NO MUOS. Niscemi, la minaccia elettromagnetica

A Niscemi, in provincia di Caltanissetta, sta sorgendo un sistema di comunicazione satellitare militare denominato Muos (Mobile User Objective System). E’ una delle quattro stazioni radio che gli Stati Uniti stanno costruendo per ammodernare le trasmissioni tra le forze militari sparse per il globo.
E-ilmensile - a stazione di Niscemi è composta da due antenne paraboliche (più una di riserva) di 18 metri e mezzo di diametro e due trasmettitori con antenna a torre di 149 metri di altezza.
Avrà una capacità di tramissione – secondo le stime del giornalista Antonio Mazzeo – dieci volte superiore a quella attuale.
Utilizzerà un sistema ad altissima frequenza Uhf (300 MHz a 3GHz di frequenza), convertendo i segnali di un semplice telefonino commerciale in modo da consentire di raggiungere unità mobili (aerei, veicoli di terra e soldati) anche in zone scarsamente accessibili a segnali radio.

Attori porno, tagliatevi il pisello

Patrizia Maltese

Patrizia Maltese

Mettetevi nei loro panni. Se, per esempio, Sergio Marchionne un giorno avesse convocato gli operai della Fiat e gli avesse detto: “Vi licenzio tutti, da Torino a Termini, non vi pago nemmeno la liquidazione, vi prendo a calci in culo e, siccome sono un signore feudale, un giorno prima di cacciarvi esercito lo ius primae noctis e mi scopo le vostre mogli: siete d’accordo?” E quelli che gli devono rispondere, tzì buana? Ovviamente scioperano, fanno cortei, occupano banche e ferrovie. Facciamo un altro esempio: un giorno arriva uno e comunica ai pesci che ha intenzione di prosciugare l’oceano. Concludendo con la stessa domanda: siete d’accordo? I pesci, che non sanno parlare ma muovono le labbra come se dicessero sempre “a” e raramente anche qualche “i” e qualche “e”, rispondono “a ai a aae”. Che poi, consultando il vocabolario ittico-italico, significa “ma vai a cagare”. Poi: un produttore cinematografico convoca gli attori porno maschi più richiesti e li informa che la taglia extralarge non tira più e che per il prossimo film dovranno ridurre gli strumenti da lavoro di una decina di centimetri. E quelli che fanno, prendono una sega circolare e ridimensionano l’attrezzo? Ma manco po cazz (quello, appunto). Oppure: medici evasori fiscali, notai evasori fiscali, commercianti evasori fiscali, proprietari di Suv (è nelle cose) evasori fiscali, mafiosi evasori fiscali…. un giorno si trovano ad assistere a un comizio dei comunisti che gli dicono: votate per noi perché noi vi faremo pagare le tasse e combatteremo la mafia. Li ritrovano l’indomani stesi per strada a pancia in su come gli scarafaggi in overdose di Baygon perché sono morti dal ridere. Oppure ritrovano i comunisti sterminati da evasori e mafiosi che, anche questo, rientra nell’ordine “naturale” delle cose da almeno un secolo. Ora, mettetevi nei loro panni. Ma che dovrebbero fare quei poveretti di parlamentari del Pdl? Perché dovrebbero votare la legge anticorruzione? 
Patrizia Maltese
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La redazione di questo blog, si complimenta con la compagna Patrizia. Leggerla è sempre un piacere.

Spunta altra tassa ad hoc è quella su cani e gatti

cani e gatti, altra tassa

Spunta la tassa su cani e gatti. Una proposta in dirittura d’arrivo in commissione Affari Sociali della Camera prevede che i Comuni possano istituire una tariffa per i proprietari di cani e gatti per finanziare iniziative contro il randagismo.

Il sottosegretario Polillo ha detto di condividere «in linea di principio».

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Lombardo: mi dimetto il 28 luglio, si vota il 28 ottobre


Il presidente R. LOMBARDO  ha annunciato che si dimetterà il 28 o 29 luglio e che si andrà al voto il 28 e il 29 ottobre


Nella conferenza stampa convocata per questo pomeriggio a Palazzo d’Orleans il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo ha annuciato che si dimetterà il 28 o 29 luglio e che si andrà al voto il 28 e il 29 ottobre.

“L’importanza di essere Orlando”…sulle amministrative di Palermo

Scriviamo queste note in anticipo rispetto al risultato definitivo che verrà fuori dal ballottaggio del prossimo week-end convinti che già il primo turno abbia fornito sufficienti elementi di valutazione e ragionamento e che sia altamente improbabile assistere ad un ribaltamento dei risultati della scorsa settimana.

orlando

La Sicilia come laboratorio nazionale: tra tendenze e contro-tendenze.

 Se anche questa volta fosse vero che la Sicilia rappresenta un “laboratorio” della politica italiana, come, d’altronde, si è dimostrata in passato, allora politici e politicanti dello stivale dovranno prepararsi a grandi stravolgimenti. Le elezioni amministrative di Palermo rappresentano una buona, seppur particolare, chiave di lettura, non solo della politica propriamente detta, ma anche degli “umori” di un largo strato di elettori (e ovviamente di astenuti) di questo paese. Eppure, analizzando il voto della tornata delle amministrative per il capoluogo siciliano, saltano subito agli occhi quelli che sono gli elementi di contro-tendenza rispetto ai fenomeni che stanno caratterizzando l’Italia e l’Europa.

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Gli operai di Termini IMERESE – PA – paralizzano la Sicilia: bloccata l’A19

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L’ennesima puntata della mobilitazione degli operai di Termini Imerese sta avendo luogo sull’autostrada Palermo-Catania-Messina proprio all’altezza del paese sotto minaccia di chiusura.

Un intero paese costruito e sviluppato attorno al modello dei poli industriali rischia infatti di divenire fantasma a causa dell’abbandono criminoso di Fiat e, contestualmente, dell’incapacità di trovare possibilità produttive in sostituzione.

A questa inaccettabile situazione stanno rispondendo con rinnovata tenacia gli operai degli stabilimenti BM-Sud e quelli dell’indotto che si sono visti derubare del proprio luogo di lavoro e degli stabilimenti da loro utilizzati durante tutta la vita. Dopo le battaglie dei giorni scorsi in cui la fantasia e la capacità di individuare e colpire obiettivi sensibili non è certo mancata (solo per ricordarli brevemente sono stati colpiti in serie: Agenzia delle Entrate, Serit, Unicredit, Intesa San Paolo, le istituzioni regionali, Trenitalia e Banca d’Italia) oggi la rabbia operaia si è riversata sul flusso commerciale più imponente a loro vicino: quello transitante per le autostrade Palermo-Catania e Palermo-Messina.

Da oltre tre ore l’autostrada è bloccata in entrambi i sensi di marcia da oltre trecento lavoratori e con lei ad essere paralizzata è la più importante infrastruttura di trasporto dell’isola. Dopo il ridicolo ultimatum di quindici giorni dettato ieri sera dal Ministro del non-sviluppo economico Passera a Di Risio, gli operai hanno scelto di non abbandonare la pressione che da quasi due settimane esercitano per ribadire l’esigenza di risposte certe e soluzioni immediate per il futuro della fabbrica, dell’indotto e di tutta Termini Imerese.

Palazzo Chigi ha 517 dirigenti.I dipendenti sono 4.438, di cui 517 dirigenti: uno ogni 8,5 dipendenti. E ben 1.625 di loro sono “comandati”, cioè distaccati da altre amministrazioni.

Sembra incredibile, ma è così: la presidenza del Consiglio ha una pletora di capi super pagati, uno ogni 8,5 dipendenti. E chissà se adesso il ‘tecnico addetto ai tagli’, Enrico Bondi, avrà il coraggio di sforbiciare anche lì

Palazzo Chigi Palazzo Chigi
Mario Monti si pentirà presto di aver nominato Enrico Bondi. Il supercommissario alla spesa pubblica, infatti, ha cominciato a guardare i bilanci interni dei ministeri e ha scoperto che gliene manca uno: quello della presidenza del Consiglio dei ministri.

Così ha scritto al sottosegretario alla presidenza Antonio Catricalà per avere i dati. Nessuno si era mai spinto a tanto: Palazzo Chigi era sempre rimasto sostanzialmente immune dai tagli. Forse anche per questo i suoi conti sono lievitati.

I dipendenti sono 4.438, di cui 517 dirigenti: uno ogni 8,5 dipendenti. E ben 1.625 di loro sono “comandati”, cioè distaccati da altre amministrazioni.
ARTICOLO ORIGINALE

Antonio Ingroia. ‘Palermo. Gli splendori e le miserie. L’eroismo e la viltà’

ANTONINO INGROIA

 ”Palermo è la città nella quale ho speso tutta la mia vita, prima da studente e poi da magistrato. È teatro della sfida più complicata, la sfida suprema mia e di tanti altri siciliani, quella contro la mafia”.

A dirlo  è il pm Antonio Ingroia, nominato dal 2009 procuratore aggiunto alla procura distrettuale antimafia di Palermo, che alla città siciliana ha appena dedicato un volume da domani in libreria. Si intitolato appunto ‘Palermo. Gli splendori e le miserie. L’eroismo e la viltà’.

“Qualcuno -prosegue il magistrato- si potrebbe chiedere perchè io senta l’esigenza di parlarne, di raccontarla. Di raccontarmi, anche, dentro la sua vicenda. Rispondo che ci sono forti ragioni personali e storico-politiche che mi spingono a farlo. Qui ho visto morire i miei maestri. In una città che ha intrecciato, con una naturalezza drammatica, le mie ansie e le mie speranze professionali e civili”.

“Sui princìpi di fondo di una democrazia, non posso essere neutrale. Ho delle opinioni cui far riferimento, che non sono nè ideologiche, nè politiche, ma costituzionali. E sono quei valori consacrati dalla Carta su cui ho solennemente giurato. Giurato, lo sottolineo. In difesa di questi valori mi schiero e sempre mi schiererò. Ecco, in questo senso sono e sempre sarò fieramente partigiano”.

Stavolta il magistrato palermitano va oltre la sua storia professionale, oltre la memoria dei suoi maestri, di cui pure si avverte, nel volume, traccia profondissima. Perfino oltre i delitti e le stragi. E ragiona sul ruolo di Palermo nelle vicende d’Italia, sulle tinte ‘carichè, come dice lui, di una storia sempre sospesa fra la tragedia e la speranza. Dove passano seminando morte i poteri illegali della nazione, ma dove si trovano anche gli slanci più generosi, le profezie di libertà o di una nuova moralità pubblica.

Palermo è protagonista nella difficile partita giocata dal Paese “contro o per la vittoria del principio di legalità”.

Nel libro traspare anche l’Italia che Ingroia incontra nei suoi viaggi, nei dibattiti, nelle scuole, per trarne accenti di speranza, per comunicarci un Paese che in televisione non si vede, ma che ha una sua specifica e crescente vitalità. Non più solo il sud che si occupa di mafia, ma anche il nord. Non più solo le scuole, ma tutte le generazioni.

Non più solo domande da spettatori-tifosi, ma interrogativi e richieste da aspiranti giocatori. «Palermo» è, però, anche un concentrato di emozioni e ricordi, che affondano nell’adolescenza e nella giovinezza, illuminando il rapporto molto intenso stabilito con la propria città da un magistrato sempre ‘sotto attaccò, da un pubblico ministero in processi cruciali (da Contrada a Dell’Utri). I ricordi di studente universitario, di frequentatore dei cineforum, del jazz e del centro Peppino Impastato, danno un senso più radicale e profondo alla sua scelta di servitore della legge, di ‘partigiano della Costituzione’, come ama definirsi, in quel luogo di dolore e rivolta.

Una città che, da qualche settimana, sente il vento di una nuova stagione.

Rafforzate la scorta al sostituto Antonio Di Matteo

NINO DI MATTEO

  Un nuovo allarme per la sicurezza del pm antimafia Nino Di Matteo.

Qualche giorno fa, ma la notizia è trapelata solo oggi, i carabinieri hanno trovato, di fronte all’abitazione del magistrato, dove vive con la moglie e i figli piccoli, un attrezzo per sollevare i tombini nascosto sotto un vaso di fiori.

Immediatamente le forze dell’ordine hanno provveduto a sigillare i tombini di tutta la zona, ma resta alta l’allerta per l’incolumità del magistrato.

Nino Di Matteo è il presidente dell’ANM Palermo, vive da anni sotto scorta ed è il titolare di delicatissime inchieste sull’ intreccio mafia, politica, istituzioni deviate ed imprenditoria tra le quali il processo per la mancata cattura di Bernardo Provenzano, le indagini sulla cosiddetta trattativa e il processo all’ex ministro dell’agricoltura Saverio Romano.

Oltre ad esprimere la vicinanza, la solidarietà e tutto il proprio sostegno al pm Di Matteo, la redazione di Articolotre  chiede al Ministro Severino e ai vari organi preposti che vengano immediatamente rinforzate con urgenza le misure di sicurezza a protezione del magistrato e della sua famiglia.

Salvatore Borsellino: “Grasso? Ha detto cose gravissime”

SALVATORE  BORSELLINO

 “Grasso? Ha detto delle cose gravissime. Il procuratore si è voluto sdebitare visto che è in quel posto grazie ad una legge fatta dal governo Berlusconi, una legge contra personam che ha impedito a Caselli, il naturale procuratore antimafia, di diventarlo”.

Alla Zanzara su Radio 24

Salvatore Borsellino, fratello di Paolo Borsellino, attacca così Pietro Grasso, il procuratore antimafia che nei giorni scorsi aveva parlato di un “premio” all’ex premier per la legislazione antimafia sui beni sequestrati, dichiarazioni poi precisate dallo stesso Grasso.

Per Borsellino, Berlusconi “non merita alcun premio”, anzi.

“È una cosa ridicola – dice – sostenere che ha fatto qualcosa contro la mafia, mentre non ha fatto altro nel corso del suo governo che continuare a pagare delle cambiali che erano state contratte nel corso di una trattativa tra stato e mafia. Lui la mafia l’ha favorita, basta guardare molte delle leggi che ha fatto. Si è solo preso il merito di operazioni di polizia e magistrati, successi ottenuti nonostante le azioni del suo governo. E poi Berlusconi è sodale di Marcello dell’Utri, persona condannata a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa”.

Ma Grasso vuole entrare in politica?

Alla domanda dei conduttori Salvatore Borsellino risponde, “Forse vuole fare il ministro della Giustizia,  il suo mandato sta finendo e si sta curando del suo futuro”.

“Dopo questo attacco – aggiunge – faticherei a stringergli la mano. Se Grasso si presenta agli anniversari di Falcone e Borsellino? Dopo questa esternazione non è più persona gradita. Alzeremo le nostre agende rosse e gli volteremo le spalle, come abbiamo già fatto in passato di fronte a personaggi non degni di esserci. Gli riserveremo questo trattamento anche per l’attacco indebito che ha fatto a un magistrato coraggioso come Antonio Ingroia”.

REGIONE SICILIA SENZA VERGOGNA E SENZA PUDORE. LA REGIONE SICILIA CERCA 110 persone: 60 funzionari direttivi, 20 collaboratori preferibilmente con esperienza acquisita nei servizi di protocollo e archivio e 30 operatori per servizi di portierato e commesso di piano. Nonostante Internet, si cerca gente per portare le pratiche. Cercano i ” CAMMINATORI “. DISOCCUPATI DI TUTTA ITALIA, PARTECIPATE IN MASSA ALLA SELEZIONE DEL PERSONALE IN SICILIA !!

marciatori

marciatori

 

 
 

IN SICILIA MORIREMO DI VERGOGNA.

La Regione Sicilia ha un organico di 16 mila dipendenti, ai quali bisogna aggiungere oltre 1.200 dirigenti ed ha bisogno di altri camminatori

L’ennesimo atto d’interpello per la ricerca di ‘regionalì interessati a trasferirsi da un ufficio all’altro, riguarda il Dipartimento trasporti.

( Non è una barzelletta:  l’assessorato ai trasporti necessita dio camminatori )

Il dirigente generale, Vincenzo Falgares, è a caccia di 110 persone: 60 funzionari direttivi (58 con titolo di studio tecnico e 2 amministrativi-contabili), 20 collaboratori preferibilmente con esperienza acquisita nei servizi di protocollo e archivio e 30 operatori per servizi di portierato e commesso di piano.

Tra queste ultime figure viene rispolverata anche quella dei cosiddetti «camminatori», così un tempo venivano chiamati i dipendenti che avevano il compito di movimentare le pratiche da un posto all’altro: un ruolo non di primissimo piano ma di cui la Regione, come sembra, ha ancora necessità nonostante Internet e la digitalizzazione. 

A parere di chi scrive, la Regione Sicilia, nel suo complesso, ( tra politici e dipendenti ) per il bene dei siciliani,  dovrebbe essere soppressa. 

Non si possono ingrossare di continuo le file dei dipendenti, in danno dei contribuenti tartassati.

Vergogna a vergogna.

Era nato a Valentia un corso di prostituzione professionale, con tanto di attestazione certificazione.

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E’ il mestiere più vecchio del mondo e permette di guadagnare tanto.

Stiamo parlando del lavoro nel mondo della prostituzione, settore che non conosce e non conoscerà mai la crisi.

E allora, si sono detti gli spagnoli, perché non aprire una scuola che permetta d’imparare i segreti del mestiere?


A Valencia è così nato il curso bàsico de prostituciòn profesional la cui sponsorizzazione sta avvenendo nelle bacheche dell’università di Valencia e in alcuni quotidiani locali.

Il corso base di prostituzione professionale insegna a ragazzi e ragazze l’arte del kamasutra, segreti sadomaso e bondage e garantisce agli allievi più meritevoli un posto di lavoro come insegnanti all’interno della scuola.

Il corso dura due settimane e costa la bellezza di 400 euro.

Le polemiche da parte di associazioni laiche e cattoliche non sono mancate, tanto che il Governo della Comunità Valenciana sta già avviando provvedimenti contro il corso base di prostituzione professionale.

Se in Spagna si cerca di combattere disoccupazione giovanile con il corso per prostituta, a Cambridge avviene anche di peggio: un’associazione infatti sta offrendo fino a 900 euro a ragazze tra i 18 e i 25 anni per diventare donatrici di ovuli.

La società pare si chiami Altrui e ha inviato via mail la richiesta alle ragazze, scrivendo che gli ovuli sarebbero serviti per aiutare una coppia colpita da una rara malattia.

Il fatto che la mail sia stata mandata a ragazze di una certa fascia d’età iscritte in una delle università più prestigiose del pianeta sta facendo pensare che vi siano di mezzo esperimenti di eugenetica e selezioni di “superovuli”.

UN VIDEO CHE IN ITALIA NON SARA’ MAI TRASMESSO IN TV

DALLO STIPENDIFICIO REGIONE SICILIA. RAFFAELE LOMBARDO ASSICURA IL PAGAMENTO DEGLI STIPENDI. MA NON HA I SOLDI, E DOVREBBE CHIEDERE UN MUTUO DI 560 MILIONI DI EURO. CHI POTREBBE PRESTARE QUESTA SOMMA AL PRESIDENTE LOMBARDO ? CON QUALI GARANZIE ? BOH !!

Raffaele Lombardo assicura che il governo ( Regione Sicilia )  troverà i soldi per garantire lo stipendio agli ottomila lavoratori della formazione professionale.

Raffaele Lombardo assicura che il governo ( Regione Sicilia )  troverà i soldi per garantire lo stipendio ai 27 mila forestali da avviare al lavoro lunedì prossimo.

Raffaele Lombardo assicura che il governo ( Regione Sicilia )  troverà i soldi per garantire lo stipendio ai 2 mila che le aziende del trasporto pubblico locale licenzieranno a causa dei tagli ai finanziamenti.

 

 

Nei prossimi giorni il presidente della commissione Attività produttive dell’Ars, Salvino Caputo, ha convocato un vertice con sindacati e governo: «La Regione deve anticipare le somme necessarie in attesa del mutuo che garantirà le risorse. I forestali devono essere avviati subito al lavoro e poi stabilizzati».

Lombardo ieri ha confermato l’intenzione di promulgare la legge che prevedeva il mutuo malgrado l’impugnativa del Commissario dello Stato.

È una mossa che potrà essere fatta solo a fine mese – termini previsti dallo Statuto – e che permetterebbe l’accensione di un mutuo sotto la responsabilità del presidente e della stessa giunta. Ma – a parte i dubbi sulla possibilità che una banca finanzi 560 milioni in queste condizioni – Lombardo ha dovuto registrare in questi giorni le perplessità di più di un assessore a portare avanti una iniziativa che metterebbe poi a rischio di essere chiamati in giudizio dalla Corte dei Conti per danno erariale se la Corte Costituzionale fra un anno darà ragione al Commissario dello Stato.

A quel punto il mutuo non avrebbe copertura legislativa.

In questo clima oggi l’Anav, l’associazione delle autolinee aderenti a Confindustria, annuncerà il ricorso contro il taglio del 20% ai finanziamenti previsti dai contratti in vigore.

Caltanissetta. Revisori eletti dal Consiglio Comunale. I neo revisori sono : Massimo Bellomo, Fausto Assennato e Piero Ribaudo. Intesa Pdl-Mpa-Pd ? E’ un inciucio consiliare o una legittima spartizione di poltrone ?

Da pagina 25 del giornale ” LA SICILIA ” di martedì 15 Maggio 2012, Prima Caltanissetta, CL1505-PCL1-25

 

“Fumata bianca” ieri pomeriggio a Palazzo del Carmine, dove i 30 consiglieri comunali – alle ore 18,28 – hanno votato ed eletto i nuovi componenti del Collegio dei revisori del Comune di Caltanissetta: si tratta di Massimo Bellomo (che ha ottenuto 10 voti e che, in conseguenza del maggior suffragio, svolgerà il compito di presidente), Fausto Assennato (che ne ha avuti 9) e Piero Ribaudo (che ne totalizzato 8).

Un voto è poi andato a Tollini (probabilmente espresso da un consigliere “dissidente” del Pdl), e poi ci sono state una scheda bianca ed una nulla (che certamente sono espressione dei due consiglieri dell’Udc Felice Dierna e Ugo Lo Valvo).
Sembra chiudersi così una vicenda che si protrae da quattro mesi e mezzo, periodo durante il quale il Consiglio comunale non ha mai potuto esitare provvedimenti amministrativi contabili poichè mancanti del parere vincolante dei revisori dei conti: in conseguenza della approvazione della delibera di ieri pomeriggio (che è stata dichiarata immediatamente esecutiva) sarà possibile già venerdì mattina (con inizio alle ore 10) esaminare il bilancio consuntivo dell’ente per l’anno 2011.
Due gli aspetti determinanti che hanno consentito di arrivare ad un esito positivo della votazione: il primo è l’accordo sostanziale raggiunto dai responsabili dei gruppi Pdl, Mpa e Partito Democratico, che – su questo aspetto – hanno deciso di dar vita ad un autentico “patto di ferro” al fine di definire una questione politica che si protraeva ormai da troppo tempo: da quì le indicazioni emerse a favore di Massimo Bellomo (che è di area “autonomista”), di Fausto Assennato (che è molto vicino al Pdl) e di Piero Ribaudo (che è stato proposto dai “democratici”).
Utile pure il fatto che Luigi Tricoli, in avvio di seduta ieri pomeriggio ha fatto pervenire al segretario generale dell’ente Eugenio Alessi una lettera con la quale “irrimediabilmente” rinunciava alla sua candidatura a componente del Collegio dei revisori dei conti. Tricoli, come si ricorderà, era stato eletto assieme a Massimo Bellomo e a Paolo Buono nella seduta del 28 febbraio scorso avendo ottenuto 6 voti e precedendo per anzianità (è infatti nato nel 1953) lo stesso Fausto Assennato (che era stato escluso perchè più giovane, essendo nato nel 1967), ma la sua inclusione del Collegio aveva portato al ritiro in autotutela della delibera poichè al momento della votazione in aula era rimasto il fratello Lorenzo, consigliere dell’Api.
Pesante l’intervento fatto prima del voto dal consigliere dell’Udc Felice Dierna, che ha criticato «il trasversalismo politico di cui sono stati protagonisti i consiglieri del Pdl, dell’Mpa e del Pd» che poi ha portato alla esclusione di Paolo Buono dalla terna dei revisori.
Giuseppe Scibetta

15/05/2012

 

Protesta all’ufficio del lavoro «Attività formative subito»

Da pagina 28 del giornale ” LA SICILIA ” di martedì 15 Maggio 2012. Caltanissetta, CL1505-CL04-28

 

 

È una pentola in ebollizione il settore della formazione professionale in Sicilia, dove 8.000 lavoratori rischiano di perdere il loro posto di lavoro: centinaia sono i dipendenti degli enti professionali della provincia di Caltanissetta, che – se la situazione non verrà sboccata – rischiano di rimanere disoccupati.
Ed è anche per questo che ieri mattina i lavoratori del comparto nisseno della Formazione Professionale, guidati dai sindacalisti Antonio Zagarella e Giovanni Migliore, hanno protestato all’Ufficio del Lavoro in quanto reputano improcrastinabile l’avvio delle attività formative onde assicurare stabilità economica a migliaia di operatori del settore ed erogare un servizio essenziale per la crescita socio-culturale regionale.
«Le notizie diffusesi circa la mancata trasmissione alla Corte dei Conti, da parte degli organismi competenti – hanno scritto i due sindacalisti – destano allarme e preoccupazione per la salvaguardia dei livelli occupazionali.

