«Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia»
Alla bandiera rossa
Per chi conosce solo il tuo colore,
bandiera rossa,
tu devi realmente esistere, perché lui
esista:
chi era coperto di croste è coperto di
piaghe,
il bracciante diventa mendicante,
il napoletano calabrese, il calabrese
africano,
l'analfabeta una bufala o un cane.
Chi conosceva appena il tuo colore,
bandiera rossa,
sta per non conoscerti più, neanche coi
sensi:
tu che già vanti tante glorie borghesi e
operaie,
ridiventa straccio, e il più povero ti
sventoli.
Come di consuetudine l'ora solare tornerà nella notte fra sabato
nella notte fra sabato e domenica 25 marzo 2012.
Le lancette dell’orologio andranno spostate indietro di un’ora (60 minuti) in modo che dalle 03:00 si possa passare alle 02:00.
Essere Comunisti
vuol dire
Osare, Pensare, Volere e avere il Coraggio delle proprie convinzioni”
(Mayakovsky)
È ragionevole, chiunque lo capisce: è facile.
Non sei uno sfruttatore, lo puoi intendere.
Va bene per te, informatene.
Gli idioti lo chiamano idiota e, i sudici, sudicio.
È contro il sudiciume e contro l'idiozia.
Gli sfruttatori lo chiamano delitto.
Ma noi sappiamo:
è la fine dei delitti.
Non è follia ma invece
fine della follia.
Non è il caos ma
l'ordine, invece.
È la semplicità
che è difficile a farsi.
(Bertolt Brecht)
Nella sua accezione più ampia, il termine ateismo (dal greco “atheos”, “senza dio”, composto dall’alfa privativo α- e da θεÏŒς, Dio), definisce la posizione sia di chi non crede nell’esistenza di una – o più – divinità sia di coloro che di tali divinità affermano positivamente l’inesistenza; si contrappone al teismo e al deismo. Si differenzia anche dall’agnosticismo, categoria cui appartengono tutti coloro che sulla questione “sospendono” o comunque non esprimono giudizio. Da notare che in passato, con il termine ateo, alcuni credenti definivano anche, impropriamente e per lo più spregiativamente, gli appartenenti a religioni diverse dalla propria.
Ciao, il tuo blog mi è piaciuto e vorrei pubblicare un link al tuo blog sul mio!
Spero che tu ricambi presto!
Onorevole Pagano, è veramente,difficile capire l’astio ideologico suo e dei deputati Pdl intenzionati a bloccare la legge, perché, secondo voi, «c’è il rischio di aprire la strada a matrimonio, fecondazione artificiale e adozione per gli omosessuali» come scrive lei e altri sette deputati in un documento aperto alle adesioni di tutti, dichiarando che si opporranno alla legge «dentro e fuori il parlamento». Il testo portato in Aula, è quanto mai attuale, dopo le numerose aggressioni ai danni di omosessuali, esso punta ad introdurre l’aggravante per quei reati «nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale» commessi con «finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato». Io credo che sia più corretto, da parte sua ,comunicare ai lettori anche i nomi dei Deputati della sua maggioranza che hanno votato contro la pregiudiziale di incostituzionalità , e precisamente: Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Giuseppe Calderisi, Benedetto Della Vedova, Chiara Moroni, Flavia Perina, Mario Pepe, Roberto Tortoli e Adolfo Urso e che tra i dieci deputati del Pdl che si sono astenuti ci sono i ministri Elio Vito e Gianfranco Rotondi. Perché non ha scritto che il Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha commentato dicendo: “ mi farò garante, come ministro competente, per tutti i fattori discriminanti previsti dal Trattato di Lisbona, compresi quelli dell’eta’, della disabilita’, dell’omosessualita’ e della transessualita’”. Onorevole, lo sà che nel frattempo che lei si elogia per aver contribuito “all’affossamento” della proposta di legge, la lista dei casi di omofobia si allunga. Lo sa che nelle ultime ore ci sono state aggressioni a Roma e Napoli, rispettivamente contro un trans e contro un professore omosessuale, apostrofando nei suoi confronti “Sei putrido, ci fai schifo, poi lo hanno costretto ad alzarsi, spinto in un angolo, gli hanno puntato un coltello sotto i genitali”, oppure potremmo parlare della brutale aggressione avvenuta in provincia di Agrigento e altri episodi analoghi. Caro Onorevole, per quanto mi risulta, chiamare qualcuno frocio o trans di merda non e’ questione di opinione ma e’ un reato, “ reato di ingiuria”, che sapientemente non è stato incluso nel progetto di questa meraviglia del diritto moderno chiamata legge antiomofobia. In sostanza, sostengono in molti, soprattutto nell’area cattolica, se questa legge passasse rischierebbe grosso anche chi continuerà a presentare la famiglia naturale come superiore alle unioni omosessuali. Molti pensano che sia più grave essere omosessuale che tradire il proprio partner. Lei che ne pensa? Si tranquillizzi, oggi potrà continuare a dire che sono tutti contro natura a suo piacimento senza vedersi notificare alcunche’. La pregherei piuttosto di astenersi dal fare valutazioni di tipo giuridico, campo nel quale, sta dimostrando, attraverso le sue stesse dichiarazioni, di non essere troppo ferrato.
Curcio Giuseppe
Sinistra Democratica
Inviato il 29/10/2009
Inviato il 01/11/09
Inviato il 04/11/09
Cari Onorevoli, mi rivolgo a voi esponenti della deputazione di questa Provincia . Credo che la condizione di dissesto idrogeologico e non solo del nostro paese è più che nota questo lo sappiamo tutti, e allora mi chiedo e vi chiedo la “messa in sicurezza del paese”, in modo da evitare disastri e morti ,essa deve essere considerata un priorità. Non può essere diversamente. E’ pur vero che nessuno ha la bacchetta magica, e appunto per questo abbiamo il diritto di pretendere un piano pluriennale, dopo gli eventi calamitosi che sono avvenuti negli ultimi tempi, cioè eruzioni di gas dai cosiddetti vulcanelli con crolli di case, una parte consistente della collina di Sant’Anna frana , (probabilmente i due episodi sono collegati) e per fortuna non ci sono stati feriti. Successivamente in due palazzi a causa della mancanza di adeguati controlli frana un muro di contenimento causando due morti, e per non parlare dei ripetuti crolli nel centro storico. Dissesti che hanno natura diversa, alcuni, pocchi, “naturali”, la maggior parte frutto di incuria e di assenza di manutenzione nel territorio. E allora a questo punto chiedo : come mai nonostante che la legge istitutiva della protezione civile recita “é’ istituito il servizio nazionale della protezione civile al fine di tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi”e se le parole hanno un senso ,la Protezione Civile è, prioritariamente, organo di “tutela” ( dai danni o dal pericolo di danni) e se questo è vero è vostro dovere intervenire. Smettetela di sfogarvi con i Sindaci , dicendo quando vi fa comodo, che fanno troppe fiere e feste e poca sicurezza, mi sembra come il cane che si morde la propria coda . io di sicuro non intendo giustificarli , anche perché sicuramente alcuni sono inadeguati,ma allo stesso tempo non si può tralasciare di considerare le tante richieste avanzate dalle autorità comunali e rimaste inevase. Sanno bene i nostri Deputati, che servono seri studi geologici, da relazioni ufficiali, da indagini anche delle amministrazioni pubbliche, non bisogna scegliere secondo convenienze proprie, di amici, di gruppi e supporter . Non bisogna intervenire dopo il dramma,dopo la presenza di qualche “autorità “ non vogliamo ascoltare una storia che si ripete troppo spesso per avere senso. Cari i Cittadini , tutto ciò è disperante. Sappiamo solo che si dovrebbe elaborare un piano di priorità di interventi per mettere in sicurezza tutto il paese,in un tempo ragionevole, un piano che al momento non esiste traccia , e nella eventualità di un sua esistenza e di una disattenzione, diciamo così, del Governo, allora a questi signori Onorevoli, non resterebbero che le dimissioni.
Curcio Giuseppe
Sinistra e libertà
Se qualcuno vi dice, così per ridere, di non interessarsi alla politica odierna perché assomiglia a un film porno sboccato, volgare, osceno e perverso, non ridete. È la verità !
Oggi, a San Cataldo, si parla di “turn over”, di “rimpasto” e il consigliere Calà, “incazzato”, critica la scelta della giunta e ribadendo che i consiglieri dell’Mpa non hanno titolo per fare proposte si autopropone come assessore.Vorrei poter conoscere a chi appartiene questa regia, se tutto ciò e farina del sacco di Calà oppure di altri sacchi. Tutto questo mi sembra molto similare al “gioco del Grande Fratello”. Credo che questo gioco lo conoscano in tanti. Esso si svolge , fra tattiche e gelosie. Ma se questa non è gelosia nella casa,allora che cos’è? Tattiche, strategie? Non vorrei fare “lo scassa pagliari” ma la domanda sorge spontanea, così come la risposta. Qui tutti e a mio avviso mai come in questi giorni, si fingono grandi amici, per poi voltarsi le spalle un minuto dopo, soprattutto in aria di nomine. Ed è forse per questo continuo tessere intrighi che, nonostante i concorrenti piuttosto anonimi, se fossimo in una tragedia, alla gelosia sarebbe seguita la follia e non viceversa, ma siamo in un reality e qui la gelosia vera o presunta che sia, ha smosso gli animi degli inquilini del “Palazzo delle Spighe”. Oltre a smuovere gli animi e sconvolgere gli equilibri della casa, c’è da dire che questo gioco delle coppie ha presumibilmente impennato l’audience o perlomeno ha fatto desistere molti dal cambiare partito. Cari Signori, nel gioco del Grande Fratello chi sbaglia viene immediatamente eliminato dal gioco voi come mai state ancora giocando? Concludo con un suggerimento ai nostri concittadini: occhi puntati su questi signori su cui sicuramente e a breve, avremo modo di tornare a parlarne.
Curcio Giuseppe
Per un giorno vorrei che si parlasse del meraviglioso popolo di San Cataldo. Ieri, in occasione della Colletta Alimentare molti San Cataldesi hanno donato ben 600 kg di cibo a favore dei più poveri e sfortunati concittadini. Un gesto clamoroso di generosità e solidarietà. Ho visto personalmente noti berlusconiani sfegatati, rifondaroli convinti, musulmani, persone ricche e note, gente comune, alti e piccoli, giovani e vecchi, simpatici e scorbutici fare la spesa per i poveri . Un gesto semplice quanto efficace è stato capace di una straordinaria unificazione popolare. Che spettacolo! Per un giorno eravamo tutti uguali e insieme, nel compiere questa azione. Ieri sera, nel nostro circolo eravamo una decina tra giovani e meno giovani intenti a scaricare quanto si era raccolto,stanchi ma felici. Ho percepito chiaramente in tutta la giornata che ciò che ci accumuna davvero è la “speranza”: in qualcosa di migliore, che non abbiamo o non abbiamo ancora, ma che, incessantemente, desideriamo. Per un giorno, abbiamo visto che è possibile!. Non resta che continuare a cercare una speranza, lasciandoci educare da gesti come quello vissuto ieri. A nome dei poveri che verranno aiutati dal Banco Alimentare e dei nostri volontari, esprimiamo un grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato e a tutti coloro che hanno generosamente donato. Cari Cittadini questi sono i risultati: * in un solo giorno abbiamo ricevuto circa 600 KG di cibo a favore dei più poveri ; * una sola struttura ricettiva * molte le richieste da parte di persone bisognose; Alla luce di questo dato, la Colletta Alimentare a San Cataldo assume grande importanza per contribuire a contrastare la povertà anche sul nostro territorio e proporre a tutta la cittadinanza un gesto concreto di carità. Per tutto questo io dico: grazie Cittadini, grazie perché ci avete offerto l’opportunità di essere utili per qualcuno.
Passeggiare sì, ma solo con cavalli con le mutande.
” Cari Cittadini, presto sarà raggiunto con l’associazione sindacale degli amici del cavallo di San Cataldo, un momento significativo per la tutela di una tradizione importante nella nostra citta’. E’ quanto affermano in una nota il consigliere, Calà, in merito all’accordo che quanto prima si spera di raggiungere con l’associazione sindacale degli amici del cavallo, che prevede tra le altre cose che i cavalli indossino una sorta di ‘mutande’ per il decoro della citta’. ” ”La nuova regolamentazione – spiegherà i criteri e comporta l’impegno dei conducenti a dotare i cavalli di speciali indumenti che salvaguardino igiene e pulizia tanto nei luoghi di sosta quanto sulle vie percorse dai mezzi, una questione la cui soluzione era attesa dalla citta’ da molti anni”. ”E’ un contributo essenziale, quest’ultimo, alla piu’ generale campagna dell’Amministrazione per il decoro cittadino”. È una iniziativa del consigliere o prossimo assessore Calà, egli ribadisce in un comunicato stampa emesso sul giornale”la Sicilia” ove si evince che per non sporcare le strade del centro storico, i cavalli gireranno con i «mutandoni». Lo prevede l’ accordo tra Comune e gli “amici del cavallo” che in cambio avranno due parcheggi a disposizione. Cari Cittadini, qualcuno ha scritto: le mutande ai cavalli? Se girassimo tutti a cavallo si risolverebbe un bel pò il problema dell’inquinamento niente file ai semafori niente gente investita meno incidenti sulle strade…certo per andare a lavoro bisognerebbe partire un pochino prima però! Comunque come la giri e la rigiri è sempre una storia di merda.
Curcio Giuseppe
Sinistra Democratica
Insieme ora più che mai
Ho sempre pensato che una parte di vita debba essere dedicata al servizio della comunità in cui si vive.
La crisi di tangentopoli che ha interessato il nostro Paese, mi ha indotto ad una riflessione profonda.
Mi sono chiesto, in sostanza, se tutto ciò sia stato causato dalla nostra indifferenza nei confronti della politica,
quasi che la politica stessa fosse altro rispetto a noi.
Mi sono convinto che non fosse più possibile limitarsi a lamentare la condizione in cui versa il nostro Paese, ma che vi fosse invece l’obbligo morale per ciascuno di noi di prendere parte in modo attivo alla gestione della cosa pubblica o almeno di provarci.
Nel 2007, anche grazie all’aiuto della mia famiglia, disponibile come al solito ad aiutarmi in ogni modo, mi lanciai a capo chino nel volontariato.
Ho combattuto e combatto contro l’antipolitica mestierante di coloro che eletti non assolvono il loro ruolo con efficienza ed onestà, ed anche contro quell’antipolitica dilagante dovuta a mio avviso soprattutto alla superficialità con cui si alimenta la rassegnazione.
Ho detto di essere diffidente nei confronti della politica militante, o meglio, lo sono verso quei politici (e sono tanti)
che a vario titolo non sono coerenti nei confronti di quello che dovrebbe essere il loro primo dovere: il rispetto verso chi ha accordato loro fiducia e la consapevolezza di essere stati chiamati a rendere un servizio finalizzato al bene comune. Per fortuna sono sempre più numerosi i cittadini che desiderano offrire alle associazioni esistenti il loro contributo personale per iniziative di solidarietà. Questo incremento continuo ha permesso l’aumento del numero di volontari impegnati a vivere una cittadinanza attiva. Anche se spesso, avviene che per varie difficoltà, orari di lavoro, impegni familiari, mancanza di informazioni, non si riesca a mettersi in contatto con altri cittadini che operano sul nostro territorio. Fare volontariato nasce da una libera scelta, dall’assumersi responsabilità verso “l’altro in difficoltà”, chiunque esso sia. Le motivazioni possono essere diverse, laiche o religiose, sociali o politiche, ideologiche o umanitarie. Il mio intento non è quello di suscitare pietà, ma rendere consapevole la gente che in questo paese, a volte anche le forze politiche a noi più vicine ci lasciano soli, che se si ha la sfortuna di ritrovarsi in situazioni disperate l’unica soluzione è rimboccarsi le maniche. Credo nell’associazionismo come elemento di coesione sociale e nella lotta ad ogni forma di esclusione e discriminazione. È una utopia, quella di una politica davvero diversa, più vicina ai cittadini, non autoreferenziale?
Probabilmente sì, ma questo non mi impedisce di … sognare. Credo, in questo senso, di avere fatto più politica io che tanti politici di lungo corso.
È troppo sperare di avere al nostro fianco, in questo difficile, ma entusiasmante cammino, tante persone che hanno fatto dell’impegno politico, nella legalità, uno stile di vita?
Penso di no e voglio credere che questa non sia utopia.
Cari amici e compagni, In tanti lavoriamo per creare quei luoghi e quegli spazi che promuovano ciò in cui crediamo: pace, solidarietà, partecipazione sociale, volontariato e la tutela dei diritti di tutti. I nostri soci condividono con noi interessi e ideali. Abbiamo “messo in circolo” i nostri valori. Un circolo aperto, attivo ed ottimista.
Giuseppe Curcio
Circolo AttivArcinsieme di San Cataldo
Buon Anno Sicilia
Spesso la Sicilia finisce nelle pagine dei giornali per i boss mafiosi, i casi di corruzione, le guerre della politica, lo sperpero di risorse, le ingiustizie, le disavventure di amministratori e funzionari. La mafia ha governato quasi ininterrottamente nel dopoguerra, nella prima e nella seconda repubblica: il suo potere dopo le batoste subite dal fascismo e’ ricominciato ad essere decisivo con lo sbarco americano in Sicilia del 1943, a verita’ storica del dopoguerra e’ che l”art. 1 della Costituzione sarebbe stato piu’ sincero se avesso scritto “L’Italia e’ una repubblica fondata sulla mafia”. Basta guardare quali governi hanno avuto nella maggioranza la maggioranza dei voti siciliani per sapere con chi la mafia ha governato l’Italia: il grande compromesso storico di questa nazione non era quello di cui fantasticava Berlinguer, ma quello storico reale fra democrazia e delinquenza. L’accettazione della delinquenza e’ stato il prezzo per mantenere la democrazia, e la democrazia a sua volta e’ stato il prezzo che la delinquenza ha dovuto pagare per poter continuare a prosperare. Ed ecco che periodicamente la mafia toglie l’appoggio ai suoi referenti politici, cambia cavallo e ne sceglie un altro: è successo ad Andreotti,è successo ai socialisti, oggi succede a Berlusocni. Se cade Berlusconi, allora rischiamo di ritrovarci al potere la mafia classica che oramai in Sicilia ha tolto a Berlusconi la maggioranza per governare la regione, ma non sa ancora quale altro referente politico inventarsi: personalmente mi auguro soltanto che la lotta sia lunga e difficile, di modo che entrambe le mafie si facciano del male. in questa lotta io non sto ne’ con la mafia classica ovviamente ne’ con Berlusocni, come uomo probabilmente colluso, pero’ sto col governo, qualunque esso sia, e spero solo che la lotta contro la mafia continui, oso dire che poco mi importa perche’ viene fatta, purche’ venga fatta essa venga fatta non contro la mafia, ma bensì contro LE mafie. Auguri “di buon anno a quei cittadini onesti che riescono a mandare in galera chi gli chiede il pizzo, ai magistrati, alle forze dell’ordine, a chi cattura i latitanti assicurandoli alle patrie galere, a chi non conosce pause natalizie, compleanni o anniversari di nozze, in particolare un augurio che le cose vadano per il meglio ai magistrati e a tutti/e coloro che combattono (lealmente e senza armi) per la giustizia, la legalità, la libertà”.
Giuseppe Curcio
A San Cataldo serve aria nuova, ci auguriamo un forte vento.
La settimana scorsa a sorpresa si è visto il ritorno del dott. Giovanni Scoma.
Ora se non ricordo male, il dott. Scoma non è lo stesso che in qualità di Commissario ha fatto sì che tutti gli anziani fossero trasferiti in una altra struttura? Ma cosa ancora più strana è che questa volta è stato nominato Presidente dell’Ipab e a dire del Sindaco, svolgerà l’incarico senza compenso. “Questo Sindaco, non finisce mai di stupirci”.
Egregio Sindaco, pensiamo che, per la trasparenza che ogni amministratore pubblico deve avere e per il ruolo che il dott. Scoma ricopre, una risposta alle nostre domande sia d’obbligo e sia dovuta a tutti i cittadini di San Cataldo. Le Ipab non costituiscono esse stesse il tessuto sociale ed organizzativo su cui si sono venute a sviluppare le esperienze aggregative ed associative dei cittadini nel corso dei secoli?
E allora come mai ha scelto come presidente un forestiero? Come mai non ha affidato tale incarico a cittadini di questa comunità? Forse ritiene che tra i suoi cittadini non ci sono persone capaci e oneste per poter espletare tale incarico? Mi chiedo con quale logica vengono fatte queste nomine, per conoscenza o per cosa?
Caro Sindaco, cambiano i governi ma purtroppo ci sono sempre i soliti noti. Questo è il vizio di alcuni Onorevoli. Tutti piazzati e sistemati. Tutti insieme come una grande famiglia. Insieme in quella trama di complicità che nomina dopo nomina e incarico dopo incarico,si stanno rivelando personaggi simbolo di favoritismi. E’ chiaro che siamo di fronte ad una precisa scelta del CdA di terziarizzare, tramite gli appalti, la gestione dell’assistenza diretta alla persona anziana. E’ ormai evidente, che Il Sindaco e per esso il Consiglio di Amministrazione sta percorrendo una strategia che tende alla totale assegnazione della struttura ad un unico soggetto privato. Se si prosegue in questa direzione, infatti, della Ipab e del suo carattere pubblico non rimarrà che il titolo.
Ancora oggi i cittadini di San Cataldo, pagano i danni prodotti dalla cattiva gestione fatta in oltre dodici anni di amministrazione della attuale maggioranza, in particolare nella sanità e sevizi sociali, dove persino la magistratura è dovuta intervenire più volte e a tuttora sta indagando.”
Mi meraviglio che contro questi fatti non è stata espressa contrarietà né da parte di esponenti della maggioranza né da parte di alcuni esponenti della opposizione. Ma per fortuna si è levata la voce dei Cittadini, quei Cittadini che non accettano di vedersi spogliati dalla gestione di patrimoni che nei secoli le comunità locali hanno accumulato per rispondere ai bisogni della cittadinanza. Caro Sindaco, prima di affidare l’incarico di presidente al dott.Scoma si è informato se attualmente è ancora dipendente dell’assessorato regionale alla sanità? Gli ha chiesto se ricopre ancora incarico sindacale alla Cisl Fps? Gli ha chiesto quali rapporti intercorrono con l’INPDAP? Ritiene che esista un conflitto di interessi tra il ruolo di Presidente del CdA dell’IPAB e gli altri incarichi che ricopre il dott. Scoma? Se si, ritiene di aver operato correttamente accordandogli la fiducia? Ritiene che la Sua nomina alla presidenza del CdA dell’IPAB dipenda da precise competenze professionali o da questioni legate al controllo politico dell’Ente? Nere nubi si addensano su San Cataldo. Si tratta di nubi politiche e non vengono solo dalla politica, ma anche dai potentati economici che, attraverso comitati d’affari, a mo’ di piovra, stendono i loro tentacoli sull’IPAB e sul suo patrimonio. Per tentar di ovviare a tutto ciò, riteniamo sia necessaria una incisiva azione di tutte quelle forze che hanno a cuore il futuro della casa di ospitalità per anziani Ipab di San Cataldo.
Per questo respingiamo questo provvedimento, decidendo una serie di iniziative di mobilitazione, anche coinvolgendo la cittadinanza. Caro Sindaco, “ la responsabilità di ogni comportamento va addebitata alla persona: “se le colpe dei padri non possono ricadere sui figli” a maggior ragione “le colpe di uno, dieci o cento balordi non possono ricadere su intere comunità”.
L’innovazione comincia dalle persone
A San Cataldo, in questi giorni, si solleva la questione di alcune operatrici sociali che continuano ad essere nominate , nonostante che esiste l’obbligo di una turnazione i nostri amministratori continuano a nominare le stesse persone. Sicuramente quello delle assunzioni è un argomento scottante e delicato. Il malcostume politico ed amministrativo ha ormai raggiunto livelli ed ha assunto forme ed estensione tali da intaccare profondamente nella loro generalità i rapporti tra il cittadino e lo Stato. Questo andazzo è certamente più grave in determinate zone del paese come quelle nostre ed in alcune fasce del tessuto sociale. Si può dire senza esagerazione, che dalla culla, alla tomba, il Cittadino deve adattare la propria esigenza ai condizionamenti imposti da prevaricazioni, alle segnalazioni, alle facilitazioni vere o presunte ottenute da, funzionari, uomini politici, riuscendo così a scavalcare altri cittadini meno “raccomandati”. L’Italia, è risaputo, è il Paese delle raccomandazioni , ma oggi la politica s’è fatta più accorta, più sottile. Ora non sono più raccomandazioni, sono “segnalazioni”. Come dire, io non ti impegno, ti segnalo, poi decidi tu che vuoi fare. Da ultimo, abbiamo appena ricevuto un invito a vergognarci per aver osato “mettere becco” chiedendo di indire un regolare concorso pubblico invece di attuare per anni le proroghe e rinnovi contrattuali sempre alle stesse persone. Diciamo anche che qualche “peccatuccio” negli anni trascorsi è stato compiuto ma, in mancanza di prove, come spesso accade, non possiamo far nomi. E’ vero che spesso il popolo tende a fare di tutta l’erba un fascio, a lanciare sentenze senza prove alla mano; a volte si rischia anche la querela di qualche politico permaloso, perciò, noi di San Cataldo abbiamo pensato di andare a stilare delle statistiche, nell’ambito dei dipendenti comunali, per dare valore al nostro studio sulle coincidenze, e sono usciti fuori dati interessanti. Trattandosi di parentele crediamo che, almeno in questo caso, non ci possano essere smentite . Sicuramente questi dipendenti hanno superato brillantemente un concorso pubblico. Sicuramente, dalla parte politica, riceveremo come risposta che anche i parenti dei politici hanno diritto a partecipare ai posti pubblici locali. Noi, sin d’ora, rispondiamo che sarebbe opportuno evitarlo per non dare adito ad eventuali “conflitti d’interesse”. Per tutto questo, e per altro ci hanno già definito “Giacobini”. Ed allora, viva i Giacobini.
In questa pagina trovate la lettera di denuncia, che ho spedito ai principali quotidiani e periodici regionali e nazionali. Non sò esattamente a quanti e a quali giornali ho chiesto di pubblicare questo articolo come “Lettera al giornale”, ma non potevo esimermi dal chiedere di pubblicarla anche sul sito di Piazzetta Comunista , sulle pagine di attivarcinsieme e Vassallaggi di facebook. Cari Cittadini, come si potrà leggere, questa non è una denuncia a mezzo stampa che poi segue con una denuncia locale. Oggi sono pronto a denunciare quanto accade, d’altronde sono già in possesso di tutti i documenti che dimostrano quanto affermato e sono a disposizione di chiunque ne faccia richiesta o si senta leso nei suoi diritti. Questa denuncia dei fatti ha il solo scopo di rendere pubblica una storia che può essere utile a tutti i cittadini, affinchè non si fidino mai abbastanza dei pareri elargiti frettolosamente e senza tanto interesse, specie nei confronti degli anziani, di far conoscere ai Cittadini, la grande incompetenza di questi amministratori, che occupano posizioni di essenziale rilevanza nella vita di ogni cittadino. Cittadino,che da sempre contribuisce con le tasse a far sì che certe strutture esistano e continuino ad esistere. E’ per questo motivo che ho ritenuto opportuno denunciare nella speranza di sensibilizzare l’opinione pubblica e che gesti simili non vengano reiterati da parte di coloro che dovrebbero rappresentarci gestendo opportunamente gli strumenti messi a loro disposizione per l’esclusivo soddisfacimento degli interessi della collettività. Non aggiungiamo altro, crediamo che le parole che seguono siano molto più esplicative.
Determina del Sindaco n° 57 del 24.12.2009
PREMESSO:
- che la casa di ospitalità Centro Servizi Cataldo Canonico Pagano, che offre alla collettività, il servizio di casa di riposo per gli anziani, versa il condizioni di disagio economico-finanziario e che ad oggi risulta sospeso il servizio in ragione delle predette difficoltà;
- che al fine di evitare la estinzione dell’IPAB, con le inevitabili ripercussioni in ordine alla perdita del posto di lavoro dei lavoratori dell’ipab e tenuto conto della domanda del mercato in ordine al servizio di assistenza agli anziani, la ipab ha approvato il piano di rilancio che prevede l’esternalizzazione parziale e temporanea della gestione del servizio mediante procedura ad evidenza pubblica, come da indirizzo espressamente fornito dall’’Assessorato Regionale alla Famiglia e alle Autonomie locali – rif. nota prot. 36380 del 25.08.2009;
- che la procedura risulta essere stata avviata con provvedimento del commissario straordinario pro tempore n.23_del 03.09.2009 e ad oggi non completata; RITENUTO necessario attuare in tempi brevi il progetto di rilancio, in quanto unica via percorribile allo stato, per arginare il progressivo accrescersi del deficit finanziario e patrimoniale;
RITENUTO altresì, per quanto sopra, di dovere procedere alla nomina di un Consiglio di Amministrazione che provveda in merito;
Visto l’art.4 della Legge Regionale n.32/94, come integrato dall’art.9 della Legge Regionale 25.03.1996 n.7, attribuisce al Sindaco la competenza a procedere alla nomina del Consiglio di Amministrazione dell’I.P.A.B. Casa di Ospitalità Centro Servizi Can.Cataldo Pagano di San Cataldo;
RICHIAMATE le Determinazioni Sindacali n. e n. 78 del 30.11.2007 e 1 del 26.01.09, con le quali si è proceduto alla nomina sia dei componenti effettivi che del componente supplente in seno al Consiglio di Amministrazione dell’I.P.A.B. Casa di Ospitalità Centro Servizi Can.Cataldo Pagano di San Cataldo per il quadriennio 2006-2010, nelle persone dei sigg. Falzone Gaetano presidente,consiglieri Asaro Maria Anna e Vullo Liborio, componente supplente Matraxia Salvatore;
VISTO il decreto dell’Assessorato della Famiglia e delle politiche sociali e delle autonomie locali prot. n° 13354 del 10.03.09, che ha dichiarato decaduto il Consiglio di amministrazione suddetto procedendo alla nomina del commissario straordinario;
tutto ciò premesso e considerato
DETERMINA 1. Nominare il Consiglio di Amministrazione dell’I.P.A.B. Casa di Ospitalità Centro Servizi Can.Cataldo Pagano di San Cataldo fino alla scadenza del 2010 fissata con il D.A. n° 4352/SI del 27.12.2006, procedendo alla nomina delle seguenti persone:
Presidente:
- Dr. Scoma Francesco nato a Palermo il 17.09.1964 ed ivi residente in via Del Cedro, 6 Palermo.
