquegrana, Petrusa, Spagnolo, Montagnola, Mustanzello, Zillante.
Milena, nonostante fosse una piccola realtà, aveva una lunga tradizione di lotta che affondava le sue radici nei fasci siciliani del 1893 e che lo stesso Pirandello cita in un passaggio de “I vecchi e i giovani”, ricordando proprio un episodio di rivolta delle donne e dei contadini.
Ma, negli anni ’50, ad oltre mezzo secolo dalle repressioni crispine, i braccianti vivevano ancora in condizioni di profonda miseria, soggetti al disumano lavoro delle campagne, sotto il controllo della mafia al servizio del baronaggio; angariati da vari balzelli, da farli, a mala pena, sopravvivere.
E’ con il decreto Gullo per la concessione delle terre incolte che anche ai braccianti di Milena si offre un’importante occasione di riscatto. In quella nuova fase di battaglie, i contadini si rendono protagonisti di episodi di grande coraggio e solidarietà.
Una delle circostanze più importanti è legata alla vicenda della divisione dei prodotti della terra tra proprietari e contadini che, in forza alle nuovi leggi, adesso doveva avvenire nell’aia. Il fatto ebbe per protagonisti i fratelli Grizzanti.
Onofrio e Giuseppina, in quell’occasione, resistettero ai tentativi di angheria dell’agrario ma, con egual coraggio, anche alla repressione della polizia, accorsa su richiesta del proprietario.
Scattò subito l’arresto e i due dovettero subire un processo.
Il “caso” fece scalpore, tanto che a difendere i due contadini – trattati dalla Giustizia italiana come dei veri e propri malfattori – scese in campo il sen. Umberto Terracini; tra i più importanti “padri costituenti”.

Umberto Terracini

Umberto Terracini


Prima della sentenza alla Grizzanti il giudice chiese se avesse qualcosa da dichiarare ed ella, con fermezza, rispose: “Ho lottato solo per un mio diritto”.
Nonostante ciò, la burocrazia giudiziaria, ancora intrisa di cultura fascista, condannò i due fratelli a quasi tre anni di carcere. Ma, ancor più ferma fu la risposta che Giuseppina diede alla madre disperata: “Stà tranquilla mamà, ca tri anni passanu cumu assittata n’capu na petra”.
L’episodio è ricordato anche dallo scrittore Mario Farinella nel suo libro “Profonda Sicilia” del 1966.
I primi risultati di quelle lotte arrivarono nel 1954, quando a Milena il potere locale passò dal blocco agrario-mafioso, alla sinistra social-comunista. Nell’estate di quello stesso anno partì la grande battaglia per l’imponibile di manodopera.
Tra le guide delle lotte Giulio Scira, assieme ad un giovanissimo Cristenzio Mancuso; due dirigenti del movimento molto stimati dai braccianti.
Mancuso Cristenzio e Salvatore Ferlisi

Mancuso Cristenzio e Salvatore Ferlisi


Si riuscirono a mobilitare oltre di 2.500 persone che, tra bandiere e canti, occuparono simbolicamente il feudo di Cinquegrana. Fu poi la volta delle terre di Petrusa. Anche qui si trattò di una festa, interrotta dall’intervento della polizia e anche qui scattarono denunzie e processi. Ma i risultati di quelle lotte non tardarono ad arrivare: i feudi Bernardo e Cinquegrana furono: il primo assegnato ai contadini con la legge di riforma agraria, il secondo quotizzato e venduto. Fu dovunque la fine del latifondo. Anche a Milena.
Filippo Falcone
    Giuseppa Grizzanti con la sorella Salvatrice in una manifestazione svoltasi a Milena in favore dei dipendenti della ex SICEA

    Giuseppa Grizzanti con la sorella Salvatrice in una manifestazione svoltasi a Milena in favore dei dipendenti della ex SICEA

    Articolo originale :CL1007-CL10-35

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