A ciò si aggiunge che a tutt’oggi, non viene assicurata, da parte dell’Ars e del Governo Regionale, la necessaria ed indispensabile copertura finanziaria che garantirebbe l’avvio del Piano Formativo Triennale a valere sul Fondo Sociale Europeo».

Alla luce di tutto questo i sindacalisti chiedono «la immediata trasmissione degli atti alla Corte dei Conti per il relativo visto, nonchè la copertura finanziaria da parte della Regione Siciliana per quanto di competenza e ciò per garantire l’avvio delle attività formative e la urgente istituzione di un tavolo di crisi per un confronto permanente al fine di reperire e/o sbloccare tutte le risorse economiche necessarie per garantire la retribuzione di tutti gli operatori della Formazione impegnati negli Interventi Formativi, nell’Obbligo di Istruzione e nei Servizi Formazione.

ANATRA ZOPPA A CAMPOFRANCO. Il «premio» va all’opposizione.

La lista di Mendola ottiene 9 consiglieri, quella del sindaco 6

Da pagina 30 del giornale ” LA SICILIA ” di martedì 15 Maggio 2012, CL Provincia, CL1505-CL06-30

 TOTO’ D’ANNA IL NUOVO SINDACO DI CAMPOFRANCO
Secondo i presidenti delle quattro sezioni di Campofranco, spetta alla lista “Noi campofranchesi”, dello sconfitto Devid Mendola, il premio di maggioranza, ovvero 9 consiglieri su 15.
E non quindi come era stato dichiarato in un primo tempo, 10 consiglieri alla lista “Liberi per Campofranco” a supporto del sindaco eletto Totò D’Anna.
Un autentico colpo di scena che spariglia i conti e rischia, se tale verbale sarà confermato, di mettere in minoranza in consiglio comunale il neo sindaco.
Che insomma il voto di lista a Campofranco fosse una bomba ad orologeria, lo avevamo anticipato, stante che soltanto 5 voti separavano la lista “Noi campofranchesi” dal superare il 50% dei voti validi, quorum che avrebbero consentito a tale lista di portare appunto in aula la maggioranza dei consiglieri. Il candidato Mendola a tale proposito, aveva anticipato di voler richiedere un nuovo conteggio dei voti validi, ma non ce n’è stato bisogno. Parla chiaro infatti il verbale redatto l’11 maggio, dai quattro presidenti di sezione e dal segretario della 1° sezione.
Cosa è accaduto dunque? In pratica a seguito della nota chiarificatrice diramata dall’assessorato regionale al ramo, le preferenze di lista sono state scorporate dai voti validi andati al candidato sindaco, e ciò -mettono nero su bianco i presidenti di sezione- ha di fatto sancito che la lista del candidato Mendola, ha ottenuto oltre il 50% dei voti validi, da qui il premio di maggioranza. Entriamo nei dettagli: la lista “Noi campofranchesi” di Mendola, su 2041 voti validi ha ottenuto 1048 preferenze (1° sez. 196, 2° sez. 223, 3° sez. 269, 4 ° sez. 360), superando quindi di una ventina di voti la metà dei voti validi, e quindi andando ben oltre il 50%, percentuale che le assicura il premio di maggioranza.
La lista di D’Anna, “Liberi per Campofranco” ha ottenuto invece 993 così ripartiti: 1° sez. 247, 2° sez. 237, 3° sez. 208, 4° sez. 301.
«In seguito a nota del 9 maggio 2012 -si legge nel verbale- con la quale l’assessorato delle Autonomie locali e della Funzione Pubblica testualmente cita: “A seguito di un approfondimento giuridico effettuato dagli uffici della Regione, le percentuali di voto ottenute dai candidati sindaci, devono essere calcolate sul totale dei voti validi raccolti dai soli candidati a sindaco e che lo stesso principio si applica per l’attribuzione delle percentuali attribuite alle liste»:
Il presidente della 1° sezione passa quindi a determinare la cifra elettorale di ciascuna lista che ha prodotto i risultati sopra riportati. E poi continua: «In conformità dei risultati accertati il presidente della 1° sezione, tenendo presente il numero dei seggi assegnati a ciascuna lista, nonché la graduatoria dei candidati alla carica di consigliere comunale di ciascuna lista, proclama eletti consiglieri del Comune di Campofranco -si legge ancora- salve le definitive decisioni del Consiglio comunale, per la lista civica “Liberi per Campofranco” collegata al candidato proclamato eletto sindaco, alla quale spettano 6 seggi, i sigg: Donatella Di Carlo 97 voti, Francesco Pera 93, Benedetto Bonaccotta 91, Michele Morreale 77, Carola Modica 72, Rocco Corsaro 68.
Per la lista “Noi campofranchesi Devid Mendola sindaco”, non collegata al candidato proclamato eletto sindaco, alla quale spettano 9 seggi, i sigg.: Claudia Maria Lo Piparo 125 voti, Antonio Giacchino 121, Salvatrice Manta 96, Michele Falletta 89, Fortunato Randazzo 87, Antonio Falletta 79, Calogero Scozzaro 77, Vincenzo Scozzaro 62, Diego Antinoro 62».
Questo insomma il nuovo verbale controfirmato dai presidenti di sezione e dal segretario della 1° sezione che di certo farà discutere. Intanto è stata già convocata la prima seduta consiliare per l’insediamento del nuovo Consiglio, per il prossimo 21 maggio, con all’ordine del giorno il giuramento di 10 nuovi consiglieri per la lista del sindaco e 5 della minoranza. Insomma siamo di fronte ad un pastrocchio burocratico-elettorale provocato dalla correzione in corso d’opera dello scrutinio dei voti validi, tant’è che a tale proposito ieri mattina il neo primo cittadino di Campofranco, il dott. Totò D’Anna diceva: «I verbali depositati in Prefettura dicono che a noi spettano 10 consiglieri e 5 spettano alla minoranza, non abbiamo altre notizie. Certo la parte avversaria sta tentando di ribaltare l’esito del voto di lista ma noi abbiamo già convocato il Consiglio per l’assegnazione del premio di maggioranza alla nostra lista. Per quanto ci riguarda non è successo null’altro, anche perché i verbali sono in Prefettura e quindi come si fa a cambiarli? Se poi il Tar dovesse stabilire che loro hanno ragione, allora si vedrà».
Il sindaco anticipa inoltre che stamani saranno nominati i restanti assessori della sua squadra.
Roberto Mistretta

15/05/2012

FACCIAMO LUCE SULLE STRAGI DI MAFIA, IN TUTTI I SETTORI

PER FALCONE E BORSELLINO
FACCIAMO LUCE
 
 

Ai cittadini che non vogliono solo commemorare

 

 

Il 23 maggio 2012 constateremo tutti che saranno trascorsi vent’anni dalla strage di Capaci.

Ognuno di noi esprimerà tutta la sua ammirazione e tutta la sua gratitudine per Giovani Falcone, per Paolo Borsellino e per tutte le vittime della mafia che con loro, prima di loro e dopo di loro hanno sacrificato la vita.

Il bilancio della lotta alla mafia, se sarà veritiero, farà emergere due grandi debiti che tutti abbiamo nei confronti di questi uomini.

Il primo debito è di gratitudine e non si può estinguere mai; va onorato tutti i giorni con l’impegno civile di ognuno.

Il secondo debito è di verità e si potrà estinguere, quando tutti, anche a fronte delle molteplici difficoltà, ci impegneremo nel fare luce su quello che è successo in Sicilia, ma anche in Italia, quando furono decise ed eseguite la strage di Capaci e l’eccidio di via D’Amelio.

Ci sono tanti magistrati, investigatori e uomini di buona volontà che si adoperano da anni su questo difficile fronte. E in mezzo a tante incertezze, qualche depistaggio, taluni comportamenti opachi e molti altri contraddittori da parte anche di uomini delle istituzioni, oggi si intravedono nuovi bagliori di luce.

Falcone e Borsellino devono oggi essere onorati come dei nuovi Padri di una Patria democratica e libera dalle mafie; per farlo davvero, però, occorre un silenzioso, continuo, rischioso e non sempre gradito lavoro per rendere sempre più chiaro ciò che accadde nel 1992.

Questo significa volgersi dove c’è buio e dove tanti, in maniera più o meno interessata, dicono di non vedere nulla; significa provare ad accendere una fiammella per vedere e capire.

Anche se il fuoco ci può bruciare le dita.

Anche se il vento o il soffio di qualche prepotente potrà tentare di spegnerlo.

Anche se sarà sempre una luce troppo piccola e non riusciremo a vedere bene tutto.

Anche se qualcuno ci chiederà conto del perché ci ostiniamo ad accenderla invece di occuparci di altro o accettare il buio così per com’è.

Uno dei luoghi in cui si cerca di fare quotidianamente questo difficile lavoro è il Palazzo di Giustizia di Caltanissetta.

Chi lo fa è convinto che bisogna continuare, senza nutrire ambiziose pretese ma senza perdere la propria umile coriacea determinazione.

Chi lo fa è anche convinto che la verità potrà essere raggiunta forse con il lavoro di pochi, ma certamente con il contributo di molti.

Alcuni sapevano e non hanno parlato, altri hanno parlato affinché le cose non si venissero comunque a sapere; ancora oggi c’è chi non si preoccupa di sapere ma di tutelare se stesso o altri; poi ci sono quelli che potevano sapere, non hanno voluto sapere e ora vorrebbero che nessuno sapesse.

Diverse associazioni e gruppi di cittadini, che in tante occasioni hanno manifestato vicinanza e solidarietà ai magistrati sottoposti a minacce, hanno espresso il desiderio di incontrarsi il 23 maggio 2012 a Caltanissetta, oggi città simbolo del faticoso percorso verso la ricerca della verità.

Ognuno di questi cittadini porta dentro di sé un frammento di quella collettiva voglia di verità, che ancora oggi, nonostante tutto, è presente nella nostra terra; e tutti questi frammenti si uniscono alla voglia di verità che anima magistrati e investigatori impegnati in un difficile lavoro, tuttora in corso. Ognuno può accendere una fiammella con la quale si possa vedere e si possa capire.

Sarebbe bello che la ricerca della verità, la disponibilità di ognuno a fare la propria parte, l’indisponibilità ad accettare la coltre di oscurità che potrebbe coprirci, venissero simbolicamente rappresentati, ritrovandoci tutti dinanzi al Palazzo di Giustizia di Caltanissetta alle 20,00 e creando insieme tanti piccoli varchi nel buio attraverso piccole fiammelle che, una per ciascuno, riuscissero a vincere le tenebre che circondano, ancora a distanza di vent’anni, i terribili fatti del 1992.

 

 

Giovanbattista Tona

 

A Parma: Bernazzoli e Pizzarotti a ballottaggio soli

 

 

A Parma  si andrà al ballottaggio,  tra Vincenzo Bernazzoli del Pd e il grillino Federico Pizzarotti.

Bernazzoli è arrivato al 39,2%.

Pizzarotti al 19,47%.

ALTRI

Elvio Ubaldi, già sindaco della città dal 1998 al 2007, ricandidatosi con l’Udc, si è fermato al 16,35%.

Debacle del centrodestra: il candidato Pdl Paolo Buzzi ha ottenuto solo circa il 4,79%;

la candidata di Rifondazione comunista Roberta Roberti (5,12%);

il civico Roberto Ghiretti (10,10%).

Lo avevano dichiarato all’indomani del primo turno, lo  hanno ribadito: Vincenzo Bernazzoli e Federico Pizzarotti non fanno salire nessuno sul proprio carro in vista del ballottaggio del 20 e 21 maggio per l’elezione del sindaco di Parma.

Scaduti  i termini per la presentazione degli apparentamenti sia il candidato del centrosinistra che quello del Movimento 5 Stelle hanno confermato la volonta’ di correre da soli.

I diciannove consiglieri che andranno al sindaco eletto saranno cosi’ divisi, nel caso vinca Bernazzoli, fra le liste che lo hanno sostenuto nel primo turno :

-       (dodici consiglieri al Pd;

-        tre ai comunisti italiani;

-       due alla lista civica Altra Politica;

-       uno a Parma che Cambia;

-       uno ad Italia dei Valori).

Pizzarotti invece peschera’ solo nella sua lista. 

 

IDEA COMUNISTA

Mafia: il 24 maggio i funerali di Stato per Rizzotto con Napolitano a Corleone

 PLACIDO  RIZZOTTO

Il 24 maggio si terranno a Corleone (Palermo) i funerali di Stato alla memoria del sindacalista della Cgil Placido Rizzotto, ucciso dalla mafia, alla presenza del presidente della Repubblica.

Giorgio Napolitano, rispondendo a Susanna Camusso e al nipote Placido Rizzotto, ha accolto il loro invito a partecipare alle esequie che saranno solenni, come deliberato dal Consiglio dei ministri il 16 marzo scorso.

Napolitano nella lettera di risposta si dice «lieto» di accogliere l’invito.

Il 23 maggio sarà a Palermo per partecipare alle iniziative della fondazione Falcone nel ventennale della strage di Capaci.

E il giorno successivo, in «in ideale continuità», si celebreranno i funerali di Placido Rizzotto a Corleone, «unendo così – ha spiegato Napolitano – nell’omaggio e nella memoria tutte le vittime della criminalità organizzata».

«Si tratta di un evento di assoluta importanza – dichiara il segretario della Cgil di Palermo Maurizio Calà – che, dopo aver accolto i funerali di Stato, la massima autorità in rappresentanza di questo Paese vi partecipi.

È un segnale di rilievo sia per i caduti contro la mafia, per la libertà e per la democrazia, ma anche e soprattutto nei confronti di una figura come Placido Rizzotto, che viene dal mondo del lavoro.

Questi funerali per noi diventano, come ha giustamente sottolineato il presidente – prosegue – non sono solo i funerali di Rizzotto, ma delle decine di sindacalisti caduti nel contrasto alla mafie, per i diritti del lavoro e per la salvaguardia della libertà e della democrazia.

Il 24 maggio diventa una data storica e di mobilitazione della Cgil – conclude Calà – per onorare i funerali di Placido Rizzotto come del resto la stessa Cgil ha fatto in tutti questi anni in cui siamo stati gli unici assieme alla famiglia a chiedere verità e giustizia e la salvaguardia della memoria». 

La Piazzetta Comunista 1

La Piazzetta Comunista 2

La Piazzetta Comunista 3

La Piazzetta Comunista 4

“Premiare Berlusconi?” Ingroia risponde a Grasso

 

“Un premio a Berlusconi per la lotta del suo Governo contro la mafia? Non diamo meriti a chi non ce li ha.” Sono le parole che ha pronunciato in risposta alle dichiarazioni di Pietro Grasso il magistrato Antonio Ingroia, ai microfoni di ‘Un Giorno da Pecora’ su Radio Due. “Io non credo di aver mai fatto politica”, ha continuato Ingroia, “ho solo espresso valutazioni sulla Costituzione e Riforma della giustizia, senza attribuire premi speciali a destra e a sinistra, come ha fatto Grasso parlando del premio a Berlusconi. Forse è più politica quella dichiarazione che le mie”. Sul premio speciale attributo da Grasso al governo Berlusconi per la lotta alla mafia e sull’aumento dei beni sequestrati ai mafiosi, il magistrato ha dichiarato: “Non diamo merito a chi non ce l’ha: da quando i governi sequestrano i patrimoni mafiosi e non è, invece, la polizia giudiziaria e la magistratura a farlo? Non è mai merito del Governo in carica, perché il Governo non ha nessun potere sulla magistratura, che opera in modo autonomo e indipendente”

 

IL FATTO QUOTIDIANO

La Santanchè dopo Berlusconi? Il Sun parla della “pupa di Silvio”

Sul “Sun” l’”elegante donna d’affari” Daniela Santanchè diventa la “pupa” del premier colpito dagli scandali Silvio Berlusconi, candidata favorita alla guida del Pdl e possibile prossimo presidente del Consiglio italiano.

Il 75enne Berlusconi sta schierando una delle sue “pupe” come suo successore, scrive il tabloid britannico. La 51enne “brunetta” appartiene al gruppo “noto come le pupe di Silvio”, insiste il giornale. Santanchè è anche chiamata “la Sarah Palin italiana” per la sua bella presenza e i pesanti attacchi all’opposizione.

Forze Armate: Spese folli

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- Gianni Lannes - 13 maggio 2012 -

L’Italia già in guerra dalla metà degli anni ’90 per smembrare e distruggere la Jugoslavia (grazie anche a ProdiD’Alema e Berlusconi) – calpestando la Costituzione – ai giorni nostri  vanta più militari (178.600) di Germania, Inghilterra e Spagna. Abbiamo già pagato 13 miliardi di euro per gli Eurofighter ed il premier antidemocratico Monti Mario conta di spenderne altri 9 per sommergibili e navi sottraendoli al popolo italiano già stremato e in preda ai suicidi. Ecco i conti bucati della nostra Difesa, mentre la popolazione sborsa sempre più tasse senza ribellarsi.

Caccia- F-35: l’Italia ha in piedi una commessa da 15 miliardi di euro per l’acquisto dalla Lockheed Martin (Usa) di 135 aerei dal costo unitario di 124 milioni di euro (salvo ulteriori lievitazioni).
Eurofighter: l’ultima tranche del programma costerà ai contribuenti (fessi) del Belpaese altri 5 miliardi di euro, dopo i 13 già sborsati.
Aerei senza pilota (Uav): il governo abusivo Monti intende acquistarne otto dal costo complessivo (per ora) di 1,3 miliardi di euro.
Elicotteri: lo Stato tricolore ha appena comprato 116 (+1 in opzione) nuovi velivoli NH 90 per la modica cifra di 3,2 miliardi di euro.
Navi da guerra: l’Italia ha acquistato 10 fregate “Fremm” per una spesa di 5 miliardi di euro.
Sommergibili: l’Italia ha comprato altri 2 sommergibili bellici per 1 miliardo di euro.
Sistemi digitali per l’Esercito: il progetto “Forza Nec” serve a dotare le unità di terra e da sbarco di un sofisticato sistema tecnologico per ammazzare facilmente il nemico. Solo la progettazione in atto ci è già costata 650 milioni di euro. La stima di spesa complessiva si aggira per il momento sui 12 miliardi di euro. L’anno prossimo saranno acquistati dal ministero della Difesa ben 249 blindati “Freccia” per una spesa di 1,6 miliardi di euro. Nel 2015, due fregate antiaeree “Orizzonte” per altri 1,4 miliardi di euro. Mentre nel 2012 termineremo di pagare la portaerei “Cavour” e quattro sommergibili U-212 saldando i restanti 3,2 miliardi. Attualmente sul bilancio dello Stato riformulato dai servitori della banca speculativa Goldman Sachs, ovviamente sotto la supervisione del Club Bilderberg e della Trilaterale, gravano ben 71 programmi di cosiddetto ammodernamento e riconfigurazione di sistemi d’arma, che ipotecano la spesa sbellica fino al 2026, salvo aumenti ed imprevisti. Domande in libera uscita al premier pro tempore in scadenza. Professor Monti sono tutte acquisizioni necessarie e indispensabili? E in rapporto a quale modello di difesa e su quale visione del ruolo dell’Italia nello scacchiere internazionale? Per caso, ancora e sempre offensivo?
Anomalia personale - Manteniamo a sbafo tante stellette, decisamente troppe:511 tra generali e ammiragli (69 sono i generali di corpo d’armata: ovvero più del doppio dei corpi d’armata attualmente operativi. Ce ne sono 50 tra Esercito, Aeronautica e Marina, 10 nell’Arma dei Carabinieri e 9 nella Guardia di Finanza),2.600 colonnelli e 23 mila ufficiali. Addirittura due terzi del bilancio Difesa sono assorbiti per mantenere tali addetti. Anche l’ex capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, generale Vincenzo Camporini, ha confessato il rischio concreto che “l’Esercito si trasformi in uno stipendificio”. I sottufficiali ammontano a 71.837: di cui 55.974 marescialli e 15.858 sergenti. In sostanza: un numero spropositato rispetto ai comandanti. La truppa volontari conta 83.421 unità in servizio permanente 48.173 e 35.248 in ferma prefissata. Ne risulta un organico con un’età anagrafica molto avanzata. Attualmente le missioni all’estero impegnano 7.435 unità. In totale le spese per il personale si assestano sulla cifra di 9,4 miliardi di euro. Secondo i dati Sipri (Stockolm International Peace Research Institute), “l’Italia è la decima potenza militare al mondo”. Spendiamo addirittura più d’Israele con cui facciamo affari in materia (grazie ad un memorandum di stampo berlusconiano in parte segreto): la nazione più bellicosa del Pianeta Terra. E’ ora di tagliare, una volta per tutte, questa improduttiva ed inutile cuccagna. O no? I parassiti in divisa ingrassano e noi muti e obbedienti, paghiamo senza fiatare.

L’opposizione rossa rossa

      Dal  Manifesto · creato il 13/05/2012 
Manifestazione a Roma della Federazione della sinistra. Con Ferrero, Diliberto e Salvi anche i rappresentanti della sinistra greca, francese e portoghese. «Uniti possiamo cambiare le cose»

Oggi è stato un fatto storico: nasce l’opposizione sociale al governo Monti». Paolo Ferrero incita la piazza, Oliviero Diliberto saluta «i comunisti e le comuniste d’Italia» e azzarda «siamo 40mila, dopo quattro anni tremendi di umiliazioni.

È l’ora del riscatto.
Dico ai compagni di Sel: cosa state aspettando a venire con noi?
E ringrazio la delegazione che l’Idv ha mandato, quel partito è l’unica opposizione di sinistra in parlamento», Cesare Salvi spumeggiante come ai tempi in cui era «il nostro Jospé» (quando era ministro del lavoro, la definizione immortale è di D’Alema) prova persino a mandare «un saluto per ora da lontano al Movimento 5 stelle», ma dalla piazza mandano fischi, e Diliberto dopo un po’ dirà che «non accettiamo lezioni da comici miliardari».

Ma il tema non è l’analisi del fenomeno Grillo, che pure ha un suo interesse per chi gli ha consegnato un discreto pacchetto di voti. Il tema è «unire la sinistra». Il corteone gonfio di bandiere rosse che ieri ha attraversato Roma ha un gruppo dirigente passato per parecchie scissioni e una base che ancora cova rancori reciproci (rinnovati dalla scelta di alcuni candidati diversi alle amministrative, è successo a l’anno scorso a Napoli e la settimana scorsa a Palermo).