Consiglieri effettivi:
- Avv. Anzalone Maurizio nato a San Cataldo il 09.05.1959 ed residente in via Sardegna 17 Caltanissetta.
- Dr.Giordano Salvatore nato a San Cataldo 14.12.1967 ed ivi residente in via Babaurra, 36b.
Consigliere supplente: Falzone Gaetano nato a San Cataldo il 16.01.1944 ed ivi residente in V.le della Rinascita, 2/A:::::::::::::::
.Trasmettere copia del presente provvedimento all’Assessorato della Famiglia delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali per la ratifica della nomina
Fax simile di denuncia
Al sig. Sindaco del Comune
di San Cataldo
All’ Assessorato reg.le della Famiglia
delle politiche sociali del lavoro
Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali
Dirigente Servizio 2
Palermo
p.c. Al sig. Prefetto U.T.G.
di Caltanissetta
Al sig. Procuratore della Repubblica
presso il Tribunale di Caltanissetta
Al sig. Procuratore Regionale della
Corte dei Conti presso la Sezione Giurisdizionale
Palermo
Oggetto : Ipab Casa di Ospitalità centro Servizi Sociali,Can. C.Pagano San Cataldo
Il sottoscritto……………….nato a………………….il…/…. /…… e residente in via………………………………nella qualità di ……………………………..
CH I E D E
il ritiro in autotutela ( per la parte relativa alla designazione del Presidente ) della determinazione n° 57 del 24.12.2009 con la quale il Sindaco di San Cataldo ha designato il Consiglio di Amministrazione dell’Ipab Casa di Ospitalità Centro Servizi Sociali, Can. C. Pagano di San Cataldo,determina che si allega alla presente.
Per la migliore intelligenza di quanto richiesto si premette in fatto e in diritto che:
Ero straniero … mi avete accolto? E ora sono c…. vostri!!!
In un epoca, come l’attuale, di imperante rampantismo politico-amministrativo, si cerca di far credere che “privatizzare”
gli Enti sia sempre un vantaggio; un vantaggio per la disponibilità di risorse finanziarie: la forma giuridica potrebbe influenzare la modalità e la capacità di raccolta dei fondi sia pubblici sia privati e anche la possibilità di investirli.
Un Sindaco in possesso di un minimo senso del sistema rappresentativo della comunità cosa avrebbe fatto a questo proposito? Credo che avrebbe portato la questione di San Cataldo in Consiglio Comunale, e solo dopo il parere del Consiglio, la Giunta avrebbe deliberato formalmente sul riconoscimento della privatizzazione, nonché la nomina del nuovo Cda. Per il Sindaco Di Forti il Consiglio Comunale è invece un consesso fastidioso, per cui è molto meglio che a decidere sia solo. Ci voleva infatti coraggio sociale ad ammettere chiaramente che il dott.Scoma era privo del requisito fondamentale per la privatizzazione. Ma ci voleva altrettanto (se non più) coraggio ad ammettere la concreta esistenza di tale requisito, cosicché la Giunta ha preferito lavarsene le mani in entrambi i casi, e il Sindaco ha deliberato una ordinanza in cui afferma che “al Comune non è chiesto di esprimersi in ordine all’opportunità o meno delle richieste di privatizzazione avanzate dall’Ente”. Con tale comportamento istituzionale si è persino negata al Consiglio Comunale
l’autodeterminazione della sua rappresentanza in seno all’Ipab Casa di Ospitalità Centro Servizi Sociali Can. C.Pagano; della rappresentanza comunale che, nel contesto delle pratiche relative alla privatizzazione, risulta già cambiata poiché il Presidente dell’Ipab con il presumibile accordo del Sindaco,l’ha, autonomamente, modificata stabilendo che per il futuro, invece dei “tre membri, di cui uno da scegliersi tra i consiglieri comunali ha anche ignorato la formale garanzia di una rappresentanza delle minoranze.
Forse perché il Sindaco sente come l’abate Sieyès, per il quale “la minoranza è quella parte che se non ci fosse si starebbe tanto meglio e i problemi sarebbero risolti con molta maggiore semplicità”. A questo punto, al di là dell’affronto istituzionale operato da un Primo Cittadino, per il quale le regole della democrazia politica sono un evidente optional,
sostituito dall’autocrazia dei rapporti di forza maggioritari, c’è da chiedersi se il Sindaco e il Presidente pro-tempore dell’Ipab Casa di Ospitalità Centro Servizi Sociali Can. C.Pagano abbiano valutato con discernimento la loro frettolosa azione amministrativa. Se cioè alla luce del riordino del sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza non sarebbe stato più opportuno valutare in modo compiuto e lungimirante il futuro dell’IPAB di San Cataldo. per costituire una grande e solida “azienda pubblica di servizi alla persona” che contemplasse interventi sinergici su anziani, disabili ed handicappati in modo da razionalizzare e ottimizzare le risorse economiche e patrimoniali nonché quelle relative al personale assistenziale e amministrativo.
Detto questo però non possiamo esimerci dal manifestare dubbi e perplessità in ordine al modo con cui è stata gestita tutta l’operazione ed alle conclusioni cui si è arrivati. Riteniamo preciso dovere ricordare al Sindaco che l’Ipab non è un’azienda , bensì una realtà sociale di interesse comune. La sua gestione, quindi, implica necessariamente un dialogo e un dibattito con i cittadini e con i loro rappresentanti.
Ne furono uccisi 500.000
Oggi noi sfigati, ci occupiamo di altri sfigati e cioè degli Zingari. Probabilmente solo a dei matti come me poteva venire in mente di parlare di una cosa seria come quella dei Nomadi. La mia è una scommessa. Vorrei poter fare breccia nel muro di gomma dell’indifferenza, dell’abitudine quotidiana a tragedie e massacri, del pregiudizio verso un popolo “brutto, sporco e cattivo”. La mia scommessa è quella di aprire il cuore, il cervello e il portafogli di un tot di persone disposte ancora a emozionarsi, a cercare di capire, ad ascoltare le voci e le canzoni, le testimonianze drammatiche e la gioia di vivere di gente diversa da noi, molto diversa. Gente dignitosa. Alcuni intellettuali affermano che quando non ci saranno più i testimoni degli orrori del ‘900 allora la memoria storica di quei fatti rischia di scomparire. Oggi come ogni 27 gennaio, ricordiamo lo sterminio degli ebrei, un evento drammatico che ha lasciato il segno nella storia dell’uomo. Per moltissimi anni si è parlato di genocidio del popolo ebraico nei lager nazisti , ma si è parlato troppo poco dello sterminio del popolo dei ROM.
Nei vari processi contro i nazisti responsabili di crimini contro l’uma¬nità, primo fra tutti quello di Norimberga, mai nessuno si preoccupò di sentire la testimonianza di uno zingaro. Al processo di Gerusalemme, nonostante furono dimostrate le deportazione degli zingari, il capo d’imputazione che riguardava questo argomento venne annullato. “Nessun responsabile fu chiamato a rendere conto dello sterminio degli zingari.” Un genocidio che nasce dal pregiu¬dizio e dal razzismo imperanti nella Germania degli anni trenta. Un genocidio dimenticato, così come dimenticati sono stati i risarcimenti dovuti agli zingari perseguitati durante il nazismo, un’etnia, quella Rom e Sinta, che nel corso degli anni più che essere sconosciuta è stata “misconosciuta.“ Se è atroce quello che è accaduto, ancora più atroce sarebbe dimenticare: bisogna rammentare e far conoscere che nei Lager ac¬canto ai triangoli gialli di sei milioni di ebrei c’erano quelli rosa de¬gli omosessuali, quelli rossi degli oppositori politici e quelli neri de¬gli zingari che hanno pagato, con circa 500.000 vittime. E allora ripenso a queste parole: memoria, commemorazione, rievocazione, e mi ronzano in testa restituendo il loro significato. Memoria come testimonianza di chi quei fatti li visse, commemorazione per non scordare il significato delle azioni umane e dare loro il giusto valore, rievocazione come verità storica. Allora mi viene in mente un filo conduttore che unisce le motivazioni per la celebrazione del ricordo delle vittime naziste. Questo filo passa oggi per i tanti episodi di razzismo, di omofobia, di avversione verso ogni diverso, di lingua, razza, religione, disabili, poveri, disoccupati. Un filo conduttore che affonda le radici nell’istigazione alla paura e in tutti quei provvedimenti, a cominciare da; niente nomadi, niente extracomunitari. Un filo conduttore che passa perfino per i tagli alla scuola, con i precari che diventano disoccupati, con i bambini ‘difficili’ o “istituzionalizzati”, disabilisenza sostegno, per i terremotati e gli alluvionati, per i provvedimenti xenofobi dei sindaci ,che si moltiplicano, spianando la strada alle leggi nazionali contro i migranti a prescindere dal loro status giuridico. Un filo conduttore che passa anche attraverso i magistrati messi alla gogna per aver emesso sentenze non favorevoli agli interessi del Presidente del Consiglio. Un filo conduttore attraverso un’Italia divisa, da una parte la destra con i buoni, con i cittadini onesti , dall’altra, la sinistra con i giornalisti colpevoli di aver criticato l’operato del governo, con i comunisti anti italiani che protestano contro disoccupazione, ingiustizie sociali la cui esistenza è negata o ignorata. Un filo conduttore che passa attraverso tutti noi, perché noi siamo la società. Nell’Europa d’inizio del terzo millennio probabilmente non vedremo le dittature che hanno caratterizzato il secolo scorso, ma di sicuro la democrazia è in pericolo, non dimentichiamo mai che il nazismo prese il potere in maniera assolutamente democratica.
Giuseppe Curcio
Oggi la legalità è la forza dei deboli, delle vittime dei soprusi e delle violenze dei ricatti del potere
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Tutte queste fasce in passerella, perchè? Forse qualcosa sta cambiando?
Cari Cittadini ,sottolineo la straordinarietà della manifestazione di Caltanissetta. Una manifestazione quella di sabato 23 gennaio che è risultata essere, una tappa fondamentale per la costruzione la costruzione di una rete regionale di tutti i movimenti, comitati ed associazioni che si battono per la difesa del territorio. Una manifestazione di solidarietà della società civile nissena nei confronti dei giudici antimafia Sergio Lari, Giovanbattista Tona e Domenico Gozzo, nei cui confronti Cosa Nostra progettava degli attentati. “Ieri la Società civile e’ stata in grado di reagire, non e’ vero che non cambia niente, ha detto il Gip del tribunale nisseno Giovanbattista Tona”. Oggi noi aggiungiamo : il coraggio, la determinazione di migliaia di persone che hanno consentito di far valere, di nuovo, queste ragioni, richiamando l’attenzione della stampa e delle istituzioni, locali e nazionali. È stata una cosa molto bella e toccante ,c’erano anche molti esponenti politici. “ Forse era meglio se non avessero presenziato alla manifestazione, anche perché era riservata alla società civile. Noi sappiamo, che in questa regione ci sono un’infinita’ di autorevoli esponenti di partito, e molti di questi sono indagati o addirittura in carcere per gravi reati di mafia. Noi sappiamo che a causa di questo, la vita politica, civile e sociale di questa regione e’ letteralmente inquinata da questo grave fenomeno, da queste collusioni. Con un intreccio perverso, tra mafia e politica. Sino a qualche tempo fa, infatti, sembrava che l’intreccio mafia politica riguardasse solo personaggi di terzo piano e invece questo non è. Basta girare per le città siciliane per capire come il controllo del territorio da parte della mafia sia ossessivo, al di là delle continue affermazioni di legalità strombazzate da esponenti politici. I siciliani che vivono il quotidiano, da tempo si sono accorti che la mafia con la complicità di alcuni politici ha già fatto il suo salto di qualità. Hanno capito che esiste un sistema di relazioni informali, basato sul principio dell’amicizia strumentale, sostituisce spesso l’esercizio dei diritti di cittadinanza e lascia spazio a forme illegali. Oggi abbiamo bisogno anche della collaborazione della società tutta e dei giovani in particolare. Per fortuna ci sono tante iniziative, tanti cambiamenti che lasciano ben sperare, sono nati dei movimenti che attraverso le sue azioni, sempre pacifiche e mai violente, hanno riacceso le speranze di chi contesta, da sempre.
il coraggio di salire
Scusate se torno a parlare di politica, scusate se torno a parlare di Ipab. Lo faccio perché il mio cuore batte forte da quelle parti ma anche perché , oggettivamente, si sta verificando un fenomeno davvero interessante. Ieri sera avevamo chiesto di trovare una soluzione per i problemi dell’ospedale Raimondi, nonché della casa di riposo Casa di Ospitalità Centro Servizi Sociali Can. Ma come sembra, la gran parte dei nostri consiglieri della opposizione sembrano essersi arresi. Ci sono stati discorsi che a mio avviso, a livello locale, non contano nulla. Si è parlato di alleanze. Ma con poca convinzione. Qui non si è capito che la gente ha semplicemente voglia di cambiare la musica di un juke box,un juke box che da una vita si è incantato, suona sempre lo stesso ritornello. Questa musica ha rotto le scatole a tutti. Ho saputo che a San Cataldo hanno aperto dei poltronifici. E sembra proprio che i nostri consiglieri di opposizione se ne intendano un po’ tutti, anzi comincio a capire che un po’ di arredamento nuovo, a casa propria, non guasterebbe affatto, visto il largo consumo che ne fanno. Vorrei chiedergli, se sanno che San Cataldo è diventata la città cenerentola. Si proprio cenerentola nei confronti di Caltanissetta. Se hanno notato il lento e progressivo decadimento di questo comune rispetto ad altri comuni più piccoli del nisseni. Tutto questo spero per voi,che non rappresenti il nuovo. Spero che l’inefficienza di questa amministrazione non sia incoraggiata dalle vostre facce non convinte dei nostri consiglieri di opposizione, forse non hanno capito che prima di tutto vengono gli interessi dei Cittadini e non le beghe quelle personali . Di fronte a situazioni di questo genere, non posso che esprimere una profonda amarezza, ma nello stesso tempo, tentare un percorso comune aprendo questa volta a tutte le componenti del consiglio comunale. Se questo sarà un risultato apprezzabile, lo si potrà dire solo in relazione agli effetti che questo strumento sarà in grado di produrre. Oggi volendomi fermare ad un’analisi del dato di ieri sera,posso dire che si tratta pur sempre di un passo in avanti, nella direzione di una convergenza, nel solo obiettivo, e nell’interesse dei cittadini. Cari Consiglieri, concludo dicendo che ognuno di noi è artefice del proprio futuro,e che dobbiamo lavorare giorno per giorno per migliorarci. Qualcuno diceva : “ bisogna portarsi in stazione e cercare il treno della svolta e quando esso passerà non bisogna stare a guardare ma trovare il coraggio di salirci sopra”
Corte d’Appello di Caltanissetta
Tutte le rappresentanze delle forze dell’ordine erano presenti, rigorosamente in divisa da cerimonia, per garantire quella formalità insita nell’evento. Obiettivo di questa cerimonia è: celebrare la giustizia in tutte le sue forme per garantire sicurezza e uguaglianza ai cittadini. La celebrazione è avvenuta questa mattina, è ha avuto tra i suoi ospiti autorità giudiziarie, politiche e sociali. Naturalmente in prima fila, non potevano mancare tra le autorità, i visi oramai facilmente riconoscibili, del Sindaco della città Campisi, l’On.le Alessandro Pagano,l’On Raimondo Torregrossa e altri esponenti politici. L’aula Magna , adornata per l’occasione, era colma di gente, soprattutto ad inizio cerimonia, nella sala c’era una certa impazienza e la presenza di numerosi inviati della stampa ci presagiva quanto stava per accadere. Difatti dopo che il Presidente della Corte di Appello e il rappresentante della associazione magistrati hanno concluso l’intervento, anche la rappresentante del Ministero della Giustizia si apprestava a fare il suo discorso, a questo punto i Magistrati si sono alzati e sono usciti dall’aula seguiti da noi cittadini comuni del comitato ” Scorta Civica “. L’inaugurazione, però, continua. La parola passa agli avvocati con le loro proposte, risaltano anche le parole del rappresentante della categoria dei Giudici di Pace.Attendiamo ancora qualche altro intervento e la manifestazione si conclude. Le forze dell’ordine rigide e attente, seguono le autorità e le accompagnano all’uscita. L’inaugurazione si chiude in un debole applauso delle poche persone rimaste fino alla fine. Nel frattempo, a poche decine di metri,da me, qualcuno ancora manifesta dissenso per questa riforma della giustizia, dicendo: anche quest’anno è passato, non ci resta altro che sperare per il prossimo.
«La legalità inizia dal sapere»
Egregi Onorevoli , rispondo all’articolo pubblicato ieri sul giornale La Sicilia, dove lei parla di Legalità, e sembra ormai chiaro che la parola Legalitá viene da lei continuamente pronunciata,spera forse che pronunciandola migliaia di volte possa ascoltarla o che lei magari otre che pronunciarla a pappagallo, vuole forse provare a capire cosa significa “LEGALITA’” ? Ebbene, cari Onorevoli,se la prendiamo alla lettera e dal dizionario, abbiamo che Legalitá = la condizione di ciò che è conforme alle leggi. La legalità non si auto-genera, e da sola non basta. È un’illusione. La legalità è qualcosa che motiva al rispetto delle leggi e dei cittadini. ma prima della legge, cari amministratori ,viene il bene dell’individuo. Occorre che il politico, abbia una coscienza del bene, che abbia il coraggio di indicarlo, non solo con parole ma con fatti. Questo è il compito primario della politica. Cari Onorevoli, bisogna comunicare,cioè coinvolgere,far partecipare tutti alla cosa pubblica e non più la gestione del potere. Nella nostra comunità una delle cose che è sempre mancata è stata sicuramente la comunicazione. Esorterei i cittadini, in futuro, a partecipare ai consigli comunali, l’unico momento in cui siamo messi al corrente di ciò che accade. Fino ad ora non ho visto un amministratore mettere al corrente tutti noi di ciò che stanno decidendo, di ciò che pensano di fare o non fare. Quando parlo di comunicazione mi riferisco anche al fatto che sono 2 gli attori coinvolti nel processo: l’oratore, cioè colui che parla, e gli uditori, cioè coloro che ascoltano. Il buon oratore dovrebbe capire che ai cittadini di San Cataldo va parlato in modo semplice, e chiaro, non servono termini di scarsa comprensione. Ritorniamo di nuovo a questa parola magica: LEGALITA’.Questa parola fa paura un po’ a tutti. Parlare di legalità a San Cataldo significherebbe scontentare un sacco di persone che forse vivono ai limiti della stessa!!! Cari Onorevoli, sono curioso di vedere come affronterete questo argomento così scottante. Cosa state facendo per gestire in Legalità la cosa pubblica “Casa di Ospitalità centro Servizi Sociali, Can. C.Pagano” di San Cataldo. Non è vero che si è già deciso di chiudere a beneficio di ignoti o tali? Cosa state facendo per evitare lo smantellamento sistematico dei reparti dell’Ospedale Raimondi di San Cataldo? Non è vero che lo scopo è quello di farlo chiudere ? A beneficio di Chi?
Voglio proprio vedere quale ricetta ci propongono i nostri Onorevoli, e speriamo che non sia una maionese che impazzisce o un sufflè che si “ammoscia ”. Cari cittadini, se vogliamo che qualcosa cambi, allora i primi a cambiare dobbiamo essere noi cittadini!!!
Nessuno di noi ha mai avuto il coraggio di denunciare, o se lo abbiamo fatto, non siamo stati ascoltati. Caro Onorevoli, anche oggi, come ieri, denunciamo quanto avviene, perché solo denunciando , questo paese potrà essere di nuovo un paese NORMALE!!!
un tempo che fù……e per fortuna: non ci sarà più!!!!!
La mia tesi è che le foibe erano scomode per tutti, sia per i comunisti, sia per gli alleati occidentali, che tendevano a sottrarre Tito all’orbita sovietica ed avevano quindi bisogno di mettere sotto silenzio le sue nefandezze. Cosa che noi anche se in ritardo abbiamo condannato e riconosciuto. Ma le sue affermazioni e il suo continuo accusare, mi lasciano sconcertato. Sono consapevole che lei non condivide quanto mi appresto a dirle, ma il male non è appannaggio esclusivo di questi o di quelli. Lo troviamo ovunque, quello che fa la differenza è il motivo, questo certo non per giustificare qualcuno, ma se noi non ci mettiamo in testa che tutto quello che è successo circa 60 anni fa è causa solo ed esclusivamente del nazismo e del fascismo non ne usciamo. La seconda guerra mondiale, le pulizie etniche, i campi di sterminio, le foibe, le due bombe atomiche, sono l’ effetto di queste due ideologie che hanno portato nazioni e popoli in guerra provocando milioni di morti. I partigiani di Tito con i massacri delle foibe non sono stati migliori dei nazisti e dei fascisti, che avevano combattuto in precedenza arrivando ad uccidere persino i partigiani “bianchi” italiani, che avevano combattuto al loro fianco i tedeschi. E tutto questo solo perché di ideologia politica diversa. Di fatto e vergognoso che per decenni si sia tenuto nascosto il dramma delle foibe. Solo la verità, la conoscenza e il ricordo possono aprire le porte alla riconciliazione. Oggi, noi con la conoscenza, facciamo in modo di non ripetere mai più gli errori (orrori) del passato. La “giornata del ricordo” serve proprio a questo. Ma forse l’Onorevole, dimentica di essere un Deputato della Repubblica Italiana, e che le sue affermazioni non sembrano affatto parole di riconciliazione, ma bensì , sembrano parole di rammarico per un periodo ormai tramontato, quasi un augurarsi di poter rivivere quella società senza identità è facilmente conquistabile che non c’è più. Ma per nostra fortuna ,noi la storia l’abbiamo vissuta, ma forse lei Onorevole, non la studiata.
Gianfranco Giannavola
Riccarda ha colto un aspetto importante ma purtroppo non unico del dispotismo che si vive a San Cataldo. Non possiamo parlare di nepotismo reale, ma di fatto: gli allievi eseguono diligentemente ogni disposizione impartita dal sommo maestro, riuscendo a presentarsi compatti solo quando sicuri della sua presenza.
La situazione stà cambiando. Anche se la maggioranza riesce a mal governare grazie ad i numeri, i cittadini stanno prendendo coscienza delle loro nefandezze, dell’ardua ed impari lotta che sono costretti ad affrontare i consiglieri di opposizione. Ieri il nutrito numero di cittadini presenti è rimasto sbigottito: tanti burattini, giostrati da un abile burattinaio, sono riusciti ad eludere le loro aspettative e la comprensionedelle loro esigenze.
Nell’ascoltare i monologhi dei relatori della giunta, abilmente addestrati come ventriloqui, ho intravisto segnali di oligarchia, di certezza di imbrigliare il contraddittorio nella rete dei numeri e delle normative.
I cittadini non sono stupidi: ieri hanno capito che chi amministra vuole distruggere socialmente la città, indviduando nelle categorie più deboli i bersagli più facili da colpire.
I consiglieri di opposizione, encomiabili per il loro sforzo, fanno il possibile per contrastare queste azioni: adesso sanno che i cittadini cominciano a capire. Basta solo informarli puntualmente e correttamente…. Mostra tutto
Cari amministratri non potete più contare sulla sonnolenza della cittadinanza, dovete, vostro malgrado, amministrare la città nel prioritario interesse pubblico.
Non servirà più rinviare la seduta del consiglio: anche alla prossima saremo presenti ed in numero maggiore.
Le vostre parole, ormai è certo, nascondono imbarazzo mancato rispetto dell’avversario politico, intolleranza alla critica, supponenza, insensibilità social
“San Cataldo: una condizione di intimidazione”
A coloro che ancora si scandalizzano perché si osa parlare di limitazione o minaccia alla libertà d’informazione chiedo: avete mai visto in un telegiornale locale una contestazione a Alessandro Pagano, o al Sindaco Di Forti ? Io no. Ora io mi chiedo: se quei mezzi d’informazione raccontano solo mezze verità e nascondono interi pezzi di realtà, non è che non c’è libertà, ma la libertà d’informazione è minacciata da un’odiosa forma d’intimidazione continua da parte di chi detiene il controllo dei mezzi d’informazione. Chi ci va di mezzo, alla fine, e’ il lettore che di tutto quel che succede a San Cataldo, viene autorizzato solo a sapere quanto segue: “la Sancataldese ha battuto la Nissa 3 a 0. Fighetto Fighetti e’ il nuovo Grande Fratello. Domani forse pioverà. Punto”. Per voi va bene così? Va bene ad esempio che non si sa più nulla dello scandalo che da mesi circonda Alessandro Pagano,che questo lo ossessiona, portandolo ad insultare i giornali che ne parlano, quella stampa che gli impedisce di far politica liberamente, ostaggio com’è delle sue contraddizioni e delle sue bugie. Sarebbe sufficiente tutto questo, e cioè l’incapacità-impossibilità del potere di spiegare i suoi abusi, per chiedere pubblicamente che il diritto-dovere d’informazione venga rispettato. Ma il Sindaco ha deciso di portare in tribunale, le prove consistenti in una vignetta , chiedendo al giudice di far tacere il malcontento diffuso. in questa comunità, chiedendo ai giudici di cancellare la vignetta. Ora io chiedo a questi signori: si può governare una grande democrazia, a colpi di querele? Che immagine dà di sé un potere spaventato e spaventoso che sostituisce la leadership con l’intimidazione? Che futuro può avere un Sindaco che annulla la politica con le minacce? Fin dove vuole arrivare? Fin dove arriva già oggi, la rete dei ricatti e dei veleni che si allarga sotto la loro falsa democrazia? Insomma, a furia di non rispondere, restano solo le domande, e non finiscono mai. Signori, Pagano,Torregrossa e Di Forti, forse riuscirete a cancellare la vignetta, ma non riuscirete a cancellare la verità.
Giuseppe Curcio
Gli appelli alla libertà di stampa sono un mio dovere di scrittore. Io sono un fervente ammiratore di questa libertà e ritengo che se qualche scrittore pensasse di dimostrare che non ne ha bisogno, egli si renderebbe simile a un pesce che dichiarasse pubblicamente di non aver bisogno dell’acqua’.
Michail Bulgakov
”SuperPippo, l’ultima frontiera”
Questa è la storia di un sindaco: Giuseppe di Forti, detto Pippo, oggi “Super Pippo”. E’ un piccoletto segaligno, uno spaghetto di ferro, estroverso, testa fine, uomo che sa molte cose. Con la candidatura e la nomina a Sindaco di “Super Pippo” la vita pubblica sancataldese ha compiuto un indubbio salto in avanti, ma segna pure un notevole ritorno indietro. La gente si chiede come mai Super Pippo è così noto, così scontato, così poco sancataldese, così molto siciliano, così berlusconiano, e al tempo stesso così anti-sancataldese. Insomma è così tutto, da risolvere in se stesso l’eterno conflitto tra apparenza e sostanza, forma e contenuto. E la forma indica una definitiva evoluzione della politica che oltrepassati di slancio gli ambigui confini del potere, e i vincoli del servizio alla collettività, si fa spettacolo a danno di questa l cittadinanza. Sembra quasi che a lui interessa di più il consenso e la notorietà che non il bene comune di questa comunità. Ecco perché ,Super Pippo è,a nostro modo, diventata una maschera sancataldese. Soltanto lo spirito vanitoso di un berlusconiano in carriera come Alessandro Pagano può non rimproverargli un’attitudine “nazional-popolare”. In estrema sintesi: è un perfetto uomo di spettacolo, una pregiata risorsa narrativa e televisiva. Protagonista assoluto, è furbo, è gentile, è arrogante, permaloso, ha le dimissioni facili, divide il mondo fra amici e nemici, riduce tutto a una questione personale, che nel suo caso vuol dire: esistenziale e professionale. In estrema sintesi: è un perfetto uomo di spettacolo, sono anni che veleggia sugli schieramenti con la leggerezza di un farfallone consapevole della propria vogliosa estraneità. Invano, a suo tempo, l’hanno arruolato nel “clan di Pagano” invano l’hanno candidato a Sindaco di San Cataldo. Si è limitato a fare da testimonial, ma il problema è che più che testimoniare finisce per vampirizzare l’evento, nel senso che a tal punto succhia l’attenzione,la succhia così a fondo che rende esangui e svuotati quegli stessi che fino a qualche mese fa facevano parte della sua stessa coalizione . Gli amici del protagonista, cercando di minimizzare, contribuiscono ad arricchire la sceneggiatura. Questa è una città incredibile dove la Banda Bassotti tira dardi in compagnia del commissario Basettoni,dove Pluto veglia,macchia nera stà a guardare mentre Minnie fa la doccia. Cari Cittadini, era da tempo che la politica italiana non produceva una trama altrettanto fantasiosa. La satira del potere è un fatto storico: dittatori e autocrati hanno sempre amato riempire le feste di attrazioni. Ma da oggi ,niente più compromessi e scambi di favori, deve essere fatta una politica volta alla crescita imprenditoriale ed economica delle nostra San Cataldo. Oggi più di prima dobbiamo fare opposizione e contrapporsi . Ci vuole il NUOVO. Non più mummie che hanno fatto il loro tempo! C’è bisogno soprattutto di giovani fuori dagli schemi delle vecchie parrucche della politica che ormai hanno fatto il loro tempo. E soprattutto un pensiero unico, cioè’ quello progressista.
La salute è un diritto, rendiamolo accessibile a tutti
La tutela della salute pubblica é un diritto costituzionale che deve necessariamente tradursi in scelte organizzative atte a garantire quelle fasce di popolazione più fragili: bambini, adolescenti, donne in gravidanze, vecchie e nuove emarginazioni sociali, anziani non autosufficienti, disabili psico sensoriali, disabili fisici. Oggi, per rendere la salute un bene accessibile a tutti è necessario qualificare e razionalizzare la rete dei servizi diagnostici e curativi in modo che tutti coloro che ne avessero bisogno possano accedere alle tecniche più avanzate; ; estendere la rete dei servizi per le emergenze e per l’assistenza ai soggetti più fragili( disabili, non autosufficienti); ridurre le liste di attesa nel rispetto delle priorità cliniche; lasciare alle donne la libertà di decidere del proprio desiderio di maternità. Noi siamo convinti che la spesa sanitaria vada indirizzata correttamente e che la prima battaglia da fare sia quella di combattere il prevalere degli interessi privati sui bisogni reali dei cittadini. Non è dunque casuale che i casi di corruzione e di infiltrazioni mafiose che hanno riempito le cronache dei giornali e portato perfino alla caduta di Governi Regionali riguardassero quasi sempre la sanità. L’Ospedale M. Raimondi di San Cataldo, é stato oggetto di una scelta irragionevole di riconversione da parte della Regione Sicilia, con la conseguente dismissione dei reparti di chirurgia, oculistica, ostetricia e ginecologia in netto contrasto con i principi sopra richiamati. Gli amici di “San Cataldo”, fanno appello al primo cittadino, affinché in qualità di responsabile sanitario del territorio, convochi al più presto una conferenza di servizi che veda impegnati amministratori comunali dell’area, operatori sanitari, sindacati e associazioni che realmente operano sul territorio, perché tutti insieme chiedano con forza il rilancio dell’ospedale M. Raimondi di San Cataldo “ormai in coma irreversibile per colpa di responsabili politici che non riescono nemmeno ad organizzare un piano di disinfestazione, ma intanto riescono a nominare un primario, come denunciato sulle prime pagine dei giornali”. I cittadini vogliono che l’ospedale di San Cataldo ritorni ad essere un punto di riferimento dell’area nissena, come lo è stato fino agli anni ’90. Gli Amici di “San Cataldo” chiedono, quindi, l’impegno di tutte le forze politiche, manageriali e sociali sane dell’area nissena, affinché il M.Raimondi possa tornare a godere della fiducia dei cittadini, soprattutto di chi lo deve utilizzare come paziente.
“ I privilegi di pochi non costituiscono legge” così scrisse San Girolamo.
Sembra strano ma evidentemente anche il Santo si sbagliava: a Caltanissetta i pass per la sosta gratuita sono offerti a destra e a manca. I permessi in questione, rilasciati dal comando di polizia municipale della città nissena permetterebbero di sostare nelle cosiddette strisce blu senza l’ausilio alcuno dei classici ticket di sosta a ora. Il tutto a discapito delle casse comunali, private di fatto dell’introito derivante dall’incasso della sosta di questi “eletti”. Cosa è successo? La risposta è tanto semplice, quanto inquietante: i privilegiati, si sono rifiutati di essere trattati come tutti i normali cittadini. Evidentemente i vizi e i privilegi acquisiti sono duri a morire. Quanto sarebbe più facile la vita, se si rispettassero le regole, senza pretendere di essere superiori. Certo, sarebbe bello vedere cose giuste, ma purtroppo sappiamo che il buon senso non è di questo mondo. Così eccoci qua, a sprecare tempo per parlare di un problema, che in un contesto di rispetto civile, non sarebbe neppure dovuto esistere. La legalità sembrava aver messo radici anche da noi, ma ahimè, era solo un’illusione; “la legge non è uguale per tutti”. Le zone blu, si sa, sono un incubo per i cittadini nisseni, che si vedono quotidianamente tartassati (e tassati) dalla necessità di dover pagare onerosi balzelli per poter lasciare in sosta la propria vettura. Di tanto ne risentono soprattutto gli impiegati e gli operai pendolari costretti per ragioni di lavoro si devono recare quotidianamente in centro ove devono lasciare in sosta l’auto per lunghi periodi. Per essi la tariffa del parcheggio diventa un costo che, a fine mese, si fa sentire su stipendi sempre più inadeguati a causa della crisi e dell’aumento di tutte le spese essenziali. Eppure c’è chi gira in lungo ed in largo la città senza spendere un centesimo per il parcheggio. Abbiamo colto alcuni giorni fa una vettura che, parcheggiata in una strada del centro in zona delimitata da strisce blu, esponeva sul cruscotto un permesso che autorizzava lo sconosciuto suo possessore a sostare in tutte le aree tariffate cittadine senza esporre titolo di pagamento. Per quanto ne sappiamo, di questi permessi ne girano un bel po’, e ci domandiamo: come si fa ad averne uno? Signori Sindaco, quali sono i criteri che l’assessorato del Comune di Caltanissetta segue per rilasciare tali concessioni? Chi sono i beneficiari di questi permessi illimitati e privilegiati?
Onorevole Pagano, oggi leggendo il suo articolo pubblicato su giornale “la Sicilia” del 18/05/10 mi è subito saltato all’occhio una parola “prebenda”,ora se la memoria non mi inganna questa parola ha un molteplice significato e precisamente : 1) beneficio ecclesiastico; 2) guadagno ottenuto con poca fatica o illecitamente, speculate con attività clientelari; 3) provvigione di denaro; 4) quantità giornaliera di biada per animali domestici. Quindi le chiedo a quale di queste categorie apparteniamo? Io credo che noi poveri e non eletti politici apparteniamo alla quarta categoria, (una dose giornaliere di biada) se tutto va bene, mentre a lei di sicuro appartengono le altre tre. Onorevole,da circa un anno ci rompete le palle dicendo che l’Italia è messa bene, meglio degli altri Stati europei, che il Governo ha operato bene,poi sempre lei scrive “lo Stato deve subito tagliare questa maledetta spesa pubblica che impoverisce i popoli, uccide le coscienze e atrofizza le coscienze” e mentre dice bugie, la spesa pubblica è fuori controllo, il debito pubblico è alle stelle,e lei come gli altri ne approfittate per i vostri affari. Ci dite che ci aspettano tagli e sacrifici, ma forse il vostro gioco è proprio questo, i tagli e i sacrifici li dovremo fare come sempre operai, impiegati, pensionati e precari, mentre voi politici continuerete a ingrassare a spalle di noi comuni cittadini. Onorevole, io le chiedo da che pulpito viene la sua predica, ma soprattutto con che faccia i suoi compari ci chiedono di dilazionare le liquidazioni o di bloccare gli aumenti ai già nostri magri stipendi. Lei parla della parte sana della Nazione, (sicuramente non è quella sua) parla di sacrifici e di produzioni, parla di clientele e di corporazioni (già clientele e corporazioni) dimenticando di essere un politico, parla di risparmi, dimenticando che ogni anno tra Camera e Senato si spendono più di 200 milioni di euro per pensioni degli ex parlamentari e la cifra è destinata solo a salire. Onorevole, come lei stesso ha scritto “prebenda” è il vocabolo che più le si addice a lei e ai suoi degni compari.
Curcio Giuseppe
Madre e figlia “un legame straordinario”
Onorevole Pagano, oggi 26/05/10 ho letto su “la sicilia” quanto lei ha scritto in merito ai rapporti tra una madre e figlia, e con mio stupore apprendo che tra le sue molteplici doti, vi è anche quella della psicanalisi. Lei nel suo articolo mi parla di una società frantumata e che la figura materna non può delegare o rinunciare a trasmettere l’educazione ai figli ( cosa vera e giusta) ma è anche vero che quanto lei ha scritto e a dir poco offensivo nei confronti di tutte quelle donne madri che nonostante hanno affrontato la maternità sono ancora fisicamente in forma. Da quanto ho letto sembra quasi che lei voglia colpevolizzare quelle madri che ancora oggi, si sentono desiderate, non pensa in qualità di marito e padre che non è facile per le madri impostare e mantenere un rapporto fruttuoso ed equilibrato con le proprie figlie femmine. Lei forse non sa cosa significa vedere la propria figlia cercare il contatto con la madre, senza essere forzata a farlo, questo è un attestato di stima e di affetto davvero grande per una mamma contemporanea . Onorevole,lei continua dicendo che sin dalla notte dei tempi, i processi formativi seguono sempre lo stesso preciso percorso, che è logico e incontrovertibile, dimenticando che oggi le madri che un ventennio fa erano ragazze, oggi hanno avuto la possibilità di studiare. Onorevole, i legami con i genitori possono essere buoni o meno buoni, ma oggi sono senz’altro più liberi del passato,una realtà che anche se lei non vuole si diffonde sempre di più. Onorevole, oggi lei non può chiedere alle mamme di essere tradizionaliste o di all’antica e rinunciare alla loro bellezza e femminilità o, perchè no, al proprio desiderio di apparire giovani a lungo. Scambiarsi i trucchi o i vestiti può essere divertente (ma spesso è una esigenza), essere in sintonia e complicità in questo caso non vuol dire affatto non sapere educare la propria figlia, ma bensì saper essere sua amica. Onorevole, ha provato a chiedere a sua moglie e sua figlia cosa ne pensano di quello che lei ha scritto?
Curcio Giuseppe
SPORCARSI LE MANI
Carissimi,
voglio condividere con voi quello che provo leggendo alcune notizie sui quotidiani. Oggi,27 Aprile 2010 ho saputo che una busta contenente un proiettile è stata recapitata stamattina al Procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone e che ieri 26/05/10 ho letto di una intimidazione nei confronti del Procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari e ai dirigenti regionali di Confindustria, Ivan Lo Bello e Antonello Montante, a renderlo noto è stata la redazione di Repubblica Palermo .It Oggi, come al solito siamo qui per parlare di mafia, cioè di un fenomeno perverso, che genera paura, sottomissione, sofferenza, odio, illusione; un fenomeno che impedisce lo sviluppo e che spezza vite umane, schierate molto spesso dalla parte del bene e qualche volta da quella del male: in una parola, un fenomeno che produce morte. Riprendendo una frase di Paolo Borsellino che spesso citava: : “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”. Ecco perché parlarne è il primo passo, ma non il solo. Oggi bisogna contrastare questo fenomeno diabolico con tutti i mezzi, oggi è dovere di noi tutti capire che siamo in guerra,una guerra tra le forze del male che sotto molteplici aspetti ci ingannano e il bene che è stanco di subire. Oggi noi sappiamo bene che l’unione delle nostre forze è ciò che i mafiosi maggiormente temono. Oggi una sola convinzione ci deve sempre accompagnare. Ed è: se lo vogliamo, la mafia può essere sconfitta! Può essere sconfitta come tutto ciò che è malvagio e per poterla sradicare bisogna essere disposti anche a sporcarsi le mani, solo così si può sradicare questo cancro maligno
Leggo sulla stampa che si torna a parlare della nomina del Consiglio d’Amministrazione della Casa
d’ospitalità Centro di servizi sociali Ipab “Canonico Pagano”, e comincio a chiedermi se è davvero necessario e giusto che le cose di oggi debbono risultare la fotocopia di quelle di ieri e se è morale stare con le mani in mano lasciando ad altri il compito di decidere la vita o la morte di un Ente che nel bene e nel male, ha rappresentato questa comunità . L’obiettivo principale (apparentemente) a quanto sembra, è di dare al più presto un nuovo vertice all’ente, tacendo sulla complicata situazione che da tempo si trascina per scelte errate e interessate, effettuate da questa amministrazione comunale e da quelle che le hanno precedute. Oggi spero che è più chiaro a tutti, che le difficoltà dell’Ipab non sono legate al personale, come è sempre stato impropriamente fatto credere in questi anni, ma più semplicemente perche negli ultimi tempi questa amministrazione ha attuato una politica mirata solo agli interessi di (pochi) tralasciando quelli dei molti, a questo bisogna aggiungere la sciagurata scelta di non partecipare alle gare indette dal Comune sull’assistenza domiciliare e sui pasti a domicilio, affidando tali incarichi a privati o a cooperative, tutto questo senza contare che la perdita di tali servizi è un danno soprattutto per i cittadini, che hanno dei servizi la cui qualità sarà tutta da verificare, mentre il costo sarà sicuramente più elevato. Naturalmente è evidente che ci sono lotte politiche in corso, c’è la corsa alle poltrone, ma in tutto questo i lavoratori e i cittadini non hanno colpe. Oggi come ieri, continuo a chiedere a questi amministratori come hanno potuto sperperare un bene che non gli apparteneva, un bene che gli era stato solo affidato, come è possibile che un patrimonio pubblico di così ingente valore, possa rischiare di essere depredato senza che la magistratura ne sia a conoscenza? Come è possibile far chiudere quest’Ente sapendo bene che l’allungamento dell’aspettativa di vita verificatosi negli ultimi anni ha generato un progressivo invecchiamento della popolazione e non v’è dubbio che uno dei campi nei quali si registra più domanda è quello dell’assistenza agli anziani, eppure signor Sindaco, in soli 13 anni siete riusciti a distruggere quanto costruito in circa due secoli a San Cataldo. Sindaco,oggi le chiedo come mai questa amministrazione non ha proposto altre attività,come ad esempio : un centro di aggregazione sociale per giovani e adulti di cui ci sarebbe un gran bisogno considerati anche alcuni episodi di devianza verificatisi in paese e dove in passato sono stati spesi soldi per costruire un centro diurno per minori (mai inaugurato). Come mai non concentra i suoi sforzi nell’assistenza agli anziani? Eppure è a conoscenza che esiste in paese un’esperienza pluriennale in materia e nell’ipotesi di un impegno nel settore, potremmo creare una Residenza Sanitaria Assistita, ( o c’è qualche conflitto d’interessi?)questi presidi offrono a soggetti non autosufficienti, anziani e non, con esiti di patologie fisiche, psichiche, sensoriali o miste, non curabili a domicilio, un livello medio di assistenza medica, infermieristica e riabilitativa,basterebbe quindi trovare un’intesa con qualche cooperativa già esistente, implementando il numero degli addetti e si potrebbe già in loco risolvere il problema del personale di assistenza a tutto vantaggio dell’occupazione. Sindaco, dovrebbe sapere che l’IPAB avrà bisogno di anni per uscire da una situazione così difficile, dovrebbe sapere che la programmazione deve essere portata avanti con piglio manageriale, senza incertezze e con molto coraggio nelle decisioni. Oggi lei ci parla di gestione temporanea dell’ente, ma nel contempo continua a proporre il Dott. Scoma come presidente nonostante che la sua gestione in qualità di Commissario è stata fallimentare, quasi che ci fossero interessi a noi sconosciuti. Sindaco, ha chiesto l’esatta situazione economico-finanziaria, gestionale e patrimoniale dell’Ipab? Cosa è stato fatto per verificare le vie più opportune per ricondurre alla normalità la situazione? Cosa è stato fatto per approntare un adeguato programma per la gestione e il rilancio dell’Ipab? Quali soluzioni più idonee per avviare interventi operativi sono stati fatti in seguito ad una intesa con la Direzione regionale per i Servizi Sociali? Sindaco, essendo lei un esperto commercialista,sicuramente saprà che tutti i movimenti contabili vengono redatti periodicamente unitamente ad una relazione finale, tutto questo è stato fatto?
Curcio Giuseppe
Cari compagni penso proprio che valga la pena di leggere questa lettera .
LETTERA APERTA
all’On. Alessandro Pagano
In data 05/06/2010 all’indirizzo di posta elettronica RGEE03400T (cod.mecc.della Direzione Didattica del 3° Circolo di Vittoria-RG di cui sono il Dirigente Scolastico), ricevo la Sua dal titolo ”Tagliare la spesa pubblica improduttiva per non morire”.
Inizialmente Lei lancia uno strale nei confronti degli avversari di questo Governo perchè la loro critica si è ”limitata alla sterile lamentazione”. In questo condivido la sua tesi perché l’opposizione parlamentare avrebbe dovuto e potuto assumere ben altri comportamenti…..
“La ricetta di Tremonti/Berlusconi è stata chiara- a suo dire-dovendo lo Stato agire come quel buon padre di famiglia (quanto melenso paternalismo!) che,dovendo diminuire le entrate, procede alla eliminazione degli sprechi e delle spese superflue [..]”, o meglio, improduttive. Ed a parere della Corte dei Conti “[…] “per eccellenza, e su cui bisogna lavorare, è quella dei dipendenti pubblici […]I costi sono altissimi, mentre la qualità del loro servizio è bassa “ai quali, quindi, è stato concesso un aumento di gran lunga superiore a quello dei privati, a fronte di una qualità bassa del servizio.
In alcuni casi concordo con Lei. Ritengo che alcuni settori della P.A. necessitino di riforme strutturali: una di queste, già proposta dal Ministro Gelmini, è quella di promuovere le eccellenze, procedere ad una periodica valutazione e rendere possibili in alcuni casi, il licenziamento dei”fannulloni”di brunettiana memoria.
Ma la spesa per i dipendenti pubblici è sempre improduttiva? Lo Stato fornisce, tra l’altro, servizi pubblici alla cittadinanza che paga tasse e contributi per ottenerli.
È remunerato in maniera dignitosa il docente che, a fronte della gestione didattica di una classe con 20-25 alunni percepisce una retribuzione mensile netta di circa € 1500,00 (dopo parecchi anni di servizio, naturalmente); o un assistente amministrativo con lo stipendio di circa € 1000,00?
Riceve il giusto compenso un Dirigente Scolastico che, quale datore di lavoro, si assume enormi responsabilità civili e penali a fronte di uno stipendio mensile di 2540,00 euro (al 36° anno di servizio,nel caso mio, di cui 21 nel ruolo direttivo)? E potrei ancora proseguire citando collaboratori scolastici, infermieri, medici ospedalieri, impiegati negli EELL, nelle ferrovie, negli Uffici Postali, nella sanità pubblica…..
È giusto che l’assenteista o il fannullone vada licenziato, ma a chi lavora con impegno e senso di responsabilità non possono essere negati i benefici contrattuali maturati. Con il suo lavoro il dipendente pubblico non può permettersi l’acquisto di una casa o di una lussuosa auto (a meno che non si abbia il coniuge Deputato al Parlamento Regionale o Nazionale).
I dipendenti pubblici del settore Scuola oggi sono malpagati a fronte di un impegno lodevole: Scuola, Università e Ricerca, Egregio On. Pagano, stanno alla base della crescita sociale e civile di un Paese e meritano incentivi e non misure penalizzanti sul piano economico o dei tagli sul piano degli organici in settori strategici come la Scuola e la Sanità pubblica. Uno Stato di diritto deve offrire al cittadino un servizio pubblico efficiente e di qualità, retribuendo nel modo giusto i propri dipendenti e non finanziando le scuole private!
Altre sono le misure da adottare per affrontare la crisi eliminando gli sprechi (quelli veri però):
Ridurre il costo della politica non consentendo, tra l’altro, ai deputati di percepire la indennità di carica per il mandato europeo o nazionale e contemporaneamente beneficiare della pensione di deputato regionale siciliano e di altri privilegi….
Porre un tetto alle pensioni d’oro (che non toccano certamente il mondo della Scuola e del pubblico impiego) ed alle liquidazioni milionarie di fine rapporto di manager ed alti funzionari dello Stato (si consente ad un funzionario regionale, in Sicilia, di percepire una pensione di € 1150,00 al giorno: VERGOGNA! )
Equilibrare il carico fiscale perchè non gravi in massima parte solo sui dipendenti pubblici che non possono evadere le tasse. Chi possiede ville e ricchezze può, in Italia, evadere le tasse, beneficiare della soppressione dell’ICI sulla 1° casa e della tassa di successione (una delle prime leggi di questo Governo, come se fosse stata la più urgente!).
Potrei continuare….
La sua lettera, Egregio On. Pagano, si rivela altamente offensiva in quanto scritta da un esponente politico che dallo Stato tanto ha avuto e continua ad avere e parla di una categoria di “lavoratori” che oggi può solo sopravvivere: oggi chi è ricco diventa sempre più ricco,chi è povero….. sempre più povero!
Non faccia, La prego, riferimento alla Norvegia, Paese diverso dal nostro per condizioni economiche, climatiche, densità di popolazione, ricchezza di risorse naturali ed altro. Il confronto tra la Norvegia e l’Italia, proposto da Lei, non regge neanche sul piano metodologico per le evidenti differenze.
Lavorare poi fino a 75 anni come sognerebbe Lei ! Suvvia, forse i parlamentari, i tantissimi consulenti scelti in base a rigidi criteri partitici…….
La sua lettera, comunque, meriterebbe un’ampia ed articolata discussione con le categorie sociali che, alla fine, pagheranno il prezzo maggiore della manovra economica del governo Berlusconi.
Le propongo, pertanto, un pubblico confronto su questi temi nella città di Vittoria: tanto Le sarebbe utile per constatare il clima di profonda preoccupazione per il presente e per il futuro che vive il mondo del pubblico impiego ed in particolare della
Scuola e della sanità pubblica pesantemente attaccate dalle scelte del governo nazionale e regionale.
La invito, se vorrà, a contattarmi per organizzare la manifestazione.Chissà che non cambi idea sulla spesa “improduttiva”dei dipendenti pubblici di questo Paese!
Con grande amarezza e disappunto di un Dirigente che vive,spesso in solitudine,i mille problemi gestionali di una Scuola pubblica in un quartiere periferico e popolare di una città del Sud.
Vittoria, 6 giugno 2010 Il Dirigente Scolastico
Dott.ssa Angela Maria Riolo
dicono che c’è la crisi, basta abbassarsi il loro stipendio entutte le agevolazioni, a noi ci vengono a dire di risparmiare e loro vivono da pascià, pensa io dopo trentacinque anni di lavoro prendo mille euro al mese, mentre i politici ne prendono 20 mila e forse più, basta dimezzarlo e si farebbe una finanziaria, non siamo noi a mandare in crisi lo stato, ma è lo stato che manda in crisi noi, non ci da più nulla, ci dobbiamo pagare tutto, le medicine ce li comperiamo, le visite le paghiamo,negli ospedali manca la carta igenicca, con il pranzo manca l’acqua, il vitto è schifoso. pensa nell’ospedale per vedere la tv ti chiedono 5,50 al girono, costa più del cinema.si parla di crisi e per una pillola abortiva li tengono tre giorni ricoverati, mentre chi fà un intervento li mandano a casa con tutta la nestesia, a chi interessa tutto questo? e noi paghiamo, cominciamo a togliere tutti i beni fatti con i soldi della collettività e diamoli a chi a pagato una vita di tasse allo stato senza avere in cambio nulla, quando prendono i giornalisti di stipendio, pagherebbero dieci anni di stipendio agli operai.non ne parliamo poi della scuola.
IL SENSO CIVICO DEI CITTADINI
Avete presenti quelli che vi ticchettano con i fari per avvisarvi che c’è la polizia con l’autovelox? Bene, io li ho sempre odiati. Ma come, mi dicevo, c’è finalmente un servizio di civiltà, che può far diminuire i morti sulle strade, che sanziona comportamenti pessimi, che punisce quegli stronzi che mettono a repentaglio la vita propria e altrui, l’eccesso di velocità, una cosa buona, da encomiare, che ci fa sentire piùcivili; e tu, col tuo ticchettio del cazzo, con la tua solidarietà da carcerato, vanifichi tutto aiutando gli incoscienti, facendoli rallentare proprio lì dove c’è, finalmente, un controllo serio. Ma che schifezza di cittadino sei? Bene, mi vergogno a dirlo, ma oggi ho ticchettato anch’io. E’ successo che su una strada che faccio spesso, hanno messo alcuni limiti di velocità esclusivamente allo scopo di fare cassa, con assoluta indifferenza per la sicurezza della strada. Ho in mano una multa in cui mi hanno contestato il fatto che in quel tratto avevo superato il limite di 50 all’ora: infatti andavo alla bella velocità di 51 km/h!!!!!!! C’è scritto proprio così, 51. Da quel momento ho cominciato a modificare il mio giudizio su quelli che ticchettano con i fari per avvisare che c’è la polizia con l’autovelox. E’ vero che per la maggior parte si tratta di gente con poco senso civico, ma, almeno da oggi, so che può anche trattarsi di persone che si difendono da prevaricazioni gratuite. Con disagio, con esitazione, con un po’ di vergogna, con sensi di colpa per l’abbassamento del mio tasso di civiltà, ho ticchettato anch’io! Non so se ticchetterò ancora: la cosa mi ha lasciato troppo sconvolto.
LA PRIMA DELLE COSE NECESSARIE,E’ DINON SPENDERE QUELLO CHE NON SI HA.
Bisogna uscire da Caltanissetta per rendersi conto dell’immagine di Caltanissetta nell’opinione pubblica nazionale e, in particolare, in quella dei settentrionali, o se volete dei “padani”. In pratica l’idea diffusa a tutti i livelli è che i nisseni e quindi la Sicilia sia la cloaca di tutti i mali, di tutti i vizi, di tutte le illegalità. La convinzione diffusa è che tutti i soldi che vengono dati alla Sicilia finiscano nelle mani della criminalità organizzata. Anche le nostre scuole e Università sono giudicate inaffidabili perchè i titoli che vengono rilasciati sono “taroccati” perchè comprati con l’inganno o rilasciati per amicizia e clientelismo. Venire da Caltanissetta è un titolo di demerito e ostacola l’inserimento dei nostri giovani. Questa è la realtà dei fatti. Basta leggere i quotidiani di Padova, Verona, Venezia, Trieste , La Padania, Il resto del Carlino, per rendersi conto di quale sia l’immagine della provincia nissena e della Sicilia. Noi naturalmente continuiamo a credere di essere come gli altri italiani mentre siamo tornati ad essere, come diceva D’Azeglio, “i vaiolosi con cui è meglio non andare a letto”. Forse sarebbe ora di darci una regolata, anche perchè il percorso del federalismo, a partire da quello fiscale, si sta accelerando e rischia di lasciarci in mutande a contemplare i monumenti di cui andiamo giustamente fieri e che non potremo neppure aprire per mancanza di soldi.
L’ esame per essere abilitati a ……….
Oggi, le leggi statali impongono che per far parte di un ordine professionale sia necessario il possesso di un determinato titolo di studio, per alcune professioni è poi previsto un periodo solitamente biennale di praticantato, ed infine il superamento di un apposito esame di abilitazione da sostenersi in un’ unica sessione annuale. Sin qui appare tutto ben definito, chiaro, organizzato e semplice: si studia, ci si laurea, si pratica e poi si supera un’ esame per poter finalmente esercitare una professione di tutto rispetto con l’ orgoglio di appendere,all’ esterno dello studio, una targhetta dorata sulla quale si adagia una sinuosa ed aristocratica scrittura che riporta il titolo di: Avv., Dott. Commercialista, Geometra, Ing. ecc. ecc… Essendo io un impiegato presso l’amministrazione giudiziaria ed avendo frequentato le aule dei tribunali, posso soltanto esporre quali scompensi emotivi hanno gli aspiranti “periti del Diritto”, senza contare i sacrifici economici e non solo,che affrontano i loro genitori, senza commentare le esperienze dei cadetti iscritti in altri albi professionali. La realtà è pressoché sconcertante. Vi sono giovani praticanti, in media trentenni, sofferenti di malattie psicosomatiche dovute allo stress accumulato per non riuscire a superare l’ esame di abilitazione : uomini in giacca e cravatta che nei corridoi dei palazzi di giustizia assumono pastiglie di maalox per sedare i lancinanti dolori allo stomaco, e donne in tailleur che piangono perchè i loro tentativi di conquistare il tanto agognato titolo professionale, hanno raggiunto e superate le edizioni del Grande Fratello. Tra il serio ed il faceto bisogna ammettere che viviamo in un paese in cui la costanza nello studio non viene ripagata. I praticanti secondo me sono intellettuali sfruttati, che investono enormi capitali e fanno prostranti sacrifici in attesa di divenire dei professionisti. Se non si eliminano o regolamentano con vero spirito liberale gli ordini professionali, crescerà il numero dei precari, dei disoccupati, dei giovani avviliti ed esacerbati in virtù del mancato riconoscimento degli sforzi intellettivi profusi per poter professare un lavoro dignitoso.
IL DUBBIO
Spesso in molti ci chiediamo “cos’è la mafia”? Io personalmente, penso che prima di chiederci cos’è la mafia bisogna chiedersi cos’è la “mafiosità”. Secondo me la mafiosità è un comportamento che non appartiene esclusivamente al siciliano, ma bensì esso sicuramente è una conseguenza di una azione repressiva dei più forti, che alimenta quasi sempre un malcontento che si moltiplica, di un profondo malessere economico e sociale dei cittadini. Se poi a tutto questo si aggiungono anche gli intrighi , il quadro è completo. Noi sappiamo che la mafiosità si manifesta nelle piccole cose a cominciare da una semplice raccomandazione per poter anticipare un esame clinico o per avere un certificato al Comune. Allora mi chiedo dov’è il limite, tra mafia e mafiosità. Oggi abbiamo bisogno di risposte più precise, oppure le conosciamo, ma facciamo finta di ignorarle. Per il codice penale la mafia è un’associazione per delinquere e su questo non si discute, ma i mafiosi non sono solo quelli che sparano, ci sono anche i così detti “colletti bianchi”, ci sono le regole “tacite” di comportamento, che spesso rispondono a logiche clientelari, che ruotano attorno all’abuso. I nostri Enti Locali ad esempio, si sono davvero dati da fare nella creazione di società miste e nella stipula di improbabili convenzioni con società private; potete stare certi che anche il comune in cui vi fregiate di abitare ha sicuramente delegato ad alcune società miste la gestione di vari settori dell’amministrazione pubblica, non a torto, si dice che il pesce puzza dalla testa alla coda. Conferimenti di incarichi esterni senza procedure di selezione ad evidenza pubblica, appalti senza gare d’appalto,affitti di locali di proprietà privata per uffici pubblici a prezzi di mercato maggiorati. Dove nel sistema ci sguazzano anche rappresentanti delle istituzioni (e sono tanti, davvero tanti), ma anche tutti gli altri, che stanno zitti: per convenienza, per non avere guai, perché tanto non si può fare niente. Si può certamente dire “mafiosi da una parte, omertosi dall’altra”. Quindi tornando al punto di partenza, la mafia non si distrugge se prima non si distrugge la mafiosità che è dentro di noi. Chiudo con una frase di Paolo Borsellino E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.
Crollano i quartieri storici?