Ma da ieri giura di voltare pagina e lo giura in varie lingue. Anche in greco – dal palco parla Vassili Primikiris del Syriza vittorioso ad Atene – e in francese – parla Pierre Laurent segretario del Pcf, che aderisce al Front de gauche vittorioso a Parigi – persino in portoghese: unire la sinistra, quella italiana e quella europea, lottare contro le politiche dell’austerity, i diktat della Bce, il fiscal compact e le politiche neoliberiste che hanno provocato la crisi, «di cui noi greci siamo stati cavie», dice Primikiris. Creare una Banca pubblica che finanzi lo sviluppo sostenibile, proposta francese, ne sentiremo presto parlare.

Quanto all’Italia «smettete di rincorre il Pd che rincorre Casini che rincorre qualcun altro» dice Ferrero rivolto ai «compagni di Sel» che stavolta, per la prima volta, non hanno chiuso la porta ad un’iniziativa indetta dalla sola Federazione della sinistra. «Basta rivolgersi a Bersani con il cappello in mano, mettiamo insieme una sinistra più grande», come in Francia, come in Grecia, «se ci presentassimo insieme alle elezioni, Idv, Sel e Prc superebbero il 20 per cento dei consensi, imponendo una svolta al paese».

Partendo per esempio dalla comune battaglia contro la manumissione dell’art.18, sulla quale la Fds già convoca la piazza. Ma per l’occasione Ferrero fa un appello anche «ai compagni e alle compagne del Pd» – Pietro Ichino e Beppe Fioroni non apprezzeranno – «che dieci anni fa erano con noi e con la Cgil di Sergio Cofferati» per sventare lo sciagurato progetto dell’allora governo Berlusconi.

La sinistra-sinistra, asfaltata e extraparlamentare da quell’horribilis 2008, ieri ha provato a rialzare la testa, resuscitata dalle vittorie europee. Ha tirato fuori le bandiere, ha aggiornato appena gli slogan d’annata («Governo Monti, governo di rapina, la lotta comunista sarà la tua rovina», «Dalla scuola diaz alla Palestina, polizia fascista polizia assassina»), ha urlato spesso e volentieri i suoi vaffa a Monti, e anche (meno) a Bersani.

Ha invitato a sfilare e poi sul palco di una Roma già torrida i lavoratori dell’Iribus in crisi, quelli della Sigma Tau, quelli della scuola, gli studenti, i No Tav, i No Debito, i comitati dell’acqua, Giorgio Cremaschi della Fiom (ex presidente del comitato centrale da pochi giorni) i militanti contro l’occupazione israeliana. E, sempre sul palco, ha chiamato il bel gruppo ska «Skaouts» e Enrico Capuano, Cisco e Andrea Rivera a fare un po’ di musica e casino. Ha provato insomma a liberarsi del destino della sconfitta inemendabile e si è data coraggio.

Spiega Ferrero: «Anche noi in questi mesi abbiamo pensato che non ce l’avremmo fatta ma non è vero, le cose possono cambiare, bisogna crederci: ce la si può fare. Da domani bisogna partire in tutti i comuni a raccogliere la gente, dobbiamo costruire le lotte per mandare a casa il governo e cambiare la politica». Dall’Idv arriva un sì, «con Sel e Prc abbiamo già avviato un percorso politico contro il governo Monti, intendiamo portare avanti l’alleanza con tutti i soggetti della sinistra, compresa Prc, e attendiamo che il Pd dia un segnale», dice Stefano Pedica dal palco: ma la proposta della piazza rossa è quella di un polo senza il Pd. E questo è un primo problema.

«Non si può stare con Monti ma anche con Hollande», grida Salvi. E qui si intravede un secondo problema perché il segretario del Pcf racconta alla piazza italiana che, dopo la vittoria, sul no netto al fiscal compact (per Ferrero «una guerra dei padroni e delle banche») già qualcosa scricchiola nelle parole del neopresidente socialista: «Dovremo lottare per difendere la nostra vittoria». È già parecchio. Qui in Italia per ora si tratta, dice Ferrero, «di lottare per far cadere Monti». «Bonne lutte à vous aussi», è l’augurio di Laurent, e suona bene.

di DANIELA PREZIOSI

APPELLO USB AI SENATORI E DEPUTATI ITALIANI: NON VOTATE QUELLA LEGGE

NON VOTATELA!
APPELLO ALLE SENATRICI E AI SENATORI
DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Noi lavoratrici e lavoratori, precari, disoccupati, cassaintegrati, pensionati vi chiediamo di NON VOTARE A FAVORE del Disegno di legge 3249, ovvero la “controriforma del lavoro”

Questo disegno di legge, se approvato, sancirà la libertà di licenziare, favorirà la precarietà, peggiorerà le condizioni di chi perde il lavoro, senza garantire reddito a chi un lavoro non lo ha.

Noi respingiamo il tentativo, contenuto nel disegno di legge, di contrapporre i diritti di chi li ha conquistati con i sacrifici e le lotte, ai bisogni di precari e disoccupati.

Noi respingiamo la logica secondo cui cancellando l’articolo 18 e peggiorando le condizioni di vita e di lavoro si favorisca lo sviluppo e si superi la crisi.

Noi respingiamo l’idea che per pagare il debito e soddisfare gli appetiti di banche e finanza sia necessario cancellare il futuro dei giovani, le pensioni degli anziani.

Per firmare questo appello vai alla pagina

 

sito USB apri

GELA. «Caro presidente, ci aiuti…» GRIDA DISPERATE, SI LEVANO, VERSO IL COLLE PIU’ ALTO D’ITALIA, «Non vogliamo abbandonare la nostra città, qui si è fatta terra bruciata»

Da pagina 41 del giornale ” LA  SICILIA ”  di domenica 13 Maggio 2012, ed caltanissetta, CL1305-CL08-41

Giovani disoccupati ed ammalati di tumore raccontano i drammi di Gela al presidente della Repubblica.

Così i gelesi sfogano la loro rabbia.

Tre giovani, tramite il Movimento italiano disoccupati guidato da Enzo D’Ovidio, hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano raccontando di Gela ed invitandolo a venire in città.

Maria Ferrera parla di una città negli anni passati ” deturpata e derubata di ogni diritto umano, sociale e civile.

Prostrata dalla mafia e avvelenata dai fumi delle ciminiere della Raffineria.

Una città rassegnata”.

“Non vogliamo abbandonare Gela – scrive Maria Ferrera – anche se la nostra rabbia non ha parole ma ha quella disperazione che si traduce in continua lotta per la sopravvivenza poichè attorno al nostro territorio si è fatta terra bruciata per colpa ed inefficienza di una classe politica spesso inerte”.

Graziano Guastella racconta i drammi dei suoi coetanei, dei giovani cui è stato cancellato ogni sogno: da quello del lavoro alla possibilità di crearsi una famiglia”.

Gela prima massacrata dalla mafia e poi dal petrolchimico che getta veleni e ha reso la città un focolaio di tumori.

Ora, come se non bastasse a gettare in ginocchio Gela ci sono la crisi economica e la disoccupazione.

“Ora basta siamo stanchi.

Mi chiedo perchè a pagare le conseguenze di una cattiva amministrazione siamo noi, la povera gente costretta ogni giorni a varie peripezie per guadagnarsi il pane senza avere certezze se potrà lavorare ancora o sarà licenziato in tronco.

E che dire dei giovani che vogliono studiare e non possono farlo perchè le tasse universitarie sono alte ed i libri cari?” – ha scritto Guastella. Emanuele Campailla, tubista qualificato, sfoga la sua rabbia di disoccupato che non sa se un giorno riuscirà a percepire una pensione.

E lancia una proposta: dare un contributo di 800 euro ai giovani disoccupati e 600 per le donne e ragazze madri.

Non sono solo i tre componenti del movimento ad inviare lettere – sfogo al presidente Napolitano. Lo ha fatto anche Salvatore Mili ex lavoratore dell’impianto clorosoda malato di tumore che ha raccontato come e perchè a Gela ci si ammali di tumore più che altrove e quanto sia compromesso l’ ambiente mentre l’Eni ferma i suoi impianti perchè c’è la crisi.

Il presidente ha risposto che la problematica non è di sua competenza ma la girerà a chi di dovere.

“Scriveremo un’altra lettera – dice il figlio Orazio Mili – e gli proporremo di assegnare una medaglia al valor civile a tutta la cittadinanza gelese per quello che ha patito e patisce in ternini di degrado ambientale e salute.

Una medaglia ce la meritiamo.

Se ci verrà assegnata la daremo al Comune ma faremo scrivere che l’hanno meritata i cittadini non i politici edi sindacalisti che non hanno fatto nulla per la città”.

San Cataldo . Ipotesi di Giunte al completo, in attesa dell’ultimo riscontro elettorale

Da pagina 37 del giornale ” LA SICILIA ” di domenica 13 Maggio 2012, CL Provincia, CL1305-CL05-37

 I due schieramenti che disputeranno la “finale elettorale” del 20 e 21 maggio sono ora al completo: il candidato sindaco del Polo Civico, Francesco Raimondi e quello del Polo di Centro, Giuseppe Scarantino, hanno infatti ultimato le rispettive squadre di assessori. Una di queste comporrà la prossima Giunta municipale. Nelle scorse settimane, tutti e cinque gli aspiranti sindaci avevano comunicato una parte dei quattro componenti del proprio esecutivo, in attesa poi di aggiornare la lista una volta certi di vincere le elezioni o andare al ballottaggio.
Adesso è corsa a due:

Raimondi «chiama» l’ing. Scarciotta e la dott. Leonardi

Raimondi aveva già inserito in elenco il dott. Giuseppe Anzalone ed il dott. Giuseppe Mazza. Il primo, classe 1955, impiegato e fondatore della squadra di pallavolo Nike San Cataldo, attualmente è coordinatore provinciale del partito Grande Sud. Nel 2007 si candidò a sindaco, giungendo terzo al primo turno. Mazza, invece, si definisce «prestato alla politica»: 41 anni, geologo, è fortemente impegnato nel laicato cattolico, essendo segretario regionale e diocesano del Movimento dei lavoratori di Azione Cattolica, oltre che presidente parrocchiale di Azione Cattolica. Da ieri, in virtù dell’apparentamento con il centrosinistra, a questi si aggiunge l’ing. Gianfranco Scarciotta, candidato sindaco giunto terzo dopo lo scrutinio di lunedì scorso. Il quarto componente della Giunta di Raimondi è, per legge, una donna e si tratta della dott.ssa Lorena Leonardi: classe 1971, è laureata in scienze bancarie assicurative ed è stata scelta dal candidato sindaco nell’area della propria coalizione. Interpellato sull’argomento, Raimondi ha anche aggiunto che non è stato designato un vicesindaco.

Scarantino designa assessore la prof. Falzone.

Il dott. Scarantino, invece, aveva già in precedenza comunicato i nomi di tre aspiranti assessori: l’avv. Salvatore Falzone, 28 anni, pubblicista e tra le altre cose direttore del periodico di informazione “Il Sacco”; l’ing. Giampiero Modaffari (scelto anche come vicesindaco), 47 anni, docente all’Istituto tecnico per l’agricoltura, l’agroindustria e l’ambiente, attivo in politica da diverso tempo e con alle spalle un incarico da presidente del Consiglio comunale sotto l’amministrazione Torregrossa, un ballottaggio per il ruolo di sindaco perso nel 2007; Adriano Nicosia, 41 anni, presidente della Confederazione Nazionale delle Imprese. E’ stato componente di Giunta all’inizio dell’attuale legislatura, prima di essere destituito nel 2008 da Di Forti. Ieri, la “quota rosa” dell’esecutivo è stata assegnata alla dott.ssa Maria Grazia Falzone: 57enne, fisico nucleare, esperta nel settore del risparmio energetico, insegna al “Mottura” di Caltanissetta. Già presidente del Rotary Club San Cataldo, dal 2004 è vicepresidente dell’Ipab “Casa dei Fanciulli Cammarata”. E’ coniugata con il dott. Antonio Panascì, già candidato sindaco nel 2002. «La designazione della prof.ssa Falzone – afferma Scarantino – conferma la nostra volontà di assicurare alla città un’amministrazione di qualità».

 

Milena. INCOMPATIBILITA ACCIDENTALE O VOLUTA ?

articolo

CL1605-CL06-31

 

avv. Salvatore Ferlisi

avv. Salvatore Ferlisi

 

L’incompatibilità c’è: nessuno può negarla, è lì’,  manifesta,  appariscente, enorme come una montagna, sotto gli occhi di tutti, voluta, per quel che ne so io, per  volontà del Sindaco.

L’assessore Falletta, è stato nominato, a termine.

Il Sindaco ci promise che l’avrebbe tenuta in quella funzione per soli sei mesi.

Noi, in quel tempo, proponemmo una scelta diversa, sia nella persona e sia nel criterio: ma prevalse la volontà del pensiero unico e la scelta, che a quel punto, apparve irrevocabile, ma con un termine finale preciso.

E come tutte le cose di questo mondo ( del nostro piccolo mondo ), l’assessore rimase,  e la promessa del termine “ di scadenza “ rimase impegno fatuo.

Oggi, grazie ad una legge della regione, da un lato, e la presenza di una opposizione, dall’altra, i nodi sono arrivati al pettine.

Il  Sindaco, obtorto collo, si vede costretto a dover sostituire l’assessore incompatibile.

OGGI. Bisogna sostituire l’assessore. Senza se e senza ma. 

A mio parere, l’assessore da sostituire, deve essere di “ genere “, in pratica,  un’altra donna.

Certo, non c’è nessuna diffida ( per quanto di mia conoscenza ), da parte dell’Assessorato agli Enti Locali, ad adempiere a questa incombenza, e per ora,  non ‘c’è neanche la minaccia di un intervento sostitutivo da parte dello stesso Assessore Regionale.

Ma il cambio ormai non è più dilazionabile.

Per questa ragione, ritengo legittimo il rilievo dell’opposizione, circa l’incompatibilità dell’assessore in carica, ma allo stesso tempo,   ritengo abnorme la richiesta del rinvio del consiglio comunale, legando la richiesta a questo solo motivo.

Ci sono alcuni malevoli, che subito dopo la votazione ( del rinvio consiliare ) hanno  pensato che l’unica vera ragione del rinvio, affondava le radice nella possibilità di poter incamerare un ulteriore gettone di presenza: io credo,  che il rinvio,  sia stato chiesto in buona fede, collegando erroneamente le funzioni del consiglio comunale con quelle della giunta, sbagliando, e, dando spazio al qualunquismo assoluto.

Mi sono chiesto spesso: perché Sindaco ed assessore dal gennaio 2012 ad oggi non hanno mai pensato di adempiere a questo passaggio obbligato, per legge, autonomamente senza esservi spinti dalle opposizioni , che altrimenti, non potrebbero nemmeno spiegare la loro esistenza ?

IL Sindaco ha perso tempo per poter far fare una bella figura all’opposizione ?

Mi auguro che questo adempimento “ formale “ venga chiuso al più presto.

Allo stesso tempo, mi auguro che venga nominato un altro assessore di genere:  il Sindaco potrebbe persino ometterne la nomina e continuare cosi e sarebbe tutto legale.

Questa volta, e mi rivolgo al Sindaco, coram populo:  se la scelta dell’assessore, dovesse seguire le stesse orme della volta precedente,  per tempi e modalità operative, per quello che mi riguarda, io non intendo più seguirlo.

Io ho una visione collettivista dell’amministrazione comunale, per niente personalistica ed indipendente come l’attuale.

Come ho spesso detto in giro, questa amministrazione, per usare una metafora gastronomica, somiglia ad una tavola riccamente imbandita, con tantissime portate e piatti pregiati, con  un difetto insanabile: tutto è scialbo, insipido, senza sale, privo di gusto e senza sapore alcuno e perchè no, anche noioso.

Salvatore Ferlisi

 

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 Da pagina 39 del giornale ” LA SICILIA ” di domenica 13 maggio 2012, ed. CaltanissettaCL1305-CL06-39

 

Milena: Filomena Falletta aveva la delega al bilancio

L’assessore «incompatibile» si dimette

Filomena Falletta s’è dimessa ieri dalla carica di assessore comunale che ricopriva all’interno della Giunta del sindaco Giuseppe Vitellaro. In una lettera ha spiegato le motivazioni di questo suo gesto. Motivazioni non politiche, dettate soprattutto dal contenuto della recente circolare n. 6 dello scorso 12 marzo dell’assessorato regionale alle Autonomie Locali riguardante la controversa materia dell’incompatibilità tra i componenti della Giunta Comunale ed i Consiglieri Comunali. In questo caso, l’incompatibilità che ha determinato le dimissioni della dott.ssa Falletta, che aveva le deleghe al bilancio, ai beni culturali, all’agricoltura, al commercio e all’ambiente, è stata determinata dal fatto di essere cognata del consigliere comunale Salvatore Carlino.
L’oramai ex assessore, in carica dall’aprile del 2010, ha ringraziato il sindaco per la fiducia datale e tutti i consiglieri comunali e i colleghi di Giunta, nonché tutti i dipendenti per la loro disponibilità. Insomma, un’uscita di scena senza polemiche o proclami politici. In precedenza, a sollevare la questione era stato il capogruppo consiliare di minoranza Giovanni Randazzo che, nel corso dell’ultimo consiglio, aveva chiesto l’adozione di provvedimenti «per ripristinare la legalità ed il rispetto di tutto le norme sino ad oggi disattese» nonché il rinvio del consiglio in quanto, a suo modo di vedere, «l’adozione degli atti risulterebbe in contrasto con queste norme di legge».
Rinvio che poi il presidente del consiglio, Salvatore Tona, sentiti i capigruppo consiliari, ha deciso per il prossimo 18 maggio alle ore 18. In quella occasione, pertanto, la Giunta si presenterà con soli quattro assessori, e cioè Vincenzo Nicastro, Giuseppe Ingrao, Carmelo Curto e Raimondo Mattina. Ovviamente, quanto prima, il sindaco dovrà indicare il nome del nuovo assessore che, anche per rispettare la legge sulle cosiddette “quote rosa”, dovrà essere al femminile.

ELEMOSINE DALLA CASTA DEI PROFESSORI

La piazza è rossa contro il Governo Monti

ORLANDO PRESENTA LA GIUNTA, QUALORA DOVESSE ESSERE ELETTO SINDACO DI PALERMO

Ecco la nostra splendida squadra per Palermo!

Non ci sarà nessun vice sindaco: siamo in 10 e ogni sei mesi ci sarà un vicesindaco a rotazione.

AGATA BAZZI 56 anni, “Bene comune Territorio”.

GIUSTO CATANIA 40 anni, “Bene comune Partecipazione e Decentramento”.

MARCO Di MARCO 47 anni, “Bene comune Sviluppo e Attività Produttive”.

UGO MARCHETTI 65 anni, “Bene comune Bilancio, Patrimonio e Risorse Finanziarie”.

TULLIO GIUFFRE’ 35 anni, “Bene comune Infrastrutture e Mobilità”.

GIUSEPPE BARBERA, 64 anni, ‘Bene comune Vivibilità, verde, Reti telematiche e Innovazione’.

AGNESE CIULLA, 39 anni, ‘Cittadinanza sociale bene comune’.

BARBARA EVOLA, 38 anni, ‘Bene comune Scuola’.

FRANCESCO GIAMBRONE, 55 anni, ‘Bene comune Cultura e spazi culturali’.

CESARE LA PIANA, 66 anni, ‘Bene comune Aziende partecipate e servizi ai cittadini’.

 


Dopo aver presentato nei giorni scorsi i primi cinque assessori che lo affiancheranno se sarà eletto sindaco di Palermo, Leoluca Orlando candidato di Idv, Fdse Verdi, arrivato primo al ballottaggio con il 47,42 per cento dei consensi, ha presentato in conferenza stampa a Casa Natura, nel parco della Favorita altri cinque componenti della sua squadra di governo.

Si tratta dell’ architetto Agata Bazzi, dell’ ex parlamentare europeo di Rifondazione comunista Giusto Catania, dell’imprenditore Marco Di Marco, dell’ingegnere Tullio Giuffrè e del generale della Guardia di Finanza Ugo Marchetti. Orlando ha spiegato di aver già presento l’elenco degli assessori a palazzo delle Aquile. «I miei assessori – ha detto il Professore – faranno gli assessori a tempo pieno.

Non ci sarà un vicesindaco. Siamo in 10, ci sarà un vicesindaco ogni sei mesi».

Riferendosi alla location scelta per la conferenza stampa ha detto «abbiamo scelto questo luogo
perchè faremo del parco della Favorita il simbolo della città».

Ad Agata Bazzi andrà la delega al Territorio, a Giusto Catania quella alla partecipazione e decentramento. Marco di Marco si occuperà di Sviluppo e attività produttive. All’ex generale della guardia di finanza Ugo Marchetti, che nel 2010 è stato nominato Magistrato della Corte dei Conti, andrà, invece, quella al Bilancio. Tullio Giuffrè si occuperò di  Infrastrutture e Mobilità.

Orlando ha poi annunciato l’istituzione di cinque ‘Authority’ – Cultura della legalità, diritto alla salute, turismo,  internalizionalizzazione della città, sport di base e di eccellenza – del garante dell’infanzia e dell’Ufficio Europa.

«Gli incarichi delle Authority saranno a titolo assolutamente gratuito – ha sottolineato – e l’ufficio Europa, che è strategico, sarà alle dirette dipendenze dell’assessorato al Bilancio».

«Emilio Arcuri – ha aggiunto – ha dato la sua disponibilità al coordinamento di interventi sul territorio, mi auguro che rinasca l’entusiasmo e lo spirito di sostegno in questa città all’amministrazione».

LA REDAZIONE DI QUESTO BLOG FORMULA I MIGLIORI AUGURI A TUTTA LA SQUADRA E ALLE FORZE POLITICHE CHE LA SOSTENGONO, SICURI E CERTI DI UNA VITTORIA DEL POPOLO LIBERO DI PALERMO, QUALE FARO ED INDICATORE DI DIREZIONE DI TUTTA L’ISOLA. 
 

Assessore e consigliere sono cognati: incompatibilità a Milena

Da pagina 39 del giornale ” LA SICILIA ” , di sabato 12 Maggio 2012,  CL Provincia, CL1205-CL07-39

Filomena Falletta

E’ stato rinviato al 18 maggio alle ore 18 il consiglio comunale. A stabilirlo è stata la conferenza dei capigruppo che il presidente del consiglio Salvatore Tona ha riunito su propria iniziativa al fine di dirimere la delicata questione riguardante la presunta incompatibilità che, sulla base della nuova legge regionale, potrebbe venirsi a determinare in quanto l’assessore Filomena Falletta è cognata del consigliere comunale di maggioranza Salvatore Carlino.

In precedenza, la questione era stata sollevata dal capogruppo consiliare di minoranza Giovanni Randazzo che aveva avanzato una proposta avente ad oggetto la Legge regionale 6/2011 secondo cui gli assessori devono sottoscrivere dichiarazione di eventuale incompatibilità.

Una norma che ha trovato recentemente applicazione anche a Bompensiere dove il vice sindaco Umberto Anelli s’è dovuto dimettere per incompatibilità con il fratello Gustavo consigliere. Nel documento il capogruppo consiliare di minoranza Giovanni Randazzo, nel chiedere l’adozione di provvedimenti «per ripristinare la legalità ed il rispetto di tutto le norme sino ad oggi disattese», ha anche chiesto il rinvio del consiglio in quanto, a suo modo di vedere, «l’adozione degli atti risulterebbe in contrasto con queste norme di legge».
Sulla richiesta è intervenuto il sindaco Giuseppe Vitellaro che ha detto di aver già provveduto ad inviare una lettera a tutti gli assessori comunali ai fini della verifica sulla sussistenza o meno delle nuove cause di incompatibilità e che l’iter procedurale è ancora in corso.
Il vice segretario comunale ha chiarito che i lavori del Consiglio si potevano svolgere in quanto l’eventuale incompatibilità avrebbe riguardato l’assessore e non il consigliere.
Tuttavia, lo stesso Randazzo ha fatto rilevare che tale presunta incompatibilità avrebbe rischiato di ripercuotersi anche sui lavori del consiglio in quanto, in quella seduta, c’era da approvare lo schema di rendiconto del bilancio esercizio 2011 al quale ha partecipato l’assessore Falletta che è cognata del consigliere comunale Calogero Carlino.
Pertanto è stato deciso di rinviare la seduta consiliare al prossimo 18 maggio quando, verosimilmente, sarà completato l’iter delle eventuali incompatibilità e sarà possibile capire se da questo rilievo potranno uscire fuori variazioni.