Ed ecco scoppiare la polemica su un centro storico rimasto intatto per secoli, si ritorna con la mente nella magia dei vicoli, tra i palazzi così vicini per potersi parlare da un balcone all’altro, sotto i fili per stendere il bucato che sono una forma di comunicazione primordiale e sanciscono i legami del buon vicinato. Ma ieri, quando abbiamo visto le immagini della demolizione del palazzo di via Redentore, abbiamo subito pensato a cosa sarebbe potuto accadere se quella palazzina fosse stata ancora abitata. Per fortuna,era vuota. Ma dopo tutto questo, non vorrei che episodi come quello di ieri siano utilizzati per alimentare altre domande di rifacimento immobili. Sappiamo che i palazzinari sono sempre lì, con le fauci spalancate, pronti ad avventarsi su ogni spazio che si apre. Ormai da molto tempo il centro storico vive in uno stato di completo degrado, il paesaggio è vergognosamente oltraggiato da cumuli di macerie, pattume maleodorante e quant’altro diventano gioia di cani e gatti e incubatrici di mosche e zanzare. Le macerie aumentano di notte a vista d’occhio, poiché supponiamo che alcuni, notando lo stato d’abbandono, abbiano scambiato il loco per una discarica abusiva. Materiale di risulta, eternit, mobilia, sanitari e “complementi d’arredo” poco gradevoli come siringhe, perché ci mancava giusto l’attenzione di consumatori di sostanze stupefacenti. Il tutto è coronato poi dagli eterni cantieri. Impalcature presenti ormai da anni e consumate dall’usura del tempo. Cari Cittadini,prima di tutto ritengo che sia compito di coloro che lo abitano a rimboccarsi le maniche e rendere più vivibile il nostro centro storico. Non parlo di grandi interventi,ma di piccoli interventi realizzabili per una migliore valorizzazione del Centro Storico, non possiamo delegare ad altri quello che è nostro compito di cittadini: abbellire le vie, i balconi, orientando al bello gli ambienti nei quali viviamo. Naturalmente confidiamo in una pronta presa di posizione del nuovo Sindaco e delle Forze dell’Ordine tutte, che con la presente sollecitiamo cortesemente ad un maggiore controllo del centro storico. Al Sindaco Campisi, diciamo: il centro storico di Caltanissetta va salvaguardato. Bisogna che siano compiuti dei risanamenti necessari a renderlo sicuro, ma non deve passare l’idea di un abbattimento, o di un’assurda modernizzazione. Cari Cittadini, quanto da me scritto è soprattutto amore per la nostra Città.
CaltAcqua-Enel uniti contro……
Iniziamo con una precisazione: bioraria non si intende come bio-oraria (che sembrerebbe un approccio ecologico), ma semplicemente bi-oraria. Dal mese di luglio 2010 l’energia elettrica potrebbe gravare di meno sui nostri portafogli. L’entrata in vigore di un nuovo sistema di prezzi consentirà di risparmiare se si consuma in alcune fasce orarie prestabilite è secondo me, l’offerta più ambigua che abbia mai ricevuto. Per risparmiare, sarà necessario usare alcuni elettrodomestici (ad esempio lavatrice, lavastoviglie, scaldabagno elettrico, ferro da stiro, ecc.) negli orari e nei giorni con prezzi più convenienti, ma se malauguratamente sfori perchè osi farti una doccia a metà giornata, allora ti vedi raddoppiare il costo di una doccia A partire dal primo di luglio di quest’anno l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas sta iniziando ad applicare gradualmente a tutti i suoi clienti domestici un nuovo piano tariffario, detto bi-orario. Questo nuovo modo di pagare avrà prezzi differenziati in relazione all’orario in cui si utilizza l’energia elettrica. Quello che accadrà è quindi che il prezzo dell’elettricità non sarà più fisso come adesso, ma a seconda dei momenti di utilizzo nell’arco della giornata potrà costare più o meno e precisamente: sono state create due fasce orarie, una fascia oraria notturna/fine settimana, che prevede un prezzo decisamente inferiore rispetto alla fascia oraria di punta,si continua a parlare di risparmio energetico, ma è discutibile il modo in cui queste problematiche vengono affrontate. Cari cittadini, è vero che i consumi notturni premiano il risparmio,come continua a dire Enel, ma allora vi siete mai chiesti, come mai dalle 19 alle ore 8 manca l’acqua? Tutto questo, non vi sembra quantomeno strano che a seguito della entrata in vigore del bio-orario, la Caltaqua ha introdotto il cosidetto “consumo standard” stabilendo l’orario di erogazione nei giorni alterni e dalle ore 07,00 alle ore 12,00, in questo modo saremo costretti a pagare il prezzo della energia elettrica più cara perché la tariffa dalle 8 del mattino alle 19 è la fascia oraria diurna più costosa. Allora io in qualità di cittadino nisseno chiedo: alla magistratura e a tutte le forze sane della politica di intervenire affinchè questo mal’affare venga a finire. Non è possibile che con la scusa del risparmio si continua a raggirare i Cittadini. A questi due colossi Enel- caltaqua chiedo: se Enel invoglia con il bi-orario allora perche Caltaqua non cambia l’orario di erogazione?
NON E’ DIFFICILE SCEGLIERE
Lo so, può sembrare difficile scegliere! Ma è dalla capacità di scelta che si differenziano i grandi amministratori dai banditi. La questione di questi giorni è dove e come tagliare la spesa pubblica, infatti, il Consiglio comunale di giovedì,mediante una mozione ha approvato che le sedute vengano trasmesse in radio e internet, con grande soddisfazione di tutti, siano essi della maggioranza che delle opposizioni. I Consiglieri della opposizione hanno forse dimenticato le lotte che hanno dovuto affrontare per contrastare lo sperpero di danaro pubblico. Giovedì con l’approvazione di questa delibera è stata scelta la strada dello sperpero. Non è mia pretesa inserirmi in questo dibattito, ma recentemente alcuni fatti hanno attirato la mia attenzione, e vale la pena provare a ricavarne qualche considerazione. Se non hai soldi per le case famiglia, per le agevolazioni sulle tariffe di bus, per gli indigenti, per mantenere gli anziani nelle case di riposo, se non hai manco un euro disponibile per questi servizi, cosa fai?? Tagli le spese e garantisci le case famiglia; tagli le spese e aumenti le agevolazioni a disabili, anziani e indigenti; tagli le spese e garantisci i servizi essenziali alla città; te ne freghi e mandi la PUBBLICITÀ. No, niente di tutto questo o quasi tutto, si sente sempre più spesso dire che viviamo nell’era dell’informazione, che siamo circondati dall’informazione, che è impossibile sfuggire a essa, e voi di tutto questo non vi interessa un fico secco, perchè voi avete scelto e deliberato per spendere soldi in pubblicità. Allora capiamo meglio come nasce l’ennesima farsa che, per memoria storica, definiremo: operazione “presa per i fondelli”. I soldi arrivano, come sempre, dal fondo di riserva su precisa richiesta del Sindaco, in un capitolo creato ad hoc nel bilancio, il cui oggetto è: comunicazione istituzionale. Insomma, un abile illusionismo contabile, e a nulla vale il fatto che per il tipo di servizio richiesto, non certo urgente, ma programmabile, si poteva fare un bel bando o un concorso di idee o perché n’ò una tombola. L’idea migliore, al miglior prezzo e amen. Ora io mi chiedo da sempre: come fanno a “trovare” soldi qua e la, io non ci riesco neanche quando rovisto le tasche della mia giacca. Cari signori consiglieri, credo che apprezzeremmo tutti se il Comune stoppasse totalmente le spese pubblicitarie per destinarle a cose più urgenti. Se non ci sono soldi per il pane, non si compra il caviale. E se, come dice il Sindaco, il bilancio “è sano”, allora date i soldi alle case famiglia,ai disabili, agli indigenti,agli anziani e garantite i servizi essenziali alla città. Sappiate signori amministratori che buttare soldi in questo modo è da banditi.
Caro Sindaco, sono tornato sulla questione dell’igiene Urbana, visto che le innumerevoli segnalazioni fatte alle autorità competenti non hanno sortito nessun effetto, spero che qualche amministratore leggendo queste poche righe possa intervenire. Forse non mi sono spiegato bene, non stiamo parlando della raccolta dei rifiuti ma della pulizia nelle strade, che un tempo, avveniva regolarmente da parte del Comune e che oggi è diventata un evento straordinario, quasi che dobbiamo chiedere una raccomandazione speciale al nostro Santo Patrono. Noi del gruppo “Città di Caltanissetta”di facebook, chiediamo di sapere da quanto tempo non vengono pulite le strade,e se in futuro dovremo “armarci” di guanti e sacchetti per pulire da soli le nostre strade. Questa mattina mentre mi recavo a lavoro ho scattato questa foto dove si evince lo stato di abbandono igienico-sanitario che versa la nostra città, in particolar modo ho notato che tra l’intersezione della vie E. De Amicis con via Lombardo Radice , stazionano numerosi contenitori di rifiuti organici, ebbene tali bidoni, oltre a non essere integri e sempre maleodoranti , creano non pochi problemi dal punto di vista igienico sanitario, in quanto il contenuto di natura organica viene puntualmente distribuito lungo la pubblica via, diventando attrattiva per animali, oltre che per topi, insetti e quant’altro. Ora io mi chiedo: perché questi bidoni non vengono mai lavati e sterilizzati, ma cosa ancora più grave è lo sbrodolamento che fuoriesce dal camion della raccolta dei rifiuti che oltre a distribuire liquidi di varia natura emanano odori nauseabondi anche in mancanza di rifiuti, con uno olezzo che si propaga lungo dette vie . Caro Sindaco,forse dimentica che la tutela della salute pubblica è garantita dall’Articolo 32 della Costituzione Italiana e che la figura istituzionale del Sindaco, rappresenta la prima autorità sanitaria del territorio, con tutti gli onori e gli oneri che ciò comporta. Proprio perché abbiamo notato la sua disattenzione a questo problema che abbiamo capito che è sicuramente più facile ottenere quanto richiesto confidando nei buoni auspici dell’approssimarsi della Festa patronale…chissà che San Michele non riesca a fare questo piccolo miracolo…
sulla libertà di stampa segnalo interessante articolo su La Repubblica che ho pubblicato sul mio blog.
Di seguito trovate il link:
http://antoninonicastro.wordpress.com/2010/08/26/mentre-in-italia-si-limita-la-liberta-di-stampa-ecco-cosa-succede-in-germania/
La nostra città, dovrebbe essere una grande azienda sul nostro territorio, ma purtroppo ha livelli di produttività troppo bassi, sprechi, inefficienze, clientele. L’economia cittadina si basa per una buona parte su capitali di origine irregolare o mafiosa, i quali sfuggendo al controllo amministrativo non sono fungibili in un’ottica di sviluppo. Il flusso finanziario che passa per i circuiti legali è troppo esiguo per far crescere un’economia che sostenga la pressione dei circa 60.000 abitanti dell’area cittadina. Dove migliaia di anime dannate o che prossime a dannarsi, non trovano soluzioni. Dove una moltitudine di giovani chiedono reddito, realizzazione delle proprie aspirazioni professionali, riconoscimento sociale. Dove disoccupati, precari e altri, convivono allegramente in una sorta di aborto urbano. Dove si sperimenta l’integrazione tra diversi, e sui quali la strada del crimine esercita una indubbia attrazione. Ecco noi abbiamo bisogno di aprire la nostra città al mondo. Negli anni scorsi a Caltanissetta si è tentato di sperimentare programmi innovativi, con un discreto risultato, ma come per le belle fiabe anche questi risultati positivi sono stati man mano inficiati nel corso del tempo da una gestione a dir poco disordinata e da una logica personalistica. L’entusiasmo e la competenza professionale di molti operatori nei vari settori sono stati mortificati dall’incertezza dei pagamenti ha preferito per convenienza politica, non recidere il cordone della dipendenza, evitando di stabilizzare servizi essenziali per combattere la piaga dell’emarginazione sociale. Ecco perché, oggi più di ieri, c’è bisogno di una squadra diversa. Oggi bisogna costruire una nuova battaglia politica, netta e alla luce del sole. Cari Amministratori, avete mai pensato che non ci sono solo delinquenti, avete mai pensato che la società civile siete anche voi?
Giuseppe Curcio
LA MEMORIA NON BASTA
Ieri a Caltanissetta è stata deposta una corona alla memoria di Salvo D’Acquisto, purtroppo per motivi di lavoro non mi è stato possibile essere presente. Avrei voluto esserci per poter onorare con la memoria un uomo che è stato esempio di coraggio. Avrei voluto essere presente anche per vedere i volti di circostanza di quegli uomini che professano valori e ideali a loro sconosciuti, e che puntualmente si collocano in prima fila senza sentirsi ne a disagio ne sdegnati di quanto accade nel nostro Paese. Un paese dove il Presidente del Consiglio e la sua cricca fanno affari con personaggi come Gheddafi,un uomo che il solo evocarlo dovrebbe risvegliare le vostre coscienze. Un Paese dove la corruzione e la mafia dilagano e che spesso, molto spesso, hanno la complicità di personaggi politici. Un paese che negli ultimi anni si è caratterizzato per la persecuzione di ogni forma di dissenso sia politico che sociale. Un Paese dove il Presidente del Consiglio esercita una repressione sistematica delle libere opinioni individuali. Un Paese dove c’è un crescente desiderio di giustizia, di una giustizia che non venga calpestata sistematicamente dal politico di turno. Ora io chiedo a questi politici, come è possibile presentarsi a questa celebrazione incuranti di offendere la memoria di tanti uomini che hanno dato la vita per questo Paese e per la usa Costituzione.
non si può conoscere il futuro senza ricordarsi il passato.
Cari amici, le vicende di questi ultimi giorni hanno rivelato ancora una volta un volto drammatico della nostra ‘classe’ politica, e hanno fatto riemergere in modo ancora più forte l’esigenza di rifondare una coscienza civile ed etica se siamo convinti che la democrazia debba essere salvata ad ogni costo.Da diversi giorni a Napoli si respira l’aria acre e irritante, dei gas e della diossina, che si leva non solo dalle colonne di fumo alimentate dai fuochi dell’immondizia; ma, anche e soprattutto, dai miasmi generati dalla decomposizione di un sistema politico, che ha portato irreparabilmente la nostra Nazione sull’orlo del baratro.
Nel nostro paese martoriato ( sommersi dalla MONNEZZA ) ci sono ragazzi che hanno tanta buona volontà di volere uscire da questo tunnel che stà diventando sempre più oscuro.La violenza per questi ragazzi puo’ essere una ragione di vita, un modo per non sentirsi emarginati, esculsi dalla società. Allora mi chiedo: se in questa società consumistica in cui viviamo esiste ancora qualcuno che legge poesie? Forse pochi, ma sono molti quelli che le ascoltano. A questo punto vorrei concludere con un verso che cita ” Questo Paese lentamente muore”riferito ovviamente al destino politico di questo governo.Una civetteria letteraria? Oppure un modo elegante di annunciare che il popolo è pronto?
LE STRADEGIE DI PAGANO
Che strano paese, se le strategie sono queste… povera Provincia. Si potrebbe scrivere di molti argomenti, perché molti sono i problemi insoluti che si sommano, mentre l’Onorevole Pagano, cieco di tutto questo, nel chiuso del suo castello, continua a rallegrarsi con se stesso, dimenticando quanto accade in questo paese, un paese che si avvia mestamente all’agonia, con le piazze che si svuotano sempre di più, dove i commercianti continuano ad impoverirsi, dove la precarietà diventa privilegio per chi c’è là .Onorevole, lei forse dimentica che dal 1996 fino al 2008 è stato assessore Regionale, quindi responsabile di quanto accadeva in Sicilia, dimentica, che molti dei Comuni della sue maggioranze, sono talmente malmessi che non riescono più neanche a convocare un normale consiglio comunale. Abbiamo commissioni svuotate di ogni potenzialità e convocate sempre più di rado.. Noi sappiamo che lei gestisce alcuni di questi Comuni, li gestisce come se fosse una sua cosa privata, dove tutto viene assoggettato ai propri interessi o ai gruppi di domestici che genuflessi la acclamano, accontentandosi di qualche ossicino da leccare. Onorevole, sapendo di non avere visione dei bisogni dei cittadini, lei vive in un’altra dimensione, fuori dal normale, dalla quotidianità, dai disagi, dalle paure, dalle debolezze di chi arranca per arrivare a fine mese. Onorevole, la sua è una società a misura di portafoglio e non di umanità, di ricchezza ma non di amore, di egoismo e nessuna generosità. È vero quanto dice che c’è bisogno di una svolta, si,una svolta morale. Abbiamo bisogno di mandare in soffitta questo sistema e azzerare clientele e consulenze, favori e ricatti, paure ed intimidazioni , in cui i soggetti chiamati a reggere le redini dell’amministrazione guardino al futuro, progettando una comunità a misura d’uomo, senza selezione di parte, ma che abbia al centro la persona e i suoi bisogni. Onorevole, lei nella sua lunga lettera chiede di puntare sul sud per tirarlo fuori da questa arretratezza, puntando a nuove opportunità, dimenticando che quanto da lei dichiarato è tipico del suo vecchio sistema padronale, che regalava il pane senza insegnargli a produrlo, assoggettando chi ha fame e abbruttendo l’animo di chi è costretto a fare loro ricorso. Onorevole, oggi, i tempi sono cambiati e sono maturi per un salto di qualità. , credo in una comunità che possa fare a meno di chi ci affama e che sia in grado di riaffermare un briciolo di giustizia sociale nei confronti di tutti i cittadini e in modo particolare dei più deboli. Oggi i cittadini hanno la possibilità di poter esprimere un giudizio sul suo operato e sulla serietà della sua proposta amministrativa, si chiedono se non sarebbe il caso di tirare una linea e fare il totale, sicuramente a conti fatti i cittadini le chiederanno di andare a casa.
LA “PROVVIDENZA” E LE VERITA’ NASCOSTE
Mentre ancora si sente l’eco del suono della grancassa per l’ennesimo taglio del nastro, mi chiedevo cosa bisogna fare per sollecitare il Sindaco, ad avere più rispetto dei propri cittadini. Mi chiedevo come mai continua a tacere sulle denunce e sulle numerose segnalazioni dello stato di degrado nel quale versa il nostro centro storico e in particolare del quartiere “Provvidenza”. Perché non si fa nulla per rivalutarlo? Oggi più di ieri abbandonato a se stesso, terra di nessuno. Il nostro centro storico è sempre stato un problema che mai nessuno ha voluto affrontare seriamente e serenamente. Passato il periodo degli anni ’80 molti residenti abbandonarono le case per spostarsi in periferia, e già da allora si iniziò a parlare del centro storico come di una risorsa per la nostra Città. Ma oltre le parole “nulla”. Ancora oggi, dopo tanto tempo il nostro “centro storico”resta ostaggio di pochi. I problemi sono tanti ed evidenti, ma negli ultimi decenni nessuna Amministrazione ha avuto la forza e la volontà di affrontarli e provare seriamente a risolverli. Caltanissetta,non può e non deve essere deturpata in questo barbaro modo. Ora io chiedo a questa amministrazione comunale cosa sta facendo per combattere il degrado in questo quartiere? Ma prima che questa amministrazione rilasci dichiarazioni in difesa del suo operato e sul rilancio del centro storico,chiediamo al Sindaco di presentare le proprie idee alla cittadinanza. Naturalmente non idee messe li sul momento scopiazzando qua e la tanto per dire faremo questo o quello.. Ma poche e serie idee sulle quali scommettere. Sindaco , conosce il quartiere “Provvidenza”? Dove il paesaggio è vergognosamente oltraggiato da cumuli di macerie, pattume maleodorante e quant’altro diventano gioia di cani e gatti e incubatrici di mosche e zanzare. Un quartiere che è divenuto anche fonte di pericolo per l’incolumità di bambini o curiosi adulti, per la presenza di cavi dell’illuminazione pubblica penzolanti liberi nel vuoto, il tutto coronato dagli eterni cantieri, con Impalcature presenti ormai da anni e consumate dall’usura del tempo, con carichi non indifferenti ABBANDONATI sopra di esse, dove l’interesse di ragazzini, rischia di diventare più che un divertimento una tragedia. Un quartiere,dove il clima istaurato, fa si: che le famiglie in zona siano costrette a rinchiudersi in casa durante le ore serali, favorendo inconsciamente diverse altre attività. Sindaco, è mai venuto di sera in questo quartiere dove l’impatto visivo, si rivela quasi fantastico ma allo stesso tempo tragico, con cumuli colorati di pattume agli angoli delle strade, erbacce ed escrementi, “laghetti” di liquame che si creano con sacchetti di plastica e tetri angoli bui dove la prostituzione diviene un triste gioco e la tossicodipendenza e lo spaccio una proficua attività. Sindaco, credetemi fa davvero paura, passeggiare di notte. Ma tranquillo Sindaco,che di giorno non è da meno, chi esce per una passeggiata nel centro storico, mai si sognerebbe di trovare una “cartolina” così raccapricciante, cose da terzo mondo, eppure è così e sembra che agli amministratori locali, non importi più di tanto. Eppure posso assicurare che nulla di tutto questo aggrada né il decoro urbano né il vivere civile, ma anzi, rattrista e preoccupa i residenti e i passanti. Sindaco, chiediamo troppo, se ogni tanto questo quartiere venga pulito? Chiediamo troppo, se chi di dovere dovrebbe intervenire e non interviene per mettere in sicurezza igienica i vari locali ormai chiusi da molti anni e ridotti a tane di ratti? Chiediamo troppo se da parte sua e delle Forze dell’Ordine tutte, sollecitiamo un maggiore controllo della zona? Non è possibile che in un Comune, seppur con limitate disponibilità economiche, non si prevedano degli interventi specifici per la messa in sicurezza del nostro centro storico. Sindaco, fino a ora lei si è limitato a riproporre in brutta copia le tante opere già avviate e previste dalla precedente amministrazione, dove sono andati a finire gli interventi per la riqualificazione del centro storico, grande cavallo di battaglia della sua amministrazione? Eppure basterebbe poco, pochissimo e un pizzico di buona volontà per incominciare a riqualificare uno spazio importante come quello del quartiere “provvidenza”. Sindaco, quanto detto è sintomo di sfinimento, ma anche e soprattutto d’amore per la nostra Città, ecco perché spero che si possa aprire presto un serio dibattito, magari pubblico.
AMIANTO E FUTURO, UN CONNUBIO PERFETTO.
Noi, non abbiamo intenzione di scrivere o descrivere dei monumenti della
nostra città, cosa che potrete trovare su qualsiasi guida o anche in rete.
Quanto scriviamo oggi, vuole essere il nostro approccio con questa
amministrazione, senza timori, ormai ci siamo abbastanza abituati
all’impopolarità di alcune nostre posizioni. Ecco perché vogliamo scrivere
di questa città che ha paura di perdere quello che ha conquistato con tanti
sacrifici e sofferenze. Vogliamo parlare di una politica nuova, capace di
rompere i vecchi schemi e le rendite di posizione. Vogliamo poter denunciare
le connivenze tra chi fa il lavoro sporco e chi occupa le poltrone, con la
speranza che nel tempo si formi una coscienza fortemente autocritica.
Vogliamo dire a chi di dovere che occorre voltare pagina, gli atti di
trasformismo a Caltanissetta non servono, come non sono serviti in passato
e non serviranno in futuro. Vogliamo dire basta alla demagogia di
amministratori incapaci che si dovrebbero mandar via a pedate. Molti ci
chiedono, perché a Caltanissetta aumenta il desiderio dei giovani di
andare via? Bella domanda! Molti giovani dicono che questa crisi abbia
accentuato il desiderio, una vera e propria fuga, in altri notiamo con
amarezza una forte rassegnazione, quasi a chiedersi e a giustificarsi
spaesati, “cosa ho fatto di male, per meritarmi questo?. Bisogna viverci in
questa città, per vedere questo triangolo immaginario, vedere una città
oberata da problemi come: disoccupazione, povertà e invivibilità. Una città
dove la povertà si tramanda di generazione in generazione. Dove, grazie a
molti giovani volontari, che operano nei quartieri più degradati, ogni
giorno ci si confronta con diverse condizioni di povertà. Sindaco, le
istituzioni dovrebbero fare rete con questi “partigiani” del vivere civile,
farli sentire meno soli, ma invece, decidono che solo pochi quartieri
(quelli di residenza dei notabili) vanno tenuti indenni da problemi sociali.
Sindaco, cosa interessa a lei se interi nuclei familiari subiscono il
distacco dell’acqua per morosità? Sindaco, si è mai chiesto perchè lo IACP
ha dichiarato che molti nuclei familiari della fascia sociale più bassa,
hanno cumulato molti mesi di arretrati del canone, per l’alloggio pubblico?
Sindaco, si è mai chiesto i motivi per cui una persona può non pagare? Non
crede che in testa a tutti questi problemi ci sia la mancanza di soldi? Si
è mai chiesto perchè i consumatori giornalieri di pasti caldi nelle mense
della Caritas, sono aumentati? Sindaco, perché la nostra Città ci appare
sempre meno competitiva e il futuro dei giovani si accorcia sempre più?
Sindaco, oggi c’è bisogno di un nuovo protagonismo della coscienza
civica,non bastano le solite lamentazioni. Sindaco, a quanti ci chiedono
come va questa amministrazione,rispondiamo: non va meglio, anzi, alle sue
carenze di progettualità si sommano la diffusa incertezza e la sua
soccombenza all’onorevole di turno. In questi giorni lei parla di
bonifica, ma bonificare cosa? Forse le sfugge che bonificare il territorio
non vuol dire pulire il giardinetto sotto casa, ma bensì accelerare i
sistemi per la raccolta differenziata, vuol dire regolamentare tutti gli
aspetti relativi all’ambiente ed in primis dello smaltimento e del controllo
dell’amianto. Già stiamo parlando di amianto, che al centro storico è
praticamente quasi dappertutto, in molti casi spezzato o corroso, eppure
nessuno vede, nessuno parla,neanche chi, dentro una divisa, dovrebbe farlo.
Sindaco, lei in questi giorni parla di asili nido, e sicuramente sa che la
libertà, la democrazia sono principi didattici fondamentali, su cui
costruire esseri umani capaci di rispetto per se stessi e per gli altri e
allora perché lei e la sua giunta non lo ritengono prioritario? Sindaco,
eppure, lo stato di totale degrado è evidente, il centro storico di
Caltanissetta è in completo abbandono senza che nessuno si sia mai
preoccupato di mettere in sicurezza nemmeno gli edifici pericolanti, con
grave pericolo per l’incolumità di tutti i residenti, specialmente i più
piccoli. Gli stessi piccoli che sono costretti a stare in strada a giocare,
perché manca l’asilo. Sindaco, questa è la peggiore amministrazione degli
ultimi decenni, con un giudizio diffuso dei cittadini in ogni angolo della
Città. Sindaco, se veramente tiene a cuore questa città, non pensa che
sarebbe giusto evitare altri danni a questa comunità? Non pensa, che
sarebbe il caso di chiedere scusa hai Cittadini, e togliere il disturbo?
Possiamo anche comprendere, che tutto questo dispiacerebbe certamente alle
bande di tecnici e proprietari che vedrebbero svanire interessi e profitti,
ma agli Assessori e i Consiglieri delegati chiedo: per quanto tempo
ancora si dimostreranno disponibili a perdere la faccia?
Giuseppe Curcio
ESSERE SOLO PROTAGONISTI NON BASTA !
In prima pagina di tutti i giornali nazionali e non leggiamo quanto segue:
anche il Terzo Polo vota la sfiducia. Chi sarà di loro tre, il leader?
Quanto tempo impiegheranno prima di incominciare a dilaniarsi tra loro? In questi giorni, tutto appare in movimento. Le alleanze, le leadership, tutti attori. Le sole comparse esterne a questo cast variegato di colori sono gli elettori, naturalmente un po’ disorientati di fronte a un’offerta politica instabile. Dove i partiti maggiori, appaiono più provati degli altri ancor prima che questo Governo cada. Dove si susseguono le maggioranze ma restano i problemi. Dove i soliti non hanno mai dato ascolto ai bisogni reali del Popolo. Dove il Pdl, è fiaccato dalla defezione di Fini e delle minchiate dell’eterno Berlusconi. Dove un Pd è in crisi, perché troppo impegnato a macerarsi all’interno per la scelta di un leader possibile e dove il vicesegretario Enrico Letta dichiara che preferisce una alleanza con il terzo polo e rifiuta una coalizione con Vendola e Di Pietro . Appare evidente che l’Italia sta attraversando una crisi pesantissima ma a pagarla come al solito sono i lavoratori, i disoccupati, i precari, gli studenti. Oggi, questa crisi politica porterà con ogni probabilità a nuove elezioni e tutto questo evidenzia che si vuole coltivare una eterna vocazione perdente, a tutto questo noi non ci stiamo. È veramente ora che il “popolo di sinistra”diventi cosciente della propria forza e delle proprie possibilità, per cambiare in meglio questa società e questo Paese che sembra essere diventato una nave senza guida. Oggi non possiamo più aspettare, oggi non possiamo più accettare false promesse che puntualmente vengono disattese. Oggi, abbiamo bisogno di fatti veri e concreti che devono tradursi in risposte certe ai troppi problemi del nostro Paese. Non so veramente che dire! Voglio credere che sotto i colori di ogni partito ci siano ancora persone degne di chiamarsi “Politico”. Voglio avere fiducia. Voglio credere che la buona politica possa ancora sconfiggere questo egoismo sociale devastante che ci affligge.
Giuseppe Curcio
TAGLI E SACRIFICI,QUESTO SI CHIEDE AI CITTADINI DI QUESTA PROVINCIA.
Oggi ho letto che alcuni Assessori provinciali, al culmine di una riunione dai toni molto accesi, hanno annunciato le proprie dimissioni. Oggi assistiamo come in una commedia “buffa” ad una lotta fratricida tra esponenti politici di questa maggioranza, e non solo. D’altronde, dopo le scorse elezioni provinciali, era inevitabile che si verificasse questo triste spettacolo di lotte di potere e interessi affaristici. L’ennesimo stallo registrato in questi mesi, hanno provato l’inefficienza amministrativa di questa maggioranza, che dopo mesi di tentativi non riesce a essere compatta. Una maggioranza costruita a tavolino e imposta alla coalizione con il solo scopo di vincere. Ecco: questa e’ la dimostrazione che una politica delle alleanze senza un progetto politico, non porta da nessuna parte. Una maggioranza che non ha voglia di amministrare, ma solo di occupare “posti” di potere. Sono consapevole di usare parole decisamente dure, ma ci sono casi in cui non rispondere è difficile. La crisi che stiamo attraversando, richiede una svolta decisa. Sappiamo che questa amministrazione provinciale non fa nulla per far partire le attività e non propone idee nuove. Sappiamo che non ha mai attuato un progetto di sviluppo sostenibile, cioè uno sviluppo che si auto mantenga, che soddisfi i bisogni di oggi senza compromettere lo sviluppo di domani e dei nostri figli. Comunque, chi aveva creduto veramente al fatto che questi politici potessero rinunciare alla loro poltrona,dovranno ricredersi. Ricordo che nella campagna elettorale del 2008 il centrodestra e non solo il centrodestra ha dichiarato: aboliremo le Province, consapevoli degli enormi sprechi a beneficio dei costi della politica. Ma alla fine la politica, ossia i partiti hanno opposto una strenua resistenza alla loro abolizione in quanto costituiscono un utile contenitore di prebende per la casta. Ci vuole coraggio e lucidità soprattutto in questi periodi, sarebbe il primo passo per intervenire strutturalmente nelle uscite, le risorse potrebbero essere utilizzate per politiche di sviluppo economico non estemporanee ma permanenti. Sarebbe un bel esempio di federalismo responsabile. Ma ai politici della nostra Provincia, la capacità dialettica non manca e come sempre tentano di farci credere che hanno operato negli interessi della gente. Fanno finta di non sapere che la gente è incazzata. Incazzata perché sapevano che “tutti magnavano ed erano contenti”. Incazzati perché conoscevano le loro origini “di morti di fame”. Oggi molti cittadini nisseni che avevano creduto in buona fede a queste persone, si sono ricredute e hanno capito che il futuro gli appartiene, e che non sono più disposti a essere presi per il c…o dal politico di turno.
UNA CITTA’CHE PUZZA DI MUFFA.
Ho provato ad immaginare come possono sentirsi i giovani della nostra comunità, in questo momento particolarmente critico e quali sono i loro e i miei pensieri.
Ed ecco che passeggiando, senza neanche rendermene conto mi sono trovato tra i vicoli della nostra Città, inconsapevolmente mentre camminavo mi sono trovato faccia a faccia con un gruppo di giovani, li ho guardati negli occhi e ho visto che erano pieni di quella luce e di quella voglia di vivere,che è insita a quella età. Ecco allora che subito il mio pensiero corre a chiedermi: quale futuro per questi giovani? Quanti di loro resteranno in questa Città?
Ma sentendo questi giovani seduti su alcuni scalini di un vecchio caseggiato, mi sono distratto dai miei pensieri, ascoltando l’interrogativo posto da uno di loro, cosa fare questa sera. Nel frattempo mi si avvicina uno di loro e mi chiede se avessi d’accendere, a questo punto ho avuto l’opportunità di poter parlare a molti di loro. Cari signori, basta ascoltare ciò che hanno da dire, molti sono giovani studenti,ma anche disoccupati,precari e per fino un ragazzo di bottega( ormai rari).Già,solo ad ascoltarli, mi sono reso conto che nel momento più alto della curva creativa ed energetica della loro vita, cioè dai 18 ai 35 anni, gli viene loro massacrata la speranza. Ora io mi chiedo: come posso,vedendo tutto questo, non sentirmi bruciare dentro, non sentirmi lacerato dal ricordo di questa Città com’era, avendo la consapevolezza di vedere com’è diventata. Come posso ignorare la perdita del senso delle parole che una volta avevano un alto potenziale emotivo. Come posso ignorare parole come fiducia, responsabilità, onore, coscienza, lealtà, ecc..parole che molto spesso vengono usate dalla politica in modo improprio. Ecco, oggi guardando questi giovani,non posso fare a meno di cercare di seguire i giochi della politica e non ci sto capendo niente: non capisco più qual è la situazione precedente, non capisco cosa sta succedendo e non so dove stiamo andando. Forse, perché oggi,non ho modelli ne chiavi interpretative che mi consentano di capire questa politica. Vedendo tutto questo, in un certo senso mi sento stimolato a muovermi per uscire da questa sensazione dolorosa, cercando di provare a dialogare con qualcuno “adulto”,cercare di fare qualcosa. Ma non trovo nessuno. Oggi assisto solo al degrado mercantile, all’assenza di pudore, alla ipocrisia che viene spacciata per abilità e che spesso è accompagnata da forme di auto cannibalismo. Eppure, siamo nel grottesco, mentre si parla di crisi e si continua a chiedere ai cittadini ulteriori sacrifici, continuano gli altissimi sprechi a beneficio dei politici che ovviamente non producono nulla, solo sprechi che generano altri sprechi. Ma cosa ancor più grave e che la consapevolezza dello spreco si fa sempre più precisa, con la disperazione di fronte all’indifferenza di chi lo compie e all’accettazione passiva di chi lo subisce. Oggi, molti giovani hanno voglia di fare, ma si scontrano con un’infinità di meccanismi burocratici ossessivi e stupidi, che hanno il solo scopo di scoraggiare i più volenterosi. Oggi, questa Città è nell’ingorgo e non solo quello del traffico, c’è un ingorgo mentale che tende a rendere difficile se non impossibile, qualsiasi tipo di scorrevolezza. Smettetela con queste contraddizioni. Smetterla, di dire che è vostra intenzione proteggere i nostri giovani,perché non è vero, siete dei bugiardi, sapete che in realtà tutto questo è solo per proteggere voi “adulti”,perché consapevoli della vostra totale incapacità di sognare e progettare, un futuro migliore per questi giovani. Io vi ricordo di non dimenticare che il fine ultimo per un politico, non è produrre denaro, ma benefici alla nostra comunità, una migliore qualità della vita urbana, la conoscenza delle proprie radici, la socializzazione, la tolleranza, la cooperazione, ma cosa ancora più preziosa, è saper dare un futuro ai nostri giovani.
GIUSEPPE CURCIO
Complimenti per l’impegno profuso signori amministratori!! Finalmente dopo che altri hanno chiesto l’intervento della Commissione Nazionale Antimafia, finalmente avete capito che c’è bisogno di fare chiarezza in questo Comune. Davvero un ottimo lavoro… e mi rivolgo in particolare a voi che spesso restate immobili in attesa che il destino faccia il suo corso senza sforzarvi minimamente per cercare di cambiare la società che ci circonda. Ma sopratutto quella mentalità arretrata fatta di paure e di ignoranza che vi attanaglia come una morsa dalla quale non riuscite a liberarvi e che tramandate di generazione in generazione, condannando i vostri figli ad una vita fatta di paure e di silenzi!!! Forse vi sfugge, che Il riscatto di questa città passa anche e sopratutto, attraverso una cittadinanza informata e conscia di quello che qualcuno vorrebbe nascondere,che vorrebbe celare dietro un muro di gomma qualsiasi tentativo di far sentire la propria voce o a diffondere con vigore il proprio libero pensiero. Il vostro è un sistema che non concede pari opportunità, che è imploso, e raggiunge obiettivi contrari a quelli che dovrebbero essere i rapporti e i comportamenti, a tutti i livelli. Essi dovrebbero essere improntati ai principi di onestà,correttezza, integrità, trasparenza e reciproco rispetto, nonché essere aperti alla verifica e basati su informazioni corrette e complete. Il nuovo filone d’inchiesta ha portato alla luce un “sistema” consolidato di pagamenti illeciti funzionali all’ottenimento di (autorizzazioni, concessioni e incarichi di consulenza) non solo da politici ma anche da altri. Dove uomini d’affari s’aggirano alla ricerca del funzionario o del politico giusto, per essere comprato. Da tutto questo se aggiungiamo una pratica melmosa di voto di scambio, un sistema corrotto, di tipo mafioso che, secondo me, mette in dubbio la legittimazione di questa Giunta, allora, il quadro si completa. Oggi, non si accettano lezione sul garantismo da parte vostra: non ci interessa come va a finire l’inchiesta“Redde rationem” , se ci saranno colpevoli o innocenti. Il dato preoccupare è soprattutto il gioco che si vuole mettere in atto: quello della distinzione tra vecchia e nuova amministrazione e tutto questo in nome di uno scambio di responsabilità finalizzato a creare un consenso clientelare che uccide il diritto alla legalità. Il fatto stesso che attualmente si cerca di giustificare l’operato dell’intera gestione del sistema amministrativo del comune, rischia di rendere più drammatica e intollerabile la situazione, evidenziando il fallimento di intere gestioni politiche. Un sistema quindi, non una contingenza momentanea o posta in capo a pochi corrotti, con una modalità d’azione che è durata negli anni, indipendentemente dalle persone fisiche, degli amministratori, tutti coinvolti, perché tutti partecipi e interessati ad uno scambio politico-affaristico che ha fatto scempio della amministrazione pubblica. Ancora una volta vi faccio i miei complimenti..certo sarebbe bello poter stare qui a complimentarmi per altri motivi magari relativi a vicende più belle e “pulite” però purtroppo questa è la realtà che ci circonda. Cari Cittadini, come sempre siamo partiti da un foglio in bianco, ma poi l’unica certezza che abbiamo ottenuto è che: a pagarne le spese sono sempre i soggetti più deboli, sulla cui vita si operano le peggiori speculazioni politiche affaristiche e mafiose.
Nei giorni scorsi, ho letto che il Sindaco ha rinominato due esperti ,nonostante la schiera di legali a disposizione, a quanto sembra ha deciso di non poter fare a meno di validi professionisti esterni. Eppure ricordo che ripeteva continuamente che il suo sarebbe stato “un nuovo modo di governare”. Quello era lo slogan della sua campagna elettorale. Ma come vedo cambiano gli uomini ma i sistemi restano sempre gli stessi: stesso clientelismo, stessa spregiudicatezza nello sperpero del denaro pubblico, “tanto sono soldi nostri”. Caro Sindaco, nominando i due esperti di Palermo, a quanto sembra, ha già deciso che tra i suoi dipendenti non ci sono persone che hanno le competenze specifiche necessarie, ne tantomeno validi professionisti iscritti all’albo degli avvocati di Caltanissetta in grado di affrontare le problematiche da lei richieste. Ora le chiedo come sono stati attribuiti questi incarichi: per merito? per capacità? per competenza? Ah ah ah, non prendiamoci in giro! Il buon senso comune tende a ricercare una giustificazione plausibile a questi due incarichi assurdi. Ho letto anche che l’avv. Stallone è già stato esperto per il nostro Comune e che alla data odierna non si ha contezza dei risultati e dei benefici effettivamente raggiunti in termini di utilità per l’ente,trattandosi sostanzialmente di un supporto esterno. Ora io mi chiedo: questa ristretta cerchia di professionisti,che anno dopo anno, riceve da quest’Ente pubblico consulenze che ben poco hanno a che vedere con l’urgenza che dovrebbe caratterizzare i loro incarichi, fa sorgere qualche domanda: non hanno le competenze per svolgere l’incarico nel tempo previsto? Oppure quel lavoro è assolutamente indifferente all’ente, conta di più a «chi» deve andare la consulenza? Sindaco, io avrei nuovi incarichi da proporgli: un esperto “rianimatore in Consiglio comunale”, un esperto che faccia“il sostituto del Sindaco nei funerali e in tutte le cerimonie solenni, civili e religiose”, l’esperto “allevatore di papere”, o l’esperto di ” inventafrottole”. Sindaco,su quest’ultimo incarico forse si può soprassedere,perche la risorsa è già disponibile. Gli altri ipotetici incarichi, che non sfigurano nel confronto con quelli già conferiti, potrebbero essere attribuiti a nuovi amici della grande parrocchia. Tanto paga Pantalone!
NON TOCCARE IL GIOCHINO, DIVENTA IRASCIBILE!!!
L’anno è appena cominciato e l’esordio, purtroppo alla luce di questi nuovi eventi, non è dei migliori. Sono trascorsi quasi due anni “dall’incoronazione” del nuovo Sindaco e della sua maggioranza e francamente non posso che esprimere un giudizio negativo sul loro operato. Si cerca di rincorrere il passato, invece di parlare di programmi e di dimostrare di essere capaci ad affrontare la sfida del futuro del nostro paese, chiedersi se gli asili resteranno aperti, se gli anziani potranno stare meglio, se i rapporti umani potranno essere migliori. Oggi Sindaco, lei è prigioniero del passato, di un passato da cui non riesce a liberarsi. Questo, a mio parere, perché non si hanno argomenti e proposte nuove per come affrontare il futuro e lo sviluppo socio-economico e culturale della nostra piccola Comunità. Le azioni migliori messe in campo da questa amministrazione comunale sono state le epurazioni. Sì, le epurazioni di persone di provata capacità, e tutto questo solo perchè “offuscano” il “leader”. Fatte le debite proporzioni, a Caltanissetta, artificialmente, è stato creato un clima “romano” di complotti, congiure e vendette, ma per fortuna qui non ci sono né magistrati né complottisti a cui addebitare le colpe. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, la Città è ferma. Eppure stante alla campagna elettorale,questa doveva essere l’amministrazione del buonismo, l’amministrazione della pace e della tolleranza e, invece, si sta dimostrando l’amministrazione della vendetta e dei veleni. Alla faccia della tolleranza. Una amministrazione arroccata nel Palazzo e che alimenta un clima di divisioni e rappresaglie, sia interne che esterne. Una amministrazione non idonea a garantire la democrazia e il rispetto della pluralità delle opinioni. Un sindaco che ha scelto la strada delle decisioni unilaterali senza discuterne nella Maggioranza e nei Partiti che la compongono. Sindaco, se per il tempo che gli resta, dovesse alimentare ancora una volta il vento che fa girare la “ruota” degli assessori, lo faccia subito e bene mettendo al posto giusto le persone giuste, non abbiamo bisogno di un nuovo piatto, a suo dire, a base di vecchi e nuovi ingredienti opportunamente rimescolati. La mia percezione è che la minestra sia sempre la stessa e cioè una minestra riscaldata frutto di alchimie politico partitiche più che di veri programmi e chiare idee di governo della città. I Cittadini nisseni sono stanchi di questi mutamenti continui che a nulla portano se non al dissesto amministrativo e alla paralisi economica della nostra Città. Oggi i Cittadini hanno aperto gli occhi e hanno capito che l’interesse primario per questi amministratori resta la famosa poltrona, una volta raggiunto l’obiettivo il resto non conta. E’ un po’ come un bambino, quando gli dai il “giochino” che desiderava da tempo, smette di fare i capricci e si concentra sul gioco. Guai a toccargli il giochino diventa irascibile!!! Sindaco,dovrebbe sentirsi orgoglioso di amministrare una città come la nostra, dove rimangono, nella gente, anche se flebili, le speranze di un rinnovamento.
RIMAPASTO SI… RIMPASTO NO….. E’ QUESTO IL MISTERO
E’ da un anno e mezzo che il Sindaco Campisi ci insegna che non c’è mai limite al peggio. Così il rimpasto è in realtà lo spesso strato di cerone che l’attore di teatro usa, abitualmente, per evidenziare la propria maschera e per nascondere il volto reale. Ma cosa spaventa tanto, fino alla paralisi, una giunta che appena un anno e mezzo fa era stata acclamata in modo trionfale? Forse gli spettri che aleggiano su questa Giunta. E se non si è sicuri di essere nel giusto gli spettri mettono una paura reale. Nel nostro caso gli esempi sono tanti: una gestione pessima e poco trasparente degli appalti; il caso “redde rationem”: che potrebbe presto rivelare nuovi inquietanti particolari; una verifica ispettiva che se per disgrazia dovesse ricevere conferma della sua validità rivelerebbe un operato di sotterfugi e magagne e condizionerebbe le future amministrazioni di Caltanissetta per i prossimi decenni. Al contrario la giunta si sta distinguendo per le politiche impopolari o assenti: per il mancato raggiungimento degli obiettivi sulla differenziata, lo stato pietoso di abbandono e degrado di strade e monumenti e se a tutto questo aggiungiamo anche i piccoli scandali (più o meno gravi) che hanno coinvolto alcuni suoi esponenti con dichiarazioni autoreferenziali in cui giustificare se stessi e il proprio operato. Ecco: per questa paura Sindaco il maquillage non è un rimedio. Serve un cambio di rotta. Cambio di rotta che da oggi pare ancora più improbabile. Auguri comunque ai nuovi assessori.
RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO PRESENTE – OPERATRICI ASILI NIDO CALTANISSETTA
Sindaco, è mai possibile lavorare tutti i giorni, in un servizio pubblico, come quello di operatrice degli asili nido del Comune, senza venire pagati? Le sembra possibile che tutto questo avvenga sistematicamente nell’indifferenza generale e in primo luogo nell’indifferenza di quegli amministratori che con questo lavoro assolvono ad un loro dovere istituzionale? Evidentemente è possibile. Perché è questo ciò che avviene sistematicamente alle operatrici degli asili nido comunali, impegnate quotidianamente nei servizi sociali del Comune di Caltanissetta, devono ancora riscuotere le retribuzioni dal mese di marzo 2010 ad oggi. Ma la situazione, si sta facendo sempre più critica man mano che passa il tempo, e ormai è divenuta insostenibile e rischia di esplodere da un giorno all’altro. Le cose non cambiano e gli asili nido si avviano lentamente verso la paralisi economica e amministrativa. L’impressione è che si vogliano paralizzare questi enti per poi, magari, in un secondo momento, giustificarne la loro soppressione. Sindaco, penso che sia superfluo ricordarle che ogni dipendente rappresenta una famiglia che con la certezza di uno stipendio sicuro ha assunto impegni che oggi con questo stato di cose non si possono più rispettare. Da dieci mesi senza stipendio. Dieci lunghi mesi in cui non hanno visto un euro. Eppure le operatrici degli asili nido comunali continuano a lavorare. Faccio appello, quindi, come Cittadino di queste madri di famiglia alla vostra sensibilità affinchè vogliate provvedere a versare almeno parte di quanto dovuto, in modo tale da poter superare questo stato di disagio che stanno attraversando. Caro Sindaco, queste madri ti guardano fisso negli occhi e ti dicono: “non è il nostro futuro ad essere precario ma il nostro presente…forse siamo ingrati, forse siamo stanchi, forse non prendere lo stipendio da dieci mesi è il granello di sabbia che inceppa il meccanismo della nostra pazienza».
Il Sindaco di Caltanissetta, ha fatto marcia indietro e ha “corretto le nomine”.
Conosciamo tutti, purtroppo, le peripezie che l’attuale amministrazione comunale è costretta a vivere giornalmente a seguito di una incapacità incontrovertibile. Conosciamo tutti, purtroppo, le conseguenze che la gente deve attendersi quando un governo zoppica, soprattutto in un mondo che ha bisogno di risposte concrete, risposte che corrispondano al senso di responsabilità di cui un’amministrazione deve essere in possesso. Conosciamo tutti, ormai, quelli che sono i limiti del governo cittadino guidato dal Sindaco Campisi…e non possiamo fare a meno di fermare la nostra attenzione su questo che è un momento storico che Caltanissetta non può attaccarsi sulla pelle per sempre. Oggi abbiamo una maggioranza che continua in un fare amministrativo lontano dalla realtà vera e dai canoni più assoluti e realistici della pratica amministrativa, disattendendo tutto ciò che durante la campagna elettorale è stato promesso. Diciamo subito e innanzitutto, che la morale non è qualcosa che si può mettere ai voti; non può, dunque, una qualsiasi maggioranza di governo, decidere la morale, perché la morale non è una moda che cambia a uso e consumo degli amministratori di turno. Questa anzi, è l’unica cosa che un governo e chi lo rappresenta può e deve fare …è quella di incanalare la moralità del suo “fare politico ed amministrativo” in un binario di giustizia e di democrazia uguale per tutti, tanto da poter riconoscere, con responsabilità oggettiva, i fondamentali per un corretto e civile vivere comune. Cittadini lettori di questa pagina; è necessario, per la situazione in cui ci troviamo, che la consapevolezza abbia finalmente e veramente ragione su tutto: non più distanze stellari tra le scelte di chi siede su “quella poltrona” e i cittadini: MAI PIU’, e sinceramente faccio fatica a pensare che ci sia anche uno solo che non risponda a questa chiamata, democratica e libera, seria e costruttiva, dinamica e assolutamente legittimata da una serie di eventi politici ed amministrativi a dir poco catastrofici. Vorrei che tra Tutti …”QUALCUNO”, cioè il Sindaco, meditasse con profondo senso di responsabilità su queste poche righe: “ se nelle favole la morale arriva alla fine, …in politica è sempre l’inizio.
” IGNORARE” IL RUOLO DEL CONSIGLIERE COMUNALE
L’insoddisfazione della città nei confronti dell’amministrazione comunale attiva si avverte con chiarezza. Purtroppo il Sindaco ha deciso di gestire tutti i problemi della città in maniera ‘partigiana’, cioè con dei criteri di parte, senza ottemperare alla volontà di coinvolgere tutte le forze politiche e sociali in una ricostruzione condivisa. Con arroganza e determinazione, continua ad esautorare il ruolo del consiglio comunale, mortificando in particolar modo, a mio modesto avviso, i consiglieri della propria maggioranza. Non può “ignorare” il ruolo che il Consigliere Comunale esercita in virtù del mandato ricevuto. Tutto ciò genera confusione, cattiva amministrazione, deludente rappresentanza del popolo e sperpero di danaro pubblico, senza realizzare concretamente tutte le aspettative che cittadini hanno riposto in questa amministrazione. L’ultimo episodio di umiliazione si è avuto in occasione del presentazione alla stampa dei neo Assessori, senza che i consiglieri di maggioranza venissero informati. Questo ennesimo berlusconismo comportamentale di questo Sindaco, ha scatenato una lacerazione all’interno del Consiglio, evidenziando totale assenza di collegialità e di gestione, costringendo i Consiglieri comunali a dichiarare con forza il loro dissenso. Dovete scusare ma io non ho studiato da politicante il politichese nelle apposite università come tutti quelli che scambiano la politica per professione e che trovano spazio nei partiti. Ora io dico, come si fa a farsi amministrare da chi non ha più i numeri per governare? Riconosco che è mortificante per una città vedersi arrivare nell’arco di appena un anno e mezzo un commissario prefettizio. Ma sarebbe ancor più mortificante tacere su una incapacità di gestione di questa amministrazione. Quando un amministratore non condivide certe scelte che vanno contro gli interessi della città, è giusto che rimetta il suo mandato. In caso contrario si rischia di diventare complici. Sindaco, il centro destra è ormai a pezzi, ne tragga le debite conclusioni. Spero comunque che a tutto questo possa far prevalere il buon senso e la sensibilità di ascolto, in quanto la collegialità è il sale della democrazia e del vivere civile.
LA CITTA’ CHE VORREI.
Una città è innanzitutto una comunità di persone, e una proposta politica per una città non può che partire dall’analisi delle caratteristiche e dei bisogni dei soggetti che la animano: le persone ovviamente, ma anche le imprese, le associazioni e gli altri enti pubblici o privati. Una città è abitata da donne, uomini, bambini, anziani, residenti da sempre o che vengono da lontano: una popolazione di cittadini che chiede politiche mirate. Tutte le persone che vivono la città, vogliono la sicurezza necessaria alla libertà di muoversi e vivere la città. Una città è più sicura se viva, piena di attività e di gente che ne frequenta i luoghi, che ne invade le strade, se è più illuminata, se è più curata. Le istituzioni, tra le quali il Comune, guidato dal Sindaco, sono uno dei soggetti che abitano la città e spesso questi palazzi istituzionali sono luoghi opachi che lo sguardo dei cittadini non riesce a penetrare. Vorrei che per il futuro non sia più così. L’immagine che io proporrei è quello di un palazzo vecchio: trasparente. E’chiedere troppo aspirare a rendere la nostra città più semplice nelle pratiche di amministrazione, certamente governarla è un’impresa complessa, che richiede passione, coraggio ma anche competenza e preparazione. Serve una forte azione di educazione alla legalità e alla convivenza, a partire dai giovani, dalle scuole, dalle realtà aggregative e associative, coinvolgendo il tessuto della città, per sviluppare e promuovere comportamenti che contribuiscono a costruire l’idea di una città più serena e sicura. Abbiamo bisogno di un’amministrazione credibile che goda la piena fiducia dei cittadini, e che sia al loro servizio, secondo un preciso elenco di priorità. Dal punto di vista delle risorse, le scelte di governo dovranno essere supportate dal reperimento di adeguate risorse, e dalla razionalizzazione della spesa pubblica. Una città non è tale soltanto perchè vede raccolte e ospitate all’interno delle sue mura istituzioni prestigiose del sapere e dell’arte, ma lo è se divengono anima della vita cittadina. Ecco: questo per me vuole dire città.
” IGNORARE” IL RUOLO DEL CONSIGLIERE COMUNALE
L’insoddisfazione della città nei confronti dell’amministrazione comunale attiva si avverte con chiarezza. Purtroppo il Sindaco ha deciso di gestire tutti i problemi della città in maniera ‘partigiana’, cioè con dei criteri di parte, senza ottemperare alla volontà di coinvolgere tutte le forze politiche e sociali in una ricostruzione condivisa. Con arroganza e determinazione, continua ad esautorare il ruolo del consiglio comunale, mortificando in particolar modo, a mio modesto avviso, i consiglieri della propria maggioranza. Non può “ignorare” il ruolo che il Consigliere Comunale esercita in virtù del mandato ricevuto. Tutto ciò genera confusione, cattiva amministrazione, deludente rappresentanza del popolo e sperpero di danaro pubblico, senza realizzare concretamente tutte le aspettative che cittadini hanno riposto in questa amministrazione. L’ultimo episodio di umiliazione si è avuto in occasione del presentazione alla stampa dei neo Assessori, senza che i consiglieri di maggioranza venissero informati. Questo ennesimo berlusconismo comportamentale di questo Sindaco, ha scatenato una lacerazione all’interno del Consiglio, evidenziando totale assenza di collegialità e di gestione, costringendo i Consiglieri comunali a dichiarare con forza il loro dissenso. Dovete scusare ma io non ho studiato da politicante il politichese nelle apposite università come tutti quelli che scambiano la politica per professione e che trovano spazio nei partiti. Ora io dico, come si fa a farsi amministrare da chi non ha più i numeri per governare? Riconosco che è mortificante per una città vedersi arrivare nell’arco di appena un anno e mezzo un commissario prefettizio. Ma sarebbe ancor più mortificante tacere su una incapacità di gestione di questa amministrazione. Quando un amministratore non condivide certe scelte che vanno contro gli interessi della città, è giusto che rimetta il suo mandato. In caso contrario si rischia di diventare complici. Sindaco, il centro destra è ormai a pezzi, ne tragga le debite conclusioni. Spero comunque che a tutto questo possa far prevalere il buon senso e la sensibilità di ascolto, in quanto la collegialità è il sale della democrazia e del vivere civile.
CHIEDIAMO AL PREFETTO D’ INTERVENIRE
Siamo grati al Sindaco per la benevolenza con la quale ci ha rassicurati che la Tarsu a Caltanissetta aumenterà solo del 40%. Infatti a detta sua avrebbe potuto aumentare anche di più. Sindaco, noi la ringraziamo e vorremmo essere confortati del fatto che gli aumenti non graveranno solo sulle famiglie che già pagano somme esorbitanti, ma bensì venga equamente distribuita. La maggior parte dell’aumento è dovuto da esigenze comunali che si vanno a sommare con quelle provinciali. I nostri amministratori hanno solo lavorato per aumentare i costi della raccolta rifiuti. A Caltanissetta la differenziata è pressoché iniqua eppure hanno ben pensato di aumentare indiscriminatamente la tassa. Tanto più si spende per smaltire i rifiuti e più i Cittadini pagano . La cosa ancor più grave è che ci sono molti soldi evasi e la voce in bilancio comunale le considera come “somme di difficile esigibilità”. Ogni anno, quindi, i costi aumenteranno e chi non ha mai pagato continuerà a non farlo, gravando sulle spese degli onesti cittadini. La precedente giunta guidata dal Sindaco Campisi non solo non ha migliorato il sistema di smaltimento ma chiede anche l’aumento della Tarsu. Insomma, oltre il danno anche la beffa. C’è stata un’incapacità di fondo nel lottare contro gli evasori, perdendo così ingenti somme. Noi Cittadini onesti, a questo punto chiediamo al Signor Prefetto d’intervenire e di individuare i responsabili di questa grave situazione che sottopone gli onesti cittadini a un gravoso esborso ed a non elargire premi per coloro che hanno portato il Comune di Caltanissetta in questa critica situazione di dissesto. Noi non possiamo non trarre il dato cha appare a tutti evidente, tranne che al Sindaco che continua a blindarsi ed a rinchiudersi nelle quattro mura della casa comunale. Abbiamo a lungo creduto e sperato che si potesse addivenire ad un cambiamento di rotta rendendo palese il nostro dissenso su questioni di fondamentale importanza come l’aumento della tassa sui rifiuti. Sindaco lei un anno e mezzo fa, ha chiesto la fiducia degli elettori promettendo di attuare una rivoluzione copernicana, a partire dal modo stesso di fare politica e di essere amministratore, nella convinzione che una nuova classe dirigente dovesse assumere su di se la responsabilità di essere di esempio agli occhi della cittadinanza. Ma come vedo è’ stato tutto inutile e, paradossalmente, si è ottenuto il risultato contrario.
UNA GESTIONE DI TIPO FAMILIARE
Chiunque abbia partecipato all’ultimo Consiglio Comunale si è potuto rendere conto di persona di quanto insufficiente, arida, approssimativa sia la spinta che anima questa Amministrazione. Di fronte alle grandi sfide del prossimo futuro non ci sono idee, non ci sono progetti, non ci sono visioni. Solo un triste percorso a metà tra l’ordinaria amministrazione e una gestione di tipo familiare, priva però del buon senso e dell’attenzione alle cose che è radicata nei patriarchi. Abbiamo un territorio complesso, esausto, sfibrato, stressato, a cui aggiungiamo con imperizia, ogni anno, nuovi problemi. Fare “ordinaria amministrazione”, in queste condizioni, significa soltanto accompagnare il declino della nostra comunità. E’ strano, veramente stranissimo, il silenzio che ha colpito la cosiddetta gente politicizzata, sedicenti intellettuali e professionisti che pur avendo passato la vita sulle “sudate carte” appaiono essere, ognuno a suo modo, più preoccupati e complici nel nascondere la verità che a dirla. Con il solo scopo di occultare un’unica gran verità. Certo, se lasciamo cadere l’art.97 della costituzione, questa nuova vicenda che li vede seduti in due poltrone pur possedendo un solo fondoschiena parrebbe essere, in prima battuta, solo un ipotesi di fatto illegittimo non punibile. Capisco, altresì, che sarebbe preferibile, piuttosto che la scelta tra due poltrone ed un solo fondoschiena, non avere affatto politici come quelli che abbiamo. Pur tuttavia, se la realtà in cui si vive è quella che ci siamo costruiti almeno, per favore, stiamo nella verità delle cose e pretendiamo la verità anche dagli altri. Vi chiederete che senso ha scrivere di cose “passate”. Ha senso perché il tempo anche se passato, non può annullare la storia e le responsabilità e soprattutto perché alcuni di quei politici insensibili sono ancora ai loro posti, ma la puzza, che pur esiste, quantomeno non si trasformerà in un insopportabile fetore.