La pista anarchica nel paese delle stragi di Stato

Pietro Ancona

Pietro Ancona

 
La federazione Anarchici Informali a me sembra un clone  creato da qualcuno  della federazione Anarchici Italiani ( FAI  stesse iniziali per confondere di più le acque) che ha un sito ufficiale e che ripudia il terrorismo e la violenza. Il documento di rivendicazione dell’attentato ad Adinolfi è stato – secondo me- costruito da presunti specialisti del linguaggio della psicologia e del comportamento degli anarchici ed incorre in macroscopici errori da fare ridere a crepapelle come questo: “”Con una certa gradevolezza abbiamo armato le nostre mani, con piacere abbiamo riempito il caricatore. Impugnare una pistola, scegliere e seguire l’obiettivo, coordinare mente e mano sono stati un passaggio obbligato, la logica conseguenza di un’idea di giustizia, il rischio di una scelta e nello stesso momento un confluire di sensazioni piacevoli. Un piccolo frammento di giustizia, piombo nelle gambe per lasciare un imperituro ricordo di quello che è ad un grigio assassino”. Questo è un linguaggio con riminiscenze letterarie  del vitalismo anni trenta   può verosimile in bocca ad una certa eversione di destra, fascista, e financo dannunziana. Si parla di “sensazioni piacevoli e di “gradevolezza” espressioni ed atteggiamenti estranei alla cultura anarchica che è una cultura seria  di grande rilievo nella storia del pensiero politico e che ha almeno duecento anni di vita. Quando mai e come un anarchico parlerebbe di “piacere a riempire il caricatore che mette  l’arma  quasi in un rapporto erotico ? Insomma basterebbe affidarsi ad un gruppo di semiologi seri per capire quanto sia raffazzonato imparaticcio ed artificiale il linguaggio usato per rivendicare l’attentato ad Adinolfi.A quanto pare avremo altri attentati. Nel volantino ne vengono indicati 7. Colpisce la leggerezza, la miopia, la ruffianeria  dei massmedia italiani nell’avallarela menzogna dell’attentato terroristico degli anarchici. Colpisce l’allineamento dei politici dietro la tesi della pista anarchica.  Colpiscono le dichiarazioni del presidente  del Copasir Massimo D’Alema che si dichiara “molto preoccupato” Colpisce la subitaneità della  nomina di Di Gennaro noto personaggio di una delle pagine cilene della storia italiana a membro del governo. C’è una drammatizzazione e teatralizzazione dello attentato ad Adinolfi che viene sfruttato a fini politici mentre la gente continua ad ammazzarsi per le difficoltà della crisi e vengono sequestrate le pensioni al minimo di poverissimi pensionati costretti a farsi un conto corrente appunto per essere  espropriati (illegalmente)dei i pochi soldini sempre a disposizione  della esattoria del governo.  Sembra che il Governo  invochi una stagione di rinnovato terrorismo e che voglia indicare la strada della lotta armata al dissenso sociale. Il Governo ha bisogno di ancora maggiore potere autoritario sulla società italiana in vista delle conseguenze del massiccio bombardamento fiscale che arriverà a giorni a cominciare dall’IMU. Il governo trasmette ansia incertezza ed ora anche il baubau del terrorismo. Niente di nuovo nella storia recente d’Italia se non che tutto si svolge in un ambiente molto più deteriorato economicamente e socialmente di quello degli anni 70.Un ambiente da tragedia.

Pietro Ancona

il sito della FAI: http://federazioneanarchica.org/

La Guantanamo italiana

Pietro Ancona

Pietro Ancona

  Vero o simulato che sia il tentato suicidio di Provenzano esso pone il problema del girone infernale del 41 bis   e della condizione delle carceri italiane diventate luoghi invivibili dopo le leggi demagogiche imposte dalla destra per soddisfare  una opinione pubblica manovrata da una campagna allarmistica e securitaria contro i drogati e gli immigrati. Nessuno si occupa di affrontare e risolvere il problema di liberare le carceri di almeno un terzo dei detenuti se non attraverso una amnistia che conviene ai colletti bianchi quando servirebbe la depenalizzazione di una serie di reati che potrebbero essere derubricati o aboliti. 

 Credo sia giusto riproporsi la questione dell’abolizione del 41 bis che è  contro il principio costituzionale della pena come mezzo di recupero e rieducazione ad una cittadinanza corretta.Il 41 bis è la Guantanamo del sistema carcerario italiano. Non serve a combattere il fenomeno mafioso dal momento che questo è aumentato e si è esteso in Italia in questi ultimi anni ed abbisogna di altri provvedimenti a cominciare da una politica pulita  che non premi i fiancheggiatori e la borghesia mafiosa. Il 41 bis serve al Potere a mostrare i muscoli a dare di se una immagine di intransigenza nella lotta alla mafia ed anche, se del caso, a contrattare quando ne ha bisogno con i mafiosi. Bisogna fare un resoconto della applicazione di questa legge ed abolirla assieme alla detenzione amministrativa che consente di trattenere in carcere persone che hanno già scontato la loro pena.

  Stiamo introducendo in Italia la cultura americana dei parenti delle vittime che intervengono nel dibattito sullo stato delle carceri per invitare lo Stato ad essere il più duro possibile con i detenuti. In USA  assistono soddisfatti alla morte dei condannati. Ebbene la pena deve essere severa e senza sconti per amnistie o altro ma la Legge  deve prescindere da sentimenti di vendetta dei familiari ed essere giusta in rapporto ai fatti accaduti e soltanto a questi ascoltando soltanto le richieste di giustizia. 

Pietro Ancona

LA MANIFESTAZIONE: ” Gridiamoglielo in piazza “. A Roma, migliaia di comunisti in piazza “Monti è uguale a Berlusconi”

Migliaia al corteo della Federazione della Sinistra, che riunisce Rifondazione e Pdci.

Presenti esponenti di Sel, Idv e delle sinistre radicali europee: Front de Gauche, Syriza, Linke di 

Roma, neocomunisti in piazza "Monti è uguale a Berlusconi" Il corteo della Fds a Roma 

 Sole cocente in città, turisti stranieri che boccheggiano e a un certo punto si fermano incuriositi: da piazza della Repubblica parte il serpentone rosso tra falci e martello, facce del Che e di Lenin e l’immancabile “Bandiera Rossa” cantata a squarciagola.
È l’orgoglio comunista quello che ha sfilato oggi per le vie della Capitale, nella manifestazione nazionale organizzata dalla Federazione della Sinistra (sigla che riunisce Rifondazione, Pdci, Partito del Lavoro) in difesa dell’articolo 18 e contro le politiche del governo Monti. Ci sono i banchetti del Manifesto, quelli per firmare una petizione contro la riforma del lavoro della Fornero, si intravede qualche bandiera cimelio del vecchio Pci, più tutta la diffusione militante: Liberazione che esce di nuovo giusto per oggi, poi Che fare?, FalceMartello, Scintilla, La Comune e così via.

Difficile dare un numero esatto sui partecipanti. “Siamo  oltre i 40mila”.  Di sfondo alla prova della piazza dei comunisti, la recente tornata elettorale, che ha visto una certa ripresa.Le urne dicono che la Fds vale tra il 2 e il 3 per cento, con punte del 5 e 6 in Toscana, in Umbria, a Palermo, Parma.

 Adesso il tentativo è quello, dopo aver riunito bene o male i comunisti, di mettere insieme tutto quello che gravita a sinistra del Pd: cioè Sel, Idv, Verdi. Presenti in piazza, ma a livello di qualche adesione personale e nulla di più.

“Questa è una proposta di alleanza a Sel e Idv – ha spiegato Paolo Ferrero, segretario del Prc – facciamo appello alla sinistra e al sindacato. Per fare opposizione alle politiche di questo governo ci vuole uno sciopero generale perché toccare l’articolo 18 è una vergogna come la questione esodati”.

Alle domande sull’agguato al manager di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, l’ex ministro risponde che “il clima è difficile, spero che siano solo fenomeni isolati e però dico che non si può parlare di terrorismo per ogni accadimento. Dico con forza costruiamo insieme l’alternativa e uniti insieme nella lotta”.

E Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, aggiunge che “il terrorismo è il nemico principale della classe operaia”.

 

ASTI . Elezioni, i dati definitivi: Brignolo e Galvagno al ballottaggio. E TUTTI I NUMERI DEI CANDIDATI AL CONSIGLIO COMUNALE.

Il Pd è il primo partito,

seguito da Pdl,

la lista civica di Galvagno

e il Movimento 5 stelle

Ecco i risultati definitivi del primo turno elettorale che consegnano al ballottaggio il candidato del centrosinistra Fabrizio Brignolo e il sindaco uscente Giorgio Galvagno.

Fabrizio Brignolo 13217 voti 36,66%

Giorgio Galvagno 10634 voti 29,5%

Mariangela Cotto 3196 voti 8,87%

Gabriele Zangirolami 2960 voti 8,21%

Davide Arri 2017 voti 5,59%

Giovanni Pensabene 1900 voti 5,27%

Pierfranco Verrua 1487 voti 4,12%

Diego Zavattaro 640 voti 1,78%

LE LISTE

MINISTERO INTERNI

……………………….

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

I NUMERI DEI CANDIDATI AL CONSIGLIO

 

L’attribuzione dei seggi al consiglio comunale viene effettuata dopo l’elezione del sindaco, quindi al ballottaggio,  con l’assegnazione del premio di maggioranza alla lista o gruppo di liste collegate al candidato sindaco eletto. Al riparto dei seggi non sono ammesse le liste di candidati che abbiano ottenuto al primo turno di votazione meno del 3% dei voti validi e che non appartengano a nessun gruppo di liste che abbia superato tale soglia.

A ciascuna lista o gruppo di liste i seggi sono assegnati proporzionalmente con il metodo delle divisioni successive (metodo d’Hondt), dividendo successivamente per 1, 2, 3… la cifra elettorale di ciascuna lista o gruppo di liste collegate sino alla concorrenza dei seggi da assegnare.

Quindi tra i quozienti così ottenuti si scelgono i più alti in numero pari ai consiglieri da eleggere, disponendoli in una graduatoria decrescente e a ciascuna lista o gruppo di liste sono assegnati tanti seggi quanti sono i quozienti ad esso appartenenti, compresi nella graduatoria.

Visto che il sindaco sarà eletto al secondo turno e nessuna colazione ha raggiunto il 60% alla lista o al gruppo di liste collegate al vincitore viene assegnato il 60% dei seggi.

Determinato il numero di seggi spettanti a ciascuna lista o gruppo di liste, sono, in primo luogo, proclamati consiglieri i candidati a sindaco non eletti, collegati a ciascuna lista che abbia ottenuto almeno un seggio; nel caso di collegamento a più liste, il seggio per il candidato sindaco è detratto dai seggi attribuiti complessivamente al gruppo di liste collegate.

Sono proclamati consiglieri i candidati di ciascuna lista secondo l’ordine delle rispettive cifre individuali costituite dalla cifra di lista aumentata dei voti di preferenza; in caso di parità, sono proclamati i candidati che precedono nell’ordine di lista.

Movimento 5 Stelle:

Davide  Giargia 71, Marcela Serpa 28, Maurizio Vogliolo 28, Nicolò Paolo Romano 26, Alessandro Filetti 21, Roberto Tommei 21, Marco Rosso 17, Angela Mauro 16, Andrea Parisi 16, Danilo Pugliese 13, Angelo Zisa 13,Emanuela Aluffo 13, Greta Fortunato 11, Paola Pavese 8, Sandra Milan 7, Maurizio Santini 4, Elena Simplicio 4, Antonio Fortunato 3, Salvatore Zisa 3, Francesca De Filippo 2, Valentina Grossi 2, Lorena Guzzo 2, Samuele Berruto 2, Davide Piancatelli 2, Sergio Cavallaro 1, Caterina Paiuzzi 1, Annarita Giuseppuna Ciufalo 1

Lega Nord:

Andrea Giaccone 61, Maria Grazia Sonego 5, Giuseppe Civitate 42, Davide Scaiola 36, Fabio Fassio 31, Marco Brunetti 29, Fabio Carosso 26, Pierluigi Dezzani 26, Cristina Massa 25, Giuseppe Cardona 25, Maria Vittoria Lanteri 23, Francesco Balbo 18, Luca Masoero 17,Dario Careglio 12, Renato Merlino 12, Margherita Ottonelli 12, Cesare Pessino 12, Luca Riva 11,Ornella Stefania Saracco 11, Ferruccio Elidio Morosino 10, Mauro Serena 10, Luigia Fassola 9, Michelina Quagliara 8, Andrea Lachelli 7, Luigino Porrino 6, Gaetano Ruggiero 5, Franco Bartolomeo Sillano 5, Paolo Lepori 3, Remo Negro 3, Bepin Zefi 3, Rocco Durante 2, Maurizio Ghisa 1.

Sicurezza:

Shakira Bufalino 6, Erik Maritato 30, Pietro Boero15, Alessandro Antonio Toselli 0, Enzio Bianchi 13, Antonio Pani 0, Marcello Sterpone 5, Antonio Giugliano 0, Mattia Acito 6, Giuseppe Scarafile 7, Mirko Daniele 2, Franco Iannacci 0, Mario Dilettoso 0, Fabio Gardin 0, Nicholas Gisondi 0, Antonietta Nobile 1, Claudio Bertagna 2, Morena Fabbian 0, Alfonso Viarengo 1, Vincenzo Bellissimo 0, Rosanna Bonvicino 0

Progetto Asti Mpp:

Daniele Muzio 0, Ermens Bertot 0, Mario Bleggi 0, Giada Bruzzese 0, Nicola Bruzzese 0, Irene Cammarata 0, Salvatore Cammarata 0, Anna Cerchio 0, Ester Cerchio 0, Domenico Coppola 0, Giovanni Cornalea 0, Debora Costantino 0, Felice Costantino 0, Luigi D’Alessandro 0, Gianluca Di Domenico 0, Luigi Liberto 0, Marco Imarisio 0, Loretta Lombardi 0, Salvatore Presti 0, Danilo Rivoire 0, Franco Trogolo 0, Isabella Gianotti 7

La Destra:

Gianfranco Mastroianni 43, Marco Peirano 20, Massimo Santoro 18, Mirko Saracco 8, Stefano Ollino 0, Gabriella Fogli 0, Vincenzo Santangelo 7, Antonella Modica 0, Matteo Orlandi 0, Erika Saracco 1, Stefania Boccasino 0, Mara Boero 0, Lorenza Borgia 0, Emanuele Pulli 0, Ario Corapi 0, Francesco D’Angelo 0, Alessandro Ballauri 0, Patrizia Liberale 0, Pier Luigi De Giuer 0, Mario De Grandis 0, Cesare Grassi 0, Monica Corciulo 0

Lista civica per Galvagno sindaco:

Angelo Arnone 64, Marco Avallone 1, Susanna Baldissera 43, Maurizio Bertolino 98, Alberto Binello 60, Emanuela Casetta 88, Luca Castaldo 20, Federico Cirone 107, Davide Della Valle 17, Daniela Desana 54, Rolando Carlo Doglione 61, Loredana Esposito 117, Salvatore Falletta 162, Mario Ferraris 115, Germana Ferrero136, Giovanni Fongo 21, Davide Gatti 35, Mauro Gosetti 11, Gianfranco Imerito 457, Maurizio Lattanzio 220, Claudio Marello 21, Mauro Marengo 83, Romina Mattina 23, Mirko Mercurio 4, Luciano Mirigliani 41, Gerardo Navazio 69, Girolamo Ollandini 23, Andrea Podestà 23, Fabio Ragucci 3, Rauccio Stelvio 21, Luca Trimarco 29, Mario Vespa 151

Pdl:

Debora Biglia 169,    Giovanni Boccia 199,   Marcello Coppo 358,   Domenica Demetrio 175,   Sergio Ebarnabo 249,     Pierfranco Ferraris 292,     Piero Ferrero 345,     Luigi Giacomini 129, Enrico Alessandro Giampietri 69,  Fabrizio Alessandro Imerito 459,  Franco Ingrasci 234,   Maurizio Giovanni Guglielmo Meda 63, Pier Cesare Mora 140,  Ornella Cristina Palladino 134,  Angela Maggiorina Quaglia 345,   Gianluigi Sannino 98,   Silvana Bertolotti 20,  Renzo Berzano 157,  Fabrizio Bittner 94,  Luigi Borgo 43,  Boris Briola 13, Clara Currado 18, Andrea Cussotto 2,  Antonio Fazio 29,   Bartolo Gabbio 43,  Marco Gallo 4, Arlinda Mergo 1,  Luisella Novelli 12, Salvatore Piccicuto 63, Graziella Pippione 46,   Francesca Ragusa  171,  Walter Valente 72.

Asti Bene Comune:

Roberto Zanna 96, Paola Gho 25, Gianfranco Miroglio 25, Edoardo Accornero 1, Antonia Adurno 26, Michele Anselmo 45, Pinuccia Arri 10, Simone Canavero 5, Luca Rondeletti 4, Roberto Musso 13, Sandro Pasero 5, Luca Gugliotta 9, Bauda detta Silvia Fini 31, Francesco Novarese 6, Enrico Consigliere 0, Alberto Spertino 5, Enrico Venezia 8, Valentina Nebiolo 1, Valentina Vogliolo 18, Jacopo Perosino 20, Luisa Celeste Maria Vigna 2, Diego Mazzucco 5, Valeria Ida Lucia Sollazzo 2, Federico Giacosa 2, Luca Morino 3, Pier Luca Cuccuru 2, Barbara Fantino 14, Diego Namio 2, Hamed Ait Ouahame 7, Fabrizio Rissone 28.

Federazione della sinistra:

Tina Casamento 87, Walter Artuffo 6, Giovanni Arzilli 9, Stefano Bego 24, Roberto Benussi 4, Paolo Borsato 21, Maria Gabriella Braccini 11, Gino Caron 44, Valentina Cerigo 23, Davide Corona 9, Filippo Di Modica 10, Marco Gambaudo 32, Nello Gherlone 20, Francesco Merlo 20, Francesco Migliore 4, Dalia Moretto 6, Francesco Olivero 7, Mario Ollino 9, Giuseppe Palumbo 4, Luigi Raviola 4, Patrizia Ragno 39, Ugo Saccà 24, Pasquale Sacco 18, Massimo Scognamiglio 76, Mamadou Seck 33, Sebastiano Taormina 5, Kristian Todeschini , Claudio Torchio 6, Gian Emilio Varni 63, Giuseppe Vitello 40, Claudio Zamarian 21, Sergio Zappa 9.

Uniti insieme a sinistra: 

Anna Asciutto 5, Aldo Campini 6, Calogero Cannella 15, Tiziano Carni 3, Giuseppe Cipolla 2, Maurizio Chiaramonte 0, Pietro Coiladu 12, Vincenzo Fruci 0, Aldo Giraldi 3, Carlo Ingallinera 6, Alessio Longu 5, Giovanni Lovetro 2, Leonardo Nantele 26, Giuseppe Potenza 6, Enrico Raiteri 3, Giuseppe Saviano 4, Pietro Seminara 2, Antonio Serritella 37, Ilaria Setaro 0, Pasquale Tempone 1, Domenico Tortoriello 4, Enrico Trevisani 10, Viller Trevisani 21, Giuseppe Trovato 7, Luciano Vespa 0, Lucio Zotti 16.

Unione di Centro:

Mario Sorba  167, Valeria Bertolo 50, Raffaele Maria Bianchino 81,    Antonio Boccia 41,      Piero Bosia 5,      Daniela Bussolino 6,       Giorgio Caracciolo 86,     Giulia Cenerario 7,      Giovanni Romano Cerrato 8,      Francesco Danzi 12,     Domenico De Marco 19,       Franco Durante 14,       Simona Gai 49,     Valter Lanfranco 2,       Pierangelo Davide Mantelli 103,       Raffaele Mariano 36,       Maurizio Mazzetto 44,        Antonio Merlone 76,      Carla Musso 53,       Pier Luigi Ollino 10,   Andrea Ottenga 74,       Neil Palladino 19,      Fausta Carla Pantano 23,       Mario Alberto Pasini 23,    Antonino Russo 20,       Mauro Serpi 3,       Davide Simone 19,       Alfonso Spera 22,       Enzo Luciano Stroppiana 61,    Maurizio Toscano 26,       Pierino Trevisi 33,       Davide Varenni 61

Noi per Asti:

Mario Alciati, Elio Aluffi 36, Mario Aresca 92, Ylenia Arri13, Giorgia Benin 0, Elisa Berzano 20, Mauro Burbello 7, Mario Casagrande22, Elio Cerato 25, Gabriella Corbellini 17, Maria Grazia Crema 5, Michele Di Paolo 18, Monica Rachele Donà 12, Giuseppe Ferrero 70, Roberta Gaggioli 28, Luigi Gai 18, Federico Garrone 223, Arturo Gherlone 27, Laura Ingrosso 6, Barbara Longo 3, Andrea Massano 29, Giuliana Musso 31, Carlo Ottonelli 9, Marco Paracchino 18, Aldo Pavanello 6, Giampaolo Pennino 41, Maurizio Rijllo 25, Carlo Sabbione 142, Felice Sismondo 124, Roberto Tarasco 76, Enrico Trova 5.

Asti Più:

Emerenziana Abbate 6, Elisa Burruquier 11, Alessandra Borio8, Giulio Cadeddu 32, Vanitha Corrente 10, Rosina Angela De Meo 7, Andrea De Simone 23, Aida Faye Diop 11, Martine Féral 27, Enrico Follo 81, Paola Gerbaldo 45, Sandro Giachello 15, Paola Imarisio 16, Mauro Imbrenda 43, Silvana Maccagno 39, Barbara Marletti 4, Stefano Masino 19, Sylvia Menozzi 7, Maria Grazia Migliore 39, Nadia Miletto 43, Rosanna Montesano 13, Tiziana Mossino 11, Gabriella Mura 37, Giuliano Paniate 30, Andrea Pescarmona 16, Rita Rossi 9, Nicola Solazzo 6, Giacomo Sorba 38, Francesca Staglianò, Antonia Teotino 8, Gimmi Viarengo 10, Loredana Zanaga 0.

Alleanza Astigiana:

Elisabetta Antigo 12, Stefano Baccella 1, Sergio Bortolomai 19, Maria Anna Butera 21, Dante Canini 4, Maria Luisa Carpentieri 26, Giovanni Ceniviva 12, Corrado Piervittorio Craviolatti 0, Maria Dell’Agli 23, Luca Di Piazza 15, Alessandro Di Ubaldo 11, Salvatore Di Vita 45, Anna Rosa Gazzano 22, Santo Ioppolo 7, Massimo Lazzarino 18, Davide Manzoni 19, Fabio Marello 6, Ermanno Margaglia 6, Marina Mazzari 50, Diego Menegatti 0, Paola Mida 7, Marino Mirra 0, Maria Costantina Pastucci 7, Giorgio Porcellana 3, Ciro Raia 16, Gian Luca Rosso 21, Veronica Scarabello 6, Stefania Sterpetti 67, Cecilia Trinchero 32, Rosaria Tulipani 10, Michael Vitello 8, Giuseppe Vommaro 23.