SE LA MAGGIRANZA IN CONSIGLIO NON C’E’……..
Destano molto scalpore le critiche velate e manifeste dei consiglieri comunali di centrodestra che criticano in modo aspro il loro Sindaco. Ma ogni frase inizia con “Mi raccomando è un segreto…”Destano moltissimo scalpore e qualche ilarità quei consiglieri che chiedono addirittura le dimissioni del Presidente del consiglio comunale. Destano ilarità ma nessuna meraviglia i neo paladini del garantismo secondo i quali mai nessuno è colpevole, mai nessuno ha responsabilità ne moralmente ne politicamente, mai nessuno deve dimettersi fino a sentenza finale di terzo grado. Più di un assessore dichiara che era ”pronto a lasciare”, ma naturalmente in privato ha detto anche di più, sono esterrefatto dalla gente che ti chiama da parte ma prima si guarda attorno per vedere chi passa. Che buffa amministrazione. Consiglieri comunali che si dissociano. Altri che ti “soffiano” il posto. Ma in che città viviamo??? Mi sembra di incontrare delle ombre. Gente che ha paura. La politica si conferma pura e semplice gestione del potere. E questo provoca costante e inesorabile allontanamento e disgusto dei cittadini, che perdono fiducia nelle istituzioni. Ancora di più, ogni giorno di più, se possibile. Al Sindaco Campisi,al Presidente del consiglio comunale,al Deputato regionale Torregrossa , al deputato nazionale Pagano, con tutto il rispetto che meritano i loro ruoli e con tutta la sincerità che loro sanno di potersi e doversi attendere da me, chiedo di farsi testimoni di un modo diverso di agire. Chiedo di fare una politica che non si limiti alla riproposizione di schemi vecchi, logori, vergognosi, indecenti per la loro dignità e per quella della nostra città. Sono stati scelti dai cittadini per fare questo. Non altro. Certo non per trasformare formazioni politiche in strumenti per interessi particolari. Sia chiaro che queste pratiche esistono da sempre. Sia chiaro che conosciamo i fratelli, cugini, amici di centro, sinistra, destra, sopra e sotto. Però ora è veramente troppo. Veramente troppo. Occorre fare qualcosa. Occorre cambiare questo modo di vivere in questa città.
Chiuso per cessazione di attività …..
Questo articolo non dovrebbe mai andare in saldo, nel senso che i cittadini meriterebbero una risposta per ogni domanda. Senza il politichese di turno ad infiocchettare la mancata verità. Senza il pacco. Quando si pone una questione, una domanda a brucia pelo, è importante notare le piccole ed impercettibili reazioni del nostro interlocutore. Il Sindaco Campisi per esempio, usa fare un respiro profondo e un giro con gli occhi all’interno dei pensieri, per trovare la giusta risposta. Carica le spalle e alza la mano destra, come per mimare un giuramento. Quando il tutto è condito con un sorrisetto a fine dialettica, abbiamo la sensazione che qualcosa ci è sfuggito, non è una bugia ma un’altra verità nascosta. La voce sente le voci, la notizia diventa le notizie, la saracinesca abbassata si china di fronte alle saracinesche abbassate. Il commercio del centro storico di Caltanissetta si scontra, anzi, sarebbe più giusto dire si “scontrina” con la politica di chiusura dell’Amministrazione Campisi. In realtà il Primo Cittadino ha ereditato questa situazione dall’amministrazione precedente, ma i tentennamenti tra aperture e chiusure dei varchi ha destabilizzato la progettualità della maggior parte dei commercianti nisseni. Una parola, esasperazione. Molti esercizi commerciali storici chiuderanno prima della fine dell’anno e molti commercianti, ci raccontano di rate dei mutui non pagate per la prima volta nella loro storia, di banche e finanziarie che stringono i loro interessi, di valori messi all’asta. Un’altra parola, imbarazzo. Il Comitato parla di una politica cittadina favorevole solo per il centro commerciale “IL CASALE”, della totale assenza di confronto, di un Sindaco orfano di un partito di riferimento, che non ha segretari o dirigenti con cui cercare una linea politica ma solo, un Deputato onorevole. Il nuovo comitato di commercianti chiede un progetto condiviso di idee per manifestazioni create per portare interesse e gente in Centro, attraverso la cultura dell’accoglienza per tutto l’anno. L’ultima parola, disperazione. La confidenza di un esercente, più esercenti, è stata quella di persone disposte a tutto pur di risollevare le sorti della propria azienda. Anche a gesti plateali. Ma questo al Sindaco non interessa. Tutto inutile, va tutto bene, tutto rimarrà senza un alito di vento…ma con l’alito pesante di un morto.
I TRASFORMISTI
Eccoli, sono arrivati i trasformisti. Pensavamo che finalmente ci fossimo liberati anche noi dei trasformisti che ormai popolano la nostra provincia. A questo punto mi chiedo: è un problema solo della destra o anche del Pd ? Come mai non si dissocia da questa alleanze contro natura? Eppure tutti si dichiarano pronti a sacrificarsi per il bene della nostra Provincia, ma alla fine, come sempre, l’obiettivo è solo quello di gestire il potere e occupare poltrone senza minimamente pensare ai problemi e alle esigenze della gente. Sono a dir poco indignato, ma molto di più che indignato, del vergognoso tradimento fatto, appoggiando la giunta Federico (ma d’altronde per il Pd è ormai prassi consolidata), prendere voti dal centro sinistra e portarli in dote per il biblico piatto di lenticchie alla destra. Come si fa a pensare che persone come queste, che nulla sanno di etica della politica ed usano strumentalmente in modo cinico la buonafede dei propri elettori. Come volevasi dimostrare. La bufera politica, dopo aver re¬gistrato considerevoli picchi di accesa polemica, causa lo scio¬glimento del consiglio provinciale si è lentamente spento. Come se un efficace aneste¬tico avesse placato i protago¬nisti della crisi politica, spaz¬zando via le po¬lemiche ma, al momento, la-sciando, purtroppo, il paese senza proposte. E’ vero che a carnevale ogni scherzo vale, ma il rimpasto di giunta operato dall’attuale amministrazione, sembra il copione consumato di un vecchio film comico. Infatti con una manovra degna di “oggi le comiche”, l’attuale esecutivo mette in atto un rimpasto di giunta che dimostra il totale fallimento amministrativo e politico del presidente Federico e la sua giunta. Diciamolo subito, più che un rimpasto sembra un rammendo, dettato più dalla esigenza di ‘calmare’ i mal di pancia interni alla maggioranza. Cari signori, avete creato un collage di coalizioni troppo eterogenee tra di loro, che si contraddicono su questioni fondanti della nostra democrazia quali antifascismo,ostacolo al razzismo e difesa della Costituzione Italiana. Come pensate di governare questa Provincia quando questi elementi entreranno in dichiarata contraddizione con la destra che insieme governat ? Cercherete il compromesso? E quale tipo di compromesso potrebbe essere condiviso su questi temi ? Tutte balle, siete dei voltagabbana opportunisti. Avete creduto, da presuntuosi arroganti che siete, che questo per voi era il solo modo di poter arrivare al potere. Ovviamente vi siete persi nella vostra arroganza di essere i migliori, avete fatto “l’inciucio”. Bravi, bravissimi!!! Ma politicamente avete CHIUSO!!
Giuseppe Curcio
Una task-force contro l’evasione
Diciamo subito che noi di SEL, già nel passato abbiamo più volte raccomandato all’Amministrazione di fare un’azione incisiva di contrasto all’evasione e all’elusione tributaria, spessi ci siamo chiesti come mai il Sindaco non ha ancora istituito un nucleo di personale specializzato con l’esclusivo compito di individuare gli evasori. Eppure la costituzione della task-force contro l’evasione rappresenterebbe la migliore iniziativa che il Comune di Caltanissetta potrebbe mettere in campo per alleggerire il peso fiscale della tassa sui rifiuti. Oggi la Tarsu a Caltanissetta è aumentata del 40%, in sostanza, in 6 anni c’e stato un incremento pari al 135%. Resta naturalmente il nostro totale dissenso nei confronti della decisione del Sindaco che ha imposto un repentino e intollerabile aumento della Tarsu, in una fase in cui oltretutto non sembra assolutamente lecito parlare di fine emergenza rifiuti. Intanto cresce lo scontento e la rabbia dei Nisseni. L’imposta sui rifiuti risulta elevatissima a fronte del servizio dato ai cittadini. La differenziata è pressoché iniqua e gli amministratori hanno ben pensato di aumentare indiscriminatamente la tassa. Ogni volta quindi, i costi aumentano e chi non ha mai pagato continuerà a non farlo, gravando sulle spalle degli onesti cittadini. Noi chiediamo un intervento urgente a questa amministrazione comunale, affinché i cittadini paghino tutti. L’impegno di un buon amministratore è quello di garantire, attraverso una efficace azione di accertamento, verifiche e controlli veri, la giusta ripartizione del costo della Tarsu. Le sacche di evasione, ancora oggi numerose in città, risultano dannose per i cittadini onesti. Ad oggi, che cosa è stato fatto e che cosa si intende fare per combattere gli evasori? Sindaco,i Cittadini nisseni si auspicano che questa Amministrazione comunale si attivi al più presto per iniziare una lotta all’evasione tributaria della Tarsu, con un’azione di reale contrasto e non di facciata. Oggi, è proprio il caso di dire, che a Caltanissetta non viene assicurata la giustizia sociale. Il Comune con la delibera n.38 del 29/06/2010 ha dimostrato chiaramente che il carico dei tributi deve ricadere solo su chi paga. Oggi questa amministrazione non prevedendo infatti l’accertamento per le elusioni e le evasioni, ammette le sue colpe, le sue responsabilità. Sindaco quanto scritto sarà uno dei motivi che indicheremo nell’istanza che sarà portata all’attenzione dell’autorità competente per stabilire la legittimità dell’aumento della Tarsu. I cittadini vogliono e devono pagare, ma il giusto e non quello che viene richiesto da un Comune che continua a non dare risposte ai cittadini, sulla gestione dei rifiuti.
Giuseppe Curcio
Una task-force contro l’evasione
Diciamo subito che noi di SEL, già nel passato abbiamo più volte raccomandato all’Amministrazione di fare un’azione incisiva di contrasto all’evasione e all’elusione tributaria, spessi ci siamo chiesti come mai il Sindaco non ha ancora istituito un nucleo di personale specializzato con l’esclusivo compito di individuare gli evasori. Eppure la costituzione della task-force contro l’evasione rappresenterebbe la migliore iniziativa che il Comune di Caltanissetta potrebbe mettere in campo per alleggerire il peso fiscale della tassa sui rifiuti. Oggi la Tarsu a Caltanissetta è aumentata del 40%, in sostanza, in 6 anni c’e stato un incremento pari al 135%. Resta naturalmente il nostro totale dissenso nei confronti della decisione del Sindaco che ha imposto un repentino e intollerabile aumento della Tarsu, in una fase in cui oltretutto non sembra assolutamente lecito parlare di fine emergenza rifiuti. Intanto cresce lo scontento e la rabbia dei Nisseni. L’imposta sui rifiuti risulta elevatissima a fronte del servizio dato ai cittadini. La differenziata è pressoché iniqua e gli amministratori hanno ben pensato di aumentare indiscriminatamente la tassa. Ogni volta quindi, i costi aumentano e chi non ha mai pagato continuerà a non farlo, gravando sulle spalle degli onesti cittadini. Noi chiediamo un intervento urgente a questa amministrazione comunale, affinché i cittadini paghino tutti. L’impegno di un buon amministratore è quello di garantire, attraverso una efficace azione di accertamento, verifiche e controlli veri, la giusta ripartizione del costo della Tarsu. Le sacche di evasione, ancora oggi numerose in città, risultano dannose per i cittadini onesti. Ad oggi, che cosa è stato fatto e che cosa si intende fare per combattere gli evasori? Sindaco,i Cittadini nisseni si auspicano che questa Amministrazione comunale si attivi al più presto per iniziare una lotta all’evasione tributaria della Tarsu, con un’azione di reale contrasto e non di facciata. Oggi, è proprio il caso di dire, che a Caltanissetta non viene assicurata la giustizia sociale. Il Comune con la delibera n.38 del 29/06/2010 ha dimostrato chiaramente che il carico dei tributi deve ricadere solo su chi paga. Oggi questa amministrazione non prevedendo infatti l’accertamento per le elusioni e le evasioni, ammette le sue colpe, le sue responsabilità. Sindaco quanto scritto sarà uno dei motivi che indicheremo nell’istanza che sarà portata all’attenzione dell’autorità competente per stabilire la legittimità dell’aumento della Tarsu. I cittadini vogliono e devono pagare, ma il giusto e non quello che viene richiesto da un Comune che continua a non dare risposte ai cittadini, sulla gestione dei rifiuti.
Giuseppe Curcio
“con VOI contro la mafia”.
Oggi è il 5 febbraio 2011 e come un anno fa, ci siamo riuniti in questa piazza Falcone e Borsellino di Caltanissetta per manifestare contro la mafia. Per ribadire che almeno la memoria, non ce la può portare via nessuno. Non la possono scippare come un “Lodo”. Questa mattina un ragazzo del liceo ci ha ricordato giustamente che ”l’unione fa la forza”e io vorrei aggiungere un’altra frase: <> A quel ragazzo vorrei anche dire che se veramente vuole qualcosa, nessuno lo potrà fermare, ecco perché esistono i muri, per darci l’opportunità di realizzare i nostri sogni. Caro giovane uomo, non è importante quante volte cadi, ma il fatto di andare avanti nonostante ti sei fatto male. Alla fine chi la dura la vince. Questa mattina il Procuratore Lari, ci ha fatto anche notare che grazie ad una sinergia tra i rappresentanti dell’ordine,le associazioni degli industriali,della camera di commercio e di tutte le altre, si è potuto scrivere alcuni rapporti tra la mafia e questi super-imprenditori che hanno goduto dei favori di Cosa Nostra. Sappiamo che hanno pagato tangenti. Cha hanno trescato con eminenti capi-clan. Sappiamo anche che è da anni che le imprese operanti in Sicilia sono stritolate fra due ganasce feroci. La prima è la voracità dei politici disonesti, insaziabili nel pretendere tangenti. La seconda è la violenza estorsiva dei clan mafiosi, anch’ essi rapaci nella richiesta di malloppi, ma in grado pure di proporsi come soci obbligati delle imprese sotto tiro. Sia ben chiaro che i responsabili sono: chi comanda in questo paese, chi non lo governa giustamente da decenni, chi nella Roma dei partiti ha sempre scelto di avere la mafia come complice e non come nemica. Questi politicanti che non temono i fischi e che ad ogni manifestazione corrono in massa a mostrare le loro abbronzature intense. Oggi è ora di gridarla, questa verità. A costo di apparire dei giapponesi. Li ricordate quei giapponesi dispersi nella giungla che continuavano a combattere da soli quando tutti avevano già gettato le armi? Vi sembrano dei giapponesi i giudici Lari e Tona? Vi sembrano dei giapponesi quei giovani che stamane hanno manifestato in piazza dichiarando che rifiutano la mafia? Cari signori nessuno ci potrà impedire di gridare: abbasso la mafia e i mafiosi.
Giuseppe Curcio
Ho appreso con rabbia e indignazione quanto è accaduto a Caltanissetta
durante un comizio dei compagni del PDCI e voglio esprimere la mia
incondizionata solidarietà ai compagni della sezione di Caltanisetta. Grave
è stato questo palese attacco alla libertà di espressione che si è
consumato significativamente durante un comizio di fronte la piazza Falcone
e Borsellino, luogo simbolo. Appena qualche ora prima c’era stata una
manifestazione in sostegno della magistratura. In quella occasione è stato
ribadito il nostro incondizionato appoggio ai Magistrati di Caltanissetta
che sono in prima linea contro la mafia. Non vorrei accomunare i due
episodi , ma allo stesso tempo non mi posso esimere di esprimere un mio
personale giudizio e nel contempo fare una domanda: è vero che noi uomini di
sinistra, diamo fortemente fastidio a questi vigliacchi ed ai loro padroni?
Oggi, ci troviamo di fronte a dei fatti che se confermati sono un
gravissimo attacco in stile squadrista. Un attacco che questa volta ha
colpito il compagno Lorenzo, ma che potrebbe colpire chiunque. Questa
feccia, che alcuni chiama uomini, sono solo rifiuto dell’umanità, essi
non conoscono le parole coraggio e onore, non affrontano mai i compagni alla
luce del sole uno contro uno a volto scoperto, si nascondono dietro un
casco, sbucando all’improvviso, sintomo della loro paura e debolezza
interiore. Spero che questa gravissima vicenda finisce qua, visto che al
fattaccio non vorremmo che si aggiungesse anche la beffa, perché siamo tutti
certi che questa vile aggressione in stile fascista e mafioso non farà mai
fermare la nostra lotta per una società libera. dove non ci sarà posto per
i vigliacchi. Oggi,non è più ammissibile che simili episodi possano essere
considerati semplici ragazzate, ecco perche invito la cittadinanza tutta a
vigilare e a mobilitarsi per impedire che simili spregevoli e gravi fatti
non abbiano più a ripetersi, difendiamo, metro per metro, gli spazi di
agibilità sociale e politica in questa città. Cari Cittadini, vi comunico
anche che: nonostante l’accaduto, una volta dileguatisi i fascisti, i
compagni del PDCI di Caltanissetta hanno deciso di portate a termine
l’iniziativa prevista.
Giuseppe Curcio
UNA LETTERA A MIO FIGLIO
Ciao figlio mio, il giorno che tu arrivi si avvicina.
Finalmente abbiamo un sindaco che è una persona perbene, onesta, grintosa. Pensa che addirittura va al lavoro con la macchina propria. Eh si.. ora si può. Pensa che anche lui paga il biglietto per il parcheggio. Un tempo avevamo l’immondizia ovunque e volevano farcela togliere con i termovalorizzatori. Cosa sono? Delle macchine infernali che bruciano i rifiuti e la vita della gente. Lui invece ci ha fatto fare la differenziata. Tutti dicevano che non ce l’avremmo fatta perchè siamo siciliani ed invece lui ci ha motivati. Ora siamo all’80%. La città è pulitissima.. Ha investito nelle energie rinnovabili e ha creato così un sacco di posti di lavoro. La gente non va più via e quelli che se ne sono andati tornano addirittura. Combatte quotidianamente la mafia. Lui sapeva che da solo non ce l’avrebbe fatta ma sapeva anche che noi non vedevamo l’ora di avere qualcuno che ci trascinasse. Lo abbiamo seguito subito. Lo adoriamo e lui ci ha fatto un regalo enorme. Cosa? IL RISPETTO! Ora abbiamo una dignità, non ci vergogniamo più, anzi siamo orgogliosi di noi della nostra storia e finalmente del nostro presente.
Caro figlio mio, non vedo l’ora che vieni da me a goderti lo spettacolo. Ma….chissà se potrò mai spedire questa lettera!
Giuseppe Curcio
GARANTIRE EQUITA’
Sindaco, ci tengo a precisare che contrariamente all’ICI e all’IRPEF la TARSU non è un’imposta, e quindi non ha il compito di contribuire al finanziamento dell’attività dell’ente comunale, ma ha la natura di corrispettivo per i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Data questa sua natura, tutti devono pagare la TARSU in base al proprio reale reddito. Sindaco, le vorrei ricordare che la TARSU è una tassa pagata per poter garantire un servizio di cui ne beneficia tutta la collettività, chiaramente quanto più viene evasa tanto più i costi ricadono sul bilancio dell’ente e dei cittadini onesti che pagano regolarmente il tributo. Ora io chiedo a questa amministrazione, se si sta attrezzando per far fronte ad alcune ingiustizie sociali. Da decenni tutti sanno che l’evasione fiscale è un freno alla crescita, perché richiede tasse più elevate e nel contempo riduce le risorse per le politiche sociali, ostacolando gli interventi a favore dei cittadini con redditi modesti .Eppure questa amministrazione a tutt’oggi non ha ancora approntato misure rivolte se non a debellare,quanto meno a ridimensionare questo fenomeno crescente. Come si può parlare di razionalizzare il servizio, se poi non fate nulla per eliminare l’evasione, gli sprechi e gli appalti inutili. Oggi questa amministrazione non può pretendere un’ulteriore aumento del 40%, a causa della sua incapacità gestionale, non è giusto penalizzare chi già vive momenti di difficoltà e che questa tassa già la paga. Sindaco, ora l’art. 147 del T.U.E.L lettera b) cita: “verificare, attraverso il controllo di gestione l’efficacia, l’efficienza ed economicità dell’azione amministrativa, al fine di ottimizzare,anche mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra costi e risultati”, cosa che a quanto sembra, per la TARSU non è stato fatto. Ecco perché, noi cittadini di questo Comune, le chiediamo di osservare e rispettare l’art. 53 della costituzione che cita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”.
Salve a tutti, vorrei dedicare due righe a quella che doveva essere una splendida manifestazione allestita, organizzata e vissuta col cuore dai nostri giovani. Sono loro,infatti, il fulcro della nuova classe dirigente, di cui abbiamo tanto bisogno per fare crescere le Istituzioni. Indipendentemente da come e da chi sia stata organizzata la manifestazione, la sensazione che ho avuto è stata quella di una scarsa partecipazione dei giovani, ormai distanti dalla politica e delle istituzioni e sui quali, invece, confidiamo perché raccolgano nuove ed importanti sfide della vita. E’ inconcepibile che una manifestazione venga totalmente manipolata strumentalizzando e sfruttando l’ingenuità di ragazzi. Così non funziona più. Non può funzionare. I giovani che hanno partecipato a questa manifestazioni hanno chiesto proposte precise per il governo di questa Provincia. Hanno chiesto di aprire un dibattito interessante e fecondo, perché ,sia chiaro ,che non sono più disposti a rilasciare una delega in bianco. Oggi questi giovani, sia essi studenti o lavoratori ci hanno fatto evidenziare un particolare di non scarsa rilevanza,cioè ricordare che questa Provincia progredisce e migliora solo se vede i suoi giovani essere coinvolti attivamente, perché sono loro, i portatori di idee nuove. Ma purtroppo, qui in questa Provincia, la politica vera, non ha più voce o quasi. Il denaro ormai compra tutto, compra anche le coscienze. Non si vedono tutti i giorni, manifestare come oggi, e voglio sperare che questo sia il primo passo per rompere questa apatia che attanaglia questa nostra Provincia. Oggi questi giovani cominciano a capire cosa significa essere abbandonati nelle mani di qualcuno che deliberatamente sceglie di farti fare quello che vuole della tua vita. Oggi,quelli che hanno partecipato a questa manifestazione, cominciano a capire che bisogna rompere il velo della mistificazione,che bisogna riaprire il canale della comunicazione con le altre forze sane ,liberandosi dai luoghi comuni che altro non fanno se non generare mentalità perverse. E allora quale risposta a tutto questo? Bhe,secondo me, la spiegazione sta in questa economia che poggia su un’ingiustizia diffusa, dove personaggi senza scrupoli del mondo della economia e della politica, un passo alla volta stanno calpestando i diritti e la dignità dei lavoratori,con stipendi inadeguati al costo reale della vita, precarizzazione del lavoro,giovani dimenticati, invisibili. Ecco,oggi questa manifestazione, ha avuto il compito di unire tutte quelle persone che avendo una coscienza, pronunciano con sdegno la parola mafia. Oggi mi rivolgo a quei politici che erano presenti alla manifestazione e che non erano pochi, e dico: investite nei giovani informandoli e formandoli, dategli lavoro, rompete il muro tra interesse personale e coscienza. Signori politici, per una volta, cedete il passo.
Giuseppe Curcio
IL GIUDICE DI PACE CONDANNA CALTAQUA
Consumi presunti, ma le cifre da pagare nelle bollette erano reali e salate. Questo è quanto è accaduto ad un cittadino nisseno, che chiameremo Michele per garantire il suo anonimato. Per due anni, e precisamente tra la fine del 2008 e la fine del 2009, la società che gestisce il servizio idrico lo ha tormentato inviandogli fatture trimestrali con importi irrisori e presunti, per poi effettuare un’unica lettura con l’applicazione di una tariffa maggiorata. Che fa allora il nostro amico Michele? Decide di armarsi di santa pazienza, di studiare le carte, e di non accettare in modo passivo quella che ritiene essere una vera ingiustizia. Tanto per cominciare scava nei meandri del contratto e si accorge che all’utente devono essere garantite almeno due letture. Chiede quindi la rimodulazione dei consumi sulla scorta delle letture effettive, e in data 02 aprile2010 inoltra a Caltaqua n.2 richieste di revisione della fatturazione relative al quarto trimestre 2008 e 2009. Successivamente, non avendo ricevuto nessuna notizia in merito alle richieste avanzate, lo stesso provvide in data 07/06/2010 a inoltrare a Caltaqua un sollecito di riscontro giusto l’art.2.2.7 della carta del servizio idrico integrato chiedendo l’indennizzo previsto per la mancata risposta entro i 30 giorni (art.7.1 e 7.2). Copia del sollecito fu inviata anche all’A.T.O. CL 6 responsabile della gestione Caltaqua. A questo punto il nostro amico Michele, non avendo avuto riscontro alle sue richieste si è visto costretto in data 8 ottobre 2010, a rivolgersi al Giudice di Pace di Caltanissetta. E così, dopo un anno e mezzo di guerra a colpi di carte bollate, e in soli cinque mesi di giudizio, questo utente vince una battaglia che crea un precedente giudiziario importante. La giustizia ha fatto il suo corso e nei giorni scorsi ha approdato al dunque con il deposito delle motivazioni di una sentenza che farà scuola. Il Giudice di Pace dott. Rosaria Rita De Caro, dà ragione su tutta la linea all’utente nisseno. Anche in giurisprudenza con questa sentenza si è affermato il principio che non si può determinare il canone di un servizio sulla base di consumi presunti. La società CALTAQUA, pertanto, viene condannata al pagamento in favore dell’attore delle somme anticipate precedentemente per consumi non effettuati. Condanna altresì, al risarcimento delle spese del giudizio e al pagamento della somma di € 104,00 quale indennizzo per la mancata risposta nei tempi previsti. Cari cittadini, è importante non lasciarsi scoraggiare dalla paura di intentare un causa di esiguo valore nei confronti dei “colossi”, i Giudici di Pace esistono proprio per questo tipo di liti minori e mostrano sensibilità nei confronti degli utenti/consumatori. Allo stato dei fatti, l’obiettivo di avvicinare la giustizia al cittadino trova dunque nell’istituto del giudice di pace la risposta più compiuta, per la sua duplice qualità di organo giurisdizionale e organo di conciliazione. Cari cittadini, la possibilità di fare valere i propri diritti esiste, bisogna solo usufruirne.
Giuseppe Curcio
PROSTITUIRSI? NO,GRAZIE
L’acqua come disse il filosofo greco Talete,rappresenta “l’origine di tutte le cose”, ecco che allora nell’immaginario collettivo l’acqua è sempre stata associata alla terra, proprio per sottolineare la sua fecondità, perché dall’acqua nasce la vita. Quindi potremmo dire che simbolicamente l’acqua rappresenta la donna. Questo abbinamento acqua-donna mi ha subito richiamato alla mente un atroce sospetto: non vorrei che il nostr…o Presidente del Consiglio usando questa simbologia si senta autorizzato a scambiare la nostra l’acqua come con le sue donne. Forse ci vuole indurre alla prostituzione e la chiama privatizzazione, ma il termine giusto è sicuramente ”sfruttamento della prostituzione”perché per trarre profitto calpesta una risorsa necessaria alla vita . Oggi ,mentre l’Europa rivede le sue politiche di privatizzazione, da noi si continua sulla strada del mercato, costi maggiori e bollette alle stelle. Cari Cittadini, l’acqua è, e deve rimanere un bene pubblico, e deve essere usufruibile da tutti, siamo stanchi di altre ipoteche, ci bastano già quelle che abbiamo. Non si può avere paura di fronte a certe , ingiustizie. Da oggi in poi, tutti noi dei comitati per i “2 Sì per l’Acqua Bene Comune” avremo un solo e unico scopo: spiegare a milioni di elettori e di elettrici il perché il 12 giugno bisogna votare SI.
OLTRE IL RECINTO
Oltre il recinto, la natura, sfoggiava generosamente la sua bellezza, ma lo sguardo di diversi prigionieri corre nella mia direzione, è Il campo di Pian del Lago. Vedo molti immigrati che arrivati da paesi africani, sono tenuti letteralmente ammassati, con i loro vestiti sporchi, che mi fanno stranamente ricordare le “camerate” dei lager di funesta memoria. Negli occhi di queste persone si può leggere in uguale misura disperazione e speranza. All’arrivo al campo non hanno detto nulla, ma penso di sapere quello che passava per la loro mente. Preferiscono tacere, impauriti, per un indecifrabile codice di prigionia, conosciuto solo dai loro carcerieri. Sono impauriti dagli stessi loro ricordi, storie uniche ma anche tanto simili. Hanno affrontato un viaggio di paura e speranza, stipati in barche lunghe pochi metri e quando il mare creava problemi, bisognava alleggerire il carico. Hanno negli occhi il ricordo dei tanti lasciati per strada. Ma la cosa che li tormenta di più è di non sapere quale sarà il loro destino: nessuno gli dice nulla. L’unica parola che gli viene ripetuta all’infinito è: “aspetta”. Ma una volta scoperta la verità, aumenterà in loro il desiderio di sottrarsi da questo inferno nel quale sono piombati. Uomini e donne che non si lasciano andare n’è a sentimenti n’è a lacrime, perché hanno un solo scopo: sfuggire alla morte.
Giuseppe Curcio
Voglio fare i miei migliori auguri alla compagna LILIA NUR RICOTTA per la sua nomina a segretaria della federazione nissena. Sono certo che saprà interpretare al meglio questo nuovo e importante incarico. L’augurio è che si possa veder crescere le nostre organizzazioni e che ci possano essere importanti momenti di scambio e di confronto. In un momento di crisi come quello attuale è necessario mettere insieme le forze e lavorare in sinergia a tutti i livelli istituzionali, nell’ interesse dei cittadini e dei lavoratori. Buon lavoro.
Il Forum Provinciale dei Movimenti per l’Acqua di Caltanissetta, componente del “Comitato Provinciale ACQUA BENE COMUNE di Caltanissetta”, composto dalla Federazione Provinciale PdCI, dal Cofederazione dei Comitati di Base COBAS, dal Comitato Disoccupati e Senza Tetto del nisseno, e da tanti altri organismi della società civile e da singoli cittadini, animati da un forte spirito di libertà, comunicano :
IL CALENDARIO COMIZI
CAMPAGNA REFERENDARIA pro SI del 12 e 13 giugno 2011
N° data Città luogo ora
1 01 maggio 2011 Milena P.zza principale 10.00 – 11.00
2 02 maggio 2011 Caltanissetta P.zza Garibaldi 18.30 – 19.30
3 03 maggio 2011 Serradifalco P.zza principale 16.30 – 17.30
4 03 maggio 2011 San Cataldo C.so luogo comizi 18.00 – 19.00
5 04 maggio 2011 Sommatino P.zza principale 16.30 – 17.30
6 04 maggio 2011 Delia P.zza principale 18.00 – 19.00
7 05 maggio 2011 Caltanissetta P.zza Mercato (lato V.le Testasecca) 18.30 – 19.30
8 06 maggio 2011 Resuttano P.zza principale 16.30 – 17.30
9 06 maggio 2011 Santa Caterina Villarmosa P.zza principale 18.00 – 19.00
10 07 maggio 2011 Caltanissetta Mercatino Rionale 10.00 – 11.00
11 09 maggio 2011 Caltanissetta P.zza Garibaldi 18.30 – 19.30
12 10 maggio 2011 Butera P.zza Dante 17.00 – 18.30
13 11 maggio 2011 Mazzarino C.so luogo comizi 16.30 – 17.30
14 11 maggio 2011 Riesi P.zza principale 18.00 – 19.00
15 12 maggio 2011 San Cataldo C.so luogo comizi 18.30 – 19.30
16 13 maggio 2011 Mussomeli P.zza principale 16.30 – 17.30
17 13 maggio 2011 Acquaviva Platani P.zza principale 17.45 – 18.45
18 14 maggio 2011 Caltanissetta Mercatino Rionale 10.00 – 11.00
19 16 maggio 2011 Caltanissetta P.zza Europa (semaforo) 18.30 – 19.30
20 17 maggio 2011 Milena P.zza principale 16.00 – 17.00
21 17 maggio 2011 Bompensiere P.zza principale 17.15 – 18.15
22 17 maggio 2011 Montedoro P.zza principale 18.30 – 19.30
23 18 maggio 2011 Vallelunga Pratameno P.zza principale 16.00 – 17.00
24 18 maggio 2011 Villalba P.zza principale 17.15 – 18.15
25 18 maggio 2011 Marianopoli P.zza principale 18.30 – 19.30
26 19 maggio 2011 San Cataldo C.so luogo comizi 18.30 – 19.30
27 20 maggio 2011 Caltanissetta Via Ferdinando I (altezza panificio) 16.00 – 17.00
28 20 maggio 2011 Caltanissetta P.zza Repubblica 17.15 – 18.15
29 20 maggio 2011 Caltanissetta P.zza Garibaldi 18.30 – 19.30
30 21 maggio 2011 Caltanissetta Mercatino Rionale 10.00 – 11.00
31 23 maggio 2011 San Cataldo C.so luogo comizi 18.30 – 19.30
32 24 maggio 2011 Sutera P.zza Sant’Agata 16.00 – 17.00
33 24 maggio 2011 Campofranco P.zza principale 17.15 – 18.15
34 24 maggio 2011 Milena P.zza principale 18.30 – 19.30
35 25 maggio 2011 Caltanissetta Via S. Giov. Bosco (altezza Madonnina) 16.00 – 17.00
36 25 maggio 2011 Caltanissetta villaggio Santa Barbara 17.15 – 18.15
37 25 maggio 2011 Caltanissetta V.le Regina Margherita (inizio) 18.30 – 19.30
38 26 maggio 2011 Caltanissetta P.zza Mercato (lato V.le Testasecca) 18.30 – 19.30
39 27 maggio 2011 Butera P.zza Dante 17.00 – 18.30
40 28 maggio 2011 Caltanissetta Mercatino Rionale 10.00 – 11.00
41 29 maggio 2011 San Cataldo C.so luogo comizi 10.00 – 11.00
42 30 maggio 2011 Caltanissetta P.zza Garibaldi 18.30 – 19.30
43 31 maggio 2011 Sommatino P.zza principale 16.30 – 17.30
44 31 maggio 2011 Delia P.zza principale 18.00 – 19.00
45 1 giugno 2011 Mazzarino C.so luogo comizi 16.30 – 17.30
46 1 giugno 2011 Riesi P.zza principale 18.00 – 19.00
47 2 giugno 2011 Caltanissetta P.zza Mercato (lato V.le Testasecca) 10.00 – 11.00
48 3 giugno 2011 Gela luogo comizi 16.00 – 17.00
49 3 giugno 2011 Niscemi P.zza principale 18.00 – 19.00
50 4 giugno 2011 Caltanissetta Mercatino Rionale 10.00 – 11.00
51 5 giugno 2011 San Cataldo C.so luogo comizi 10.00 – 11.00
52 6 giugno 2011 Santa Caterina Villarmosa P.zza principale 18.30 – 19.30
53 7 giugno 2011 Vallelunga Pratameno P.zza principale 16.00 – 17.00
54 7 giugno 2011 Villalba P.zza principale 17.15 – 18.15
55 7 giugno 2011 Marianopoli P.zza principale 18.30 – 19.30
56 8 giugno 2011 Caltanissetta villaggio Santa Barbara 16.00 – 17.00
57 8 giugno 2011 Caltanissetta via Paladini (altezza uff. poste) 17.15 – 18.15
58 8 giugno 2011 Caltanissetta P.zza Martiri d’Ungheria 18.30 – 19.30
59 9 giugno 2011 San Cataldo C.so luogo comizi 18.30 – 19.30
60 10 giugno 2011 Caltanissetta P.zza Garibaldi 18.30 – 20.00
per il Forum e per il Comitato
Lilia Ricotta (Segretaria Federazione PdCI Caltanissetta e per la Comunità Islamica Nissena)
Nunzio Chiolo (Segr. PdCI Butera)
Avv. Salvatore Ferlisi (Segr. PdCI Milena)
Lorenzo Petix (Segr. PdCI Caltanissetta)
Primo maggio…… negozi aperti
Oggi aprendo il giornale, mi è saltato all’occhio una scritta pubblicitaria che invitava i cittadini per il primo maggio a fare shopping presso il centro commerciale “Il casale” di San Cataldo. L’obiettivo del sindaco che ha firmato l’ordinanza era quella di “obbligare” i piccoli esercenti, ad alzare le saracinesche per non perdere in partenza il confronto con la grande distribuzione. E’ paradossale come un Sindaco, che si erge a ruolo di portavoce dei cittadini dai quali ha ricevuto mandato, non voglia garantire agli stessi quei diritti fondamentali, primo fra tutti il Lavoro. Caro Sindaco, non dimentichi che anche le commesse e i commessi (spesso giovani, precari e perciò ricattabili) dei negozi, sono ‘suoi’ cittadini, anche loro hanno diritto a godere delle loro domeniche, delle loro festività, con la propria famiglia, con i mariti, le mogli, le fidanzate, i fidanzati, le amiche, gli amici, secondo il criterio della libertà individuale prevista dai contratti, e non secondo il criterio della coercizione. Perché non dice ai suoi cittadini i veri e soli motivi che spingono la “cricca” ad una tale scelta di campo. E’ mai possibile che, fra le fila dei tanti suoi adepti, non ce ne sia uno, e dico uno solo, che si ribelli per dignità e buon senso alle insensate scelte del loro capo. Siamo fermamente convinti che la dignità della persona umana debba essere messa al di sopra degli interessi economici. Oggi la sua politica svuotata da ogni sua vera funzione sociale, si muove nel torbido di interessi, privilegi e impunità, trasfigurando in una cloaca infetta dove, il fetore e i miasmi aciduli del putridume morale e spirituale, soffocano ogni più remoto barlume di buon senso. Si, siamo nella merda!! Una quantità di merda così alta e spessa, che rischia di solidificarsi, immobilizzando questo bistrattato paese.
IL POLIAMBULATORIO DI ANALISI DI VIA MALTA …..CHIUDE
Gentile Dott. Massimo Russo,le scrivo questa lettera aperta in merito alle criticità sopravvenute in queste ultime ore. Ho saputo che ha deciso di chiudere il laboratorio di patologia clinica del poliambulatorio di via Malta, se ciò avvenisse per un solo giorno, in molti casi creerà non poco dissesto all’interno di molte famiglie nissene già fortemente penalizzate da problematiche legate alla sfera della salute. Assessore, non so nulla di “gestioni della Sanità Siciliana” e non devo ne saperlo ne capirlo. Lei ha deciso di sopprimere un sevizio che con le sue circa 100.000 prestazioni ci garantisce giovamento ai nostri mali grazie all’altissimo livello professionale ed alla grande capacità umana dei lavoratori che si trovano all’interno della struttura del Poliambultorio di via Malta, siano essi medici che infermieri. Dott. Russo, se la Società in cui viviamo, non è in grado di garantire una stabilità fatta a volte anche di piccole cose come le abitudini, le persone che si incontrano ogni giorno, la garanzia di essere assistiti da altri esseri umani che conoscono bene la loro storia, allora è il caso di dire che questa Società, è fallimentare. Fallimentare non dal punto di vista delle cifre e dei numeri forse.. Ma sicuramente fallimentare dal punto di vista sociale. Assessore, non dimentichi che prima di essere un politico è stato un magistrato e se il tema della sanità le sta a cuore, sarebbe ovvio aspettarsi proprio da Lei risposte sensate e realistiche alle domande che le stanno ponendo i cittadini della Regione di cui lei appartiene. Assessore, è veramente convinto che chiudere questo servizio sia una scelta strategica che possa pagare per il futuro del nostro territorio? Ritiene veramente che la soluzione possa consistere nella chiusura del servizio? Assessore,un paziente, non è un numero. Non è una cifra. Non è nemmeno uno slogan da utilizzare al momento opportuno. Un paziente è un essere umano in difficoltà.
Giuseppe Curcio
LA VITA NON E’ UNA “FICTION”
Eccolo è lui! Alessandro Pagano, il toreador coraggioso che vuol matare … la giustizia. Sente il bisogno di gesti importanti. Lui, candidamente, si è assoggettato a promesse di fortune, fama, visibilità, facili denari, perché questo è lo schema “vincente” del suo padrone Silvio Berlusconi. I suoi anticorpi sono stati indeboliti da ore ed ore (nel corso degli anni) di plagio mediatico propinato a mezzo della televisione del suo padrone. Di quanto dichiara, ne è convinto, anche sapendo che non è una fiction. Già, di “fiction” c’è solo il fatto di cercare di far passare in primo piano questo programma palesemente falso, come il suo padrone. Eppure il nostro onorevole, oggi ha ritenuto importante parlare della trasmissione televisiva di Mediaset “Forum”,facendo apprezzamenti molto lusinghieri nei confronti dei metodi di giudizio usati in quella trasmissione, ma allo stesso tempo ha cercato di sminuire l’attuale operato della nostra Magistratura. Ora io ritengo che un intervento da parte di un Deputato della Repubblica su un tema come quello della NON-RIFORMA, dovrebbe essere motivato con gesti importanti, che abbiano rilievo di un certo spessore, invece ha preferito parlare di “fiction”. Certamente con questa sua dichiarazione, cerca di distinguersi, rilascia dichiarazioni…partecipa a dibattiti…legittimando di fatto l’operato di questo governo, dimenticando di sconoscere le materie giuridiche e quindi costretto a limitarsi in una sterile e inopportuna citazione di un film. A questo punto anche se rischio di mettermi al suo pari ci tengo a citare un film che sicuramente è più opportuno in questa occasione e cioè: “Tutti dentro”diretto e interpretato da Alberto Sordi. La sua trama sempre attuale parla di tutti i potenti possibili ed immaginabili (banchieri, alti personaggi della Chiesa, politici intoccabili,) che finiscono in un giro di tangenti sul quale si abbatte il coraggio dell’irrefrenabile giudice Salvemini. D´altronde, sappiamo bene quante di queste persone vorrebbero mettere il “cappello della politica” sulla nostra giustizia. Da tempo cercate di asservirlo a una politica sempre più lontana dalla legge e dal buon senso. Ricordo quando in una trasmissione televisiva, il Guardasigilli ha rilasciato questa dichiarazione: «Ritorneremo al sistema processuale vigente tra il 1948 ed il 1988,con le indagini coordinate dalla polizia e non dai magistrati». Onorevole, forse le sfugge che questo sistema citato dal suo sodale Alfano, è il sistema del 1930, con il marchio autoritario dello Stato fascista. Oggi lei si è inventato questo, ma domani cosa vi inventerete di ancora più raccapricciante, per alzare l’audience?
Giuseppe Curcio
Al Direttore del giornale La Sicilia
e p.c. all’ Assessore della Salute
Dott. Massimo Russo
Egregio Direttore, le invio questa mia riflessione nella speranza che possiate utilizzarla per promuovere una azione di informazione e ripensamento più incisiva di quanto possa fare io, relativa alla attività libero professionale negli ospedali, che sta causando enormi disagi all’utenza. Come lei ben sa, la principale disfunzione del servizio sanitario è rappresentata dalle lunghe liste di attesa per visite specialistiche, interventi chirurgici ed esami diagnostici e che spesso il cittadino si sente dire che non c’è posto e di riprovare a chiamare. Non sarebbe più semplice creare una lista delle richieste come chiedono i cittadini-utenti? L’accesso alle cure è un diritto inalienabile per tutti e lo è maggiormente per persone con malattie importanti che non possono sentirsi rispondere “non c’è posto”. Eppure il sistema preventivo di diagnosi e cura delle patologie al loro primo insorgere. Ma il guaio maggiore lo subiscono i meno abbienti e gli anziani i quali, spesso rinunciano alle visite “salvavita” per mancanza di soldi e mezzi o per evitare il sistema troppo tortuoso di prenotazione e lunga attesa. Oggi con le lunghissime attese che ci sono per le prestazioni ospedaliere, una persona fa prima a morire. Spesso gli utenti si lasciano andare inerti al loro destino,perché hanno paura e non reclameranno mai. Ecco,questa è la sconvolgente realtà della nostra sanità pubblica. Egregio Direttore, appena due giorni fa mi sono state segnalate da una cittadina che accusava la struttura ospedaliera della mancata trasparenza della lista di attesa e che il proprio padre attendeva da circa un anno di sottoporsi ad un intervento chirurgico e nonostante i solleciti riceveva sempre la stessa risposta, “non c’è posto”, «ritorni, riprovi, richiami. Già, parliamo di liste di attesa che sono senza possibilità di accesso, o per meglio definirle, “chiuse”. Moltissimi cittadini si sono rivolti al Tribunale dei diritti del malato, ma ahimè, con scarso risultato. Naturalmente, le segnalazioni di disservizi aumentano giorno dopo giorno, e man mano che aumentano queste segnalazioni aumenta anche lo sconcerto quando un cittadino scopre che per lo stesso intervento, nella stessa struttura, l’attesa si riduce a pochi giorni se si paga la prestazione. A questo punto io penso che l’errore di fondo sta nell’aver dato la possibilità ai medici ospedalieri, di incrementare i loro introiti pubblici esercitando attività privata nelle stesse struttura. E’ facilmente intuibile che tale opportunità ha messo in tentazione i meno onesti a esercitare la loro funzione pubblica con meno impegno rispetto alle stesse prestazioni private (meglio retribuite). Forse i legislatori credevano di essere tutelati dal fatto che la professione medica è quella a più alto valore etico,addirittura protetta dal Giuramento di Ippocrate! Che delusione ! Sotto al camice c’è spesso una persona con pregi e difetti che dipendono non dalla laurea,ma dalla coscienza,dalla formazione etica, professionale e religiosa. Allora, come possiamo rimediare ? Semplice: controllando che chi fornisce la sua opera in una struttura pubblica utilizzi le stesse modalità,costi,attenzione,rapidità, ma principalmente professionalità, senza creare percorsi preferenziali per il suo interesse privato.
Egregio Direttore, la ringrazio dell’attenzione e cordialmente la saluto.
Giuseppe Curcio
Alla Provincia di Caltanissetta,la maggioranza di centrodestra barcolla ma non cade. E nel frattempo cosa succede? Iniziano le prove tecniche per l’ingresso in maggioranza del Pd. Quindi problemi su problemi. Rimpasti su rimpasti. Poltrone su poltrone. Si continua a parlare di rilancio e non si dice che è solo un papocchio. Scusate, ma che altra definizione potrei trovare? Siamo seri. Dimenticate per un momento le vostre convinzioni politiche e le simpatie personali, riflettete un minuto. Un’opposizione credibile e seria avrebbe chiesto le dimissioni del Presidente e della sua maggioranza. Invece no. Si approfitta dei conflitti interni per tentare di passare dalla parte del potere, delle prebende, delle poltrone. L’interesse collettivo non serve a nulla. In questi giorni di inutile e frenetica rincorsa alla poltrona un paradosso scuote alcuni increduli elettori: dov’è finito il centro sinistra. Ma non è dato sapere quali strategie e sottili tattiche politiche abbiano portato a decidere al Pd che questa scelta è l’unica vincente! Tutti si nascondono dietro la solita frase: “Per il bene della nostra Provincia”. Una frase che serve a giustificare intollerabili ed inqualificabili scelte sul piano della politica, della logica, della coerenza, dell’etica e della morale. Perchè non dicono che si sono avviati a castrare un’area politica, organizzando disinvoltamente un processo degenerativo della politica: non uniti ma divisi fino all’annientamento l’uno dell’altro! Ma che bella faccia tosta : hanno truffato gli elettori e adesso pretendono pure l’applauso. Ancora non si rendono conto che in Sicilia il loro partito è in stato confusionale. Si sono trasformati da opposizione strisciante e compiacente in forza di maggioranza e di governo nel Lombardo-ter e allo stesso modo vogliono fare con la Provincia nissena. Quindi nonostante le parole sembra proprio che il Pd nisseno il suo obiettivo lo ha raggiunto: in giunta collocherà tre assessori e, per suo tramite, proverà a governare questa Provincia. E’ una autentica vergogna tradire i suoi elettori e quelli della coalizione di centro sinistra, per fare posto a coperture,clientele, affari, scambi di voti e frequentazioni indecenti. Sappiamo bene tutti che nella nostra Provincia, la politica non è certo il maggiore esempio di coerenza e di onestà intellettuale, quindi nessuno si meraviglia più delle migliaia di promesse e impegni non mantenuti. Quindi non meravigliamoci se anche noi abbiamo i nostri “Scillipoti” che attraversano tutte le correnti politiche in cerca della poltrona più comoda. Tanto le poltrone sono lì. Silenziose. Al momento sembrano abbandonate. Nessuno, al momento, le occupa. Così i posti in Giunta promessi dal presidente della Provincia al PD rimangono vacanti, in attesa che il partito scelga i nomi dei nuovi assessori. Purtroppo la miopia politica ha infettato questi presunti strateghi: che da vicino ci vedono benissimo, ma a guardare lontano non ci pensano, tanto loro sono abituati ad avere il capo chino, la testa non la alzano mai..
Giuseppe Curcio
Candidato per il centrosinistra nella lista “Insieme per la Provincia” del 2008 e attualmente componente del direttivo provinciale di SEL
“Sindaco, la nostra città è ostaggio dei vostri interessi”.
Credo che questa frase rappresenta la migliore sintesi di ciò che sta succedendo a Caltanissetta. Il livello dello scontro sale sempre di più ed il Sindaco preferisce non commentare i motivi che hanno dilaniato la sua maggioranza. Prende atto del suo fallimento ma non si dimette. Tenta di salvare la faccia con metodi che lo rendono ridicolo davanti all’opinione pubblica, è chiaro che ama la mediocrità, perché solo tra “gli asinelli” di collodiana memoria, può ergersi a protagonista. Predica bene e razzola male. Non vede,non sente, non parla. Come le tre scimmiette. Ma Caltanissetta non merita queste continue mortificazioni. Noi non siamo disposti ad avere una città come la vogliono loro, senza dignità, un paese di asserviti dove i diritti vengono contrabbandati come favori. Sindaco, ha avuto due anni per mostrare la sua incapacità amministrativa, la sua scarsa attinenza al governo, la sua facilità di muovere i burattini, ma non riuscire a confrontarsi con una vera classe dirigente di professionisti. Oggi è un Sindaco isolato. La sua solitudine è conseguenza del suo futile delirio di onnipotenza. I suoi fedelissimi lo serviranno fino a quando garantirà loro lo stipendio. Per lei è un risveglio amaro, la città l’ha lasciato. Gli imprenditori non lo sopportano, perché li ha ingannati. Non lo sopportano i professionisti, perché gli incarichi vengono affidati solo agli amici. Non lo sopportano gli abitanti dei quartieri del centro storico, perchè imbrogliati dalle sue promesse elettorali. Ma cosa sta succedendo in questo paese? Siamo forse alla vigilia di un sconvolgente terremoto politico all’interno di questa maggioranza che forse implodendo rovinosamente segnerà la fine amministrativa e politica di questo Sindaco e della sua congrega? Sarebbe ora perché non se né può più!!!!
Con questi “DILETTANTI ALLO SBARAGLIO”, il comune di Caltanissetta sta cadendo rovinosamente a pezzi, ma quel che è peggio, vi è uno spaccato sociale fitto e pieno di scandali zittiti. Guardato dall’alto, questo comune, appare sgretolato nel suo tessuto sociale e le amministrazioni succedutesi non ne hanno saputo colmare le lacune che andavano aprendosi e che oggi son voragini. Un comune diviso tra centro storico ingestibile e quartieri eleganti. Tra case prive di utenze quali acqua e luce e ville maestose nascoste da giardini curati. Già: come gli edifici così le persone, ognuno resta confinato nell’area che gli è stata prefissa. Povertà ed eleganza, l’eleganza che emargina anche la povertà sociale e crea sette chiuse e segrete. Qui l’emarginazione e l’indifferenza regnano sovrane e mischiare le due correnti non conviene a nessuno (così dicono), eppure in alcuni momenti di vita comune le due correnti son costrette a subirsi a vicenda; poveri e ricchi, tutti pronti a cavalcar l’onda e magari strappare qualche favore o a volte qualche diritto negato. Un fallimento su ogni fronte e sotto ogni punto di vista, politico e civile. Gli effetti si vedono tutti. Manca l’attenzione per i giovani, per gli anziani e per i disabili, manca uno sviluppo delle politiche del lavoro,mancano interventi seri per il commercio e l’artigianato,manca l’accesso agli atti amministrativi facilitati e trasparenti per tutti i cittadini. Insomma manca una macchina comunale efficiente e qualificata. E quanto dico professionalmente qualificati non significa avere un titolo prima del nome, significa lavorare con professionalità, amare il proprio lavoro e impegnarsi a fondo per il raggiungimento di un obiettivo comune. Oggi nella nostra città abbiamo bisogno di tutto questo. E’ tempo di abbandonare questa posizione di stallo maturata all’interno di una vecchia e scomoda classe dirigente. Il gioco si è rotto, le alleanze son cambiate, le coalizioni messe in discussione. Bisogna fermarsi. Oggi, cambiare è necessario. E noi lo vogliamo fare attraverso l’impegno personale di ciascuno di noi e con un obiettivo che ci accomuna: garantire un futuro sereno e sicuro alle famiglie e soprattutto ai giovani. Ecco perché vi dico: uscite dalle case e tornate nelle piazze, tornate a invadere le strade e a tappezzarle con i vostri manifesti, con le vostre denunce, fate volantinaggio, fate esposti nelle procure, invadete le istituzioni e fate si di diventare sempre più numerosi e rumorosi.
Non riuscendo a spuntarla con l’aumento del 40% della Tarsu, il Sindaco Campisi stavolta minaccia il dissesto. Cari Cittadini, oramai abbiamo toccato il fondo e questo è molto chiaro a tutti, questa è l’ennesima presa in giro ai danni dei cittadini. Il ritornello è sempre lo stesso : “..colpa dell’opposizione…”, bene, ditemi cosa c’è di non vero in questa frase. Oramai è una canzone sentir dire che le cose non si fanno a causa dell’opposizione, anzi “per colpa della precedente amministrazione”.Sindaco, questo non la giustifica,noi non abbiamo bisogno di amministratori che ci vengano a raccontare in “numeri” i debiti del comune, ma abbiamo bisogno di persone che con i fatti amministrino nel miglior modo possibile il nostro paese e soprattutto da soli, senza consiglieri esterni! Sindaco, in una città piccola come la nostra,la gente mormora e pare che motivi per mormorare ce ne siano parecchi. In questi giorni i ben informati sostengono che la sua Amministrazione inizia ad avere più di una crepa e ad imbarcare acqua in più punti, i motivi? Come al solito, sono legati al continuo valzer delle poltrone, i malcontenti iniziano a serpeggiare in modo nemmeno celato nel suo partito di riferimento. Ebbene oggi circolano altre dichiarazione, che hanno quasi del sensazionale… sembrerebbe infatti che, esponenti delle opposizioni abbiano chiesto le dimissioni del sindaco,ed altri che hanno timore di riconoscere il reale dissesto finanziario in cui versa il Comune di Caltanissetta e di conseguenza sono pronti ad un’intesa, ma forse anche questa è soltanto l’ennesima provocazione…l’ennesimo gioco al massacro di chi non ama la propria città, mirato esclusivamente ad un solo obiettivo, tenersi care le poltrone su cui si ci è finalmente seduti. Ma dico, vi rendete conto che dinanzi ad argomentazioni scottanti e concreti, come quella della Tarsu, la risposta del Sindaco è stata come quella di un maestrino che si impegna a spiegare ai suoi alunni i ”grandi sforzi” della sua amministrazione. Ma forse costui vive altrove, dissociato dal contesto cittadino da lui degradato e che dovrebbe, invece,amministrare. Sindaco, noi cittadini nisseni, apprendiamo con disgusto quanto accade, consapevoli che la vera vittima è Caltanissetta, nella sua totalità. Dove scene di ordinaria disperazione sono all’ordine del giorno per le strade, nelle stanze del Comune,in sede di consiglio, i cittadini sono stanchi,i giovani disillusi,i politici impegnati a pensare a se stessi. Sindaco, ammetta il fallimento della sua esperienza amministrativa e rassegni le dimissioni senza ripensamenti. Se veramente ama questa città, il vero atto di responsabilità che può fare è quello di dimettersi subito, senza se e senza ma, per il bene del nostro paese, diversamente, sarà ricordato solo come il responsabile del disastro in corso.
Giuseppe Curcio
Rieccoli! E ora chi li fermerà?
Gli esponenti politici che hanno dominato e caratterizzato negativamente la politica nissena negli ultimi anni, ritornano astutamente alla ribalta. La necessità deriva dal “vuoto politico” creato opportunamente per l’occasione. Tanti, ne abbiamo visti all’opera durante le diverse campagne elettorali. Mediocri portaborse di terza e quarta fila, portatori di pacchetti di voti inquinati. Questa è la pesante eredità lasciataci dalla storia in questa nostra Sicilia, dove appalti truccati, concorsi pilotati, spreco di denaro pubblico viene smaltito per vivere la perenne emergenza. Chi li fermerà? Chi fermerà la mentalità corrotta e corruttrice che ha spento i valori, le idee, la dignità della politica? Gli esempi che ci giungono dai nostri rappresentanti, fanno arrossire dalla vergogna anche i bambini. E’ innegabile, l’attuale stato d’animo che pervade le nostre coscienze. La politica sta diventando sempre più’ un corso di formazione professionale accelerato per arroganti e stupidi opportunisti. Basta con la vecchia politica, basta con le menzogne di sempre, che hanno portato la gente all’esasperazione. Oggi bisogna ripartire dalle realtà locali per dare un impulso sociale, democratico, che dia alla gente quella credibilità quasi perduta sotto i colpi della Casta e dei costi della politica. Oggi l’improvvisazione, l’incapacità, la presunzione sono gli aspetti deleteri che dovranno essere archiviati. Oggi, è sotto gli occhi di tutti l’esigenza di avviare percorsi amministrativi in grado di indicare obiettivi, ma soprattutto in grado di affrontare e risolvere le numerose questioni che interessano la città. Oggi, bisogna evitare gli errori commessi,bisogna evitare di interessarsi esclusivamente a progetti vistosi, lasciando i bisogni e le esigenze quotidiani all’improvvisazione. Caltanissetta ha bisogno di un’amministrazione capace di esprime una guida ad ampio respiro, capace di saper attuare una democrazia partecipativa, una progettualità lungimirante adeguata ad una città come Caltanissetta “assetata”di sviluppo e di risposte concrete. Impresa non difficile, se non si è pervasi da esclusive spinte di una continua ricerca di un “posto al sole”, se si riesce a volare alti in contesti come quello nisseno assuefatto dalla vecchia politica e dai suoi logori rappresentanti, in cui il dare e avere è il motto dominante. Questa città ha bisogno di un’amministrazione di qualità, e non di improvvisati e cattivi gestori del consenso popolare.