Moderati per Brignolo:

Rosalba Benisi 10, Massimo Bilotta 21, Maurizio Bonato 9, Rinaldo Bussolino 41, Maurizio Cadeddu 55, Simone Callegher 5, Renzo Caracciolo 37, Paolo Cavaglià 19, Andrea Cerrato 81, Gianfranco Delle Donne 0, Francesco Diodati 9, Vincenzo Fasano 24, Walter Romano Fornaca 18, Giuseppe Freda 17, Elisabetta Furlani 2, Piero Garavaglia 9, Gualtiero Gasti 33, Raffaele Giugliano 66, Giorgio La Rosa 13, Fiore Lazzaro 24, Giovanna Lentini 21, Denis Matonti 26, Giuseppe Misiano 30,
Sinistra ecologia e libertà:

Renato Amico 0, Oriella Bolla 5, Piero Cacciabue 0, Massimo Campaner 87, Giovanni Cannia 0, Bruno Martino Giaccone 5, Cristiano Gimmelli 11, Concetta Increta 1, Maria Giuseppa Ingrasci, Ezio Ivaldi 0, Iolanda Lombino 0, Michele Longo 0, Elisa Malvé 1, Massimo Mazzinghi 32, Carmen Pegna 0, Sergio Quartetto 1, Gianfranco Ruscalla 139, Cristian Santero 0, Domenico Sardo 1, Fabrizio Sarni 2, Enzo Sobrino 9, Mauro Stefanini 0, Gesualdo Stelladoro 8, Jenica Liliana Toderasc 0, Anthony Sebastiano Tona 85, Silvia Vercellone 2, Danilo Vicentini 4.

Territorio è cultura:

Luca Amerio 4, Daniela Arcudi 92, Neri Baglione 99, Giovanni Bardascino 10, Calogero Caltagirone 80, Piero Carbone 48, MariaLuisa Celoria 15, Enrica Civello 14, Filippo Cornero 115, Serafino Ferraris 67, Antonio Ferreri 4, Paolo Finotto 57, Roberto Galante 61, Patrizia Garofano 24, Laura Ghigo 31, Margherita “Giusy” Gobello 14, Oreste Guazzo 2, Pinuccio Marra 29, Ljda Mosca 7, Giuliano Mossino 20, Cosimo Olivieri 11, Anna Maria Ottaviano Ivoli 5, Pino Palumbo 69, Nicolò Pujia 15, Stefano Rossi 59, Cornel Tilibasa 10, Renata Torta 8, Cristina Trotta 20, Tiziana Valente 33, Fulvia Viale 16, Domenico Viarengo 67, Gioacchino Vitello 11.

Italia dei valori:

Maria Basile 1, Gerry Basso 25, Alberto Bianchino 70, Piero Bosca 0, Giorgio Brondolo 10, Andrea Corradino 47, Paolo Cotti 23, Alessandra Cristiano 0, Francesca Cristiano 0, Massimiliano Ferrone 0, Roberto Galli 31, Cristina Garetti 19, Antonio Giangrande 7, Maria Giuliano 6, Sergio Iovacchini 2, Maria Larocca 1, Michela Marinetto 29, Valerio Matassi 8, Rita Morra 17, Maria Fernanda Mura 3, Alberto Pasta 128, Lillo Pellitteri 65, Alberto Peraino 0, Antonio Plenteda 1, Giuseppe Rizzo 23, Rinaldo Russo 5, Gianluca Salina 4, Alessandro Sconfienza 8, Sergio Secco 0, Federico Venturi 13, Renzo Viarengo 99, Paolo Zanellato 28.

Uniti per Asti:

Maria Luisa Bagnadentro 110, Sara Biamino 20, Alessandro Boano 17, Graziella Boat 10, Anna Bosia 238, Gianni Bosso 14, Gioele Cannella 16, Roberta Marina Cantatore 2, Paolo Casalegno 20, Pietro Cecere 37, Rocco Coppola 6, Maria Cortese 3, Paolo Emilio Crivelli 132, Paolo Crosa 24, Giulio Gambetta 15, Maria Teresa Gandolfo 23, Maria Carmen Gatti 8, Marinella Giuseppina Gavazza 42, Mario Malandrone 98, Monica Marrandino 33, Simone Alberto Nosenzo 6, Anna Oliva 29, Monica Parola 5, Luca Rainero 27, Maria Giuseppa Rotella 16, Maurizio Ruschena, Carmine Salimbene 8, Matteo Saracco 19, Sandra Steffenino 27, Francesco Villata 40, Antonello Virano 30, Maurizio Zanutto 38.

Pensionati Invalidi:

Vito Abaci 4, Oreste Agrò 0, Maria Carla Amerio 0, Giuseppina Anastasia 0, Stefania Arzilli 0, Onofrio Barbarino 0, Gianpaolo Bertinetti 0, Marco Bono 0, Giuseppe Callipo 1, Leandro Civico 0, Simone Dalmazzo Torrente 0, Filippo Farruggia 0, Salvatore Fazari 0, Vincenza Gagliano 0, Pietro Galliano 0, Liliana Iacuitto 0, Umberto Lombardo 0, Antonio Mameli 0, Francesco Daniele Palermo 0, Alfredo Paterna 0, Alessandra Pessione 0, Eugenio Piccolo 0, Mario Reboldi 0, Maria Russo 1, Antonio Scampanato 0, Rosalba Secci 0, Emanuela Vitello 0.

Partito Democratico:

Clemente Elis Aceto 136, Mara Alciati 36, Edoardo Angelino 130, Paolo Bagnadentro 209, Silvio Bucciol 49, Vincenzo Calvo 142, Gianni Cavallero 35, Giorgio Cubeddu 20, Flavio Doglione 125, Antonio Donatacci 178, Riccardo Fassone 135, Anna Paola Fea 61, Maria Ferlisi 347, Oscar Ferraris 153, Pierluigi Graziano 41, Salvatore Grizzanti 75, Alina Haman 22, Guido Migliarino 69, Giovanni Miglietta 92, Donato Rocco Pafundi 134, Enrico Panirossi 176, Marta Parodi 162, Ida Pastrone 51, Lidia Maria Pizzotti 65, Luigi Poggi 33, Cosimo “Roberto” Salonne 30, Luigi Sposato 69, Luciano Sutera Sardo 235, Sandra Celestina Tosques 13, Piero Marco Vercelli 139, Andrea Visconti 270, Vittorio Voglino 271.

San Cataldo – CL – Raimondi e Scarciotta si sono apparentati

Da pagina 33 del giornale ” LA SICILIA ” di venerdì 11 Maggio 2012, CL Provincia,CL1105-CL07-33

Ufficializzato l’”apparentamento”:

«Trasformiamo San Cataldo in una città da vivere bene insieme»

 

 I “mormorii” delle ultime ore sono diventate voci ufficiali: in vista del prossimo ballottaggio elettorale, in programma il 20 e 21 maggio, è stato dato vita ad un «apparentamento» tra coalizioni. Gli schieramenti coinvolti sono il “Polo Civico”, che fa capo al candidato sindaco Francesco Raimondi, ed il centrosinistra guidato da Gianfranco Scarciotta, i quali uniranno le proprie forze per fronteggiare il “Polo di Centro”, il cui aspirante sindaco Giuseppe Scarantino ha chiuso il primo turno in vantaggio. Ieri, sono stati proprio i due leader, Raimondi e Scarciotta, a dare la notizia della sinergia tra coalizioni. Si tratta dei due candidati che, dopo Scarantino (4.275 voti al candidato, 5.357 voti di lista), hanno preso più voti al primo turno delle Amministrative: Raimondi ha raccolto il 25,91% delle preferenze, con 3.425 voti, mentre Scarciotta è giunto terzo con 2.874 voti (21,74%).
Per quanto riguarda le liste, la coalizione di Raimondi si è attestata a quota 1.871 voti, quella di Scarciotta ha raggiunto 3.186 preferenze. Ieri, il candidato sindaco Raimondi e l’ing. Scarciotta sono intervenuti con una nota congiunta: «L’apparentamento nasce dal comune senso di intendimento di rafforzare la proposta politica che parte “dal basso”, cioè direttamente dalla gente, avanzata da Francesco Raimondi, coinvolgendo nuove formazioni e forze politiche e tutte quelle realtà sociali che si rivedono in un progetto amministrativo alternativo a quello portato avanti dall’amministrazione comunale uscente. La scelta del dott. Raimondi, e dell’intera coalizione che oggi lo sostiene, rappresenta il frutto di un percorso di coerenza politica che continua nel tempo. Raimondi è, infatti, uno dei pochi politici locali che non ha mai avuto momenti di condivisione politica con chi, per quindici anni, ha governato San Cataldo».
«Raimondi – continua la nota – si è, infatti, contrapposto al deputato Torregrossa, con una coalizione alternativa che non ha avuto successo per pochissimi voti, quando egli si è candidato per la prima volta. Successivamente, ha sostenuto le proposte politiche alternative presentate prima dal dott. Enzo Maiorana e poi dal dott. Giuseppe Anzalone. Oggi, sempre in alternativa alle amministrazioni succedutesi per tanti anni, Raimondi torna a proporre un nuovo progetto politico-amministrativo sostenuto da Intesa Popolare, Insieme per la Città e Grande Sud, assieme alle formazioni che al primo turno hanno appoggiato l’ing. Gianfranco Scarciotta. La realizzazione del programma amministrativo mira a trasformare San Cataldo in una “città da vivere bene, insieme”. Questo obiettivo – conclude la nota ufficiale – racchiude la volontà di permettere a tutti di diventare protagonisti mettendo al servizio della comunità le proprie competenze e le proprie idee. Una politica, quindi, autenticamente “dal basso”, animata esclusivamente dalla volontà di consegnare ai nostri figli una città migliore».
Dell’apparentamento tra le due coalizioni, Scarciotta ha parlato anche su Facebook, rivolto ai propri sostenitori: «In caso di successo al ballottaggio, l’intesa raggiunta consentirà alle nostre liste di ottenere 8 dei 12 seggi spettanti alla coalizione sui 20 dell’intero Consiglio comunale e di amministrare la nostra città assieme a Francesco Raimondi ed al suo movimento». Quindi ha ringraziato i propri sostenitori per l’appoggio al primo turno e ha aggiunto: «La passione e l’entusiasmo, soprattutto, dei tanti giovani che hanno creduto nelle ragioni del nostro impegno, nelle nostre proposte, nei metodi che avremmo voluto utilizzare per attuarle, mi hanno sostenuto lungo tutto il percorso. Di tutto questo vi ringrazio di vero cuore, invitandovi a proseguire nell’impegno, a non abbandonare i vostri ideali ed i vostri valori, riversandoli nell’agire quotidiano e, per chi sceglierà di farlo, nella politica cercando di farla tornare vera politica e, ai più giovani, assicurando il ricambio della classe dirigente. Non perdete quest’occasione».
Sempre rivolto ai propri sostenitori, Scarciotta ha concluso dicendo: «Adesso accompagnateci al ballottaggio di domenica 20 e lunedì 21 maggio con la stessa passione e lo stesso entusiasmo per vincere la competizione insieme a Francesco Raimondi, persona che apprezzo e stimo da lunga data e con la quale ho condiviso nel Partito Popolare, prima del suo scioglimento, una parte del mio percorso politico. Fatelo tutti, fatelo assieme a coloro i quali hanno creduto nel cambiamento che vi abbiamo proposto, solo così potremo assicurare sin d’ora la rinascita della nostra città. Per smentire ancora una volta quel sacco di maldicenze discreditanti messe in giro dai soliti noti, va detto che Francesco Raimondi non è e non è mai stato il candidato di riserva di Pagano e che i suoi voti sono solo i suoi voti».
Claudio Costanzo

Milena. Per lo spaccio di eroina in 4 scelgono l’«abbreviato»

Da pagina 32 del giornale  ” LA SICILIA ” di  venerdì 11 Maggio 2012, CL Provincia, CL1105-CL06-32

 Scelgono di farsi processare col rito abbreviato i quattro imputati ai quali la Procura contesta l’accusa di avere smerciato eroina a Milena.

 

 

È la decisione assunta ieri al cospetto del Gup Alessandra Giunta dai milenesi:

- Egidio Ingrao di 38 anni;

- Antonino Vitellaro di 34 anni,;

- Salvatore Nicastro di 31 anni;

- Maurizio Vitellaro di 38 anni, va con l’abbreviato ma condizionato alla produzione di atti.

Il processo è stato aggiornato a luglio.

I nomi dei quattro imputati (difesi dagli avvocati Giuseppe Dacquì, Fabio Esposto, Salvatore Tona, Maria Vizzini, Salvatore Re).

Sono finiti nel dossier aperto dai carabinieri sulla morte per overdose di un giovane tossicodipendente di Milena nell’aprile del 2004.

Ad aggravare le loro posizioni, oltre alle dichiarazioni di alcuni assuntori che hanno accusato i presunti pusher, si sono aggiunte le intercettazioni telefoniche e ambientali che – secondo il pm Edoardo De Santis – avrebbero confermato il ruolo di alcuni di loro nella compravendita di droga in paese.

 

 

LA GARAVAGLIA [ Qualcuno del PD di Roma, parteciperà alla marcia di pro life … ( Ci chiediamo, quando quelli del PD parteciperanno a qualcosa di sinistra ?????? )

Domenica a Roma i pro-life tornano in piazza contro l’aborto, per una manifestazione che riunisce i cattolici oltranzisti e la destra radicale. Insieme a Militia Christi e Forza Nuova ci sarà anche la senatrice del Partito Democratico Maria Pia Garavaglia, che questa mattina ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione in Senato

Garavaglia marcerà con quelli di alemanno

Garavaglia marcerà con quelli di alemanno

LA SENATRICE PRO-LIFE - Domenica a Roma si vedrà una scena inedita, un importante esponente del Partito Democratico che sfila accanto ai neofascisti di Forza Nuova ed ai cattolici integralisti di Militia Christi. Lei è la senatrice Maria Pia Garavaglia, già ministro della Salute con il governo Ciampi e vicesindaco di Roma con la Giunta Veltroni. La manifestazione è quella promossa dal gruppo interparlamentare per la vita insieme ad oltre 150 associazioni laiche e cattoliche e 40 tra vescovi e cardinali, con l’intento di sostenere la sacralità della vita e contestare la legge 194. “La vita è il primo diritto, senza il quale non ci sono tutti gli altri” ha detto Garavaglia durante la conferenza stampa di presentazione al Senato di questa mattina.

consigliato

San Cataldo – CL – altro suicidio

 

Non riusciva più a trovare lavoro e gli erano arrivate bollette e cartelle esattoriali che non sapeva come pagare.

Sarebbero questi i motivi che hanno spinto Giovanni Vancheri, un idraulico di 54 anni, a darsi fuoco nella sua auto.

Il suicidio è avvenuto a San Cataldo, un paese della provincia di Caltanissetta.
L’uomo ha fatto sempre lavoretti saltuari fino a quando, anni fa, ha avuto un infarto.

Le condizioni di salute gli hanno impedito di continuare a lavorare. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri stamani Vancheri, sposato e padre di una ragazza, è andato nella sua casa di campagna alla periferia nord di San Cataldo, in contrada Portella Bifuto.

Ha lasciato i documenti dell’auto e i soldi su un tavolo, poi si è chiuso dentro l’abitacolo e si è dato fuoco.

Qualche ora dopo i familiari, preoccupati dal momento che da giorni l’uomo era depresso perché non lavorava, sono andati a cercarlo e hanno trovato il corpo carbonizzato all’interno della macchina.

 

TERRORISMO. ATTENTATO ALL’ING. ADINOLFI. FATTO RITROVARE VOLANTINO DI RIVENDICAZIONE

” Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell’atomo, dall’anima candida e dalla coscienza pulita. (…). Con una certa gradevolezza abbiamo armato le nostre mani, con piacere abbiamo riempito il caricatore. (…). Piombo nelle gambe per lasciare imperituro ricordo di quello che è ad un grigio assassino”.

 

La rivendicazione porta la firma del Nucleo Olga-Federazione Anarchica Informale-Fronte Rivoluzionario Internazionale. Il volantino è stato recapitato alla redazione del Corriere della Sera, a Milano.Il timbro postale sulla busta indica che il volantino è stato spedito da Genova. Secondo l’agenzia Ansa, le forze di sicurezza ritengono la rivendicazione del Fai dell’attentato a Roberto Adinolfi ”attendibile”.Le quattro pagine di rivendicazione iniziano con una citazione dell’anarchico Mikhail Bakunin, e proseguono attribuendo ad Adinolfi la responsabilità per lo meno morale dei morti in Giappone per incidenti nucleari, e del rischio nucleare in generale.“Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell’atomo, dall’anima candida e dalla coscienza pulita. (…).Con una certa gradevolezza abbiamo armato le nostre mani, con piacere abbiamo riempito il caricatore. (…). Piombo nelle gambe per lasciare imperituro ricordo di quello che è ad un grigio assassino”.Prosegue il volantino: “Finmeccanica vuol dire Ansaldo Breda, che con i suoi treni ad alta velocità devasta il territorio. Finmeccanica vuol dire i mortali cacciabombardieri F35, Finmeccanica vulo dire bio e nano tecnologia, Finmeccanica vuol dire morte e sfruttamento”.“Il nostro sogno è anarchia”, scrivono. E seguono i nomi di anarchici arrestati in tutto il mondo. I firmatari annunciano “prossime azioni”. E firmano con un “Lunga vita alle cospirazioni delle cellule di fuoco”.”Potevamo colpire qualche funzionario di Equitalia’‘, ma ”non siamo alla ricerca del consenso”, è anche scritto nel documento.La Fai annuncia nuove azioni: secondo l’agenzia Ansa potrebbero essere almeno otto, tante quanti sono i ”membri prigionieri” della Ccf/Fai detenuti in Grecia. ”Nelle nostre prossime azioni – dice il documento – il nome degli altri fratelli greci, una azione per ognuno di loro”.Nel documento di rivendicazione viene citato anche l’ex ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. ”Prima che il nucleare ricadesse in disgrazia – si legge -, Adinolfi è stato tra i maggiori responsabili insieme a Scajola del rientro del nucleare in Italia”.Cellula Olga si riferisce a Olga Ekonomidou, membro del movimento di ‘Cospirazione delle cellule di fuoco/Fai-Irf’ arrestata il 4 gennaio scorso. Gli anarchici della ‘Cospirazione delle cellule di fuoco-Fronte rivoluzionario internazionale’ che hanno rivendicato l’attentato a Roberto Adinolfi fanno parte della Federazione anarchica informale fin dalla sua fondazione. Proprio la ‘Cospirazione delle cellule di fuoco’ è stata tra le promotrici della più importante realtà anarchica internazionale.Il simbolo utilizzato dagli anarchici informali per rivendicare l’attentato a Roberto Adinolfi è stato ‘adottato’ dal gruppo greco Cellule di fuoco da parte del Fronte rivoluzionario internazionale che lo ha completato con un nuovo elemento. Secondo gli investigatori, la stella a cinque punte con inscritta la ‘a’ di anarchia aggiunta al mezzo cerchio con le cinque frecce che è il simbolo delle Cellule di fuoco apporta una ”novità non solo formale ma anche sostanziale”.E’ stato definito un ”volantino serio” dagli inquirenti il comunicato del Fai-Cellula Olga.  Il comunicato inviato da Genova per posta il 7 maggio, giorno stesso dell’agguato, e’ arrivato questa mattina al Corriere della Sera in via Solferino, a Milano. E’ stato sequestrato dai carabinieri che hanno operato insieme ai loro colleghi del Ros e in copia e’ stato inviato immediatamente sia alla Procura di Genova, titolare dell’inchiesta sull’attentato, sia al procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli, coordinatore del pool antiterrorismo. Sul volantino originale invece verranno effettuati accertamenti tecnico-scientifici.  Ora inquirenti e investigatori sia genovesi sia milanesi analizzeranno nei dettagli il comunicato che da una prima lettura, secondo gli esperti, e’ scritto in un linguaggio diverso rispetto ai volantini provenienti dall’area anarco-insurrezionalista e redatti in passato.

 

ARTICOLO ORIGINALE. corriere della sera

Caltanissetta. MANIFESTAZIONE DI PRECARI DEL PUBBLICO IMPIEGO, DAVANTI GLI UFFICI DELLA PREFETTURA

Volti di ex giovani disoccupati, silenziosi, taciturni, senza supporti sonori e senza cartelloni.

Una manifestazione, quasi rispettosa del  ”sacro”  portone vescovile, antistante l’ingresso degli uffici del Prefetto di Caltanissetta.

Un centinaio o qualcosa di numericamente simile di lavoratori precari della pubblica amministrazione, oggi aspettavano  di poter attirare l’attenzione del governo sulla loro condizione umana, per mezzo dell’ufficio territoriale del governo  di Caltanissetta.

Io ci sono stato,  lì,  in mezzo a loro.

avv. Salvatore Ferlisi

avv. Salvatore Ferlisi

Sono arrivato poco dopo le dieci, e vi sono rimasto  fino alle dodici circa, quando ancora nessuna delegazione era stata ricevuta da    “ Sua Eccellenza “, certamente aveva affari molto più importanti da trattare , rispetto a quel manipoli di stanchi precari senza voce che aspettavano davanti al portone principale.

Nessuno di questi lavoratori ha mai alzato la voce.

Nessuno ha ritmato uno slogan.

Nessuno ha alzato un cartello.

Men che mai un volantino per spiegare le ragioni della silenziosa protesta.

Sembrava quasi di essere ad un funerale, quando un gruppetto di persone resta fuori dalla chiesa, in attesa che esca il feretro: invece erano giovani precari in attesa che sua eccellenza ricevesse una loro delegazione.

Ad un certo punto, intorno le undici, ho visto uscire dal portone del vescovado, il vescovo, con la sua piccola corte, distante dai lavoratori in sciopero  lo spazio di una strada, in pratica il dirimpettaio del Prefetto: ha guardato a malapena quella gentaglia, e con il suo sorriso stampato in faccia è salito in auto ed è andato via.

Non ha sentito il bisogno di avvicinarsi a questi lavoratori per dare loro la sua solidarietà e qualche parola di speranza. 

E’ triste vedere scioperare gente in silenzio: rassegnata e senza speranza e soprattutto dimenticata ed ignorata.

Questa gente quando è stata immessa nel pubblico impiego, senza concorso e senza merito professionale alcuno, era giovane: ora sono passati oltre vent’anni e stanno ancora lì in attesa di essere stabilizzati.

Questa è una vergogna dell’intera classe politica della provincia, della regione e di quella di carattere nazionale.

Questa gente deve essere stabilizzata: senza se e senza ma e senza finti concorsi .

E’ gente che deve essere stabilizzata per legge: punto e basta !

Questa è gente che sul nulla di certo e di sicuro ha messo su famiglie e assunto obblighi personali e familiari e non può vivere  in una riserva elettorale dei potenti di turno.

E’ gente piena di paura, che ha perfino paura di gridare la sua rabbia, e, manifesta, quei pochissimi che hanno trovato il coraggio di farlo,  in silenzio, temendo di essere sentiti o per pudore di non voler disturbare il macchinista,  che ha altro da fare.

Il lavoro non è un regalo o una grazia concessa dal potente, in cambio di una servitù umana permanente a vita natural durante: il lavoro è un diritto che va conquistato e protetto in primis dai lavoratori.

Non saranno mai i padroni e nemmeno i potenti a voler difendere i diritti dei deboli.

Se le classi subalterne, nel corso dei secoli, non avessero preso coscienza dei loro diritti e della forza che dà l’appartenenza ad una classe organizzata e politicamente matura, oggi ci sarebbe ancora la schiavitù.

Salvatore Ferlisi

Da pagina 34 del giornale ” LA SICILIA ” di domenica 13 maggio 2012, ed. Caltanissetta. CL1305-CL02-34

Dal fronte delle vergogne di stato. E’ vero dramma, muoiono [ spinti al suicidio dalla crisi ] non solo i tartassati [ dalle tasse ] ma anche i disoccupati cronici e gli sfruttati.

 

 

Un bracciante agricolo di 32 anni da mesi senza lavoro si è suicidato impiccandosi nella sua abitazione a Paternò, nel Catanese.

A fare la tragica scoperta è stato un cognato. La vittima lascia la moglie e una bambina di 8 anni. Lavorava saltuariamente, ma da due mesi non trovava alcuna occupazione e questo lo avrebbe depresso.

Sul posto per i rilievi i carabinieri della compagnia di Paternò. La salma, su disposizione della Procura di Catania, è stata già restituita alla famiglia.

 

Caltanissetta. ATO IDRICO. GIOCHI DI POTERE.