Giuseppe Curcio
ESTORSIONI
Circa un anno fa la società di riscossione SERIT Sicilia di Caltanissetta mi notificava diverse cartelle di riscossione tributi dicendo che ero debitore per un determinato importo nei confronti dello Stato e di altri Enti pubblici. Ma la cosa più grave era che avevo 60 giorni di tempo per pagare(termine brevissimo) altrimenti mi venivano ipotecati e/o pignorati i beni. Subito mi recai presso la società di riscossione per avere chiarimenti e dopo una lunga attesa finalmente l’impiegato addetto mi forniva una lunga lista di enti a cui avrei dovuto rivolgermi per avere informazioni più dettagliate. Per poter interpellare questi enti mi sono voluti circa quindici giorni (delle mie ferie) per arrivare alla conclusione che quelle cartelle erano sbagliate e che non dovevo quei soldi. La questione sembrava ormai risolta. Ma non era così, perché dopo appena tredici mesi puntualmente è tornata la paura che in precedenza mi aveva tolto il sonno e cioè mi vedo notificare un’altra cartella, sempre dalla stessa società di riscossioni, sempre con gli stessi errori (od orrori). A questo punto non credo che sia giusto che Regioni e Comuni, battono cassa per riequilibrare bilanci in rosso, chiedendoci all’infinito le stesse tasse ed imposte spesso già onorate o non dovute. Tutto questo accade anche perché lo Stato e altri enti pubblici cedono il nostro presunto debito a terzi,nel caso specifico alla Serit Sicilia omettendo di dirci l’importo che hanno ceduto, ma caso strano sempre pronti a riconoscere alla Serit Sicilia il diritto di aspettare che il debito raggiunga tra diritti di mora ed interessi cifre esorbitanti che ingigantiscono il debito a volte ponendo il cittadino,che magari non aveva alcun problema di fronte alla cifra originaria da versare, a doversi indebitare per pagare. Ora io vi chiedo come è possibile che lo stato possa permettere tutto questo in epoca dove si continua a sbandierare l’esistenza di leggi antiusura e strozzinaggio? Ecco che allora un dubbio mi assale: poniamo che la Regione e il Comune assieme alla Società di riscossione sapessero che tali cifre non sono dovute e dolosamente continuassero a chiederle non commetterebbero un reato? E se cosi fosse, non sarebbe più corretto chiamarla estorsione? Una estorsione che, probabilmente, permette di incassare miliardi di euro illecitamente senza dover correre il rischio di pagare neanche i danni delle loro estorsioni. Geniale no? Tutto ciò non è detto che sia studiato e voluto. Ma al di là del dubbio resta comunque un dato certo: il contribuente è lasciato senza una accettabile difesa. Infatti il cittadino che, a fronte di una cartella esattoriale sbagliata, volesse far valere i suoi diritti dovrebbe fare esposto alla Procura della Repubblica (nel caso in cui sospetti il dolo), ed in diritto penale, indizi gravi, precisi e concordanti, costituiscono una prova.
Giuseppe Curcio
SPADE “AMMOSCIATE”
Anche al lettore più distratto non sarà sfuggito il fatto che un Sindaco, valido e affermato commercialista sia la stessa persona che è stato nominato nella carica di Presidente Revisore Contabile della Provincia. In sostanza si sarebbe concretizzata una parziale coincidenza fra controllato e controllore e che in prima battuta si potrebbe pensare di sconsigliare per ragioni di opportunità e trasparenza. Ma non è così. L’incompatibilità fra le due posizioni (revisore dei conti alla Provincia e Sindaco nel comune) oltre che censurabile sotto il profilo etico, sarebbe altresì vietata dal Testo Unico degli Enti Locali ed in particolar modo dall’articolo 78 del D.lgs il quale, al comma 5 dispone testualmente: al sindaco ed al presidente della provincia, nonché agli assessori ed ai consiglieri comunali e provinciali è vietato ricoprire incarichi e assumere consulenze presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo ed alla vigilanza dei relativi comuni e province. Questa amministrazione provinciale, ha dimostrato ancora una volta di non aver a cuore la trasparenza e tanto meno ha avuto la sensibilità di evitare i possibili conflitti di interesse che in questa nostra Provincia restano all’ordine del giorno. Possibile che si ritenga lecito e giusto che il controllato sia anche controllore? Possibile che si ignori così spudoratamente un indicazione di legge ! Sembra proprio che nessuno sia disposto ad accettare di perdere i propri privilegi piccoli o grandi che siano, continuando a chiedere ai cittadini di soffrire per sanare i conti pubblici. A questo punto credo che sarebbe giusto che i Presidenti di Provincia e i Sindaci dessero l’esempio mettendo in piazza la loro gestione dei conti pubblici e i controllori facessero un lavoro serio e approfondito. Resta comunque la consapevolezza che in questa guerra contro il centrodestra , a perdere siano stati esclusivamente i cittadini. Perché dall’altra parte della barricata con le spade “ammosciate” c’è una minoranza ancora più confusa e divisa (la questione revisori lo ha ampiamente dimostrato) che a tutt’oggi non ha prodotto uno straccio di documento o manifesto politico di condanna. Intanto la città è costretta a guardare questo poco suggestivo e per nulla divertente teatrino,mentre il conflitto di interesse colpisce ancora!
Giuseppe Curcio
“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura che la dritta via era smarrita…” Ma no, non c’entrano i poeti, questa è tutt’altra cosa che un antico poema o una disperata ode. Non è’ il parto di una mente estrosa e neppure di uno scherzo di un gruppo di buontemponi. Allora cos’è? E’ presto detto. Il quinto assessore della giunta Campisi si è dimesso. Questa giunta
nata da un adulterio, sì, proprio così, perché se non ci fossero stati incontri goderecci e la irrefrenabile tentazione di coricarsi insieme nel giaciglio degli orgasmi ,tutto questo non sarebbe accaduto. Invece, pur con tutte le precauzioni assunte da coloro che in questi anni hanno utilizzato gli assessori come un preservativo, cioè, ogni qualvolta si consumava il tradimento dei valori etici, morali e politici, il figlio non voluto nasceva lo stesso. Che queste ultime dimissioni siano il frutto di una gravidanza indesiderata, questo lo si capisce bene dalle lamentazioni provenienti da chi, per antica posizione politica, non ha potuto prendere in considerazione nessuna efficace pratica risolutiva. Oggi, abbiamo un’altra vittima sacrificata alla bramosia di un drappello di capibranco che hanno trasformato i loro partiti in una società privata. Un drappello di ingordi, che amano agire indisturbati, senza terzi incomodi, per spartirsi ciò che resta di un patrimonio dilapidato e saccheggiato dall’ignavia e dall’affarismo, figuriamoci se potevano accettare e tollerare un assessore criticone e indisciplinato. E meno male che per fortuna non è più in vigore la legge “Contra jogulatores obloquentes” di Federico II che permetteva di punire, bastonare ed ammazzare chi osava criticare. Meditate, cittadini.
Giuseppe Curcio
“A San Martino ogni mosto diventa vino”, ma più ancora è una divertente ricorrenza pagana in quanto in molti paesi si festeggia la famosa “festa dei cornuti”.
11/11/11 Cosa dobbiamo aspettarci da questo giorno già nefasto di per se. Con i tempi che corrono penso proprio che vale la pena una volta tanto di esorcizzarlo ridendoci su e festeggiando. Naturalmente stiamo parlando della festa di San Martino, protettore dei cornuti e non voglio assolutamente dare una doppia immagine, in questo giorno in cui i nostri politici si apprestano a salvare l’economia di questo paese, anche perché quando si parla di corna, l’italico orgoglio si desta senza esitazione. A partecipare a questa festa dei cornuti sono in molti, siano essi del Sud che del Nord ( anche se al nord il copricapo è più adatto). Non preoccupatevi , in realtà le corna sono diventate disonorevoli da tempo relativamente breve, diciamo da circa un ventennio. Come si sa nell’antichità erano l’ornamento dei capi, e del resto nel nostro vocabolario il termine “egregio” deriva da ex gre, come veniva indicato il montone che spiccava nel gregge di pecore grazie alle sue appuntite estremità. Al giorno d’oggi invece le corna si portano con molta minore disinvoltura, forse in relazione alla continua presenza a Roma davanti al nostro parlamento di manifestanti che elencano una gustosa nomenclatura dei vari tipi di cornuti.
• LI BECCHI ( che sono quelli che non sanno di esserlo);
• LI CUCCUBBONI ( che invece lo sanno e tirano a campare per quieto vivere):
• LI BECCONI ( che non solo lo sanno ma addirittura ci speculano sopra);
Ora a voi “egregi” l’onere di scorrere l’elenco scegliendo le corna più adatte. E se pensate di non averne bisogno, provate a chiedere alla vostra signora. Chissà che non abbia qualcosa da dirvi.
Finalmente tutti a casa. L’ultimo atto del Presidente Federico e della sua giunta. Come il governo Berlusconi che sta tramontando nel discredito generale, anche questa amministrazione provinciale è arrivata ai titoli di coda. Avevano promesso che se fossero stati eletti, grazie al filotto Provincia- Regione-Governo Nazionale, avrebbero portato più soldi per la nostra provincia, avrebbero fatto una zona franca, avrebbero trovato soluzioni all’antichissimo problema che riguarda gli assi viari, sbandierato più volte in vista di qualche consultazione amministrativa. Oggi che siamo alla vigilia del commissariamento ( non solo della Giunta provinciale ma con molta probabilità anche di quella comunale) si parla della riforma ‘Gelmini’ e dell’impatto drammatico che ha avuto in un territorio geograficamente così particolare come il nostro. Perché solo ora? Prima avevate altro da fare? Perché non siete intervenuti prima con una forte mobilitazione di tutte le forze politiche di questo territorio? Perché non siete intervenuti contro i tagli alle cattedre di sostegno? Una cosa vergognosa che avrebbe dovuto suscitare una forte reazione anche da parte delle opposizioni. Da quando si è insediata questa amministrazione provinciale, sono passati tre anni. Già: tre anni, vissuti in questo fallimento politico fatto di incapacità, arroganza, sfrontatezza e falsità. Dove questo nostro territorio paga uno scotto pesantissimo all’inattività di questo esecutivo di centrodestra. Dove un presidente provinciale, per tre anni, ha continuato a beneficiare di un doppio mandato, dove per tre lunghi anni, l’attuale consiglio, nonostante fosse a conoscenza della incompatibilità non ha battuto ciglia, non ha attivato nessuna iniziativa politica, non ha riunito i parlamentari per una azione comune, non ha coinvolto i Consiglieri Regionali. Insomma hanno continuato a fare gli interessi propri. Forse per questo, quando si dicono cose che la gente pensa, non a tutti piace sentirsele dire. In questo scenario davvero inquietante, schiavo di logiche interne e di lotte senza quartiere tra fazioni di ex. Oggi c’è bisogno di aprire una fase nuova, bisogna saper parlare al Paese ed al territorio, guardando al futuro. Insomma, noi cittadini di questa Provincia, vogliamo infrastrutture al servizio delle persone, un’economia al servizio della comunità, energie alternative, recupero dell’agricoltura, del turismo, vogliamo vie di comunicazione efficienti, progetti industriali di reale realizzo. E allora quale migliore occasione abbiamo per chiedere a coloro che rimpiazzeranno questa giunta un segnale di discontinuità rispetto ad un passato che vogliamo buttarci alle spalle, dove una vergognosa classe dirigente la fatta da padrona. Ecco in questo contesto così drammatico a questo punto, meglio lo scioglimento di tutto il Consiglio provinciale, almeno si eviterà di dare seguito allo svuotamento di questa nostra provincia lasciandola priva di strumenti , aumentando le tasse e tagliando ulteriormente i servizi. Insomma, signori Consiglieri, ovunque nei Paesi democratici il senso di responsabilità di una classe dirigente si misura anche sulla base della capacità che essa ha di fare un passo indietro quando le circostanze lo richiedono.
incazzato nero
Sono nella piena e deliberata consapevolezza che quanto sto per scrivere potrebbe infastidire qualche animo,ma nulla può reprimere il mio desiderio di libertà. Non si possono tenere sempre gli occhi chiusi. Sono convinto che “se la vita in questa città è un casino, alla fine vale la pena darci dentro, qualcosa di buono primo o poi salta fuori”. Ecco, ora io penso che ci sono delle situazioni più grandi di noi, sulle quali non abbiamo alcun potere: lutti, malattie, incidenti sono eventi che purtroppo si verificano nella vita di ciascuno di noi, sono inevitabili e non abbiamo alcuna possibilità di contrastarli. Ma la politica, no!! Quella è una nostra scelta. Anche se gli concediamo già troppo tempo incontrandoli ogni mattina al bar a far colazione. Attenti a non sporcare i propri colletti bianchi, con il giornale sotto il braccio e il titolo in grassetto che evidenzia l’argomento odierno di politica. Anche se poi molti di loro di politica non ne capiscono niente. La loro incompetenza è così scontata che non hanno neanche bisogno di mettersi alla prova. Sono consapevoli di ricoprire una posizione inadeguata, comprendono la loro incapacità, ma sanno anche come difenderla. Diventano galantuomini quando gli si punta contro il dito per l’ennesimo scandalo. Si irritano, vorrebbero sottrarsi alle conseguenze, vorrebbero apparisse chiaro che loro non l’hanno voluto, che loro non sono responsabili. Ai primi scricchiolii di popolarità e consenso, ai primi segnali di debolezza politica alcuni piagnucolano pietosamente, ma nessuno si domanda: se avessi anch’io fatto il mio dovere, sarebbe successo ciò che è successo? Se fossero stati più attenti, forse oggi non ci sarebbe più nessuno disposto a comprare un voto con pochi spiccioli. Svegliatevi dal torpore uomini e donne!!! Non è logicamente possibile, che nonostante l’intera cittadinanza era pienamente a conoscenza degli eventi,l’esito finale non è mutato. Forse non avete capito che strappare la politica al suo connubio con la criminalità organizzata non è una scelta etica, ma una necessità. Una volta questa nostra città era famosa per la sua tranquilla quotidianità. Oggi invece viene continuamente violentata da accadimenti delittuosi. Da tempo le anomalie, i vizi, gli sprechi, di questa politica arrivista ha scavato un solco tra le istituzioni e i cittadini onesti. Molti quando leggono mi guardano come se fossi pazzo. Io invece sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà per questi disonesti. E sapete perché? Perché sono incazzato, incazzato nero.
Il TESORETTO DOVE LO METTO SE MI “ATTIZZA”
Una seduta apparentemente tranquilla. La giornata di ieri in Consiglio : da una parte il finto ostruzionismo dell’opposizione, dall’altra una maggioranza di centrodestra divisa. Nonostante le incertezze alla fine , l’attuale maggioranza ha approvato i bilanci di previsione 2011 e quello triennale 2011-2013 e tutto questo solo in virtù di indecorosi valzer di Assessori, conditi con promesse di ulteriori poltrone ed incarichi , creando in tal modo un fragile partenariato tra gruppi politici e non una convinta adesione ad un progetto per il futuro della città. Abbiano almeno il buon gusto di giocare a carte scoperte, invece di prendere in giro, ancora una volta, noi cittadini. Con un po’ di malizia verrebbe da pensare che il tutto sia stato organizzato ad hoc sulla falsa riga del «facciamo vedere alla gente quanto siamo belli e bravi». Ma la risposta vera i nisseni ce l’hanno sotto gli occhi, ogni giorno camminando per le vie della città. Non bastano le promesse, i bei progetti degli architetti, i discorsi da politicanti. Per quanto tempo ancora dovremmo assistere a questo gioco? Oggi, Caltanissetta ha bisogno di un Sindaco e di una squadra che lavori per la città, non di un sultano che giri per le strade con un tesoretto sotto braccio. Un tesoretto di 20 milioni di euro e credetemi non è questione di destra o sinistra, una somma del genere attira o come si vuol dire: “attizza” molti mali intenzionati. Le vicende che, in queste settimane, hanno riguardato solo a parole la sfiducia di questa amministrazione, se da una parte hanno messo in luce la profonda conflittualità che sussiste fra gli organi di questo consiglio, dall’altro hanno evidenziato quanto sta accadendo a Caltanissetta da un po’ di tempo. Non è più in alcun modo tollerabile ed è necessario intervenire subito e con la “mano pesante” verso chi dovesse favorire, anche indirettamente, atti e comportamenti illegali che finiscono per fornire al mondo della criminalità opportunità di “lavoro”. Noi diciamo a questa Amministrazione Comunale, di smetterla con la politica degli annunci per poi puntualmente smentire al momento di applicare le regole. Dopo la pubblicazione sulla stampa cittadina della dichiarazione del pentito Di Gati, oramai troppo chiasso era stato fatto su quei fatti. Sindaco,mi creda, , io penso che nonostante quelle dichiarazioni, lei sia una persona per bene. E proprio per questo mi chiedo: come poteva sperare di utilizzare la tattica del “non parliamone, tanto dimenticano”? Non è meglio chiedere alla magistratura di adoperarsi al più presto perché venga fatta chiarezza? Veramente crede che in questa Città siamo ancora disposti a limitarci di un nostro spazio di discussione tutto sommato innocuo?Crede veramente che lo scopo principale dei suoi cittadini sia quello di denigrarla? Non pensa che saremmo tutti felici di poter archiviare al più questo increscioso episodio? E allora perché minaccia di querela? Crede veramente che questo le servirebbe? Io credo proprio di no. E sa perché? Perché , è solo questione di giustizia.
Quattro chiacchiere al bar
Nonostante che qualcuno mi a tacciato giustamente d’incompetenza , io non riesco a trattenermi nello esporre la cronistoria degli ultimi avvenimenti politici con il mio punto di vista. Dopo ripetuti incontri di salotto tra gli addetti ai lavori ( solo due), questa maggioranza contraddicendosi ancora una volta, ha nominato il nuovo presidente del consiglio comunale. Sono sicuro che hanno fatto un lungo lavoro di programmazione e di preparazione, erano sudati a mollo (il riscaldamento era messo al massimo). Poi ho appreso che il fortunato nominato era il consigliere Calogero Zummo del PD, a cui vanno i nostri auguri, ma subito dopo il giuramento, lungo le strade cittadine,un gran vociare interrompeva la quiete, non mi sembrava vero, eppure era così, il toto-assessori era iniziato. D’altronde in questa nostra città,dove la noia la fa da padrona, questo può essere un argomento in più da discutere al bar, senza togliere merito che piace anche ai giornalisti che così avranno di che scrivere. Ora mentre infuria la polemica, con un fuoco incrociato di accuse,vorrei poter richiamare la loro attenzione e chiedergli: scusate, ma ora cosa accadrà? Non si parlava di presentare la sfiducia al Sindaco. Ma allora è tutto finito? Anche tutte quelle riflessioni sul suo futuro politico è su quello della Giunta è già terminato? Allora non mi sbaglio se penso che a giorni se non a ore il sindaco Campisi comunicherà la composizione di una nuova squadra di Governo? Tanto.. è il terzo rimpasto in due anni e mezzo. Bazzecole!! Per raggiungere i cinque anni, ne abbiamo ancora tanti di tentativi da fare. E voi cari cittadini non lamentatevi che vi bruciano gli occhi, la colpa non è mica mia se questa amministrazione continua a mandarvi altro fumo. Anzi io vi posso dire: aprite gli occhi una volta per tutte e ditegli di smetterla di continuare con i giochi di potere, con la corsa alle poltrone e se è il caso, arrabbiatevi. Avete già dimenticato che l’economia della vostra città è in ginocchio, mal collegata, afflitta da mille problemi logistici e organizzativi? Vi siete mai chiesti come mai da un po’ di tempo in questa città non c’è indagine dove non venga sfiorato un consigliere comunale o un assessore o un deputato? E allora quale migliore occasione abbiamo per chiedere a coloro che rimpiazzeranno questa giunta un segnale di discontinuità rispetto ad un passato che vogliamo buttarci alle spalle. Non sarebbe meglio in questo contesto così drammatico,chiedere lo scioglimento di tutto il Consiglio comunale. Insomma, signori Consiglieri, ovunque nei Paesi democratici il senso di responsabilità di una classe dirigente si misura anche sulla base della capacità che essa ha di fare un passo indietro quando le circostanze lo richiedono. Sarebbe l’unico capitolo ancora da chiudere di questa sciagurata stagione. Il resto dell’opera spetterà alla magistratura, non più alla politica.
Te piace o’ presepio?
E no che non mi piace, specie quando vedo protagonisti, a fare l’asino e il bue, in una commedia così drammaticamente attuale di questi tempi. Due anni e mezzo del loro governo sono passati inutilmente, come i diversi assessori usa & getta, come la presenza dei consiglieri di maggioranza, assolutamente inerti e clamorosamente incompetenti, come l’azione delle forze di opposizione ancora tanto, troppo lontana dalla gente e dai veri bisogni. Ma l’attività politico-amministrativa del Consiglio Comunale, l’ultimo anno, invece,è stata quasi interamente assorbito dal controllo del consenso e ad ingraziarsi gli amici che manovrano il potere economico, pronti a distruggere il territorio con miraggi occupazionali che non potranno mai esserci. Aspettano i re magi, con i loro “pacchi dono”, hanno deciso di fare un bel regalo a tutti. Ma chi sono questi quasi tutti? Sono gli amici, coloro a cui non si può dire di no. Sono, piccoli privilegi, piccoli favori, il continuo chiudere gli occhi o girarsi dall’altra parte, formano il senso diffuso di omertà. E’ l’ennesimo segnale della politica degli ultimi tempi. Con la gente alla canna del gas, le famiglie che non arrivano a fine mese (quelle che hanno uno stipendio) o che si cimentano in ardimentosi salti mortali tripli per guadagnarsi la giornata (quelli che lo stipendio se lo sognano di notte), si continuano a promulgare messaggi di ottimismo ed a millantare interventi positivi che tutto al più giovano sempre di più ai soliti amici della casta ed espongono ancora una volta la povera gente alla danza dello “zucchino”, che, gira e rigira, alla fine si sa dove va a finire…
Il Sindaco annuncia la limitazione del budget e i tagli alle spese a Natale
a causa di imprescindibili esigenze di budget si comunicano che sono state adottate alcune misure per ridurre i costi di esternalizzazione e salvaguardare i margini di progetto… Con specifico riferimento al presepe, con decorrenza immediata si dispone che:
- gli angeli che annunciano la natività passano da due a uno. Il capo-progetto deve verificare la possibilità che San Giuseppe, nei fuori orario di visita dei pastori, possa eventualmente affiancare e sostituire l’angelo;
- il bue e l’asinello a partire dal giorno della befana vengono allocati su un altro progetto;
- l’intervento dei re magi, costituenti una costosa esternalizzazione per di più in trasferta estera, decorrerà contrattualmente ed operativamente a partire dall’anno nuovo, inoltre come mezzo di locomozione per il ritorno useranno a turno l’asinello di cui ai punti precedenti;
- i pastori adoranti avranno a disposizione una sola pecorella a turno;
- per la riduzione dei costi è previsto lo spegnimento della cometa a partire dalle ore 22;
- per evitare inutili affollamenti nel suddetto periodo vengono sospese le conversioni e le attività di proselitismo religioso. Prego inoltre l’amministrazione di considerare il leasing della mangiatoia e della culla in alternativa all’acquisto.
- la bolletta per le spese di elettricità per mantenere le luci di Natale sono troppo alte, e considerando i costi di mantenimento dell’albero di natale, si consiglia di risolvere entrambi i problemi con un’unica soluzione pensata dalla Giunta:
bruciare gli alberi di natale
Buon Natale –
Le mani del potere politico a Caltanissetta fanno puzza. Oggi leggiamo dalla stampa che ci sono fondati sospetti sulla legittimità della nomina fatta all’ex assessore Angelo Failla a “mediatore politico istituzionale”e che il Sindaco, con molta probabilità, ha deciso di rinominarlo assessore. Ma dico, si può andare avanti così ? Allora perché si è dimesso? Perché a scandalo scoppiato? Qualcuno dice che lo ha fatto per opportunità. Ma allora se è così, l’opportunità poteva e doveva essere valutata prima. Non averlo fatto, non è un titolo di merito. Quindi non si può attribuire alcuna giustificazione per omettere di chiedere ad altri di non intervenire per accertare se il comportamento omissivo per la sua nomina sia dovuto a semplice faciloneria e superficialità amministrative o se abbiano trovato utilità. Anche perché, se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi. Oggi la gente è stanca dei continui scandali, dell’opportunismo, dei giochi di potere e della totale mancanza di credibilità dei tanti politici nisseni che non fanno altro che alimentare in noi un vero e proprio disgusto. A Caltanissetta stiamo attraversando un momento storico difficile, e scalzare i privilegi della “casta” sembra impossibile. Non c’è verso. Vediamo che questa nostra città ci sta soffocando, mentre gli attori principali della politica nissena sono liberi come l’aria. A loro poco interessa se la disoccupazione ha raggiunto livelli preoccupanti. A loro poco interessa se siamo agli ultimi posti nelle classifiche Nazionale per la vivibilità. L’unica preoccupazione di questa Giunta in queste settimane è stata quella di come spendere al più presto il “tesoro“ in arrivo. E se qualcuno avesse qualche dubbio, a sgomberare il campo, sul tenore venale della faccenda, ci ha pensato la folta “comparsa” di partiti che costituisce quella specie di polisportiva che si è precipitosamente presentata per la ripartizione delle prebende. E allora quale frase più adatta se no quella di “Pecunia non olet ” è stata mai coniata per l’occorrenza. Forse perché maneggiare denaro è il lavoro più sporco, e dopo un po’, qualche spicciolo ti rimane attaccato alle dita… Eh sì, il denaro si attacca, s’incolla… Non puzza, dicono, ma non è vero.
Oggetto: presidente e vice-presidenti R.S.U., la C.U.B. li disconosce.
Il sottoscritto Petix Lorenzo, Coordinatore Provinciale della C.U.B.(Confederazione Unitaria di Base) di Caltanissetta, componente della R.S.U. della Provincia Regionale di Caltranissetta,
D I C H I A R A
ILLEGITTIMA l’elezione del Presidente R.S.U. (Amico Maurizio – CISL)e dei due Vice-Presidenti (Scozzaro Piero – CISL e Di Vita Luigi – UIL) della Provincia Regionale di Caltanissetta, nella seduta del 23 aprile scorso, perché la R.S.U. di codesto Ente non è dotata di Regolamento Interno;
per sanare questa palese illegittimità, il sottoscritto proponeva di dotare la R.S.U. di un proprio Regolamento, ove si indicavano i compiti e le modalità delle azioni da perseguire;
tale saggia proposta non è stata accolta dagli altri 11 componenti, (7 CISL – 2 CGIL – 1 DICCAP – 1 UIL) e per tale motivo il sottoscritto ha abbandonato la illegittima riunione, con tale atto la C.U.B. ha reso chiaro di disconoscere le nuove cariche che da lì a poco sarebbero state elette.
Nonostante ciò il sottoscritto è disponibile a risanare il tutto, ovviamente previa dotazione di Regolamento Interno della R.S.U. e la dovuta elezione delle leggittime cariche, perché queste sono nulle.
Il puro sindacalismo conflittuale prende forma
Hasta Siempre a tutte/i
Lorenzo Petix
Coord. Prov. C.U.B. Caltanissetta
e componente R.S.U. della Provincia Regionale di Caltanissetta
La confindustria e la zona… promessa
Negli ultimi tempi sentiamo sempre più speso parlare di legalità,di zona franca e come avviene in questi frangenti molti volti noti sono pronti dai palchi a parlarci di famiglia, di valori, di senso civico. Ma pochissimi sembrano dare la giusta lettura ai fatti acclamati dalla magistratura antimafia nelle vicende criminali riguardanti la nostra provincia dove la stragrande maggioranza delle persone rimaste coinvolte in vicende di mafia non sono solo cittadini nati e residenti da sempre nel nostro territorio. Che il ruolo della politica, o meglio di certa politica, non è risultato mai ininfluente nel favorire l’attecchimento dei metodi mafiosi anche nella gestione della cosa pubblica. A tal proposito è utile ricordare che nelle ultime settimane la magistratura ha reso definitiva la confisca di beni immobili per decine di milioni ad esponenti della cosca mafiosa nissena e ad imprenditori locali, che erano dediti da anni, secondo le contestazioni mosse dalla Dia a praticare l’arte criminale dell’usura, del riciclaggio,del gioco d’azzardo, ma cosa ancor più grave, cercare di condizionare l’amministrazione comunale con il voto di scambio. Questo esempio rafforza la tesi che il concetto di “legalità” è qualcosa di estremamente soggettivo e solo quando si fonde con la coscienza sociale, solo a quel punto, diventa “legalità”.Oggi ben venga nella nostra città la “zona franca per la legalità”, ma dobbiamo stare attenti e vigilare. Questa non è la mafia degli anni novanta, oggi la mafia è andata a scuola,a studiato, non si è isolata e si è rilevata capace di espandersi. Perché oggi sono una organizzazione composta da varie tipologie di persone, abbiamo i colletti bianchi, i faccendieri della politica, i delinquenti comuni in carriera ed elementi di spicco delle mafie “tradizionali”, ma che oramai da anni, sono presenti e operanti nei nostri territori. Essi sono diventati specialisti nel reinvestire i capitali sporchi della mafia,nel realizzare centri commerciali, costruire palazzi,comprare quote societarie, e tutto questo a dimostrazione che il crimine organizzato non ha più barriere di tipo campanilistico e che reinveste i proventi dei suoi traffici illeciti nel ciclo del cemento, nella gestione illegale dei rifiuti e in altre redditizie attività economiche. E allora cosa fare? Quale soluzione adottare? Al momento nessuna. Ci resta solo di incrociare le dita sperando che quanto ci è stato promesso sia mantenuto, perché se questo modo di fare dovesse continuare, questa volta sarà l’intera impalcatura delle istituzioni democratiche a vacillare e l’illecito diventerebbe totalmente indistinguibile da quella lecita.
Giuseppe Curcio
Gira il mondo gira…… “…E fu così che pian piano gli incroci cambiarono geometria e da croci divennero cerchi e il loro nome cambiò in rotatorie!”. Oggi a Caltanissetta assistiamo ad una repentina scomparsa degli incroci regolati dai semafori a favore di questi nuovi sistemi: le rotatorie. Il nostro Sindaco sostiene che le rotatorie sono sinonimo di sicurezza ed ecco che appena ti distrai un attimo, ne spunta un’altra. Oggi , abbiamo rotatorie con fontana, rotatorie senza fontana, rotatorie con luci, rotatorie grandi e piccole, ma che comunque se ci sbatti contro, distruggi la macchina. Insomma a Caltanissetta ne abbiamo di tutti i gusti. Quindi non vi meravigliate se trovate delle rotatorie strane. Non vi preoccupate, perché anche dove non ci starebbero, il nostro Sindaco ce le farà stare. Tanto, fa come gli pare. Eppure non passa giorno che vigili urbani, polizia stradale o carabinieri non debbano intervenire su una rotatoria per un incidente, quasi sempre per fortuna senza gravi conseguenze, ma abbastanza serio da fare la felicità dei carrozzieri. Ma questa volta meraviglia delle meraviglie il nostro Sindaco ha superato se stesso e per la gioia dei nostri giovani ha creato una rotatoria a doppio uso e precisamente: la rotatoria di piazza Giovanni XXIII, che dovrebbe servire a regolare e fluidificare il traffico e invece sembra un luna Park creato per quei tanti giovani che con il motorino vorranno provare l’ebbrezza di destreggiarsi in acrobazie su un “ottovolante monco”, ma anche per chi ha fretta di arrivare! Basta non girare e, andare diritto. D’altronde, questa rotatoria è come la vita in questo nostro paese: devi farti coraggio ed entrare sgommando e tamponando, per ottenere qualcosa.
Giuseppe Curcio