Il Cda potrà ora ritrovare impulso nella “battaglia” con Caltaqua per la salvaguardia dei 48 posti di lavoro a rischio di mobilità.

Pagina 31 del giornale ” LA SICILIA ” di giovedì 10 Maggio 2012, ed. Caltanissetta, CL1005-CL03-31

Ferdinando Maurelli resta presidente dell’Ato Idrico CL6 e non c’è nessun contrasto con il commissario straordinario della Provincia Regionale Damiano Li Vecchi con il quale sarebbe stato tutto appianato: è quanto si ricava dalla dichiarazione fatta ieri dallo stesso Maurelli il quale ha detto di avere avuto una “cordiale” telefonata con Li Vecchi che dopo averlo confermato alla presidenza dell’Ato gli ha chiesto di dimettersi a quanto pare nel contesto di riequilibri interni nella segreteria provinciale del Mpa. Ha pure detto di avere concordato per i prossimi giorni con lo stesso Li Vecchi un incontro per parlare delle vicende amministrative dell’Ato.
Maurelli, comunque, non ha fatto alcun accenno alle dimissioni che gli erano state chieste dal commissario della Provincia. Ha invece tenuto a precisare che l’operato suo e dell’assemblea generale dei sindaci dell’Ato Idrico è mirato a salvaguardare gli interessi degli utenti del servizio idrico della provincia e «soprattutto – ha sottolineato – il posto di lavoro dei 48 lavoratori che Caltaqua vuole mettere in mobilità». Facendo così pensare che all’interno della segreteria provinciale del Mpa sono stati superati i dissidi emersi proprio per la presidenza dell’Ato Idrico.
Intanto Maurelli non solo non si è dimesso, ma continua ad agire come presidente dell’Ato dove è stato ieri e dove ha assunto provvedimenti nella sua specifica competenza di responsabile della società di ambito. Ha infatti convocato per il 14 maggio l’assemblea generale dei sindaci della provincia che fanno parte dell’Ato Idrico CL6 con all’ordine del giorno importanti argomenti tra cui l’approvazione della proposta del consiglio di amministrazione per il riequilibrio del piano economico finanziario di Caltaqua e l’esame della richiesta avanzata dalla stessa Caltaqua per la rimodulazione del piano di ambito. Cioè a dire per decidere sulle richieste della società spagnola che ha in gestione il servizio idrico della provincia e che le ritiene indispensabili per superare lo stato di crisi che attraversa e per evitare la riduzione del personale dipendente con il licenziamento dei 48 lavoratori.
Quello di Caltaqua che subordina il mantenimento in servizio dei 48 dipendenti all’accoglimento delle richieste avanzate per aumentare le proprie entrate potrebbe sembrare una sorta di ricatto. Ma allo stato delle cose il destino lavorativo dei 48 lavoratori è passato nelle mani dell’Ato che dovrà decidere se accogliere le richieste se le ritiene legittime, oppure respingerle.
Intanto negli ultimi giorni c’è stato un rilassamento dell’attività dell’Ato a causa delle dimissioni chieste a Maurelli il quale, invece, attribuisce la pausa agli impegni dei rappresentanti delle istituzioni presenti all’interno dell’Ato per le elezioni amministrative che si sono svolte ma ha nel contempo teso la mano a Caltaqua. Ha infatti detto: «Superata questa breve stasi, l’Ato riprende l’attività a pieno ritmo e tornerà ad occuparsi da subito e molto da vicino della problematica dei 48 lavoratori di Caltaqua alla quale offre ampia disponibilità di colloquio per pervenire a conclusioni che rientrino nei termini voluti dalla legge».
Nel frattempo i 48 lavoratori, sui quali pende la spada di Damocle del licenziamento, riprendono a sperare. Mentre domani (è stato differito di 24 ore) all’ufficio provinciale del lavoro si svolgerà il tentativo conclusivo di conciliazione tra Caltaqua e i sindacati.
Luigi Scivoli

intervento di Gianluca Miccichè

«Contrario al sottogoverno»

Con una nota garbata, ma nel contempo molto dura, l’ex assessore provinciale del MpA Gianluca Miccichè ha voluto stigmatizzare la propria posizione per la presidenza dell’Ato Ambiente CL6 per la quale è stato indicato come possibile successore del compagno di partito Ferdinando Maurelli.
Gianluca Miccichè afferma che «è giunto il momento, per ciò che mi riguarda, di mettere la parola fine ad una bagarre nella quale sono stato coinvolto e che non mi è mai appartenuta sin dal primo momento». Ringrazia il MpA «per aver pensato a me per l’incarico del quale tutti hanno parlato in questi giorni e di cui tanto si è scritto», ma precisa che «non sono disposto a sopportare questo massacro mediatico né tanto meno a prendere parte ad un mercato degli incarichi come fosse quello delle vacche».
Per Miccichè «le istituzioni sono una cosa seria per persone serie» e comunica: «Non ambisco a nessun posto di sottogoverno; lascio a chi è già in fila da tempo e di questo ne fa motivo di vita o peggio ancora condizione politica».
Rileva quindi: «Mi sono sempre tenuto lontano dai compromessi di palazzo, non cambierò certamente idea questa volta», per poi rincarare la dose: «A queste condizioni non voglio occupare alcun ruolo che cala dall’alto, ma solo quelli legittimati dal voto popolare che ho sempre ottenuto con il consenso degli elettori. Chiedo e continuerò a chiedere sempre agli elettori e non agli apparati di partito».
Conclude affermando: «Fare politica per me è una passione e finchè avrò chi mi sostiene, andrò avanti. Tutto il resto sono solo chiacchiere che lasciano il tempo che trovano».
L. S.

Il neo sindaco di Campofranco.

Da pagina 33 del giornale ” LA SICILIA ” di giovedì 10 Maggio 2012,CL Provincia,CL1005-CL05-33

 Il neo sindaco di campofranco è già al lavoro per il passaggio delle  consegne con il sindaco uscente Calogero Mazzara e completare  la squadra di assessori e nominare il suo vicesindaco.
D’Anna ha già  indicato come suoi assessori Michele Morreale e Salvatore Saia, entrambi consiglieri eletti, e che potrebbero optare per la doppia carica, come per altro prevede la nuova normativa.
Capitolo aperto per le contestazioni.
L’opposizione,  certamente con l’aggiunta di qualche altro voto, da cercare tre quelli contestati,  potrebbe ottenere il 60 % dei seggi in Consiglio Comunale e far saltare tutto, sindaco e consiglio: nei prossimi anni però.
Campofranco cosi si avvia verso una lunga stagione di veleni e guerre politiche.
 

TI AMO ” IMU ” di SORA CESIRA

Renzo Bossi canta «Laurea non c’è» – Un giorno da pecora

 

 

Dopo la sconfitta della Lega alle ultime elezioni, Renzo Bossi decide di cambiare carriera e tentare la via canora a Radio2. Ecco “Laurea non c’è”, un pezzo di Francesca Fornario e Simone Salis dove il Trota ci racconta della sua laurea in Albania, andato in onda durante il programma Un Giorno da Pecora condotto da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro.

Renzo Bossi -IL TROTA – canta “l’Albania”

San Cataldo. CL. Voti di preferenza per i candidati al Consiglio Comunale.

Da pagina 30 del giornale ” LA SICILIA ” di mercoledì 09 Maggio 2012, CL Provincia, CL0905-CL05-30

San Cataldo

     GIANLUCA AMICO SINDACO
FUTURO E LIBERTÀ PER L’ITALIA
Antonio Messina 69, Carmelo Arcarisi 0, Roberto Cagnina 10, Angelo Michele Cammalleri 1, Francesco Carrubba 8, Fabrizio Falduzza 1, Salvatore Guttadauria 4, Vincenzo Lunetta 24, Bartolo Mangione 216, Andrea Maira 72, Antonella Pinzino 198, Giovanni Scalia 0, Pier Tommaso Spedale 0, Salvatore Tumminelli 93, Margherita Vullo 20, Pia Loredana Faraone 1, Marica Puzzangara 1, Sergio Bello 0, Roberto Riggi 2, Sara Maria Mastrosimone 0.

POPOLO DELLA LIBERTÀ
Arcangelo Calà 107, Raimondo Fasciana 111, Filippo Vullo 162, Thierry Ilardo 170, Giuseppe Scarlata 201, Roberto Riggi 169, Gabriella Manzella 24, Angela Cirasa 15, Antonella Cravotta 5, Maria D’Anna 35, Ornella Palmeri 6, Rino Celeste 88, Eliseo D’Asaro 1, Giuseppe Dominici 70, Angelo Falzone 44, Giuseppe Gangi 0, Girolamo Licalsi 3, Angelo Panzica 44, Aldo Sardo 46 e Salvatore Ambra 1.

“COSTRUIAMO IL FUTURO”
Rosario Galletti 154, Vincenzo Naro 180, Alessandra Guarneri 94, Anna Mirisola 18, Liliana Tasso 21, Daniele Falzone 16, Borino Panzarella 114, Marzia Pirrello 7, Gaetano Crapanzano 0, Giacomo Di Pietra 2, Ottavio Di Vita 11, Giuseppa Gabriella Falzone 5, Salvatore Fascianella 0, Maria Giunta 8, Simona Paruzzo 25, Aurelio Peregrino 11, Cataldo Riggi 5, Ivano Siracusa 2, Sebastiano Spanò 7, Salvatore Spilla 0.

FRANCESCO RAIMONDI SINDACO
INSIEME PER LA CITTÀ-FRANCESCO RAIMONDI SINDACO
Cristoforo Amico 297, Calogero Bonfanti 78, Gaetana Calà 4, Adriano Dell’Utri 8, Sergio Di Pietra 25, Gaetano Giannone 154, Salvatore Giordano 3, Pasquale Lipani 16, Alessandro Luzio 6, Luigi Salvatore Macaluso 28, Patrizia Mangione 0, Maria Carmela Medico 3, Michele Miccichè 0, Rita Miraglia 4, Maria Carmela Naro 4, Carlo Raimondi 196, Michele Riggi 8, Michele Ludovico Scarantino 18, Eugenio Tallo 44, Renato Violo 21.

“INTESA POPOLARE”
Maria Amico 3, Maria Rosa Anzalone 0, Angelo Benincasa 28, Giovanni Bongiovanni 0, Valentino Bruno 16, Cataldo Cammarata 0, Eduardo Cosentino 18, Giuseppe Maria Di Vita 159, Valerio Ferrara 91, Gianluca Gattuso 39, Barbara Lipani 0, Giuseppe Livrizzi 27, Gianluca Pignatone 37, Modesto Salvatore Sollami 28, Giuseppe Maria Tirrito 5, Paolo Torino 9, Liborio “Lirio” Torregrossa 14, Maria Elisa Trapani 2, Gianluca Vella 14, Laura Vullo 26.

GRANDE SUD
Giuseppe Anzalone 118, Tiziana Amico 2, Laura Amico 5, Maria Fatima Brancatello 0, Carmen Liliana Cammilleri 1, Andrea Cannarozzo 17, Vincenzo Cartera 0, Luigi Michaele Caruso 14, Concetta Cirami 0, Giuseppe Dell’Aira 1, Santo Del Popolo Carciopolo 0, Giuseppe Falzone 7, Luca Michele Arcangelo Ferrara 0, Francesca Aurora Leonardi 18, Salvatore Maira 12, Carlo Maurici 1, Michele Messina 52, Stefano Ritondo 0, Giuseppe Ubaldo Scarantino 50, Mario Vassallo 10.

GIUSEPPE SCARANTINO SINDACO
“IL SACCO IN MOVIMENTO”
Giuseppe Scarantino 15, Giusi Sammartino 87, Angelo Macaluso 135, Liborio Vullo 139, Lisa Lucia Maira 60, Antonio Vizzini 16, Cataldo Lazzara 11, Loredana Ferrara 22, Maria Grazia Palmeri 16, Domenico Maira 148, Giuseppe Giunta 5, Francesca Farinella 37, Valentina Falzone 0, Giuseppe Letizia 0, Michele Butera 1, Roberto Falzone 0, Angelo Mulè 0, Marco Cagnina 26, Valentino Gallo 7, Francesco Longo 0.

“RICOSTRUIRE CANTIERE SAN CATALDO”
Calogero Cagnina 81, Loris Valenti 132, Gaetano Bellomo 32, Rossana Lunetta 45, Claudia Panzica 2, Ivano Ferrara 80, Michele Russo 50, Maurizio Maira 39, Salvatore D’Alessandria 36, Calogero Celeste 6, Maurizio Dell’Utri 12, Italo Corsino 54, Cataldo Bellanca 8, Grazia Pilato 13, Mirko Raimondi 7, Salvatore Seminatore 30, Gaspare Riggi 11, Laura Mirisola 7, Angela Giardina 4, Daniela Anzalone 0.

“RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ – LISTA MODAFFARI”
Giampiero Modaffari 688, Carmelo Amico 56, Debora Amico 27, Serena Arcarese 124, Giuseppe Maria Bonelli 134, Antonio Rosario Fabio Calì 115, Michele Caramia 79, Michele Di Giovanni 12, Benoit Ludovic Foresta 26, Giuseppa Emilia Giambrone 40, Angelo Giannavola 86, Giorgio Filippo Giunta 13, Salvatore Livrizzi 2, Giuseppe Giosuè Lonobile 37, Carmelo Mingoia 1, Rosario Domenico Mirisola 22, Vanessa Domenica Savia Mirto 18, Alessandra Nuara 11, Antonio Scalzo 22, Giuseppe Sinopoli 32.

PERCORSI SICILIANI-MPA
Lorenzo Salvatore Bellaira 123, Beniamino “Benny” Torregrossa 93, Rubinia Celeste Bonfanti 12, Alfredo Cagnina 41, Sandro Martorana 0, Gabriella Scalzo 19, Mario Vassallo 164, Massimo Alessi 35, Alberto Palmeri 0, Angelo Spinelli 5, Maria Falzone 10, Luca Tumminelli 24, Giuseppe Antonio Di Pietra 42, Cataldo Anzalone 8, Domenico Gaetano Spinello 7, Natalia Vanessa Nicosia 14, Giuseppe Campisi 4, Eugenio Salvatore Saporito 11, Teresa Miraglia 0, Giuseppe Verso 21.

UNIONE DI CENTRO
Salvatore Riggi 164, Enzo Calabrese 350, Filippo Cammarata 36, Giuseppe Domenico Bonasera 1, Miriam Buono 7, Concetta Caico 0, Giuseppe Carrubba 72, Roberta Dell’Utri 0, Lucia Ferrara 0, Salvatore Graci 10, Vincenzo Gulino 0, Fabio Lipani 15, Marcello Maria Lombardo 2, Calogero Francesco “Lelio” Nicosia 63, Mario Onofrio Dario Provvidenza 16, Daniele Talluto 0, Antonietta Donato 0, Romina Alessi 14, Jessica Liliana Alesi 3, Michela Lo Piano 2.

ALLEANZA PER L’ITALIA
Calogero Anzalone 1, Luana Carletta 15, Maria Di Leonforte 1, Alfonso Falzone 24, Sergio Fonti 35, Sergio Giumento 60, Giovanni Giunta 100, Mario Intilla 9, Maria Ausilia La Marca 11, Cataldo Lunetta 4, Salvatore Mangione 26, Giuseppe Marchese 20, Giuseppe Mastrosimone 45, Arcangelo Montagna 9, Pio Naro 234, Maria Piera Leonora 14, Ausilia Scalzo 12, Francesco Valenti 24, Claudio Vassallo 67.

GIANFRANCO SCARCIOTTA SINDACO
PARTITO DEMOCRATICO
Davide Cammarata 97, Veronica Chiara Alaimo 13, Gabriele Amico 62, Marco Andaloro 101, Francesco Cagnina 140, Luca Cimino 2, Zulema Falzone 22, Marcello Frattallone 195, Morena Ghibaudo 0, Josè Luigi Iacolina 15, Francesco Lentini 0, Maurizio Salvatore Lombardo 149, Gaetano Lucarelli 11 Gianfranco Maligno 13, Yvan Christian Manganaro 14, Marzia Riccobene 0, Salvatore “Domenico” Sberna 13, Chantal Tantillo 14, Gianluca Violo 2, Luigi Vullo 4.

“PRIMAVERA SANCATALDESE”
David Gaetan Alù 79, Alessandro Anzalone 15, Carmelo Calì 32, Calogero Cammarata 73, Salvatore Citrano 103, Tiziana Dell’Utri 5, Joseph Claude Falzone 54, Cataldo Fascianella 60, Angelo Ferrara 18, Ernesto Gattuso 120, Angelo Giordano 39, Carmen Maria Infantino 7, Giuseppina Valeria Lo Monaco 10, Valentina Mistretta 14, Salvatore Pirrello 80, Aldo Raimondi 52, Manuela Domenica Raitano 24, Luigi Saporito 42, Michele Tramontana 21, Pietro Viscuso 22.

“LIBERTÀ È PARTECIPAZIONE”
Romeo Bonsignore 229, Rosa Angela Messina 25, Salvatore Scarlata 39, Cataldo Amico 60, Erika Caramanna 22, Settimio Culora 165, Luigi Emanuele Falzone 15, Salvatore Faulisi 3, Clemente Favata 14, Angela Maria Concetta Frangiamore 0, Simona La Marca 6, Vanessa Lipani 7, Vincenza Macaluso 10, Fabio Maira 19, Gaetano Montante 3, Giuseppe Raimondi 7, Grazia Raimondi 5, Carmelo Russo 6, Aldo Sollami 28, Rosario Cosentino 4.

“INSIEME PER SAN CATALDO”
Maria Manila Caramanna 11, Paola Giammusso 131, Lucia Danila Palermo 0, Claudia Pioggia 14, Tiziana Utri 1, Valerio Angelo Alfano 0, Fabio Barbuzza 0, Calogero Bellina 0, Fabio Burcheri 2, Mario Cirasa 5, Lorenzo Salvatore D’Amore 13, Giacomo Di Vita 11, Fabio Riccardo Favata 254, Michele Giannone 1, Rosario Magrì 8, Vincenzo Calogero Matraxia 0, Giuseppe Ernesto Riggi 16, Francesco Paolo Sacco 0, Claudio Scalzo 18, Gaetano Vullo 179.

ROSARIO SORCE SINDACO
“LISTA CIVICA ROSARIO SORCE PER SAN CATALDO”
Rosario Sorce 171, Alessia Amico 22, Rosario Alessi 1, Francesco Bellomo 3, Michele Blandino 2, Giuseppina Bonura 4, Rosario Carò 4, Gaetano D’Anca 0, Diego Dell’Uomini 68, Michele Falzone 98, Michele Giammusso 23, Fatima Infantino 0, Filippo Domenico La Tona 6, Giuseppe Lunetta 6, Cataldo Mangione 6, Elvira Marchese 7, Domenica Mendola 11, Elvis Gabriele Palermo 13, Maria Teresa Pistone 7, Salvatore Sottosanti 2.

 

NISCEMI. Numeri elettorali. Le preferenze dei 420 candidati al Consiglio comunale di Niscemi.

Da pagina 31 del giornale ” LA SICILIA ” di mercoledì 09 Maggio 2012, CL Provincia, CL0905-CL06-31
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IN ATTESA DEL BALLOTTAGGIO PER L’ELEZIONE DEL SINDACO, SEGUONO LE PREFERENZE DEI CANDIDATI AL CONSIGLIO COMUNALE.

DI MARTINO SINDACO
PARTITO DEMOCRATICO
Gianluca Cutrona Ventura 256, Luigi Licata 335; Salvatore Lupo 201; Gaetana Alesi, 2; Concetta intesa Cettina Callari, 64, Floriana Lucia Carbone, 13, Roberto Caruso 15, Francesco Cassero, 43 Luigi Maria Cinquerrui, 39, Giovanna Contrafatto 0, Francesco inteso Franco Di Dio, 176, Sebastiano Di Martino,2 Giacomo Gagliano, 203, Anna Maria Geraci 14, Vincenzo Giudice 41, Angelo Indovina 36 Salvatore Muscia 4 Pino inteso Giuseppe Pardo 176, Giuseppe Emiliano Rizzo 187, Gaetano Tinnirello 0.

LISTA NISCEMI DEMOCRATICA
Massimo Francesco Alesci, 230, Calogero Augusto inteso Gero 135, Arena, Rocco Bennici, 3, Rocco inteso Rocky Blanco, 201, Francesco inteso Vestro Cona, 92, Denise Lombardo, 26, Giuseppe Manduca, 154, Enzo Maugeri, 15, Enrico Militello, 31, Alberto Salvatore Oliveri, 2, Giacomo Pardo, 33, Carmelo Perticone, 6, Antonio Piazza, 49, Emilia Giuseppa Pollicino, 111, Luciano Spinello, 28, Francesca Stallone, 91, Paola Vantaggiato Terragno, 6, Valeria Formica, 5 Nadia Parisi, 6, Totò Altamore 10.

“RIFORMISTI PER NISCEMI”
Giuseppe Rizzo, 179, Salvatore Alessandrà, 3, Vincenzo Amato, 60, Miriam Morena Cacciaguerra, 17, Vincenzo Cummaudo, 78, Vincenzo Di Dio Cafiso, 58, Vincenzo Roberto Erba, 26, Gianclaudio Ficicchia, 34, Ignazio Gagliano, 53, Ilenia Galanti, 13, Roberto Grasso, 17, Saro La Porta, 24, Giuseppina Muscia, 1 Rosario Nigito, 12, Irene Olga Ridolfo 69, Concetta Ilenia Runza, 13, Giovanni Sanzone 0, Sandro Pino Tizza 89, Francesco Tramontana 19, Francesco Zarba 17.

UDC
Santo Enzo Paradisi 246, Francesco Angelico 18, Franco Internullo 9, Gaetano Cristian Spatola 17, Alessandro Di Dio 0, Vincenzo Antonio Vicino 65, Emanuela Iacona 0, Calogero Stefano Musco 5, Francesco Disca 0, Rosaria Reina 0, Salvatore Bonaffini 0, Loreta Cagnes 0, Lucia Margani 0, Glenda Tinnirello 0, Francesco Collura 22, Agata Pardo 0, Francesco Finocchiaro 0, Rocco Tinnirello 0, Vincenzo Muscia 0, Fabio Blanco 0.

GRANDE SUD
Paola Amodio 4, Giovanni Carlo Campoforti 5, Davide inteso Erba D’Erba 158, Gaetano Di Noto 9, Antonino Galesi 7, Serena Giugno 7, Luigi Gualato 196, Massimiliano inteso Massimo Incarbone115, Massimiliano inteso Massimo La Rosa 4, Giovanni Laureanti 10, Concetta Liardo 16, Francesco Monteleone 20, Francesco Morgano 38, Reale Salvatore 0, Maria Rizzo 8, Silvia Spatola 0, Federica Tramonti 3, Franco Valenti 139, Rosaria Vigna 0, Luigi Gaetano Andrea Virone 357.

AUTONOMIA SUD
Francesco Trainito 300, Giuseppe Scardino 188, Carmelo Giugno 338, Gaetano Piscopo 141, Massimiliano Amato 251, Mirella Arcerito 0, Maria Carmisciano 141, Vincenzo Disca 101, Nunzio Liardo 171, Nicolò Mistretta 3, Michele Omini 0, Antonino Pardo 2, Alfio Salvatore Pisano 1 Mariangela Rizzo 5, Federica Tizza 2, Anna Scerra 0, Salvatore Scerra 0, Salvatore Bevalacqua 0.

LA ROSA SINDACO
LISTA LA ROSA SINDACO
Giuseppe Vincenzo Giugno 241, Salvatore Palermo 24, Angelo Meli 113, Giovanni Panebianco 48, Carlo Attardi 356, Eteocle Parrimuto 196, Gaetano Minardi 125, Daniele Cona 137, Giuseppe Migliore 92, Gianni Gagliano 21, Maria Concetta Ania 110, Giuseppe Rabito, Giuseppe Monteleone 24, Giacomo Mogliarisi 0, Alessia Gregna 0, Francesco Buccheri 23, Nazzareno Avarello 0, Marika Ferranti 1, Anna Ficarra 36 Alessandra La Rosa 37.

LA VOCE DEL POPOLO
Francesco Buccheri 126, Vincenzo Zisa 45, Piero Ferranti 55, Rosario Cutrona 77, Giuseppe Ferrera 79, Gaetano Di Dio 28, Giusi Bartoluccio 57, Roberto Cipolla 68, Salvatore Buscemi 75, Riccardo Cannata 14, Vincenzo Lo Stimolo 7, Salvatore Tommasi 0, Salvatore Asta 20, Ignazio La Rosa 37, Giuseppe Piazza 1, Selene Cutruneo 1, Eliana Menz, 130, Maria Cilio 57, Laura Disca 63, Federica Cona 25.

LISTA GRIDO GIOVANE
Leandra Di Giovanni 60, Giacomo Nisi 25, Salvatore Pagano 74, Giuseppe Ferrera 32, Martina Alario 12, Rocco La Rosa 215, Francesco D’Alessandro 28, Alfonso Quinci 17, Rosario Disca 0, Carmelo Nanfaro 9, Alessandra Incarbone 14, Giuseppe Sammartino 6, Marco Gagliano 6, Roberto Monelli 44, Sebastiano Bongarra 0, Fabrizio Crescimone 0, Amalia Spatola 1, Jessina Antonina Lodato 3, Mauro Cunsolo 25, Francesco Buglisi 0.

FUTURO E LIBERTÀ
Salvatore Amato 16, Salvatore Arcerito 0, Francesco Buglisi 0, Claudio Cammallieri 13, Ignazio Cirrone 2, Carmela Cunsolo 1, Mara Di Martino 67, Francesco Emolo 12, Salvatore Evola 67, Roberto Galesi 14, Giacomo Giaquinta Valenti 2, Carmela Iacona, 4, Flavio Lo Bartolo, 4, Vincenzo Militello 12, Cinzia Concetta Monelli 0, Noemi Parisi 7, Salvatore Rinaudo 0, Ottavio Saita 10, Giuseppe Massimiliano Spinello 110, Marco Davide Trovato 175.

LISTA MPS
Antonio Internullo 1, Vincenzo Arcerito 5, Noemi Ferrera 21, Salvatore Maugeri 60, Saverio Reale 7, Emanuele Pepi 0, Fabio Piscopo 0, Francesco Savasta 11, Michele Milazzo 3, Alessandra Quinci 0, Simona Salerno 2, Giuseppe Biondo 19, Massimo Caristia 28, Fabio Giugno 27, Emanuele Pepi 0, Valeria Perticone 0, Luca Tomasi 27, Gaetano Pardo 0, Silvia Tinnirello 0, Salvatore Nanfar, 8.

LISTA ALLEANZA PER L’ITALIA
Stefano Allia 169, Rosario Piscopo 29, Margherita Arcerito 3, Alessia Danila Avila 9, Antonina Barone 2, Vincenzo Bartoluccio 4, Rosalinda Cinquerrui 0, Salvatore Cirrone 3, Salvatore Cuddè 6, Vincenzo Di Martino 18, Vincenzo Di Stefano 37, Rosaria Disca 5, Salvatore Incarbone 4, Francesco Isgrò 0, Salvatore Maugeri 8, Carlo Rabito 6, Vincenzo Ragona 6, Rocco Spartà 6, Ludovico Tramontana 7, Gaetano Raimondi 17.

LISTA FARE NISCEMI
Massimiliano Ficicchia 252, Salvatore Messina 196, Giovanni Parisi 112, Loredana Buonfiglio 13, Salvatore Asta 16, Giovanni Nativo 21, Francesco Di Giovanni 2, Viviana Di Dio 1, Rocco Perticone 12, Gianfranco Ragona 5, Daniele Melfa 14, Rosangela Lodato 4, Salvatore Spinello 7, Salvatore Avila 17, Angelo Mondello 4, Maria Noemi Alma 0, Salvatore Dragotta 0, Paolo Cirrone 0, Gaetano Bandiera 20, Rachele Arena 6.

MELI SINDACO
LISTA AMARE NISCEMI
Rosario Meli Giuseppe 238, Gaetano Accardi 8, Salvatore Altamore 10, Salvatore Arena 11, Carmelo Arcerito 1, Maria Caterina Letizia Bartoluccio 0, Antonina Cascino 8, Marco Cilio 32, Salvatore Cummaudo 0, Rocco Di Vincenzo 20, Vincenzo Interlandi 20, Angela Privitello 6, Roberto Rinaudo 3, Concetta Reale 2, Vincenzo Savasta 6, Salvatore Spadaro 4, Enzo Tinnirello 0, Carmelo Tinnirello 26, Filippo Alberto Valenti 23, Giuseppe Zabatino 78.

ALLEANZA SICILIANA-LA DESTRA
Fabio Bennici 287, Angelo Chessari 212, Roberto Disca 60, Francesca Blanco 18, Gionathan Davide Camagna 46, Rosaria Barone 21, Salvatore Cantaro 4, Anna Azzolina 17, Maurizio Refano 8, Laura Spinello 9, Flavio Cona 3, Vincenzo Cunsolo 8, Emanuele Bordieri 9, Carmela Debora Spinello 9, Orazio Maurizio Ragusa 4, Carlo Lodetti 0, Giuseppe Cutroneo 0, Giuseppe Gagliano 4, Gaetano Gueli 15, Claudio Asta 0.

CANTIERE POPOLARE
Gesué detto Aldo Allia 143, Rosario Alesci 1, Giuseppa Concetta Arcerito 18, Maria Accardi, 13, Belinda Averna 0, Franco Bartoluccio 105, Alessandro Bennici 23, Gaetano Cipolla 113, Gioacchino Crescimone 0, Rosario Cutruneo 9, Giacomo Lo Monaco 18, Francesco Massa 0, Enrico Militello 9, Gianluca Miraglia Fagiano 0, Rocco Muscia 0, Francesco Nanfaro 74, Giovanni Pennino 0, Serena Maria Spinello 0, Vanessa Trainito 0, Enzo Zafaran 0.

POPOLO DELLA LIBERTÀ -PLI
Rosanna Anfuso 2 , Sonia Antonelli 0, Maria Concetta Avila 13, Giuliana Busso 64, Maria Luisa Cinquerrui 5, Abu Moamar Salem 29, Francesco Arcerito 12, Giovanni Chiaramonte 5, Francesco Cona 4, Gianluca Di Franco 10, Erba Gaetano 1, Salvatore Ferranti 24, Rosario Ficicchia 6, Emanuele Giarratana 4, Angelo Meli 75, Giuseppe Rinaudo 10, Andrea Pia Trufolo 1, Roberto Valenza 0, Giuseppe Verdura 10, Marco Massimiliano Vitale 6.

DI BENNARDO SINDACO
LISTA DI BENNARDO SINDACO
Massimo Di Bennardo 92, Marco Avila 17, Roberto Cantaro 11, Daniele Nunzio Buscemi 2, Paola Rizzo 6, Maria Concetta Li Puma 3, Roberto Nonnis 28, Antonino Mantello 67, Fabio Evola 1, Fabio Di Pasquale 0, Gianluca Alario 0, Erika Lamantia 1, Andrea Cirrone 0, Salvatore Alessi 0, Giovanni Ferranti 4, Giuliana Di Gregorio 2.

MARINO MICELI SINDACO
LISTA MARINO MICELI SINDACO
Marino Miceli 47, Sebastiano Edoardo Parlagreco 24, Francesca Cirrone 1, Maria Concetta Cutrona 9, Umberto Accardi 3, Francesco Amato 11, Filippo Arena 25, Antonino Cilio 35, Amedeo Conti 12, Carmelo Di Modica 5, Salvatore Gentile 2, Pino Marcello 9, Andrea Reale 2, Pino Spatola 3, Giuseppe Mantelli 0, Giuseppa Patti 7, Mario Salerno 0.

VIVIANA SINDACO
LISTA VIVIANA SINDACO
Viviana Flavia Stefanini 150, Salvina Amato 1, Doris Barone11, Giuseppa Buglisi 5, Tania Chiaramonte 21, Giuseppe Chiavetta 21, Francesco Di Puma 52, Salvatore Di Trapani 17, Giorgia Giunta 0, Antonella Interliggi 12, Raffaele La Morgia 1, Augusto Longobucco 36, Simona Spadaro 30, Rita Turella 2, Ezio Zafarana 97.

TINNIRELLO SINDACO
SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ
Giuseppe Tinnirello 31, Maurizio Alesci 6, Gaetano Avila 7, Salvatore Avila 1, Gaetana Bottini 3, Salvatore Cilio 0, Teresa Crescimome 14, Pasquale Di Benedetto 12, Ignazio Di Modica 0, Carmelo Ferrera 0, Concetta Maria Massa 0, Salvatore Mortellaro 7, Concetta Salerno, 7, Giuseppe Samuel Conti 2 , Jennifer Conti 0, Franco Amato 0.

Campofranco.Mendola chiederà il riconteggio dei voti di lista.

Da pagina 33 del giornale ” LA SICILIA ” di mercoledì 09 Maggio 2012, CL Provincia, CL0905-CL08-33
Campofranco di un tempo

Campofranco di un tempo

Chiederà di ricontare i voti di lista il gruppo “Noi campofranchesi”.

Lo annuncia lo sconfitto David Mendola.

Pur prendendo atto della debacle personale nel confronto diretto col sindaco eletto, tuttavia il leader di “Noi campofranchesi”, con 1048 voti di lista, pari al 49,80%, ha nettamente battuto quella del neo sindaco Totò D’Anna, “Liberi per Campofranco” che si è fermata a quota 993, ovvero 55 voti in meno, pari al 47,20%.

E il motivo del ricorso annunciato lo spiega lo stesso Mendola: «I voti validi su 2197, sono stati 2.104, pari al 95,76% e la nuova legge elettorale dice chiaramente che se la lista avversaria al sindaco eletto prende il 50% dei voti validi, spettano il 60% dei consiglieri.

Noi abbiamo avuto come voti di lista, 1048 preferenze quindi per soli quattro o cinque voti, non raggiungiamo quota 1.052 preferenze che farebbe scattare il premio di maggioranza.

In quel caso a noi andrebbero 9 consiglieri e 6 sarebbero invece quelli spettanti alla lista del sindaco.

E’ chiaro che se dovessimo poter ottenere la maggioranza in Consiglio, ci spetterebbe la nomina del presidente e dopo due anni, se se ne ravvisassero le condizioni, si potrebbe procedere a sfiduciare il sindaco, avendo i numeri.

Ecco perché, chiederemo ufficialmente che le schede vengano ricontate.

Si tratta soltanto di cinque schede che farebbero una grossa differenza e quindi crediamo che sia un atto dovuto».

Al giovane ex segretario del Pd e capogruppo di maggioranza uscente, battuto con uno scarto di ben 201 preferenze (D’Anna 1057 voti, pari al 48,11% Mendola 856 pari al 38,96%), chiediamo un’analisi della sua sconfitta, chiaro esempio di voto disgiunto, stante che la sua lista, se il nuovo conteggio dovesse dare ragione ai ricorrenti, potrebbe anche ottenere la maggioranza dei consiglieri.

Insomma chi ha votato la lista non ha votato il sindaco, nel suo caso.

«I motivi vanno ricercati nell’ambito del progetto di rinnovamento che noi avevamo proposto -commenta Mendola- un rinnovo sul serio dello scenario politico di Campofranco. Tutti coloro quindi che a vario titolo hanno fatto politica attiva a Campofranco, e mi riferisco a tutti gli schieramenti, si sono schierati dietro le quinte e non hanno appoggiato il nostro progetto. Mi sono quindi ritrovato da solo contro tutti coloro che in precedenza hanno fatto politica a Campofranco e che non vedevano di buon occhio il nostro progetto di rinnovamento portato avanti maggiormente da giovani, ma anche da professionisti e persone capaci. Per altro questo spiega anche il voto disgiunto della nostra lista, ad un soffio dall’ottenere la maggioranza dei consiglieri».

Insomma potrebbero venire fuori sorprese dall’eventuale nuovo conteggio delle schede.

Intanto però, il risultato assegna dieci consiglieri al sindaco neo eletto e cinque alla minoranza, anche se il doppio exploit, ben oltre le cento preferenze, va a due neo consiglieri della minoranza: Claudia Lo Piparo che ha ottenuto 125 voti e Antonio Giacchino (era stato indicato come assessore proprio da Mendola), secondo assoluto degli eletti con 121 preferenze.

Campofranco insomma adesso, se non ci saranno colpi di scena, cambia casacca e torna ad essere amministrata da una lista civica che tuttavia pesca molto nel centrodestra.

Questi i dieci eletti della lista “Liberi per Campofranco”: Donatella Di Carlo 97, Francesco Pera 93, Benedetto Bonacotta 91, Michele Morreale 77 (assessore designato), Carola Modica 72, Rocco Corsaro 68, Paolo Vitellaro 62, Girolamo Favata 54, Salvatore Saia 47 (assessore designato), Liborio Di Gregorio 43.

Questi i 5 candidati di minoranza eletti: Claudia Lo Piparo 125, Antonio Giacchino 121, Manta Salvatrice 96, Michele Falletta 89, Fortunato Randazzo 87.
Roberto Mistretta

 

Gela. Sussidio per gli indigenti, lavorando. Un buon esempio da seguire-

Da pagina 35 del giornale ” LA SICILIA ” di mercoledì 09 Maggio 2012, ed. Caltanissetta. CL0905-CL10-35
gela

gela

C’è chi ha voglia di lavorare pur di ricevere l’assegno sociale, e,  c’è chi rifiuta il contributo comunale pur di non lavorare.
Oggi viene pubblicato un nuovo avviso pubblico per  chi non ha lavoro.
Niente assegni da ritirare in banca o sussidi economici ma prestazioni d’opera per un massimo di due mesi.
In cambio?
Due assegni di 500 euro ciascuno per il lavoro effettuato.
Così il sindaco Angelo Fasulo con l’assessore alla solidarietà sociale Fortunato Ferracane ieri hanno voluto annunciare il nuovo bando, ma dall’altro fare anche un bilancio dell’attività svolta.
Se il 50% delle famiglie sulla carta bisognose hanno rifiutato di andare a lavoro, dall’altro c’è stato chi questa esperienza la vorrebbe rivivere consapevole però che l’amministrazione ha avviato un turn-over.
Con il nuovo bando 45 operai vengono assegnati all’Ato Ambiente, altrettanti alla Ghelas Multiservizi mentre dieci all’Ipab Antonietta Aldisio.
I lavori già realizzati sono quelli di verniciatura della ringhiera di Viale Mediterraneo, ringhiera ufficio Protocollo, lampioni corso Vittorio Emanuele a sud della chiesa Madre, staccionata parcheggio comunale a sud Municipio. e poi ancora pulizia dei marciapiedi e cicli stradali.
Lo scorso anno attraverso l’assegno sociale è stata data una boccata d’ossigeno a 550 famiglie. “Abbiamo risparmiato rispetto agli anni precedenti – ha detto l’assessore Fortunato Ferracane – ma nello stesso tempo abbiamo effettuato della spicciola manutenzione che avremmo dovuto affidare altrimenti a società esterne. Non garantiamo più alcun contributo a pioggia in favore degli indigenti ma il denaro lo versiamo solo in cambio di prestazioni lavorative. Abbiamo abbassato la cifra dei contributi aiutando le vere famiglie bisognose. I miei collaboratori stanno lavorando per aumentare il periodo di collaborazione”.
Dalle graduatorie sono stati esclusi coloro i quali hanno precedenti penali per mafia, estorsioni e usura. “Siamo soddisfatti – dice il sindaco Angelo Fasulo – perché in questo modo abbiamo capito chi ha bisogno veramente. Infatti, su circa 1.800 richieste hanno accettato quasi 600 persone. Siam molto orgogliosi, anche perché questo tipo di progetto si sta attuando in altri comuni d’Italia”.
L.M. 

TERMINI IMERESE. UNA CHIESA ” della Gancia ” diventa luogo del soviet dei disoccupati disperati

Nella  Chiesa della Gancia, nel cuore della parte alta di Termini Imerese,  si è svolta l’assemblea servita a fare il punto e a pianificare la manifestazione cheandrà in scena  per le strade della città.

Sono  gli operai dell’area FIAT  termitana ma anche i cittadini dei comuni del circondario e delle Madonie.

Quello che si prospetta, per i cittadini di quest’area e per quelli di Termini in particolare è un periodo di timori e paure, soprattutto alla luce delle notizie ritenute non rassicuranti sulla capacità dei molisani di Dr Motor di affrontare l’investimento previsto per sostituirsi alla Fiat nella produzione di automobili.

C’è stanchezza e delusione per la mancanza di prospettiva: il sindaco Totò Burrafato ha cambiato il nome alla strada intitolata a G. Agnelli  nell’area industriale: si chiamerà Via Primo maggio e chiuderà il rapporto con la famiglia Agnelli. Per sempre.

Dice il sindaco: “La situazione è molto difficile. L’unica soluzione secondo noi è che il governo nazionale metta le risorse”.
Il primo cittadino si fa portavoce di un malessere diffuso, di un timore incombente nelle famiglie: tra chi lavorava in Fiat e tra chi lavorava in altre aziende che stentano o cominciano a chiudere.
“C’è la sensazione – dice padre Francesco Anfuso, il parroco di termini schierato a sostegno degli operai e della “lotta” della comunità – che la città si senta presa in giro.

La situazione è drammatica: parecchi commercianti sono sull’orlo del suicidio: c’è chi ha un po’ di dignità e si sente inutile e vorrebbe farla finita.

Mafia e MUOS: parenti, amici o “passavamo per caso”?

Antonio mazzeo

Antonio mazzeo



Il primo maggio a Niscemi centinaia di ragazzi da tutta la Sicilia concludono tre giorni di protesta (pacifica e gioiosa) contro il Muos, la megacentrale rischia di mandare in pezzi l’economia e la natura del cuore della Sicilia. Ma perché ce l’hanno tanto col Muos? Di che si tratta? E chi ci fa affari?

di Antonio Mazzeo

 

 

 

 

Si dice che sono contiguo alla criminalità organizzata? Ed io chiudo e licenzio tutti… A Niscemi, nel cuore della riserva naturale che ospita l’ultima sughereta dell’Isola, la “Piazza Calcestruzzi Srl” ha completato sbancamenti e piattaforme in cemento armato dove innalzare le mega-antenne del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari delle forze armate Usa. E dalle pagine de La Sicilia, il 4 aprile 2012, i titolari annunciano l’affissione all’ingresso degli l’impianti di un cartello choc: cantieri chiusi per mafia!

“Si tratta di un’impresa che dal 31 ottobre dell’anno scorso è chiacchierata on line con il sospetto di essere vicina ad ambienti in odor di mafia”, annota  il cronista. Poi il lungo sfogo di Vincenzo Piazza, “delegato” della Calcestruzzi, che – spiega il cronista – ha deciso di dire basta a quelle che considera maldicenze gratuite che continuano ad apparire periodicamente nei vari blog d’informazione della rete. “Una campagna diffamatoria senza frontiere nei nostri confronti, attuata con vari articoli contenenti dichiarazioni di politici professionisti dell’antimafia che hanno determinato gradualmente un calo di richieste di lavoro nei confronti della nostra ditta, fino al punto che dopo aver ultimato la fornitura del calcestruzzo per il basamento dove saranno collocati i tralicci del MUOS, ci ritroviamo senza più richieste di forniture”.

L’1 aprile, la “Piazza Calcestruzzi Srl” aveva notificato agli otto dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato la lettera di licenziamento per “gravi problemi economici” dovuti alla mancanza di commesse. All’indice la Prefettura di Caltanissetta, rea di aver negato all’azienda le necessarie informative antimafia.

“Abbiamo subìto in passato attentati incendiari ad autovetture, escavatori e betoniere”, si duole ancora su La Sicilia Francesco Piazza, figlio di Vincenzo. “Mio padre, addirittura, si è rifiutato di pagare un pizzo di 170 mila euro ed ha denunciato 5 estortori di un clan malavitoso catanese che sono stati arrestati. E ciò nonostante, siamo abbandonati da tutte le associazioni di categoria locali, provinciali e regionali. Abbiamo così deciso di uscire allo scoperto proprio perché non abbiamo nulla da temere e di dire basta alle accuse diffamanti. Abbiamo sporto 5 querele verso coloro che ci hanno diffamato e senza mai che questi abbiano indicato circostanze specifiche di una presunta nostra vicinanza ad ambienti mafiosi”.

In verità blogger e giornalisti si sono limitati a riportare il contenuto di una articolata interrogazione parlamentare ai Ministri della difesa e degli interni, presentata il 14 febbraio 2012 dal senatore Giuseppe Lumia (Pd). “È in atto la ristrutturazione e l’ampliamento del sistema di comunicazioni per utenti mobili denominato MUOS nel territorio di Niscemi, iniziativa ritenuta strategica a fini militari”, esordisce Lumia. “L’impresa che sta effettuando, in subappalto per conto della ditta Lageco di Parisi Adriana Srl, lavori edili e forniture di calcestruzzo è la Calcestruzzi Piazza che ha come amministratore unico Concetta Valenti, il cui marito convivente è Vincenzo Piazza, che, in base ad indagini della Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Caltanissetta nonché ad altri elementi info-investigativi segnalati dalle Forze dell’ordine, apparirebbe fortemente legato al noto esponente mafioso del clan Giugno-Arcerito, Giancarlo Giugno, attualmente libero a Niscemi”.

Il senatore spiega che nel corso dell’indagine Atlantide-Mercurio della procura antimafia di Caltanissetta (gennaio 2009) sarebbero emersi contatti del Piazza con esponenti mafiosi che “evidenziano ingerenze e condizionamenti di Cosa nostra nell’appalto per i lavori di recupero, consolidamento e sistemazione a verde dell’area sottostante il Belvedere, commissionati dal Comune di Niscemi”. Vincenzo Piazza, insieme a Giancarlo Giugno, è stato inoltre denunciato per il reato di associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione Triskelion, eseguita nel febbraio 2010 dalla DDA e dal GICO della Guardia di finanza di Caltanissetta, contro una “cellula” di Cosa nostra della provincia di Enna operante in Lombardia e in Belgio. “Nell’ambito della citata indagine – scrive il parlamentare – il monitoraggio dell’utenza in uso a Antonino Tramontana (soggetto affiliato al clan di Pietraperzia) dava modo di riscontrare plurimi contatti che costui intratteneva con alcuni personaggi pluripregiudicati, tra cui Giancarlo Giugno; quest’ultimo veniva contattato proprio tramite l’utenza in uso a Piazza. Sempre tramite Vincenzo Piazza, altro soggetto mafioso di Pietraperzia, tale Nino Tramontana, il 24 agosto 2006, incontrava Giancarlo Giugno ed era per mezzo del suo cellulare che parlava con Giugno quando si trovava presso l’impianto di calcestruzzo, il 3 settembre 2006…”.

La “Piazza Calcestruzzi” era finita nell’occhio del ciclone ben prima dell’atto ispettivo del senatore Lumia. Il 7 novembre 2011, la Prefettura di Caltanissetta aveva reso noto che a seguito delle verifiche disposte dalle normative in materia di certificazione antimafia “sono emersi allo stato degli attuali accertamenti e dagli atti esistenti presso questo ufficio elementi tali da non potere escludere la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della sopracitata società”. Alla base del pronunciamento prefettizio, i contenuti di un rapporto della Divisione Polizia anticrimine della Questura di Caltanissetta del 6 ottobre 2011, e di quello della Sezione Criminalità organizzata della stessa Questura del 27 dicembre 2010.

A seguito del pronunciamento della Prefettura, il 25 novembre 2011 il dirigente dell’Area servizi tecnici della Provincia regionale di Caltanissetta aveva sospeso la “Piazza Calcestruzzi” dall’Albo delle imprese per le procedure di cottimo-appalto. Venti giorni dopo anche il capo ripartizione per gli Affari generali del Comune di Niscemi disponeva l’esclusione della società dall’elenco dei fornitori e dall’Albo delle imprese di fiducia. Contro i provvedimenti, i Piazza hanno presentato ricorso al TAR. “La conoscenza o la frequentazione di Giancarlo Giugno da parte di Vincenzo Piazza non ha influenzato le scelte personali del secondo, che invece sono state di segno esattamente opposto rispetto alla vicinanza ad un comportamento mafioso”, affermano i legali della “Calcestruzzi”. “Non si comprende, dunque, secondo quale passaggio logico il primo avrebbe sul secondo un’influenza così profonda ed estesa, da fare ritenere probabile l’intromissione nella gestione della società, di cui peraltro il secondo non è socio né amministratore”. Una tesi che ha convinto il Dipartimento della difesa, il Comando di Sigonella, l’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma e le massime autorità militari italiane. Nessuno infatti ha ritenuto d’intervenire per far rispettare la legislazione italiana antimafia.

In origine, gli unici lavori pro-MUOS nella riserva “Sughereta” di Niscemi, autorizzati dall’assessorato ambiente e territorio della Regione siciliana, riguardavano la recinzione del perimetro interessato al sistema satellitare, la realizzazione di un impianto di illuminazione e di un sistema di drenaggio delle acque meteoriche, il livellamento superficiale del terreno e il suo consolidamento, sistemi di viabilità e collegamenti dell’area con le esistenti reti idriche, elettriche e telefoniche mediante tubazioni interrate. Le opere, però, sono state eseguite in spregio alle leggi e al senso comune. Recarsi in contrada Ulmo è come ritrovarsi in un girone infernale. Il paesaggio è da incubo. Scempi che si sommano ad altri scempi. La collina profanata, stuprata, sventrata. Voragini ampie come i crateri di un vulcano. Il terreno lacerato dal transito dei mezzi pesanti, ruspe, betoniere, camion. Recinzioni di filo spinato, tralicci di acciaio. Una selva di antenne. E poi ancora e solo antenne. Terrazzamenti, gli uni sugli altri, per centinaia e centinaia di metri. Uno di essi con evidenti segni di cedimento. In cima, tre piattaforme in cemento armato. E un primo blocco di casermette, container in alluminio e i box per i generatori di potenza.

“Abbiamo rilevato alcune problematiche sulla conduzione delle opere di sbancamento”, denunciano i rappresentanti del Movimento No MUOS. “Negli elaborati grafici del progetto, la dislocazione delle piattaforme per le antenne non corrisponde con quelle in costruzione. Nelle tavole le basi erano disposte lungo una direttrice nord-sud, mentre la loro realizzazione è in direzione est-ovest. Non sappiamo se siano mai state approvate varianti in corso d’opera al progetto. Se non è così, i lavori non sono coerenti con le autorizzazioni rilasciate. Di sicuro questa modifica, per il profilo del terreno, ha comportato un maggiore volume di terra movimentata e di conseguenza un più pesante impatto sull’ambiente e il territorio. È perfettamente visibile, poi, la distruzione di essenze arboree tutelate. La scomparsa di parte della macchia mediterranea è provata anche dalle foto satellitari in nostro possesso, scattate prima dell’inizio dei lavori”.

“L’entità delle trasformazioni in atto denotano una gravissima manomissione dell’ambiente con l’aggravante di esplicarsi a danno di un’area protetta di interesse internazionale”, commenta amaramente Salvatore Zafarana, responsabile del Centro di educazione e formazione ambientale (C.E.A.) di Niscemi. “Nei suoli interessati dalla megastruttura è stato stroncato un processo di successione ecologica positivo che aveva portato alla colonizzazione dei suoli sabbiosi e steppici con specie cespugliose di gariga mediterranea. La superficie destinata ad accogliere il MUOS, unita a quella occupata dalle 41 antenne erette dalla Marina Usa a partire dagli anni ‘90, hanno vanificato ogni possibilità di collegamento delle aree boscate più meridionali di contrada Pisciotto con quelle più a nord di Apa, Ulmo e Vituso e con il residuo bosco di Carrubba ad est. Ad essere definitivamente compromessi sono i lotti boscati di Mortelluzzo e Valle Porco, di limitate estensioni ma di indiscusso pregio naturalistico e paesaggistico”.

Le “presunte” illegalità e l’arroganza dei potentati criminali rischiano di riportare Niscemi indietro di alcuni anni, quando il territorio era sotto il dominio mafioso e gli spazi di libera espressione e agibilità democratica per le nuove generazioni erano minimi. “Con il MUOS e i lavori in mano agli amici del boss, il clima è tornato a farsi pesante e iniziamo ad avere davvero paura”, afferma uno dei giovani attivisti No MUOS. “I nostri genitori, che pure ci hanno sempre sostenuto, si fanno delle domande. Dicono che adesso No MUOS significa No Mafia e che toccando il MUOS si toccano le relazioni criminali. E ciò può creare problemi. Hanno paura che ci possano incendiare l’auto. So che hai ragione e che ci metti il cuore nella lotta contro il MUOS, ma stai attento!, mi ha detto mia madre. Lei non vuole che molli, ma mi fa male vederla preoccupata. Ci sono state persone che sono andate dai nostri genitori, consigliando, anzi denunciando, che eravamo nel Movimento. E questi a Niscemi sono segnali chiari, inequivocabili”.

La mafia che genera militarizzazione. La militarizzazione che rigenera la mafia. “Anche se qui non si spara e si uccide da qualche tempo, imperversa il racket, i commercianti pagano il pizzo e i mafiosi impongono le forniture di cemento alle imprese che lavorano”, racconta Tony. “Ho lavorato come commesso nel settore dell’abbigliamento. I mafiosi entravano in negozio, provavano la merce, se la facevano impaccare e se ne andavano dicendo poi pagherò. Ma non pagavano mai. C’è poi il passaggio di proprietà di piccole quote in mano ai mafiosi. I negozi vengono bruciati o vengono fatte esplodere le auto dei commercianti. A Niscemi non è mai nata un’associazione antiracket. Doveva nascere qualche tempo fa. Fu annunciata durante la presentazione della festa del Patrono. Poi, di notte, ci furono tre attentati contro i commercianti che dovevano costituire l’associazione. L’iniziativa fu cancellata. E ai grandi processi di mafia si costituiscono oggi solo il Comune e l’associazione Libera”.

L’amministrazione di Niscemi è stata sciolta per infiltrazione mafiosa due volte in meno di dodici anni, la prima il 18 luglio 1992, il giorno prima dell’assassinio del giudice Borsellino e della sua scorta, la seconda il 27 aprile 2004. “La situazione amministrativa risulta caratterizzata da rilevanti fenomeni di instabilità politica, determinati dalla grave situazione dell’ordine pubblico ivi esistente, che hanno determinato il susseguirsi di tre giunte comunali, la prima delle quali è stata presieduta dal sindaco dott. Rizzo Paolo, legato da vincoli di parentela con esponenti della criminalità locale”, riportava il decreto di scioglimento a firma dell’allora ministro degli interni, Nicola Mancino.

Il Rizzo, nello specifico, è parente del presunto boss niscemese Giancarlo Giugno, quello delle frequentazioni con i titolari della “Piazza Calcestruzzi”.  “Il  23 dicembre 1984, Giugno veniva tratto in arresto in esecuzione di ordine di cattura emesso dalla procura della Repubblica di Caltagirone per associazione per delinquere di stampo mafioso”, annotava il ministro. “Il 12 gennaio 1986 riceveva notifica del provvedimento di diffida emesso dalla questura di Caltanissetta; il 6 marzo 1991 veniva tratto in arresto per favoreggiamento personale perché sorpreso in compagnia del latitante Barberi Alessandro di Gela, ritenuto personaggio di rilievo del clan Madonia operante in quel comprensorio; il 2 aprile 1991 veniva proposto dal comando carabinieri di Caltanissetta per l’applicazione della misura della sorveglianza speciale di P.S. con divieto di soggiorno in Sicilia”.

Sull’ex sindaco Paolo Rizzo, pesarono altresì i “vincoli di affinità” con tale Salvatore Paternò, denunciato il 18 dicembre 1984 alla Procura della Repubblica di Caltagirone per associazione mafiosa. La sua ingombrante presenza a capo del Comune di Niscemi si protrasse dal giugno 1988 al settembre 1991, il periodo in cui venne costruita in gran segreto la stazione per le radiotelecomunicazioni con i sottomarini nucleari della Marina Usa. Si tratta di una delle infrastrutture militari più estese del territorio italiano: 1.660.000 metri quadri di terreni boschivi e agricoli ad uso esclusivo delle forze armate statunitensi, secondo quanto previsto dall’accordo tecnico Italia-Stati Uniti dell’aprile del 2006. Una cessione di sovranità a costo zero che la dice lunga sulla subordinazione di Roma agli interessi di guerra dell’alleato d’oltreoceano.

SUICIDI da CRISI… E’ meglio ripensarci e fare qualcos’altro !!

PENSATA GENIALE, DA MINISTRI SUPER TECNICI … EH ..

Patrizia Maltese

Patrizia Maltese

Brainjellying
Sample ImageQuando ho letto le dichiarazioni del ministro Cancellieri a proposito della legge sul sequestro e la confisca dei beni dei mafiosi, ho avuto un sussulto. Ma devo essergliene grata… di Patrizia MalteseQuando ho letto le dichiarazioni del ministro Cancellieri a proposito della legge sul sequestro e la confisca dei beni dei mafiosi, ho avuto un sussulto. Ma devo essergliene grata, perché l’antistaminico mi stava rincoglionendo e invece questa bella botta di adrenalina ci voleva.

Insomma la minestrona riscaldata, dopo aver detto che la legge va rivista perché è stata pensata quando in sequestri erano pochi, annuncia che ha studiato un disegno di legge insieme alla sua collega della Giustizia, Paola Severino, e poi se ne esce con il colpo di genio.

Cito testualmente, ma prima mi corre l’obbligo di precisare che è stato proprio il ministro a dire le parole che sto riportando e non un pensionato che spara quattro minchiate in libertà sputacchiando a destra e a manca il tabacco della sua sigaretta mentre gioca a carte al dopolavoro ferroviario. Dunque, ipsa dixit: “Non dobbiamo aver paura di mettere in vendita i beni confiscati. Il rischio che tornino nelle mani dei clan esiste, ma vorrà dire che saranno nuovamente sequestrati e confiscati e lo Stato ci guadagnerà due volte”.

Dunque, se ho capito bene, sequestriamo i beni ai mafiosi, poi glieli confischiamo, poi glieli vendiamo; risequestriamo i beni ai mafiosi, poi glieli riconfischiamo, poi glieli rivendiamo; ri-risequestriamo i beni ai mafiosi, poi glieli ri-riconfischiamo, poi glieli ri-rivendiamo….

E vi ci siete messe in due, le titolari dei ministeri più importanti, a partorire questa genialata? Visto che vi piace tanto l’inglese, come lo vogliamo chiamare, brainstorming o non, piuttosto, brainjellying? Sì, mi stavo arrabbiando, poi però ho capito: non è il ministro che ha detto cazzate, sono i soliti giornalisti che non contestualizzano (magari potrebbero farsi fare un corso accelerato da monsignor Fisichella).

La signora Cancellieri infatti – poi si è scoperto – quelle cose le ha dette mentre stava giocando con i nipotini al gioco dell’oca e, giusto per attualizzarlo un po’, invece di dire “vai avanti di una casella”, “torna indietro di due”, eccetera, faceva il giochino del sequestriamo confischiamo vendiamo. Dia retta, ministro, stia ferma tre giri. Anzi, cambi proprio gioco. Che è meglio!”, come direbbe il Puffo Quattrocchi.

(patriziamaltese.blogspot)

Lavoro: giovedì giornata nazionale contro la precarietà

foto

Giovedì sarà la volta dei precari e degli ammortizzatori sociali che saranno in primo piano nella giornata nazionale contro la precarietà. In tutta la Sicilia avranno luogo manifestazioni e presidi organizzati dalla Cgil.

In piazza a protestare ci saranno giovani, disoccupati e lavoratori in attesa di ammortizzatori sociali in deroga che sono12 mila in Sicilia e le cui procedure sono bloccate dal 27 aprile a causa di un contenzioso tra Regione e Inps.

La Cgil chiede investimenti e innovazione per creare nuovi post di lavoro, l’abolizione dei contratti più precari e delle forme di lavoro che celano truffe, l’estensione degli ammortizzatori sociali a tutti gli iscritti alla gestione separata Inps, la regolamentazione degli stage, un equo compenso impedendo che collaboratori e partite Iva paghino di tasca propria gli aumenti contributivi.
“Sono i giovani e i precari -dice Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil Sicilia- i protagonisti dell’iniziativa di giovedì, traditi da false promesse del governo che li ha usati come scusa per abbassare i diritti di tutti non dando peraltro nulla in cambio.La nostra battaglia- sottolinea- è per chiedere un’inversione di rotta”.I giovani disoccupati in Sicilia sono il 41,3% della popolazione ed in alcune province supera il 50%. Quella degli ammortizzatori in deroga bloccati è per Maggio “una situazione insostenibile che aggiunge disagio al disagio, facendo venire meno una forma di sostegno al
reddito fondamentale per i lavoratori e le loro famiglie. Occorre subito un chiarimento e procedere a sbloccare la situazione”.

A Enna si terrà un presidio in mattinata davanti alla prefettura è alle 17 una manifestazione con la Maggio.

Presidi a partire dalle 10 si terranno davanti agli Uffici provinciali del Lavoro a Agrigento, Caltanissetta, Caltagirone, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani.

A Catania ci sarà una conferenza stampa alle 10 a piazza Stesicoro alle 10 e volantinaggi all’Università. In tutti i capoluoghi alle 11 sono previsti presidi davanti le prefetture. Le
iniziative sono in collaborazione con l’Udu e la rete degli studenti.

ELEZIONI COMUNALI – VOTI AI CANDIDATI CONSIGLIERI LISTA: LA SINISTRA E GLI ECOLOGISTI PER PALERMO

ELEZIONI COMUNALI – VOTI AI CANDIDATI CONSIGLIERI
LISTA: LA SINISTRA E GLI ECOLOGISTI PER PALERMO
RISULTATI COMUNE DI PALERMO
SEZIONI SCRUTINATE LISTE/SINDACI: 595 SU 600 – SEZIONI CON PREF.CONS: 546 SU 600
CANDIDATO VOTI PERCENTUALI
BATTAGLIA MARIA LETIZIA DETTA LETIZIA 582 8.05%
ACCARDO FABRIZIO 111 1.54%
ARMETTA ANTONELLA 103 1.42%
BARBARO COSTANZA 217 3%
BILARDELLO FARINA SERENA 32 0.44%
BOAVENTURA NUNES MARIA DELFINA DETTO DELFINA E DETTO NUNES 90 1.24%
BOVA GIUSEPPE 61 0.84%
DE MAURO FRANCA VALERIA DETTA FRANCA 127 1.76%
DEL CASTILLO MARIA FATIMA DETTA FATIMA 111 1.54%
DI TRAPANI EDUARDO 101 1.4%
EVOLA BARBARA 708 9.79%
FERLISI FRANK 115 1.59%
FICARRA GIUSEPPE DAVIDE DETTO DAVIDE 292 4.04%
GIACALONE ERMANNO 303 4.19%
GOVERNALE ANDREA 144 1.99%
GUARINO MARIO 217 3%
INCORPORA MATILDE 91 1.26%
INGRILLI’ FRANCO ALFIO DETTO FRANCO 146 2.02%
IOVINO ROBERTO 29 0.4%
LA SCALA PAOLO 40 0.55%
LA SPISA SALVATORE DETTO SALVO 142 1.96%
LA VARDERA DANIELA 29 0.4%
LO BOSCO CLAUDIO 46 0.64%
MANNINO ANGELA 72 1%
MANNO MARCO ANDREA DETTO MARCO 107 1.48%
MARTINO FEDERICO 16 0.22%
MAZZOLA MASSIMILIANO 68 0.94%
MESSINEO GIUSEPPE 113 1.56%
MICELI FILIPPO 36 0.5%
MORELLO MAURIZIO 48 0.66%
NASTASI GIOVANNI DETTO GIANNI 307 4.25%
NIVARRA LUCA 300 4.15%
ORLANDO ANNA MARIA 724 10.02%
PALAZZOLO ORNELLA 160 2.21%
PALUMBO LORENZO 224 3.1%
PENSABENE GIUSEPPE 5 0.07%
PERRICONE FERRUCCIO 125 1.73%
PIRRONE MARCO ANTONIO DETTO MARCO 76 1.05%
RAMASAMY SIVAPRAGASSEN DETTO MARIO 15 0.21%
RESTUCCIA FABIO 6 0.08%
RIGGIO SILVANO 73 1.01%
RUTA RUTA RICCARDO 148 2.05%
SALAMONE GIUSEPPE 51 0.71%
SALETTA LAURA 30 0.41%
SARDEGNA CARMELO FORTUNATO 164 2.27%
SCIMECA STEFANO 5 0.07%
SULIS DARIO 233 3.22%
TAORMINA ROSALIA DETTA ROSI 61 0.84%
TULUMELLO SIMONE 145 2.01%
VITELLI ANTONINO DETTO NINO 80 1.11%

LA SINISTRA E GLI ECOLOGISTI PER PALERMO 12834 – 4.77%

SALVO UN IMPROBABILE CONTEGGIO DELLE SCHEDE DEFINITIVO APPARE EVIDENTE CHE LA LISTA NON HA SUPERATO LO SBARRAMENTO DEL 5%.

Caltaqua tiene ferma la sua posizione. Persistono le ragioni per la mobilità.

Da pagina 27 del giornale ” LA SICILIA ” di Martedì 08 Maggio 2012, ed. Caltanissetta.CL0805-PCL1-27

Si svolgerà giovedì prossimo all’ufficio provinciale del lavoro la seconda e conclusiva fase del tentativo di conciliazione della vertenza per la procedura di mobilità avviata da Caltaqua per 48 dipendenti. L’incontro si svolgerà tra i rappresentanti della società spagnola e i sindacati con la mediazione dell’ufficio del lavoro. Era stato momentaneamente sospeso sperando che si raggiungesse un accordo che, invece, non è stato trovato. È stato ora chiesto dalla stessa Caltaqua la quale ha tenuto a precisare che «ad oggi persistono le ragioni a base della procedura di mobilità ed è interesse dell’azienda sollecitare l’incontro previsto per la seconda fase della procedura».
Caltaqua ha nel contempo fatto presente che non ci sono fatti nuovi rispetto alla precedente situazione e che tutto è rimasto com’era prima. Perché l’Ato Idrico CL6 non ha dato risposta alle richieste di revisione del piano economico finanziario ritenuta dall’azienda indispensabile per superare il momento di crisi che attraversa e per evitare la riduzione dell’organico del personale. L’Ato Idrico non ha adottato alcuna decisione perché l’assemblea dei sindaci non si è svolta per la mancanza del numero legale.
A questo punto sembra scontato il risultato dell’incontro di giovedì prossimo all’ufficio provinciale del lavoro anche se i sindacati, che siederanno al tavolo della trattativa, sperano sempre che l’accordo possa trovarsi. Mantengono infatti ancora sospeso lo sciopero di tutti i dipendenti di Caltaqua in attesa di quest’incontro.
Non arriva nel frattempo nessun segnale favorevole dall’Ato Idrico dove non si risolve ancora la questione della presidenza con il commissario straordinario della Provincia Damiano Li Vecchi che, nel contesto degli aggiustamenti interni del Mpa provinciale, ha invitato il presidente in carica Ferdinando Maurelli a dimettersi per rendere libero il posto a Gianluca Miccichè che è in “lista di attesa”.
Del problema hanno parlato ieri il deputato regionale Pino Federico e il commissario Li Vecchi nel contesto, anche di un più ampio panorama che comprende tutte le nomine di rappresentanti della Provincia nei vari enti.
Intanto l’attività dell’Ato Idrico sembra essersi fermata. Ieri avrebbe dovuto svolgersi la riunione del consiglio di amministrazione che non si è svolta perché non è stato raggiunto il numero legale degli intervenuti e Maurelli non si è presentato. C’erano soltanto i rappresentanti di Caltanissetta, Gela, Riesi, Bompensiere e Mussomeli e la riunione è stata rinviata a domani.
Luigi Scivoli

Amministrative del Nisseno. Provincia di Caltanissetta

A SAN CATALDO  Comune dell’on. Pagano e Torregrossa, al ballottaggio andranno due signori  diversi dal loro candidato,  Giuseppe Scarantino e Francesco Raimondi.

Giuseppe Scarantino candidato dal polo di centro, con il 32,4% delle preferenze (4.222 voti),

Francesco Raimondi  candidato del Polo civico grande sud con il  26,1 (3.425 voti),

Scarantino-Raimondi

Scarantino-Raimondi

ESCLUSI

Il candidato del  centrodestra Gianluca Amico con il 16% (2086 voti)

Il candidato del centrosinistra Gianfranco Scarciotta con il  22% (2864 voti),

L’ex  assessore comunale Rosario Sorce con il Sorce il 3,5% (543 voti).

NISCEMI-  Tutto si decide all secondo turno tra il sindaco uscente Giovanni Di Martino (centrosinistra) e il consigliere provinciale Francesco La Rosa (Fli, Api ed altri)

SOMMATINO.  Vince Crispino Sanfilippo, sindaco nato dall’accordo Pd e Pdl. Restano al palo  Angelo Vinciguerra,  candidato con dai resti dall’insieme dei due poli , e per  ultimo Gianluca Infuso del Grande Sud.

SANTA CATERINA- Si afferma  Michelangelo Saporito,  candidato dal  Pd, Mpa, Api e società civile. Perde Vaccaro.

RESUTTANO-  Vince  Rosario Carapezza del  centrosinistra. Perde  Pietro Campa del centrodestra.

BUTERA- L’uscente Luigi Casisi (Pd ed Mpa), ha riottenuto la fiducia dei suoi elettori superando Gaetano Carluzzo, espressione di una parte del Pd, e di un panorama vasto di movimenti: da Rifondazione fino al Pdl.

 ACQUAVIVA- Salvatore Caruso succede a  Salvatore Mistretta.  Vince su per  soli 23 voti di scarto sulla sfidante Claudia Lanza.

CAMPOFRANCO.  Vince  Totò D’Anna  sostenuto da PDL e PID. Perde  David Mendola, segretario del Pd e capogruppo al Consiglio comunale.

MARIANOPOLI. La sfida tra gli ex Carmelo Montagna e Lillo Vaccaro ( PD )  va ad appannaggio di Calogero Montagna, per  soli 24.


QUADRO D’INSIEME DELLA SICILIA.  Clikka la striscia colorata:

Caltanissetta. Caso sospetto di muccapazza

 Ospedale nisseno S. Elia

A Caltanissetta sono in corso nuovi accertamenti da parte dell’Asp di Caltanissetta su un caso di sindrome di Creutzfeldt-Jakob, riscontrato su un paziente ricoverato all’ospedale S. Elia. 

Il sospetto dei sanitari è che si tratti di una variante umana della malattia, quella legata all’encefalopatia spongiforme bovina (morbo della mucca pazza) e al consumo di carne infetta.

I sintomi manifestati dal paziente – si tratterebbe di un uomo settantenne – sarebbero quelli dell’encefalopatia, e per il momento e’ sotto osservazione.

L’Asp ha avviato il protocollo del ministero della Salute con le procedure previste in casi del genere, con ripetuti prelievi sul paziente.

I campioni sono stati già inviati d’urgenza a un laboratorio di Milano.

I sanitari, comunque, escludono possibilità di contagio anche perché il paziente è stato già isolato e la trasmissione della Bse avviene solo mangiando carne infetta.

Se fosse accertata realmente la variante umana della malattia, sarebbe il primo caso nel Nisseno.

Nel 2003 a Menfi, nell’Agrigentino, una studentessa di ventisette anni morì a causa del morbo di variante di Creutzfeldt-Jakob.

Secondo quanto si apprende il caso, è stato segnalato anche ai laboratori dell’Istituto superiore di sanità; ma l’età’ del paziente farebbe propendere per una forma di Cjd sporadica e non legata alla mucca pazza.

 

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